Miagolato il 1 February 2008 - 2:14
Emozioni, Mhmm, Pensieri by Miciastra

Fa parte del mio lavoro.
Lo so bene.
Sono anni che faccio sempre le stesse cose.
E lo so fare bene.
So di essere brava.
Generalmente sono una persona modesta, ma so di essere brava. E non poco. Ma non perchè io sia  intelligente, solamente per esperienza.
In tutti questi anni ho acquisito un certo savoir faire, leggo la gente e so dove posso arrivare.

E soprattutto dove non posso.

In tutti questi anni ho vissuto situazioni pazzesche, confrontandomi sempre con la realtà territoriali. E’  vita ed esperienza. Milano, Livorno, Rimini, Teramo, Palermo, Reggio Calabria, Follonica, Prato e che ne so… tutta Italia, più o meno.
Ogni volta che arrivo in un posto, devo, per forza di cose, “lavorare” con il territorio che ho davanti.

Quanti anni sono?

Tanti, davvero.

Ho imparato a leggere le realtà, a non intaccare gli equilibri, ad ottenere le cose con garbo e decisione.
A Reggio Calabria sono andata a sdoganare del materiale con una persona che ha dovuto tirar fuori la pistola per ottenere del materiale che era “sparito”.
A Livorno per poco non mi arrestano per aver detto certe cose alla polizia, a Teramo non ho potuto organizzare cose semplicissime perchè non “autorizzate” preventivamente, a Rimini hanno chiesto l’intervento della forza pubblica per una situazione veramente banale.

Io lo so.

Io so che ogni città vive le proprie realtà.

Ed io mi confronto ogni volta e riesco ad ottenere quello che voglio, senza alterare gli equilibri.
Sono sempre molto preparata nel dovermi amalgamare con le realtà locali.
L’altro giorno sono andata al Comune di Napoli per organizzare la cerimonia di sorteggio per l’incontro di Fed Cup (la Coppa Davis al femminie) tra Italia e Spagna che si disputerà questo fine settimana.
La ITF (International Tennis Federation) detiene tutti i diritti organizzativi e tecnici, per cui io devo organizzare gli eventi, utilizzando il protocollo internazionale.
E questo protocollo è prettamente inglese, in tutto e per tutto.
E’ stato un incubo.
Alle 12 avevo appuntamento con l’adetto a non so cosa (amico di uno degli organizzatori locali) che mi doveva “introdurre” al capo del cerimoniale del Comune di Napoli, per poi arrivare direttamente alla Segreteria del Sindaco…
Un giro fantasmagorico, insomma.

Ma io lo so, sono abituata a tutto questo.

Ogni volta mi rassegno ed innesco dei meccanismi meramente di pubbliche relazioni.

E’ il mio lavoro.

Entro nel palazzo del Comune, mi metto in contatto con il mio “uomo all’Avana”, passo per ben 15 uffici addetti a no so quali protocolli , oltrepasso dei varchi praticamente invalicabili ed arrivo al Capo del Cerimoniale della Segreteria del Sindaco.

Arriviamo alla sala preposta, indico le necessità ed il protocollo del cerimoniale internazionale ed improvvisamente mi trovo in una situazione paradossale: comunico che il Giudice Arbitro della manifestazione deve necessariamente sedere al centro della tavola degli oratori e da qui… il baratro…

Il Capo del Cerimoniale mi attacca dicendo che su “quella” sedia potrà sedersi solamente il Sindaco, che loro devono seguire un “loro” cerimoniale, che noi siamo ospiti (e non è vero) e che dobbiamo fare cosi, altrimenti….

(minchia…altrimenti cosa?!?!)

Io mi ritengo una persona fondamentalmente ben educata e curo le pubbliche relazioni da una vita ma, di fronte a cotanta arroganza, non ci ho più visto ed ho formulato la seguente domanda: “Perchè lei e così arrogante con me, visto che sono qui per farvi un piacere e che, oltretutto sono una signora e nemmeno ci conosciamo?”

I leccaculo intorno a noi (e ce n’erano ben 5) sono sbiancati ed il silenzio ha regnato per ben 10, lunghissimi secondi….

“No, sa, signora … qui noi dettiamo le regole, qui noi facciamo come ci pare, qui noi decidiamo ed abbiamo  nostro protocollo, il Sindaco deve sedere su QUELLA sedia, qui si fa così… qui…. bla, bla, bla, bla….”

Ero fuori di me, ma, l’esperienza mi ha fatto gestire questa situazione in un certo modo….

Riesco a concludere il protocollo del cerimoniale e me ne vado, soddisfatta del mio operato che, ancora una volta, aveva raggiunto gli obiettivi preposti,

Ma, accidenti, ma… da qui, si è scatenato il mondo!!!!

Ripercussioni politiche, ricatti che non sto a dire, telefonate al mondo intero, ricatti a livello economico… e non solo.

Tutto questo per una sedia. La sedia del Sindaco. Per chi doveva sedere su “quella” sedia in una manifestazione sportiva che nulla aveva a che fare con la politica, strano a dirsi…

Domani mattina alle 12 dovrò affrontare le conseguenze di tutto questo.

Ma una domanda mi nasce veramente spontanea: con tutto questo casino che c’è qui, e ce n’è davvero tanto, è mai possibile che ci si possa soffermare su una cosa banale come questa, tanto da far nascere un casino “politico” e di conseguenza economico?

Devo dire una cosa, la devo dire assolutamente e so che mi farò dei nemici…. ma perchè il vesuvio non erutta più?
Una bella colata e e poi ci costruiamo Disneyand (che, oltretutto Amelia la fattucchiera si troverebbe nel suo habitat naturale…)

E’ uno sfogo, lo so, ma vivo delle sitazioni veramente particolari ed ho ancora un’anima pura, malgrado la maggiore età e non riesco ad adeguarmi a situazioni simili.

Proprio non ce la faccio.

Domani sarà una giornata particolare.

Accidenti.

Ed io farò buon viso a cattiva sorte.

Ma l’immondizia rimane.

Ma siamo deciamente un popolo di artisti e navigatori…

Mah…

   

Miagolii

prescia - 1 February 2008 - 11:53

eh beh…io che conosco bene napoli…so che lì risiede la vera repubblica delle banane…
se non fosse che i napoletani in certi campi sono davvero geniali…
peccato per tutto il resto….coraggio miciastra….
;)


60gandalf - 1 February 2008 - 14:13

allucinante!


ian - 2 February 2008 - 0:47

ti sono vicino con una roncola a portata di mano, se serve una mano…

bacione


Dyo - 2 February 2008 - 1:52

E tutto sto casino per far sedere una gallina?
Dico, non bastava una gabbia?


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