E’ così che si chiama l’orsetto di peluche di mio nipote.
Cuchicco.
Un nome importante, anche se un pò difficile da pronunciare.
Eppure si chiama così, il pronipote del famigerato ”Teddy Bear” della mia infanzia.
Cuchicco.
Un anno e cinque mesi, due occhi meravigliosi ed una impressionante somiglianza a quella che ero un tempo.
Cuchicco.
Senza cuchicco non si va da nessuna parte.
Il cuchicco è il cuchicco e non si dicute.
E mentre lo vedo muoversi in casa mia per la prima volta da quando è nato, a parte il capodanno del 2007 in cui aveva solo pochi giorni, riesco a commuovermi come non mi succedeva da tempo.
E’ una storia come tante, quella di mio fratello. Incontra una donna, decidono di fare un figlio, realizzano che non sono assolutamente fatti l’uno per l’altra e, a sei mesi di gravidanza, decidono di “comune accordo” di lasciarsi, di continuare a vivere ognuno la propria vita ma con la consapevolezza e l’intelligenza apparente di allevare il bambino che verrà nel migliore dei modi.
Concetto fico, intelligente, moderno, intellettualmente di alto livello.
Purtroppo le aspettative non saranno così e, alla nascita del padrone di cuchicco, si scatena l’inverosimile, con attacchi diretti, indiretti, avvocati, polizia, carabinieri, denunce e chi più ne ha, più ne metta.
E’ passato un anno e mezzo e mio nipote oggi è venuto per la prima volta a casa mia.
Inutile dire che non mi chiama zia, che non sa chi io sia, che non abbia la ben che minima coscienza del legame che c’è fra noi, che non abbia gesti affettuosi nei miei confronti, che non mi si butti al collo.
In questo anno e mezzo ho cercato di aiutare mio fratello, di stargli accanto, di consigliarlo ed anche di trovargli un bravissimo ed alquanto fetente avvocato perchè, se guerra deve essere, è bene che lo sia ad armi pari.
Ho visto scene inenarrabili, situazioni incresciose e di una tristezza infinita.
Ho visto mio fratello piangere, annaspare nel buio, ricorrere a sedute di psicoanalisi, dimagrire a vista d’occhio ed arrendersi alle situazioni che la madre del padrone di cuchicco innescava solamente per motivi economici.
Solo per soldi.
Mio nipote non mi conosce per un problema economico.
Mio nipote non sa che mia madre è sua nonna solo per problemi economici.
Cone si fa ad anteporre i soldi all’affetto? Come ci si riesce?
Eppure succede. Quando non ti tocca da vicino, sembra che una situazione simile sia destinata solamente ad una certa tipologia di persone. Ma non è così.
Il destino è decisamente beffardo e potente.
Ma oggi mio nipote è qui con me, si aggira per casa, gioca con il mio gatto che, stranamente, come se avvertisse il disagio e decidesse di dare una mano, non si muove, lo scruta, gli si mette accanto, si fa toccare.
Il padrone di cuchicco lo guarda esterrefatto, lo tocca, lo odora, gli parla, esclama frasi ancora incomprensibili a noi poveri mortali ma che hanno un significato profondo per lui…e forse anche per il mio gatto, chissà…
Mentre lo osservo aggirarsi per casa, penso a tutto quello che, in un anno e mezzo, questo cucciolo ha già passato ed un brivido mi pervade la schiena al pensiero di tutto quello che dovrà ancora affrontare, oltre alla vita normale di ogni bambino.
Ma lui ce la farà, noi siamo forti e lui lo sarà ancora di più e poi non è solo…
Guardo cuchicco e segretamente gli chiedo di vegliare su mio nipote, di dargli il calore e la sicurezza che non ha ancora avuto, di accompagnarlo nei sui sonni e di rallegrarlo nei suoi giochi.
Cuchicco non lo abbandonerà.
Ne sono certa.
No, Miciastra: Cuchicco non lo abbandonerà, così come Monciccì e Robombon (Rose Bon Bon) non abbandonarono mio figlio.
Suulla faccenda dei soldi anteposti a tutto hai ragione da vendere. Io, per esempio, sono una donna mediamente cretina che, al contrario, ha sempre anteposto il cuore, e che per il cuore, e per non nuocere a colui che era comunque il padre di suo figlio, ha anche rinunciato ai suoi diritti.
In bocca al lupo per il tuo nipotino.
Senti (scusa se mi permetto), perchè non ti metti in contatto con Digito Ergo Sum? Magari leggi solo della sua intelligente iniziativa.
lo trovi nella mia blogrolla.
ps.
Dimenticavo: sono Dyo, ma non quello nell’alto dei cieli.
Notte.
E blogrolla, va detto, è il massimo. 
Lo sapevo già che eri tu!
Ho fatto presente da tempo a mio fratello il sito di Digito ma, sai, poi ognuno decide di gestire la propria vita in maniera autonoma e non so se mio fratello abbia fatto qualcosa o no con lui.
Tu sei una donna giusta, non una cretina. L’aver anteposto il cuore ai soldi è stata la cosa migliore da fare e vedrai che, quello che hai seminato, lo raccoglierai col tempo.
Minchia, la tua blogrolla è fantastica!!! Io ho solo il blogroll e non mi basta più!!! 
se cuchicco potesse parlare, ci raconterebbe tutte le sensazioni e i pensieri e i segreti di tuo nipote. E il mondo degli adulti ne uscirebbe a pezzi. Ma per fortuna nella vita si dimentica e si va avanti e si diventa forti, sarà così anche per il piccolo e per tuo fratello. Abbracci
sei di una dolcezza disarmante. un abbraccio
@gigi massi - ne usciremmo veramente a pezzi, ne sono certa. Nella vita nulla si dimentica, magari viene “accantonata” da qualche parte nei meandri del cervello ma, purtroppo, rimane tutto e la forza non potrà mai farcela con la mente.
Purtroppo.
@digito - così mi fai arrossire… 
[grazie]
Io l’ho conosciuto Cuchicco… me l’ha affidato il piccolino… 
chicco è il nome di un orsetto rosso che oggi ha vent’anni. lui è ancora al suo posto, e attende il venerdì per rivedere la sua padroncina.
Mpmf, che storie assurde ci riserva la vita ogni giorno.
Oh… se è per questo, il mio orsetto è ancora sul mio letto, tutto sgangherato, con la testa che pende da una parte. Ma è lì ed ogni sera, prima di andare a letto, lo guardo e lo ringrazio di esserci ancora.
Hai ragione, amico mio, la vita ci propone sempre storie assurde.
Un abbraccio anche all’orsetto rosso.