Miagolato il 9 October 2008 - 1:26
Amici, Mhmm, Mood, Zampette by Miciastra

Giornata lunga, interminabile, faticosa, insomma di merda, ma pur sempre vissuta, no? [e di che cazzo mi lamento, quindi?]

Mi alzo alle sei e quarantacinque perchè voglio fare la doccia e lavare la mia chilometrica chioma che richiede tempo ed energie e, poichè io sono poco femmina in senso di parrucchiere, estetista, e miracoli vari, è meglio che mi dia da fare un tantino perchè rischio di assomigliare al cugino IT [che, tra l'altro, adoro alla follia ma mi rendo conto che l'assomigliargli  non agevoli i miei rapporti interpersonali, soprattutto quelli lavorativi, anche se poi, nel profondo, non me ne frega un beato cazzo, ma devo pur vivere qui tra gli uomini e poi gli eremiti non li ho mai capiti , anche perchè io devo parlare anche con i pali del telefono (esistono ancora?!?!)...  [RESPIRO]].

Alle otto sono già in ufficio, accendo il pc e mi metto a chiacchierare con Max, il ragazzo che fa le pulizie . E’ una bella persona, ci parlo sempre bene,  di un pò di tutto ma mi accorgo che, già da tempo, il discorso va a finire sul suo lavoro e di quanto lui si senta umiliato nel farlo. E tutte le volte non perdo occasione per raccontargli che, ad un certo punto della mia vita, appena scappata di casa alla tenera età di diciannove anni, mi sia messa a lavare le scale dei palazzi per pagarmi i corsi di psicologia integrativi alla facoltà che frequentavo e di informatica ed anche per l’appartamento che condividevo con un mio ex [e qui dovrei aprire una parentesi  su 'sto argomento ma è meglio tacere, per ora].

Sebbene di famiglia  di estrazione alquanto borghese, vissuta nell’estemo benessere  con tate, governanti & co., villeggiature rigorisamente a Cortina, scuole private e tutte queste belle cosette,  i miei genitori mi hanno sempre dato le “misure” giuste per capire la vita e le persone; mi hanno  insegnato la coerenza ed i doverosi “bagni d’umiltà” che ognuno di noi dovrebbe periodicamente fare a scopo terapeutico e propedeutico. Ed è questo che, ancora oggi, continuo a fare e penso fermamente che molte persone dovrebbero dedicarsi a quest’attività. Ma ho constatato che è cosa di pochi…ahimè…

Dicevo, essere in uffficio alle otto significa che il tempo non passerà mai e poi mai e, considerato il fatto che non ho assolutamente voglia di applicarmi, questo tempo so che sarà infinito.

Oggi mi hanno offerto di passare in un nuovo settore. Presto, su sky, avremo un canale monotematico dedicato al tennis e hanno richiesto la mia collaborazione.  Mi hanno detto che dovrei curare i rapporti internazionali. Ciò significherebbe lasciare tutto quello che ho fatto fino ad ora e iniziare una nuova vita lavorativa. Ho già lavorato per la rai e mediaset e non sarei proprio l’ultima ruota del carro, ma non ne ho tanta voglia, non voglio impegnare troppo il mio tempo perchè  ora dipende dalle condizioni fisiche di mia madre.

In un altro momento, quest’offerta mi avrebbe fatto vacillare dalla felicità, ma oggi è diverso. So bene cosa significhi lavorare in una produzione televisiva ed il mio tempo, soprattutto ora, è altamente prezioso e selettivo.

Ho detto che ci penserò, ma non so quanto.

Torniamo alla mia giornata. Non so perchè scrivo tutto questo ma lo faccio ugualmente.

Per far passere il tempo, decido di “archiviare” i mie files, che poi, parlando in italiano, dovrei dire file, o meglio, archivi o che cazzo ne so io in questo momento.  Dunque, io odio archiviare, sono una degna figlia del futuro e penso fermamente che sia inutile ammassare carte, e, visto che oramai arriva tutto per email e che quindi resta, decido di buttare tutte quelle innummerevili carte che ho sulla scrivania, facendo, al tempo stesso, la felicità di Max che dovrà portar via sacchi e sacchi di niente …

Le quattro arrivano ed esco a mò di furetto dall’ufficio per andare da mia madre. Oggi le cucinerò le scaloppine al limone e  le patate lesse, oltre ad altre cosette prettamente casalinghe.

Solamente venticinque minuti di traffico e sono da lei. La trovo in poltrona, vestita, che guarda la televisione. Mi piace vederla così e ripenso a quante volte l’ho criticata per il suo stare perennemente a guardare programmi di merda.

