Era il 1996 ed io avevo una brutta depressione e, di conseguenza, prendevo una vasta gamma di medicinali per cercare di stare tranquilla. Stavo decisamente male, non uscivo quasi di casa e, se lo facevo, a stento ci ritornavo. Ansia, tachicardia, giramento di testa e sonnolenza erano i miei compagni abituali.
La mia vita era ridotta a niente.
Una sera, una mia amica mi chiede di accompanarla in una discoteca perchè aveva conosciuto un ragazzo che le piaceva e pensava che anche a lui piacesse lei.
Il mio compito era di verificare se quest’ultima ipotesi fosse fondata o meno.
Dopo un centinaio di richieste e di suppliche, mi sono decisa, ho preso le mie pillole e sono andata con lei.
Appena arrivate, sono stata sommersa dal frastuono ed ho ancora viva la sensazione di terrore che avevo addosso.
Il suo amico si trovava in quel momento sul palco poichè era, ed è tutt’ora, un cantante.
Ho atteso in un angolo che lui finisse e mi maledivo per aver detto di si alla richiesta della mia amica.
Ma mentre lo ascoltavo, ho visto un’aurea viola o comunque colorata intorno a lui ed ho pensato che le pillole che prendevo erano decisamente forti.
Non appena concluso il suo show, la mia amica mi prende per mano e mi porta da lui. Poichè c’era veramente frastuono, lui mi fa cenno di seguirlo all’entrata della discoteca perchè lì la situazione era differente.
“Ciao, piacere……….”
“Piacere, miciastra”
Parlando un pò di tutto, come si fa abitualmente quando ci si conosce, mi sono accorta che ci guardavamo fissi negli occhi poi lui ha detto:
“Scusa, devo dirti una cosa. E’ una cosa strana che non ho mai vissuto prima e rischio anche di sembrare ridicolo ma te la devo dire. Da quando sei entrata io ho visto intorno a te un’aurea colorata e, non so…..non so come spiegarmelo…..ma tu sei particolare, lo sento…”
“Prendi forse psicofarmaci?” - gli ho chiesto immediatamente, vista la reazione che avevo da poco avuto io e nello stesso contempo pensavo che mi stesse prendendo in giro.
“No, assolutamente”.
Da quella notte non ho più preso medicine ed il giorno dopo ho visto la vita con occhi diversi.
Oggi lui è uno dei miei più cari amici, la persona a cui ho raccontato di tutto, l’essere umano con cui ho maggiormente litigato e discusso.
Anche se inconsciamente, lui mi ha, in qualche modo, riportato alla vita.
Quello che ancora oggi non mi spiego è l’aurea che abbiamo visto su ognuno di noi.
Ah, dimenticavo. La mia amica si era sbagliata.
Pino Daniele
Mood:
Happy