Avevi dodici anni quando ti ho incontrato per la prima volta. Eri vivace, energico, un pò matto. Eri carino da morire, già a dodici anni, con quegli occhi così maliziosi, con la verve tipica toscana, con la parlantina vivace e tenera.
Chicco, così ti chiamavamo tutti, ed eri proprio un chicco, una cosa piccola ma viva e tenera.
Sono passati gli anni e sei stato sempre anche sotto la mia ala. Tu eri tu, e bisognava prenderti per quello che eri, nel vero senso del termine. Vivace, estroverso, attaccabrighe, bisognoso di certezze, di essere idolatrato, sempre alla ricerca dell’applauso degli altri. Bravo nel tuo lavoro, eccezionale e virtuoso, caparbio ed insistente, egocentrico e timido.
Sempre alla ricerca di amori, di momenti particolari, di emozioni del momento, della bellezza, della vita.
Eri così, sempre vestito alla moda, sempre alla ricerca del particolare. ricordo quanto ti ho preso in giro per il cappellino e la felpa rosa di playboy…
Ieri mattina mi è arrivata una telefonata. “Ho una bruttissima notizia, Federico è morto”. “Come morto? Che significa?” “E’ morto, miciastra, è morto per un attacco fulminante di leucemia”.
Silenzio. Sgomento. Dolore.
Ecco quello che ho provato.”Ma come? Domenica era ad Olbia a giocare…”
Chiamo gli amici in comune. Chiamo Stefano. “Si è sentito male, non ha giocato e Daniele lo ha riportato ad Arezzo.
Aveva la febbre alta, stava davvero male. I medici dicevano che aveva la polmonite. Poi hanno detto che era leucemia, ma quella devastante, quella che non perdona”.
E non ha perdonato.
Mi mancherà quella felpa, mi mancherà quel sorriso spavaldo, mi mancherà la tua parlata, mi mancherà la tua ironia, mi mancherai tanto e per sempre.
Domani verrò ad Arezzo, al tuo funerale, sarò lì come tante altre persone ma sappi che non piangerò, non voglio farlo, ti guarderò e vedrò un campo da tennis e te che giochi, battagliero come sempre, allegro, vivace e vivo più che mai.
Mi spiace, Chicco, Fede, mi spiace tanto perchè non rivedrò più i tuoi occhi, la tua bella faccia e non ci racconteremo più tante cose. E’ finita. Finito tutto.
Morire a ventotto anni è veramente assurdo. E mi fa incazzare. E mi fa intristire. E mi fa veramente incazzare.
Ciao Chicco, ciao Fede, non ti dimenticherò mai e mentre ti dico tutto questo, una rabbia assurda mi avvolge e mi fa stare ancora più male.
‘ccidenti…
Ero in auto con mio figlio, sabato sera, quando abbiamo sentito la notizia alla radio. Io, a dire il vero, non sapevo chi fosse. Mio figlio dice subito:”Mamma, il tennista. L’ho visto in tv qualche giorno fa. Stava bene”.
Mi domando: com’è possibile che una leucemia distrugga una persona in una settimana? Forse stava già male,ma non avvertiva ancora i sintomi.
Comunque sia dispiace tanto. Immagino quanto dispiaccia a te.
Un abbraccio, Miciastra.
Ecco… io l’ho visto quella sera in aeroporto – quando ti ho accompagnata che dovevi consegnare le divise – e qualche volta seduto a tre quattro seggiolini da me a vedere gli incontri… Mai parlato, mai interagito eppure… eppure. Eppure e basta. Mmm…
un bel periodino.
chissà come stai?
@Rob – Accidenti, si. Proprio accidenti [ma i miei pensieri vanno oltre...]
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@testa bislacca – [sei tu, vero? Credo di si].
Non mi stupisce che tuo figlio lo conoscesse. Tra i ragazzi era un gladiatore!!!
Purtroppo queste cose succedono, in Italia è il secondo caso. Pensa, il papà è anche medico…
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@IM – te l’ho presentato solo quella sera all’aeroporto e comprendo bene il tuo “eppure” perchè emenava energia positiva…
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@ian – non è decisamente il mio momento migliore, questo è certo.
Oltretutto, giovedì prossimo devo anche operarmi…
Ovviamente sono io: l’ebrea errante.
Due casi in Italia? Chissà che ne pensa la medicina. :-(
Operarti?????
Eccheccazzo!
(scusa)
Essi, devo operarmi perchè ho un ascesso sotto l’ascella destra oranai da due mesi!!! Ho provato tutte le cure ma non sono servite a nulla.
Giovedì mi sottoporrò all’intervento.
Non è il mio anno, decisamente.
Ti devo chiamare testa bislacca o come prima?
Immaginavo che tu lo conoscessi, l’ho saputo ieri dal mio capo ed per questo che sono qui, ero sicuro di trovare un suo ricordo da parte tua. Non conoscevo Federico, ora si.
Un bacio budi
Ciao budi. Chiamami quando hai un pò di tempo.
Micia, chiamami pure “testabislacca”, tanto la testa bislacca ce l’ho.
E in bocca al lupo.
..anche l’operazione
beh, mi pare un perioduccio un po’ travagliato. Andrà tutto bene, come per tua madre
un pizzico di ottimismo spesso vale più di una damigiana di acqua di Lourdes
un abbraccio, se posso…
Ricevo volentieri il tuo abbraccio.
Grazie no blogger
[anche se due goccette di acqua di Lourdes me le berrei volentieri]