Vedi come cambiano le prospettive?

Cucino , riordino, le faccio l’iniezione, metto a posto le orchidee, sistemo la cucina, parlo con lei e… sono già le sette. Io devo scappare. Ho troppe cose da fare.

Ho un figlio di tredici anni che mi aspetta a casa e lo devo aiutare a fare i compiti, poi devo preparere la cena, poi stirare poi… poi…poi… e poi… nemmeno Mina è come me [questa è profonda e per pochi intimi!]…

La mia vita è tutta un poi. Alcmena mi potrà ben capire, vero? Essere  pressochè soli con un figlio non è cosa facile per nessuno.

Fino ad ora non ho mai parlato di lui ed intendo perseverare in questo per una questione di rispetto nei suoi confronti.

Mio figlio mi chiede di passare a ritirare il suo libro di latino in libreria e, sfidando gli elementi ed il traffico romano che, a quell’ora assomiglia all’inferno di Dante, arrivo alle sette e venticinque ma il libro non è ancora arrivato.

Torno a casa e mi dedico alla lezione di religione sul sacro romano impero d’oriente ed occidente, alle conseguenze religiose, alle Crociate, a Liszt, alle sue opere, all’algebra che mal si assesta con il mio vivere, etc…

Sono esausta, preparo la cena, involtini ed insalata e poi stiro mentre guardiamo una stronzata su canale cinque…

Il mio cellulare oggi non ha squillato quasi mai, tranne un graditissimo ed alquanto inaspettato “buongiorno” di questa mattina, ed un mio “…bello ed inaspettato il tuo buongiorno… buongiorno anche a te”  e ad un successivo “… arrivo quando meno te lo aspetti… quando veramente serve… e lasci la porta aperta… Ti abbraccio”

Quest’abbraccio mi ha riempito la giornata….[grazie]

Ora sono qui in salone, mio figlio dorme sereno… tutto tace, purtroppo, ma io ho già vissuto questi momenti, come quando ho partorito e quello che era il mio mondo  fino ad allora, si è improvvisamente volatilizzato. Le persone fuggono da ciò che non comprendono perchè hanno paura di non esserne all’altezza. Certo è che uno sforzo sarebbe sempre gradito…

Ma, in fondo, non mi importa. Io sono io. Io sono stata in silenzio in momenti in cui altri affrontavano momenti difficili della loro vita. Ho sopportato in virtù di tanti fattori, ho mandato giù tutto, ho pianificato la mia vita già tanto complicata, senza fiatare, consapevole del momento che stavo vivendo, affrontandolo con umiltà e precisione.

 Ripeto, io sono io e non posso pretendere che gli altri siano come me. E’ totalmente sbagliato.

Il mio gatto tenta di azzannarmi le gambe, vuole giocare ma io non me la sento.

Sono sola, molto sola, veramente sola ma sono io.

Nel bene e nel male.

Va bene così.

Però ho voglia di piangere.

E non è nemmeno poca.

Minchia quanto ho scritto… chiedo scusa…ma mi capita così…

Miagolii

ian - 9 October 2008 - 6:37

questa la stampo e la faccio leggere a tre o quattro personcine che conosco e che non fanno altro che lamentarsi che la vita fa schifo quando invece è la loro indole a far schifo. Sei una duracel dai capelli lunghi.

se non sei sposata vorrei sposarti, ma so già che c’è la fila per il numerino..

ps/
sono in ritardo e se non faccio in tempo a farmi la doccia dirò che è colpa tua se puzzo.

ti stritolo


Rob - 9 October 2008 - 10:46

E’ così… i minuti si rincorrono di continuo e spesso non siamo in grado di tenere il ritmo, non ne abbiamo voglia o semplicemente siamo stanchi di farlo e andiamo più lenti di loro.
Bello però quando la porta resta socchiusa ed ogni tanto qualcuno fa capolino anche solo per un semplice saluto…
R


IM - 10 October 2008 - 11:13

Quasi quasi ti porto Dafne… Eh? Pet-therapy… :D

[Se dice di si, ho svoltato... senza Godzillina per una settimana...]


