A - Pronto, ciao Miciastra, sei andata a vedere quanto costano le lezioni di tango argentino?
M - (…Ciao A, come stai? E’ tanto che non ci vediamo, che non so come stai, che non sai come sto..) No, non ci sono passata, mi spiace.
A - Dai, passaci, così ci iscriviamo!!!
M - Si, va bene, prima o poi ci passo e ti richiamo.
_._._
C - Ciao Miciastra, quanto tempo che non ci sentiamo, sono rientrato da fuori. Ci prendiamo un caffè’?
M - (cazzo, hanno inventato il cellulare, non potevi farti sentire in questi 4 mesi?) Ciao C, no guarda oggi proprio non posso. Mi spiace. Facciamo domani, se per te va bene.
C - Si, OK magari ci sentiamo…magari…
_._._
R - Ciao Miciastra, anche se non ci sentiamo da anni volevo dirti che sono depressa, che la mia vita fa schifo, che Tommaso mi ha lasciata….
M - (Sai anche io non me la sono vista tanto bene, ho avuto un incidente stradale ed ancora ne porto le conseguenze, sono stata operata di tumore al seno ed ho avuto un periodo di grossa depressione) Mi spiace molto, come posso aiutarti? Hai bisogno che venga da te?
R -no, ora esco perchè devo andare a fare un massaggio, poi ho la ceretta….
M - posso passare in serata, se vuoi..
R - bhè, non so casomai ti richiamo…
Tre piccole situazioni.
Tre persone che, a suo tempo, mi hanno “salutato” (per usare un eufemismo) senza tante spiegazioni.
A tutte e tre ho dato tanto, ma veramente tanto per poi rimanere con un “niente” in mano. So bene che non ci sono vincoli inscidibili nella vita, ma almeno mi sarei aspettata delle spiegazioni, che so, un vaffanculo, al limite. Invece niente. Dal giorno alla notte sono andate via dalla mia vita, lasciandomi, appunto, con un “niente”.
Inutile parlare del dolore che ho provato ogni volta.
Ci sono persone che entrano nella tua vita con prepotenza, che te la cambiano, ti fanno pensare che senza di loro tu non potresti più vivere. Queste persone sconvolgono la tua vita, te la rivoltano, ti portano a pensare che senza la loro presenza la tua vita non sarebbe stata la stessa.
Ci sono persone che entrano ed escono dalla tua vita così rapidamente che dimentichi tutto quasi subito, alle volte nemmeno il nome. Persone che ti tornano alla mente solo se si verificano situazioni particolari, forse nel risentire una vecchia canzone. Persone che non ti hanno lasciato nulla nel cuore e nella tua vita. Meteore, delle quali ti domandi perchè le hai frequentate e perchè non ti hanno lasciato proprio nulla.
Ce ne sono altre bellissime, che non sanno assolutamente di esserlo, alle quali dai tanto e daresti tutto, con le quali vorresti condividere tutto il condivisibile. La loro bellezza è quasi tangibile, eterea, profonda e ti viene voglia di ripeterglielo all’infinito, quasi a straziarle…e realizzi che non tutti riescono a percepire questa bellezza interiore. Probabilmente per mancanza d’impegno, ma soprattuttto di pazienza.
C’è gente che non sa nemmeno dove sta di casa la pazienza. O è soltanto disinteresse puro e semplice?
E poi le persone che hanno dentro di sè l’amore, la voglia di vivere, di capire la vita, di capirti, di ascoltarti, di condividere momenti magici, momenti tristi, momenti e basta. Queste persone hanno la musica dentro e se poni attenzione la puoi sentire col cuore, hanno la poesia dentro ed i loro versi sono unici, freschi. Hanno i colori dentro e il loro sguardo ti fa sentire avvolto dall’arcobaleno. Persone importanti che mettono un segno indelebile alla tua vita, qualsiasi sia l’epilogo. Persone senza le quali saresti cresciuto diversamente; pietre miliari nel cammino della conoscenza, dell’amore, della vita.
Quante persone incontriamo nella nostra vita? Quanti di questi incontri deviano o cambiano il nostro percorso? Quanto bene riusciamo a donare? Quante di queste persone sono pronte a recepirlo?
Amo le persone, credo in loro, penso che l’amicizia sia alla base della mia vita, non posso farne a meno, malgrado tutto, anche se ti lasciano, anche se deviano il proprio percorso, anche se non ti danno spiegazioni, anche se ti lacerano il cuore, anche se ti lasciano alla tua solitudine.
Vite che si intersecano, che si miscelano, che condividono, che camminano parallele, che si allontanano senza un perchè. Meteore, pietre miliari…
Persone.
Amo tutto questo ma non ho ancora capito se la tristezza, il dolore, il distacco superino la gioia, la bellezza, l’amore…
Non lo so.
Nel frattempo io continuo il mio cammino.
