Con oggi inizia la mia nuova vita, fatta di orari, di chilometri da fare ogni giorno, di visite mediche, di piatti da cucinare, di massaggi, di animi da tirar su, di sicurezze da trasmettere.
E’ incredibile come la vita possa cambiare repentinamente, come i colori diventino improvvisamente opachi e l’aria pesante.
Mi guardo intorno e mi sembra tutto così diverso, un pò ovattato ed un pò troppo nitido, niente di equilibrato.
Sono testimone unico di una comunicazione datami dal chirurgo che ha effettuato l’operazione a mia madre.
“Il cancro era al terzo stadio ed abbiamo trovato metastasi nei linfonodi (per la precisione 14 su 19 esaminati e tolti), e, purtroppo, non possiamo sapere se sono andati da altre parti. E’ certo che dovrà fare una terapia chemioterapica e radioterapica per almeno sei mesi, una volta a settimana e speriamo che si riesca a fare qualcosa. La statistica ci insegna che queste situazioni non portano a nulla di buono.”
Da qui, la mia fatidica domanda, quella che si sente nei film, quella che suona anche un pò retorica e cretina: ” Se tutto dovesse andare male, quanto tempo le resta?
E la conseguente triste e dura risposta:” Un anno”.
Quanto dura un anno? Cosa si può fare in un anno? Come posso farcela io, da sola, a farmene una ragione, a supportare ed accompagnare mia madre in questo dolore senza farle capire niente? Come posso “ingannare” una donna laureata in farmacia, che ha lavorato per quarant’anni in ospedale, sposata con un chirurgo e vissuta nel mondo medico? Come posso non far capire a mia madre quello che l’aspetta ed allo stesso contempo “giustificarle” tutte le cose che le accadono? Come ce la farò a vedere un’amazzone perdere le sue forze fisiche e mentali giorno per giorno e mantenere il sorriso sulle labbra, sminuendo le situazioni e trovando a tutto una spiegazione logica e lontana da effetti del cancro?
Io proprio non lo. Davvero non lo so. Non lo so, cazzo.
Oggi, dopo l’ufficio, sono andata da lei, le ho levato i cerotti sulla pancia, l’ho convinta a farsi una doccia, le ho lavato e pettinato i capelli, ho predisposto la cena e poi, in trenta minuti, sono andata dall’altra parte della città dal medico di base, per farmi fare tutte le ricette. Sono uscita di casa alle 8.00 e rientrata alle 20.15, poi la cena, se così la si può definire, poi ho dovuto stirare. Poi tutto il resto della mia vita, che è ben piena, credetemi.
In questo periodo ho avuto il tempo di riflettere a lungo su tante cose, tante persone e tante situazioni.
Ho deciso di allontanare dalla mia vita tutte quelle persone a cui ho dato tanto e che negli ultimi tre anni (ma per una persona anche negli utimi trent’anni) non mi hanno dato un cazzo. Basta, ho deciso di “scremare”, mi scuso per il termine, ma rende. Scremerò tutti coloro che, in questo momento non sapranno starmi accanto. E’ arrivato il momento di “pretendere” qualcosa da tutti coloro a cui io ho dato tutta me stessa, spesso anche restando in silenzio, che ho aiutato, sopportando e supportando tutto, senza fiatare, sommessamente, ma sempre attiva e presente.
Chi non saprà starmi accanto in questo momento, bhè, mi spiace ma verrà immediatamente allontanato dalla mia vita, anche se questo comporterà un forte dolore ma ho troppo bisogno di calore, di comprensione e di amicizia.
Ho spesso ricevuto tanta indifferenza e superficialità, egoismo e stronzaggine ed ho deciso di mettere un bel punto.
Altrimenti non potrò farcela. E’ una questione di sopravvivenza.
E poi mi sono anche rotta tremendamente il cazzo di comprendere sempre gli altri, di giustificarli per il carattere, per il vissuto, per tutto. Il carattere, il vissuto ed il tutto ce l’ho anche io.
Vado a dormire, questa mattina mi sono svegliata alle cinque e domani alle sei sarò già in piedi. Ed avrò una lunga giornata da vivere. Forse anche da sola, ma devo farlo.
