Sabato pomeriggio è passato ed ora sono le 20.45.
Giornata faticosa perchè ho pulito casa, ho fatto la spesa, ho programmato la settimana perchè devo necessariamente farlo.
Sono proprio stanca. Vicissitudini lavorative mi hanno costretta a “stare sul pezzo” come non mai.
Grosse delusioni dal punto di vista professionale, per la prima volta nella mia vita ho toccato con mano la famosa questione delle raccomandazioni e mi sono vista proiettare in meandri oscuri. Il vomito e lo schifo provato in questi giorni non è possiblile descriverlo. La mia vita si basa essenzialmente sulla meritocrazia, sono una pura, non concepisco e non capisco chi si fa strada in maniera non canonica. Io non ho mai usufruito delle raccomandazioni anche se potrei ad avrei potuto sempre farlo, perchè credo fermamente nelle persone.
Ma mi è successo.
Mi è stato detto: “posso darti una non risposta, tra te e lei, devo scegliere te”.
Cazzo. Non è facile vivere tutto questo. Ho visto ben 26 anni della mia vita professioale andare in fumo, vanficati in una sola, misera frase.
Non ho dormito per ben due notti, pensando a tutto questo, a quanto io mi fossi sentita inutile, quasi un meteora, meramente di passaggio, in una situazione in cui, invece, avrei dovuto sentirmi diversamente.
Ho pianto.
Io non ho mai pianto per lavoro. Il dolore dovrebbe essere ben altro.
Si dovrebbe piangere per cose ben più profonde.
Eppure l’ho fatto.
Mi sono ritrovata in una situazione paradossale, allucinante, non gestibile.
Ed il cuore e l’amor proprio sono stati colpiti duramente.
L’istinto mi ha suggerito di stare in silenzio, di non parlare con nessuno e di far finta di niente.
E così ho fatto.
Ma il silenzio pesa nell’animo, nel cuore, nel non dover reagire, nel mandar giù tutto questo.
Sono stati giorni difficili, tristi, incomprensibili, assurdi.
Oltretutto, io, per carattere, proprio non riesco a stare zitta, per cui è stato veramente molto difficile.
Ad oggi, le cose sembrano appianate, ma rimane nel mio cuore il fatto che, con il loro gesto, abbiano comunque vanificato 26 anni del mio lavoro.
E non sto bene, affatto.
Improvvisamente mi sento un’ameba, un barbapapà, un numero di matricola, un niente.
Brutto, accidenti.
Per me deleterio.
Io credo in quel che faccio e sono sempre pronta ad aiutare tutti, non mi sono mai tirata indietro, non mi è mai “caduta la corona”, credo nel lavoro di squadra, con lo scopo unico di ottenere dei traguardi ottimali.
Non ho mai avuto paura di essere defraudata di qualcosa.
Purtroppo mi è successo e che brutta sensazione…
Ma oggi è sabato.
Ho pulito casa, ho aiutato mio figlio a fare i compiti, ho fatto la spesa, l’ho accompagnato dal suo amico.
E’ partito per il fine settimana. Diventa grande, mio figlio e si allontana come è giusto che sia.
Invernomuto aveva bisogno di aiuto e siamo andati a casa sua e l’abbiamo pulita a fondo.
Non mi è pesato, perchè lui è il mio miglior amico e farei quasiasi cosa per lui.
La “bicocca”, la mia “creatura” è pulitissima ed in ordine ed ora ci stiamo cucinando una spigola al forno e spaghetti alle vongole vera.
Questo mi ripaga dei dispiaceri della settimana.
Post post: ad essere sinceri, una cosa mi ha anche aiutata in questa settimana. Un mio caro amico, a cui voglio molto bene ha avuto una bambina da poco, Rebecca, nome bellissimo e lei bellissima, degna di cotanto nome, mi ha fatto pensare alla vita, a quella che inizia, senza pregiudizi, senza distinzioni, alla purezza ed il suo pensiero mi ha confortata molto, mi ha attaccata alla vita, alle cose semplici, al respiro, all’amore.
Penso spesso a lei ed il pensiero mi conforta, mi fa stare meglio, mi fa sentire pulita, quasi pura.
Grazie anche a Rebecca, creatura pura e semplice.
matricola 1001/bis.
WELCOME TO THE REAL WORLD
due battute da due mitici films, e la vita è peggio di un film.
bacio standup e gheroppa pure!
matricola 1001/bis (perchè bis? Io sono unica…) …presente… non vorrei deluderla ma è da tempo che sono nel mondo reale. Frose troppo.
Gheroppa mi piace da matti!!!