E’ tanto tempo che non scrivo qui su questa mia pagina veramente privata, lontana da tutti e da tutto, il mio piccolo rifugio elettronico.
Ed è anche tanto tempo che non ci vengo, chissà perchè. Quando ho aperto questo blog, ero sicura che ne avrei usufruito alla grande, che sarebbe stata la mia valvola di sfogo, il mio angolo personale, in un certo senso una parte di me. E lo è, questo è certo, ma non so perchè è da un pò che non ci torno. Eppure mi manca. Ci sono giorni che non penso ad altro, che avrei voglia di sedermi e di dire quello che ho dentro. Ma non lo faccio. In questo ultimo periodo mi sono fatta prendere da troppe cose, o meglio, troppe cose mi hanno fagocitata letteralmente. Il lavoro, che in questo periodo è massacrante e chi mi conosce personalmente sa che non sto esagerando, mio figlio, che è fantastico ma che mi fa andare sempre di fretta, mia madre, altalenante ogni giorno che passa, mio fratello, intrigato in vicissitudini familiari estremamente complicate, una mia parente, costretta ad affrontare, a soli ventotto anni, un aborto terapeutico a causa di un cancro maligno al seno. Io vengo dopo tutto questo e so perfettamente che non è poi tanto giusto. Sto reggendo situazioni difficili, ménage complicati, alla costante ricerca di equilibrare sempre tutto. Ho mal di schiena. Ho un dolore acuto alla base del collo che mi atterrisce, mi si bloccano le braccia, non riesco a dormire bene e faccio anche sogni tremendi in cui degli extraterrestri mi devono iniettare un liquido letale e devo andare a morire in Giappone…
Sono una persona con una parola sola ed ho sempre aiutato chi mi ha chiesto una mano. Ultimamente, un amico del nord è venuto a Roma a causa di una serie di problemi personali. Mi ha chiesto una mano ed io, per la prima volta nella mia vita, non ho fatto praticamente nulla. Mi è dispiaciuto molto e mentre stavo in Sardegna per lavoro, non ho fatto altro che pensare a questo. Questa non sono io. La miciastra che io conosco è sempre stata diversa, non mi piace la miciastra di oggi.
Giraffa e Ibi mi chiedono come sto. Non lo so proprio. Veramente. Cerco di guardare avanti, mi faccio forza, sono un leone e da leone vorrei comportarmi. Ma, alle volte, mi accorgo che mi mancano le unghie, che non riesco a cacciare, non ce la faccio a stare sdraiata al sole, che non individuo la preda e soprattutto che non sono il re della foresta in questo momento specifico e vi assicuro che non c’è peggio per un leone di sentirsi una pecora!
Ma dentro di me c’è ancora la miciastra di un tempo, nascosta non so dove, ma c’è. Io lo so. Avrei voglia di andare un giorno al mare e di mangiare al sole, guardando le onde che vanno e vengono, avrei voglia di respirare a pieni polmoni l’aria colma di salsedine o di iodio, come dice sempre mia madre, avrei voglia di sentire la mia voce ed ascoltare le cose che dico ed avrei voglia di dire cose carine, che mi potessero, in qualche maniera, far ridere.
La miciastra che è sempre stata in me, ultimamente mi ha dimenticata in qualche angolo sperduto delle strade di Roma e mi sento un pò persa, un pò strana, un pò male.
Spesso mi dico – dai, stai calma, passerà -ma le mie stesse parole non mi tranquillizzano affatto.
Ma io sono miciastra e spero che MICIASTRA tornerà ad essere se stessa, prima o poi. Meglio prima che poi, perchè non so per quanto ancora riusciurò a reggere questa situazione.
Dedico queste parole a Miciastra, con la speranza che tutto ciò possa servirle per un prossimo giro di boa.
ben tornata! nella vita ci sono momenti difficili, lo sai già, ma bisogna conservare un pizzico di ottimismo con uno spicchiettino di sole
Bentornata -) sono sicura che ritroverai le unghie del leone (anche con la french!!) e la forza per resistere nella foresta
Eh, garbata bloggeressa, mica mi va mica, amica, di parlare degli alti e bassi che, nella vita, ci imponiamo d’imporci. Secondo me, il tuo amico del nord, è più dispiaciuto di come stai di quanto tu abbia fatto o non fatto per lui. L’importante è sapere che c’è futuro, anche quando non sembra spazio per esserci. Ché uno, un mattino, si sveglia e s’accorge che tutto è svanito, senza preavviso, esattamente come senza preavviso era cominciato.
Un abbraccio
dai stai calma, stai manza, stai tranquilla che passa. tutto passa… anche le peggio cose. me lo ripeto ogni giorno prima e dopo i pasti.
ti abbraccio micia, forte.
Lo sai che questi tuoi post mi piacciono tanto, vero? Dentro ci metti tutto il cuore (grande) che hai. Anch’io sto vivendo un periodo complicato, complicato molto più del solito, voglio dire. Eppure, stranamente, ho scoperto di avere dentro una forza che credevo morta e sepolta decenni fa. E’ che, comprensibilmente, a volte si sente l’esigenza di poter fare qualcosa anche per se stessi, ma purtroppo non sempre è possibile. Magari non immediatamente.
Auguro anch’io che la Miciastra che ho conosciuto tempo fa torni a ruggire come faceva una volta.
Un abbraccio forte forte.