Una cosa è certa: mi sento male, sola, triste, impaurita ed incazzata.
Forse ho solo un anno davanti da vivere insieme a mia madre e non intendo sprecarlo.
Metto questa mia foto perchè mi ricorda un momento bello ed anche perchè oggi mi sento uno straccio.

Spero che la tua bella (ma bella davvero) immagine sorridente sia, per quanto possibile, di buon auspicio.
Io, come sai, fatico parecchio a credere ai miracoli, anche se nella drammaticità della situazione potrebbe essere un miracolo riuscire a godere di tutti i momenti che avrai con la tua mamma.
Come si possa fare ad “ingannarla” non so.
Farmacista e moglie di chirurgo, tra l’altro.
Mi hanno detto(e ti parlo di persone a me vicinissime) che a volte la mente allontana da sè, spontaneamente, le ipotesi peggiori.
Razionalmente, e non senza una buona dose di impotenza, ti dico solo questo: sono lontana, ma puoi contare su di me anche solo per una parola.
Queste tragedie, perchè lo sono, appatengono a tutti noi.
Ti abbraccio con affetto, Micia.
Miciastra, thumbs up e palle quadre. Bisogna farsi forza… ti abbraccio
coraggio, l’immagine bella e sorridente è e dev’essere di buon auspicio per te e per tua madre. E’ importante, soprattutto per Lei. Non pensare solo all’ipotesi peggiore, le cose vanno affrontate giorno per giorno e un pizzico di ottimismo può dare molto ad una persona che ha bisogno di sostegno come dell’aria per respirare. Fai bene ad “allontanare” chi prende e basta. Un abbraccio e un sorriso 
@note disambigue - grazie, amica mia. per quello che riesci a trasmettermi. E ti assicuro che è molto.
Nemmeno io propendo per i miracoli, ma ti assicuro che ci spero proprio.
Ti abbraccio anche io con affetto.
@Rob - cercherò di tenere i miei thumbs up, ma il culo è a terra. Scusa il giro di parole.
Grazie anche a te e, quando puoi, aggiornami su Rebecca Matilde.
@No blogger - speriamo che l’immagine sia veramente di buon auspicio! Hai ragione nel dire che le cose vadano affrontate di giorno in giorno ed io ci provo, ma l’anima, il cervello, il cuore vanno altrove, non riesco a fermarli o frenarli.
Un abbraccio anche a te.
Ciao Miciastra . io ti ho incontrata per caso sul web quando stavo cercando qualche articolo riguardo un certo film con Meg ryan. Ho capito subito che non eri una persona comune e di tanto in tanto ho visitato il tuo blog.
Ora sò del momento tremendo che stai passando e vorrei dirti anche io qualcosa ( per quanto possa valere ) in riguardo. Secondo mè , tu dovresti dire a tua mamma tutta la verità su quello che le stà accadendo per il semplice motivo che questo è un suo indiscutibile diritto . ( noi , il nostro corpo , la nostra mente , possiamo interagire e cercare di rimediare solo a quello che conosciamo )
e magari prendere anche delle decisioni che altrimenti ci sarebbero precluse, come per esempio cosa possiamo fare del tempo che ci rimane.
Ti dico queste cose perchè le ho vissute ( come paziente ) in prima persona .
PS. ora va tutto bene ! perchè dovrebbe essere andata bene solo a mè ?
Forza e coraggio !
ecco. e ora cosa cazzo dico? di cose da dire ne ho. facciamo così. provo a trasmettertele. nel frattempo, digito è con voi. un abbraccio.
Mi metto buona buona, e spero con te. La medicina non è una scienza esatta.
Un bacio.
buon viaggio ad entrambe in questo tempo difficille ed un grande in bocca al lupo per tutto
il abbraccio
pensa a vivere e a far un sorriso anche per Lei, per aiutarla a vivere meglio. Il futuro lo scoprirete giorno per giorno e forse sarà migliore di quello che ti aspetti 
p.s. lo so per conoscenza diretta, anche i migliori medici possono sbagliare le “profezie” 
mi siedo qui fuori, ci saranno gradini fuori dall’ospedale, mi siedo qui perchè più vicino a te non posso. quando sei stanca e vuoi riposare un minuto siediti qui accanto, troverò il modo per farsi ridere tre minuti.
vivrai giorno per giorno questo percorso, o ogni giorno sarà nuovo in tutti sensi.
so cosa vivi, per questo non dico altro e mi siedo qui. chiama, io sono qui.