No Blogger - 10 October 2008 - 21:20

..se hai un figlio, hai un tesoro, un tesoro immenso, nonostante tutte le cose che non ti piacciono e non ti vanno, non sei sola e non lo sarai..tieni sempre un pizzico di serenità nella tasca :D


note disambigue - 11 October 2008 - 0:26

Mi ha stupito che tu abbia un figlio: in effetti non ne avevi mai parlato.Mica come me,che lo tiro fuori ogni tre per due.
Essì, ha ragione Ian: dovrebbe far leggere il tuo post a qualche personcina che non fa che lamentarsi della sua vita. Me compresa, magari.
Perchè la vita può essere complicata quanto si vuole, ma certi eventi imprevisti non fanno che complicarla molto, ma molto di più.
Così oggi sei a fare una cosa normale, una di quelle che fai ogni giorno, quasi in automatico. Poi arriva uno tsunami e butta in aria tutte le tue certezze.
Ti auguro che la tua tempra sia sempre forte come è adesso. I cedimenti non mancano mai: l’importante è sentirsi in pace con se stessi, e avere amici che ci vogliono bene.
Notte e un bacio, Micia.


note disambigue - 12 October 2008 - 1:38

:*


simona - 12 October 2008 - 23:56

ciao Miciastra, ogni volta che passo di qui mi si stringe un po’ il cuore, ma nello stesso tempo si rafforza l’ opinione che ho avuto di te sin dall’inizio: una donna molto forte e coraggiosa, una di quelle sempre pronte a farsi in quattro per gli altri, ma che agli altri non chiedono mai.
…se potessi solo fare qualcosa anch’io per te, lo farei davvero di cuore. so che non è niente, ma il mio invito per 4 chiacchere davanti a un caffè è sempre valido. dicono che io sia una che sa ascoltare…un abbraccio.


Miciastra - 14 October 2008 - 11:34

Sai, ian, le persone si lamentano quando non hanno problemi seri. Le pile le abbiamo un pò tutti, il problema è ricaricarle!
Grazie per l’offerta di matrimonio ma ho già dato in passato e tendo a non ripetere certi errori :D!
…ma, alla fine, ti sei lavato?!?

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Le cose inaspettate fanno sempre un gran piacere!
Grazie Rob.

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Attendo Dafne con ansia… [poi però resta lì con Ruggero]…

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Si, un figlio è un tesoro immenso ed è da lì che prendo forza.
Grazie no blogger.

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Perchè ti ha stupito il fatto che io abbia un figlio, cara Dy?
Sono già una cariatide ed è “quasi” normale l’averlo fatto!!!
Non ne parlo mai perchè penso non sia giusto nei suoi confronti ed anche perchè in questo blog ho scelto di esserci solo io.
La vita è davvero complicata, la mia soprattutto, credimi, un pò per strane congiunzioni astrali (se così vogliamo definirle), un pò perchè certe cose me le sono cercate con il lanternino… accidenti!!!

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Mi spiace ti si stringa il cuore, Simona bella!!!
E ti ringrazio per il caffè a cui, appena riuscirò a trovare un secondo libero in questa mia vita così frenetica, non rinuncerò assolutamente.
Grazie per le considerazioni su questa donna così incasinata e spero in futuro di rallegrarti con pensieri più positivi.
Ti abbraccio.


note disambigue - 14 October 2008 - 12:33

Cariatide?
Tu?
Ed io, allora?
Sai, ero convinta che fossi una single in carriera, senza prole.
Adesso mi sento in colpa perchè io, al contrario, di mio figlio parlo anche troppo spesso. :(
Un abbraccio da una che, come te, le complicazioni sa cercarsele molto bene.


Miciastra - 14 October 2008 - 15:13

Bhè, cara Dy, i miei “…anta” cominciano a farsi vedere e sentire!!! Io donna in carriera?!?! Avrei potuto ma ho sbagliato tutto…
Non sentirti in colpa del fatto che parli di tuo figlio sul blog. Probabilmente è una cosa che hai sentito di fare e poi lo hai sempre fatto in maniera veramente blanda.
Secondo me se mettiamo a contronto tutte le rispettive “complicazioni”, facciamo BINGO!!!!
Un abbraccio anche a te! :D:D


budi - 14 October 2008 - 17:14

Tu mi conosci ormai da molti anni non sono mai stato bravo con le parole, le lettere che scrivevo erano orrende, ti voglio bene e di alla tua mamma che Marco di Ivrea la saluta. Ciao Budi


note disambigue - 15 October 2008 - 6:52

Buon sole, bella.
Spero che scaldi questa giornata, e tutte quelle che verranno.
Ti abbraccio.


Miciastra - 15 October 2008 - 8:43

ciao budi mio, bello vederti qui. E’ vero, con le parole sei una frana ma non preoccuparti, so bene come sei… Darò i tuoi saluti a mia madre.
Un abbraccio

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Questa notte ha piovuto tanto ed ora c’è un sole timido ma non scalda, cara amica….
Sarà una giornata faticosa…
Buona giornata anche a te.


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