Miagolato il 13 September 2007 - 15:03
Libri, Pensieri by Miciastra

Ho dormito poco questa notte, veramente poco. Ed in quel poco, ho avuto un sonno leggero.
Per cui si è svegliata solo la metà di me, l’altra non ha proprio dormito.
Solite cose, caffè davanti alla finestra, sigaretta e sguardo rivolto all’infinito. Autodiagnostica fisica e planning della giornata lavorativa e non.
Doccia, messaggio scritto alla signora che viene a pulire con elenco delle cose da fare altrimenti si aggira per casa come una turista nel colosseo, ascensore che dura troppo e che mi ricorda puntualmente che, per uscire di casa devo sempre calcolare 5 minuti in più (e la mattina 5 minuti sono assai preziosi), ricerca quotidiana della macchina posteggiata la sera precedente in posti che non ricordo mai, con commento sempre uguale del ragazzo che lavora nel negozio sotto casa, 5 minuti e sono in ufficio.
Questo è quello che faccio ogni benedetta mattina.
E questo è quello che ho fatto anche questa mattina.
Solo che una metà di me questa notte non ha dormito ed è proprio con lei che devo combattere, oggi.
Ed è proprio questa metà che mi fa venire in mente un libro che ho letto tanto tempo fa. L’autore è Max Aub, uno scrittore piuttosto umoristico che ha creato un piccolo ed eccentrico mondo di serissima mistificazione in cui gli assassini immaginari e reo-confessi, raccontano gli efferati delitti commessi. Ovviamente, a negazione dell’esistenza di quanto raccontato, intervengono la logica ed anche un pizzico di moralismo. Scrive questo piccolissimo libro raccontando una serie di confessioni di delitti esemplari e che poi, come dice la prefazione “non sono altro che quelli che noi tutti, quotidianamente, commettiamo in intenzione e che Aub, trasponendo pensieri reali in azioni surreali, dà per consumati: con lampeggiante fantasia, con rapidità e leggerezza”.
Rileggo alcune parti del libro:
“Lo uccisi, perchè era idiota, perfido, scemo, tardo, stupido, mentecatto, ipocrita, ignorante, burino, buffone, gesuita, a scelta. Una cosa si accetta, due no.
Le antipatie, le insofferenze, gli insopportabili incontri della giornata di ognuno sfogati e liberati in delitti senza castigo”.
“Era più intelligente di me, più ricco di me, più generoso di me, era più alto di me, più bello, più disinvolto, vestiva meglio, parlava meglio; se voi credete che queste sono scuse, siete proprio stupidi. Ho sempre pensato alla maniera di sbarazzarmi di lui. Feci male ad avvelenarlo: soffri troppo. Questo sì che mi dispiace. Avrei voluto che morisse di colpo”.
“La squartai dal basso in alto, come una pecora, perchè guardava indifferente il soffitto mentre faceva all’amore”.

Ecco, questa mattina la mia parte che ha vegliato durante la notte, volge il suo pensiero a delitti esemplari che, forse, commetterei…..
Forse è meglio che metta questa metà a dormire, però un sano e propedeutico VAFFANCULO mi esce proprio dal cuore.
Non sarà un delitto, ma mi fa sentire meglio.

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