Serata “break” in questa mia vita così tanto frenetica e triste.
Giornata dalle otto alle quattordici al lavoro, convulsioni varie anche perchè ho preso il lavoro di una mia collega che hanno, momentaneamente, spostato in altro settore. Esco al e volo a vado a “Portuense” che per chi è di Roma è un viaggio dal “Flaminio”, soprattutto a quest’ora. Devo parlare con l’assicuratore per la polizza di mia mamma e lasciargli otto chili di documentazione per il risarcimento.
Oltre a ciò, c’è che la sua assicurazione è scaduta il diciotto di ottobre e, avendo compiuto i settantacinque anni, la polizza è scaduta del tutto. Ho saputo, da ricerche approfondite, che normalmente le compagnie assicurative prorogano tale polizza di un anno, specialmente se, nel passato, il cliente non ha ” mai dato alcun disturbo”. Ma sembra che non sia questo il caso. Ora, io ho un carattere di merda ed odio profondamente le ingiustizie. Ho già litigato con tutta la sede centrale di Milano dell’Assitalia e non intendo fermarmi qui. Non posso proprio perchè è un sopruso vero e proprio. Se necessario, andrò a Milano a litigare direttamente con loro e, qualora non bastasse, porterò questo caso al Costanzo Show, anche se non sono molto in linea con la “gestione” di certe cose. Ma non mi fermerò. Io lo so.
Dopo un’ora e mezza a codificare carte, permessi, autorizzazioni, fatture, pagamenti cronologia degli eventi ed aperture di “sinistri” [si chiamano così], esco tumefatta e mi immetto in un traffico terrificante con un mal di testa da oscar.
Attraverso di nuovo Roma e torno sotto casa. Ho bisogno di andare dal parruchiere. Io odio andarci, preferisco passare il pomeriggio dal ferramenta [che, tra l'altro, amo profondamente]. Lo faccio solo quando la situazione è già degenerata ed ora sono alla frutta vera, ho i capelli incolti, con tristissime frezze un pò bianche ed una lunghezza che evoca l’età della pietra. Non so perchè, ma normalmente appena mi mettono la tinta, mi viene l’istinto irrefrenabile di scappare via, così come mi trovo. E’ da sempre stato così e non so cosa farci. Per cui, quando decido di andare dal parrucchiere è un pò come per gli altri l’andare dal dentista.
Dopo la litigata colossale con il mio parrucchiere di sempre, che mi ha fatto attendere due ore e quindici minuti per una piega, oggi mi definisco una donna libera e, poichè da una settimana di fronte a casa mia hanno aperto un centro del genere, oltretutto con un nome che attira l’attenzione dei più “il posto delle streghe”, mi decido ed entro. C’è solamente una cliente. Esordisco in maniera carina, credo: “Buonasera, io vorrei essere la vostra prossima potenziale cliente affezionata…”. Il gelo. Il proprietario si erge da una poltrona e mi dice: “non questa sera, sa… aspettiamo una cliente fra poco… possiamo fare domani alle due e trenta”. Prendo l’appuntamento per domani. Appena uscita, realizzo che questo tipo è un coglione, che non ha capito un cazzo delle forme base del marketing e che, se mi girerà il culo, domani non verrò in questo cazzo di posto.
Decido di andare da mia madre, col tristissimo pensiero che oggi posso ancora decidere di farlo. La trovo proprio giù di morale, molto triste, affaticata e depressa. Le faccio l’iniezione giornaliera di eparina, la carico di tutti i miei problemi, quasi a volerle far dimenticare i suoi, preparo la cena per lei e suo marito e poi torno a casa. Doccia necessaria con lavaggio dei capelli che, essendo lunghi otto chilometri, richiedono cure su cure.
Stasera esco, sono stanca ma esco, vorrei sprofondare nel letto ma esco perchè devo respirare.
IM è con me, come sempre, a volte silente, a volte troppo loquace nel senso che dice cazzate vere e poichè sta per cambiare casa, va in tilt e ripete le cose ottocento volte e mi avvolge di cazzate. Ma è fatto così. Certo, oggi l’ho bloccato tre o quattro volte perche l’arteriosclerosi l’attendiamo pià tardi ma lui è lui e me lo devo prendere così com’è, un amico vero. Decidiamo di comprare la cena da Mc Donald’s, proprio per non faticare ulteriormente.
Arrivamo a casa sua, lui si doccia ed io vago un pò sui blog, poi cena e flim.
Ora io scrivo sul suo pc e lui mi sta selezionando musica che mi fa bene al cuore.
Un piccolo break in questa mia vita così tormentata.
Grazie, amico mio.
Questa canzone la inserisco perchè mi piace da matti.
E qui le lyrics.
Quando le cose le conosci già e ne parli dal vivo, è sempre difficile poi commentarle in un posto come questo. Un po’ perchè ti sembra di ripetere quello che già hai detto, un po’ perchè ti sembra di spiattellare alla mercè di tutti qualunque cosa. Questa sera ho parlato poco, ho lasciato correre qualche parola che solitamente non mi sarei lasciato scappare e questo lo sai. Ma va bene così. Mi hai appena detto che a volte parlo troppo, che se tacessi – in alcuni momenti – renderei meglio. Sorrido, ti guardo e sorrido. Sorrido perchè vedo che un po’ di tensione piano piano è andata via: con le cazzate, con le mani impiastricciate delle salse del Mc, con Dafne che dà spettacolo. Con la musica, che cerchiamo di non far mancare mai.
Se potessi – se solo potessi – getterei via tutti i tuoi problemi come si fa con le molliche rimaste sulla tovaglia. Provo un senso di impotenza inspiegabile, non saprei davvero come rendere l’idea. E’ che purtroppo non posso. Posso solo cercare di strapparti un sorriso…
Ragazzi, io non sono “la mercè”.
Io vi voglio bene, per come posso.
avrei voluto esser lì con voi, ascoltare seal e bere i vostri racconti.