
Men at work, ossia lavori in corso.
Ecco, è così che sto vivendo questo periodo.
Si, rende l’idea alla perfezione. Ovunque io volti la testa, ho qualcosa da fare, da dire, da sbrigare, con tempi inspiegabilmente stretti e ovviamente sempre e comunque con il livello di difficoltà al massimo.
Alle volte mi chiedo se sia veramente io quella donna che riesce, ogni santo giorno, a fare tutte quelle capriole e confesso che me ne stupisco ogni volta ed ogni giorno di più.
Spesso penso anche di essere bionica, modello wonder woman, di venire da un altro mondo e quando parlo con venticinquenni che il pomeriggio, dopo l’ufficio, vanno a fare un riposino perchè sono stanchi, bhè, non so più se la strana sono io o loro.
Mi chiedo – la vita è così come la vivo io oppure sto sbagliando tutto? Una gran bella domanda. Una di quelle che non ti rallegrano di certo la mente.
Certo è che non me la sto godendo molto, non ho il tempo di farlo, sono entrata in un loop e non riesco ad uscirne.
Mi rendo proprio conto di non riuscire a fare cose normalissime che altre persone fanno, chessò, andare in palestra, fare una passeggiata solo per il gusto di farla, starmene sul divano a leggere, una cena fuori con gli amici, visitare un museo, ricominciare a fare gioielli, dipingere, ascoltare un pò di musica, passare una giornata al mare.
Mica scalare l’Everest o riformulare la teoria della relatività.
Solo cose semplici.
Niente, sono sempre con i lavori in corso, solo che quelli stradali, prima o poi, terminano.
Forse dovrei iniziare a dire di no, a fregarmene, a diventare un pò più stronza, anche se mi si dice che il mio livello non sia poi tanto basso.
Il problema è che io sono buona, forse anche un pò cogliona e prendo a cuore tutto quello che mi circonda.
[Mi si perdoni il francesismo ma, colui he ha disegnato il cartello non avrà mica pensato ad un cumulo di merda?]
Secondo me pensava proprio a quella.
Mah, io penso che tu un po’ WonderWoman lo sia davvero. E che abbia una forza trainante di quelle da paura.
Se poi sei anche buona è solo valore aggiunto.
Un bacio.
@tibì – sarà anche un valore aggiunto ma spesso me la prendo lì dove non batte il sole. Grazie dei tuoi passaggi qui su questo blog un poco ermetico.
Baci