Perchè ci costruiamo un muro intorno? Cosa ci fa sentire così fragili? Perchè usiamo certe parole e sappiamo che feriranno? Perchè il nostro buonsenso ci abbandona alla prima difficoltà, al primo malumore? Perchè non diciamo le cose nel momento esatto in cui le pensiamo? Perchè perdiamo di vista l’affetto verso qualcuno e noncuranti continuiamo a scagliare pietre?
Più che una serie di domande mi sembra di essere alla fiera delle ovvietà.
Però non ho le risposte.
Tensioni, stress, dèmoni, paure. Queste sono le ragioni, principalmente. Le parole escono come un fiume in piena, fuori dal nostro controllo, non c’è verso a volte di arginarle in qualche modo. Ma le parole, anche se feriscono, devono essere dette con il cuore in mano: solo in quel caso hanno un senso. Altrimenti sono sibilate tra i denti, rabbiose, non costruttive.
Ben vengano anche i muri a preservarci dagli attacchi esterni. Ben vengano, purchè siano sempre fatti salvi gli affetti. Perchè solo in quel caso ci si è veramente difesi. Altrimenti - non solo si è attaccato l’affetto - ci si ferisce da soli ancor di più.
..sei un saggio, invernomuto!
La saggezza non esiste. E’ il vissuto.
Allora sei un uomo vissuto!!!!
(Eddai, scherzo!)