Mood:
Happy &
Mmm…
Ci sono persone che entrano nella tua vita con prepotenza, che te la cambiano, ti fanno pensare che senza di loro tu non potresti più vivere. Queste persone sconvolgono la tua vita, te la rivoltano, ti portano a pensare che senza la loro presenza la tua vita non sarebbe stata la stessa……
e io…odio….odio…odio queste cazzo di persone…..perdonami la parolaccia ma non me la potevo tenere…
forse sono stata affrettata nella mia risposta…perchè el parole che hai scritto mi hanno fatto pensare ad una cosa, ad una persona, ad una amicizia-non amicizia chiusa bruscamente di recente….che fa male…malissimo…
ma voglio dirti che nella vita…ci sono molte, moltissime, troppe comparse….
noi dobbiamo, ed è difficile, difficilissimo, essere in grado di capirlo per tempo e preservarci…
non esiste medicina contro questi dolori…
l’unica cosa che possiamo fare è cercare di evitarli…senza per questo snaturarci…
non so se mi spiego…
ma l’argomento mi tocca nel profondo e potrei scrivere per ore…
buonanotte cara…
;)
Non è quello che ricevi. È quello che sai dare nonostante tutto. A prescindere. La vita è bella, brutta, giusta e ingiusta, un sogno un incubo il paradiso e l’inferno… Ma resta “a prescindere”. Puoi scegliere tra il vivere in conseguenza agli eventi (anche agli etrenta), alle persone e alle cose. Oppure puoi scegliere di vivere a prescindere. La commentatrice che mi ha preceduto vive a PRESCIAndere… ahahahaha (idiota che sono).
Puoi farti sodomizzare dal mondo oppure crearti il tuo, a prescindere. Un giorno, non è mai troppo tardi, potresti scegliere anche di sodomizzarlo. Mah…
Io sono dell’idea che l’Universo sia un’entità in continuo movimento.
Noi, per quanto pensiamo di essere aridi, solidi, radicati ed inamovibili… facciamo in realtà parte di questo gioco.
La vita è un gioco, si dice… notiamo spesso i cambiamenti delle altre persone, siamo meno inclini a percepire i nostri.
A me piace tantissimo un pezzo dei Beatles che è più strumentale che “canzone” in senso stretto. Si intitola The End e si trova su Abbey Road (lavoro secondo me monumentale) ed è guarda caso l’ultimo pezzo (tranne l’errore di Her Majesty al fondo che non era voluto dai Quattro). Ebbene, questo pezzo ha poche e semplici parole: “And in the end, the love you make is equal to the love you take”. Menti illuminate o folli pensatori?
Arrivare al fondo di quello che scrivi e leggere la tua domanda, tristezza e dolore maggiori di amore e gioia… mi fa venire in mente questo. E forse in fondo la vita è un gioco in cui le cose ti portano a dire a queste persone: “Ecco, adesso siamo pari”. Qualunque cosa sia… prima o poi si finisce pari.
Penso che se siamo abbastanza bravi da non contaminarci da soli… spesso il ricordo mantenuto “pulito” è l’unica cosa che rimane ed è lo specchio di come eravamo. Mai dimenticare.
E tirare avanti, sempre e comunque, rinunciare è uno spreco.
Buona fortuna per il tuo cammino…
R
@Miciastra: sai già qual è il mio pensiero circa le persone. Eppure, rileggendo quello che hai scritto, un po’ di dolore riaffiora sempre. L’unica cosa che so con certezza è che i colori, la musica di cui parli - in rari, rarissimi casi - sono senza eguali.
@Rob: Io non credo si finisca sempre pari… uno scarto - per quanto minimo - c’è sempre.
Lo scarto è il dolore appunto…
R
a presciandere??????????
ahahahah…la nota comica di un discorso serio….grande digito… ;)
@prescia - non si capisce quasi mai. Come si fa? Quando incontri qualcuno, lo scopri piano, piano e non riesci ad avere un quadro generale da subito. Anche perchè, come dice digito, noi diamo senza pensare e senza coscienza di preservazione. Ti capisco, prescia bella, il dolore che si prova lo conosco molto bene. Ahimè.
@digito - come si fa a scegliere di vivere a prescindere? Quello che l’uomo ricerca è sempre “l’applauso degli altri” ed il blog ne è l’ennesima riprova. La vita è meravigliosa e rimane un mix tra l’essere sodomizzati e sodomizzare. A prescindere (o a presciandere!!!!)
@InvernoMuto - assolutamente in linea con te. Ho sempre colto i colori e la poesia nelle persone. Anche in quelle che mi hanno provocato grande dolore. Prescia ha ragione nel dire che il dolore è tanto. Specialmente se dai agli altri tutto te stesso. Come faccio io.
@Rob - facciamo ovviamente parte del movimento di cui parli e giochiamo tutti indistintamente. Ma crediamo anche in ciò che facciamo.