Sono molto contenta di sapere che il tuo problema si sia risolto, caro gianvì e grazie per essere passato di qua.
L’ho sempre pensata come te, riguardo al fatto di dire esattamente come stanno le cose a chi vive la propria malattia ma, questa volta, la paura negli occhi di mia madre, il dolore nel vedersi così cambiata mi hanno bloccata. Come ho già detto, lei è una donna molto intelligente e perspicace, quindi ha ben compreso le problematiche che le accadono. Sa bene che dovrà affrontare la chemio e la radio, l’unica “omissione” è il perchè. E forse è meglio così.
Mi piacerebbe tanto salire su una di quelle barche che ho visto da te ed andarmene via per qualche giorno…
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Digito, amico mio… hai detto tutto…
Grazie
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Tu buona, buona? Nemmeno se ti ci vedo!!!
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Già lo faccio, no blogger, io sorrido sempre ed emano energia positiva. Ho solo il timore che mi si scarichino le pile.
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Grazie, fabio r, sei sempre presente…
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Potrò veramente sedermi lì, ian? Forse lo farò davvero…
Bello sapere che ci sei.
Grazie
oh, stanotte vi ho pensato. e mi son venuti giù dei lacrimoni che cristosanto no. non ci credo. non è vero. e qui non mi sto appellando a principi di “giustizia”, che l’univero la giustizia non sa neppure cosa sia.
mentre mi venivan giù i lacrimoni sentivo una cosa dentro, una specie di freddo, asettico e montato calore. per voi, perché ognuno, nella sofferenza, deve avere qualcuno che soffre con lui. nella gioia, qualcuno che ride con lui. nel sentirsi così così pure…
ma questa volta, in questo momento, voglio che sappiate te e la tua mamma, che qui in svizzera, c’è un pirla che vi sorride, perché davanti a tanto dolore, altro dolore non serve.
vi abbraccio
ci sono passato anch’io e ti confermo che un anno dura un anno - ma qualche volta anche molto di più
dawoR***
@dawoR - un anno dura un anno. Si ma quanto tempo è? Risposta difficile.
Grazie di essere passato da qui.
Il tuo sorriso mi arrivato nel cuore. Grazie amico digito.
Ciao Miciastra, ho toccato molto da vicino cosa significa, hai il mio sostegno, per quel che può contare.
Un anno è quel che è, ma i medici spesso si sbagliano, nella mia famiglia è successo, non smettere di sperare, prova a non pensare al dopo, ma senti che è là accanto a te a tempo indeterminato.
Baci, Anna Maria.
Grazie Anna Maria, ci proverò con tutta me stessa.
Un bacio anche a te.
Guarda che la barca non è mia , ma è come se lo fosse. Quando vorrai venire a fare un “Giro ” con noi ( siamo più o meno quelli che hai visto sul blog )sarai sempre una gradita ospite (naturalmente non si paga niente ).
Da marinaio , sono un pò scaramantico perciò te lo dico a modo nostro ( in Veneto ) : le barche le’và da sòle.
Ciao , Con affetto Gianvi
Attento che io vengo sul serio!
[Grazie]
..e dài, che non ti si scaricano le pile! Anzi, non ci pensare nemmeno! E se ti viene una nuvola in testa, pensa alla Navratilova, grassissima e cicciona, che insegue le palline con la racchetta e le ragazzine con la lingua fuori..non può non scapparti un sorriso! 
Bhè, meglio se penso a Nadal che gli prude il culo, Federer sottomesso alla fidanzata Mirka, la Mauresmo sempre in cerca di f..a, per non parlare degli italiani [e qui mi fermo]… Grazie per la risata! E’ una serata estremamente solitaria e tu mi hai fatto del bene. Grazie ancora…
Quando vuoi !