Miagolato il 3 August 2007 - 2:36
Emozioni by Miciastra

Dopo solamente 27 anni, stasera mi ritrovo a parlare con i miei “parenti” del passato. Ho aspettato per anni questo momento, l’ho desiderato ardentemente, quasi agognato. Da 27 anni ad oggi, la mia vita e la mia storia hanno preso un certo verso che forse non era quello che io mi aspettavo. No, decisamente non lo era.
A soli 49 anni, il 25 ottobre 1982, mio padre ha deciso di non vivere più.
Da qui, oltre al dolore più puro ed alla presa di coscienza dei limiti dell’essere umano, sono stata accusata di ciò che era accaduto.
Io, che a soli 16 anni dovevo confrontarmi indirettamente con le droghe semplici , quelle più complesse, fino ad arrivare alla morfina; io, che gestivo una situazione già più grande di me e sempre io che morivo dentro per quello che presagivo ma che non osavo nemmeno pensare ed affrontare……
Accidenti che peso!
Ed i miei “parenti” mi hanno accusato della morte di mio padre.
A distanza di anni, oggi so che, come spesso accadeva, il figlio maschio era il prediletto ed i suoi consanguinei, ovviamente, lo erano di conseguenza.
Ciò ha fatto sì che tra mio padre e sua sorella si creasse un rapporto di amore ed odio, ma forse più d’odio, tanto che alla sua morte c’è stata una sorta di senso di “liberazione”, tanto da dover, per forza, trovare un bel capro espiatorio per giustificare quella “scelta”.
Bhè, io ero elegibile a tal ruolo poichè ero già stata considerata come la famigerata pecora nera della famiglia!!!!
Da qui, come se non bastasse, ho passato anni combattendo con gli avvocati per avere ciò che mi spettava e che, non avrei mai voluto ottenere prima del tempo.
E non ho ottenuto quasi nulla a causa di favolose conoscenze da parte del mio parentame con qualcuno che, all’epoca, governava ma che poi è stato esiliato in Africa.
Io e mio fratello, che all’epoca era assai piccolo, siamo stati “abbandonati” a noi stessi, senza cura, senza affetto da parte di queste persone. Siamo andati avanti, con dolore, sia ben chiaro, ma la vita veramente continua.
Quello che sono oggi lo devo solamente a mia madre ed agli sforzi che ha fatto.
Ma oggi, dopo 27 anni, ho detto la mia, ho raccontato il mio dolore a coloro che mi hanno giudicata all’epoca ed ho visto nei loro occhi la vergogna di quello che hanno detto e fatto.
Tutto ciò non mi ridarà quello che ho perso, ma stasera so che mio padre sorride.
Ed io con lui.
Io lo so.

Musica per questo post: l’Adagio di Albinoni ma non l’ho ancora scaricato.
Ma c’è nel mio cuore.

Mood:Happy emoticon Happy & Sad emoticon Sad

   

Miagolii

vaniglia - 4 August 2007 - 20:21

non riesco a stare in silenzio leggendo la tua storia, così toccante.
mio padre è morto a 44 anni, quando io ne avevo 10 e ora ne ho 24.
ero solo una bambina. mi sono sentita in colpa. ho sentito un forte crack dentro, una vera e propria spaccatura che ha lacerato i rapporti famigliari fino ad ora. siamo rimaste sotto questo tetto in cinque, cinque donne. la convivenza è complicatissima. le ferite non si rimarginano mai.
ogni minimo litigio ha radici profonde in ciò che è successo.

ciò che è certo è che nessuno puù capire il dolore per la morte di un genitore, se non l’ha vissuto sulla propria pelle.

negli anni mi sono sentita ripetere che non avevo ancora superato quel dolore. come se volessi trascinarmi addosso il dolore volontariamente! certo che no.

è come se fossi rimasta sola.

e ora vorrei avere il coraggio di gridare ancora più forte quello che ho passato, ma temo che chi non ha capito allora, non potrà capire ora.

scusa se mi sono dilungata.

vaniglia


miciastra - 7 August 2007 - 18:52

Hai ragione, vaniglia.
Il dolore non passa mai. Certo, la vita continua e la voglia di sorridere, di amare, di stare bene, non manca mai. Ma so bene di cosa parli. Sotto, sotto, in un angolo non ben definito del cuore o della mente o dell’anima (se ci si crede) rimane sempre un “qualcosa” di triste che ti accompagnerà per sempre. E come ogni essere umano, arriveranno dei traguardi della vita come una laurea, matrimonio, un figlio e sarà in quei momenti che il dolore riaffiorirà impetuoso e la rabbia gli farà compagnia.
Ma, come ho già detto, la vita continua e deve farlo con quel dolore.
Ho letto il tuo blog e vedo che sei una persona piuttosto impegnata, profonda e solare.
Bene.
Sorridi ed ogni mattina guarda il sole.
Io lo faccio sempre.
Il dolore ne troverà giovamento.
Continuerò a leggerti.
A presto
Miciastra


InvernoMuto - 7 August 2007 - 22:38

Mi viene in mente un pensiero che - pressappoco - fa così: “Una volta che si pianta un chiodo nel muro, il buco rimane anche senza chiodo…e hai voglia ad intonacare…”

Quanti buchi ci portiamo appresso, quanti segni…


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