Miagolato il 26 December 2007 - 21:45
Emozioni, Ricordi by Miciastra

 Orvieto

Natale ad Orvieto, nella casa che fu dei miei nonni, immensa, con tante  scale, con camere enormi piene di tante vite passate da qui, con i camini accesi ed un freddo polare fuori, con due cucine distanti l’una dall’altra ed ovviamente con le cose riposte metà da una parte e l’altra metà dall’altra.

Pareti colme di foto antiche, nemmeno più in bianco e nero, vecchi documenti che fissano un passato fatto di guerra, di persone in campi di concentramento,  di famiglie oramai estinte. Letti in ferro battuto dove hanno dormito persone della mia famiglia che non ho mai conosciuto ed ora in uno di quelli ci dormo anche io. Respiro la storia dentro a questa casa ma anche la mia infanzia perchè venivo nei mesi estivi a star qui con mia nonna.

Tanta gente, tanti parenti che oramai vedo solamente in queste sante feste, ai matrimoni ed ai funerali. Ed è tutto un tramestio in queste giornate perchè bisogna preparare da mangiare per tutti. La cucina principale, grande forse come tutta casa mia qui a Roma, ospita un grande tavolo in marmo esattamente al centro della stanza ed è qui  che si svolge il lavoro che un tempo accomunava tutte le donne della mia famiglia, me compresa.

Ho imparato molto da mia nonna, mia zia e mia madre. Le vedevo impastare, tritare, cuocere, preparare i tortellini a mano, cucinare anche su vecchie stufe che oggi sono state sostituite da cucine a gas.

Era un momento magico, per giorni e giorni le donne erano lì, anzi, eravamo lì a parlare ed a lavorare, a ridere e le ore passavano velocemente e la fatica non esisteva.

Gli uomini pensavano alla legna, al vino, alla frutta da andare a prendere in campagna dai contadini ed alla sera, tutti riuniti intorno ad una tavola grandissima, si mangiava, si rideva, si beveva.

La notte del 24 dicembre arrivava puntualmente Babbo Natale ed i bambini del momento, me compresa, vivevano un momento magico, irripetibile tanto che ho finto di crederci per anni proprio per continuare a vivere quel sogno.

Piano, piano la morte ha portato via le persone, una ad una, silenziosamente ed oggi ci ritroviamo a vivere una magia un poco annebbiata, con una punta di tristezza per quelle persone che non sono più con noi.

In più, in cucina ci sono rimasta praticamente io, poichè mia madre soffre di acuti mal di schiena e non può fare più di tanto e gli uomini se la svignano in continuazione, inventando cose assurde da fare anche perchè la frutta ed il vino vengono regolarmente acquistati nei negozi specializzati e la legna è nel ripostiglio in cortile.

Ed io mi faccio un culo infinito (mi si perdoni il francesismo) e vivo praticamente tre giorni in cucina, tra pentoloni, pesce, carni, patate, salse, patè, cose da lavare…

Non faccio in tempo ad arrivare che subito sono in cucina, con mia madre che, non potendosi muovere, mi massacra di compiti, parole e modi di preparare le cose, che non sono i miei.

E poi bisogna apparecchiare ed anche qui i chilometri si sprecano, vista l’ubicazione della tavola da pranzo rispetto alla cucina, scale comprese!

Ho fatto il calcolo che per andare da una cucina all’altra ci sono 18 scalini, ma sono scalini antichi che corrispondono a  circa 25 di quelli moderni!!!

Ovviamente i commensali non sono mai meno di 10, arriviamo anche a 15, sia a pranzo che a cena ma non solo il 24 e 25, partiamo dal 23 per arrivare al 26 sera… Una meraviglia!!!!

Se da una parte il Natale continua ad essere un momento particolare per tutti noi, dall’altra per me è diventato un incubo. Lavoro ininterrottamente per 4 giorni senza sosta ed arrivo al 26 in preda a convulsioni e non posso più vedere cose da mangiare in giro per giorni.

Oggi sono partita da lì poichè domani ho un impegno qui a Roma e devo confessare che non mi è dispiaciuto più di tanto, anche se lì ho lasciato mio fratello che non vedo praticamente mai.

Ma io devo RIPOSARMI….

Al momento di andar via mia madre mi ha detto: dai torna qui, così ti riposi un pò!!!!!!

 

(PS: i tortellini li ho comprati però!!!!)

   

Miagolii

InvernoMuto - 27 December 2007 - 0:07

“Ciao segnò… ci vediamo giuvidì!”

:D


Gianluca - 27 December 2007 - 21:16

Praticamente non vedi l’ora di tornare a lavorare per riposarti:D
Auguri (un po’ in ritardo)


cugina anziana - 28 December 2007 - 11:00

dai che avrai faticato parecchio ma il racconto sembra quasi una favola…a me è toccato il 26 a pranzo con 13 persone a tavola …stanca si ma che soddisfazione..
ciao buon 2008


cayenna - 28 December 2007 - 11:43

che bella atmosfera…mi piacerebbe davvero trascorrere un Natale così, e farlo assaporare a mia figlia!…altri tempi..purtroppo!
Se ti può consolare anche io quest’anno, per imprevisti di salute, non ho potuto fare i tortellini…e in fondo, in fondo mi è dispiaciuto!
:D


Miciastra - 28 December 2007 - 23:45

@InvernoMuto - eggià, hai ragione, mi sono sentita un pò come “giuvidì”!

@Gianluca - quasi quasi hai ragione! Grazie del passaggio sul mio blog…

@cugina anziana -. la favola è sicuramente bella ma che fatica e so che tu puoi capirmi!

@cayenna - atmosfera molto particolare, soprattutto perchè legata al mio passato, alla mia famiglia ma estremamente faticoso. Io i tortellini li ho felicemente comprati!!!!


ian - 29 December 2007 - 0:44

e così la mamma ti ha chiesto di tornare…

datti malata pussymiaofrrrr


Miciastra - 29 December 2007 - 11:51

@ian - malata no ma ho inventato una serie di impegni importantissimi!!!!


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