Tu dici che “qualunque cosa sia si finisce pari” e poi aggiungi che il dolore è uno scarto. Se è così, allora non è mai pari. Ci sarà sempre uno dei due che subisce le decisioni altrui e per questo, dovrà cercare di girare pagina per poter andare avanti. No, secondo me erano solo dei folli pensatori, ma più che folli, hanno detto una bestialità.
Quando i cammini si dividono, il dolore di colui che subisce è un dolore profondo. Non c’è mai parità.
Purtroppo.
@Miciastra: esatto… i cammini si dividono e il dolore di chi subisce è profondo. E non posso fare a meno di pensare a quel detto che dice: “Quando togli un chiodo, hai voglia ad intonacare… il buco rimane sempre…”
Ed aggiungo che è proprio quel foro, lo scarto che fa la differenza…
Allora non ho capito… è ovvio per me che i cammini che si dividono implicano dolore da entrambe le parti, il cambiamento non è mai a senso unico… poi sono opinioni.
Tutto è sempre collegato.
R
Non curarsi delle impressioni altrui. Sapere che la realtà non esiste, perché soggettiva. Buttarsi alle spalle i problemi inutili come quelli della religione e del Dio giusto da pregare. Sorridere davanti alle cose belle, stupirsi delle cose che danno stupore ma non fermarsi davanti alle cose orribili. Questo è un pezzetto del vivere a prescindere, gli altri pezzi aggiungili tu. Un abbraccio
Il dolore è forte in questi casi, è come un piccolo lutto. E’ successo anche a me quando ero più “giovane”. Poi impari ad elaborarlo in qualche modo e finisce che pensi che la vera perdita l’hanno avuta loro che non hanno saputo tenersi accanto persone che gli hanno dato e che gli avrebbero dato tanto.
Un saluto alla mia conterranea.
Negli anni ho imparato a ricevere l’amicizia, e gli incontri come un dono. Un dono inaspettato. Lo apro e osservo se mi piace, se mi piacerà, e alla fine se mi è piaciuto. Lo metterò in un angolo o lo porterò sempre in tasca e sarò felice di tenercelo. Il dono può non arrivare mai, non mi lamenterò per questo, se invece sarà smarrito, mi avrà comunque arricchito.
No. Non sono d’accordo. Sposo i poeti maledetti che sostenevano di scrivere per rinchiudere i propri demoni nei fogli di carta. Solo che io scrivo per incatenarli a qualche byte su un foglio virtuale. Ora metto una faccina che non c’entra un cavolo ma mi va :), toh! Scrivo su un blog non per cercare il consenso altrui. La paura della critica altrui me la sono gettata alle spalle anni fa, perché così si inizia a vivere a prescindere. Se qualcuno vuole leggermi, lo faccia. E lo ringrazio pure. Ma non mi sento di non ringraziare chi non lo fa e chi dice cazzate. Anche chi mi insulta. Non cancello i commenti, anche quelli poco piacevoli. Perché, almeno in questo, vivo a prescindere. Uomo di libero pensiero. O, almeno, sulla strada del pensiero libero. Libero il pensiero. È mio, puoi non essere d’accordo, ma non per questo non è mio. Del resto potrei anche modificare il mio pensiero, perché soltanto gli stupidi non cambiano mai idea. E di questo sono convinto! ahahahah^^
@rob - ora hai capito.
@digito - tu hai ragione ma non è sempre così facile. Concedimelo.
@simona - l’ho pensato, alla fine. Ma mi resta sempre un dolore nel cuore. E’ come se si fosse sprecato qualcosa.
Ed io odio gli sprechi.
@ian - forse io devo ancora imparare a ricevere l’amicizia. Sono passionale e vivo così tutto quello che mi capita. Forse devo imparare a dosare me stessa?
@digito - non mi riferivo al blog in particolare. Dico che nella vita ricerchiamo “l’appaluso degli altri” nelle cose più disparate, altrimenti vivremmo sul cucuzzolo di una montagna. Per applauso non intendo il consenso degli altri, bensì quello che in cui noi crediamo, l’amore che manifestiamo, ecc..
Sposo anche io i poeti maledetti ma non in maniera totalitaria. Io vivo abbastanza a prescindere, credimi, ma non completamente e il giudizio degli altri mi interessa. Proprio perchè amo le persone, a prescindere (!).
Però sono sempre pronta a cambiare idea!!!! 
no micia, non devi imparate a dosare te stessa, devi imparare a riconoscere chi merita tutta te stessa o chi merita una parte di te stessa.
@ian - ma come cazzissimo santo si fa? Io non ci penso mai e dedico tutta me stessa sin dall’inizio…poi ci rimango di merda (scusa il francesismo)!!!!!!!:(
allora dovresti aver imparato, se ci resti, poi, così male.
mi chiedi come cazzissimo si fa? semplice: impara a dosarti. che poi è pure quello che fa impazzire tutti. Se è la persona giusta non scapperà.
@ian - diciamo che l’esperienza mi ha dotato di unba certa scorza ma ci resto sempre tanto male.