Miagolato il 25 September 2007 - 15:49
Amici, Emozioni by Miciastra

Ho il blog nuovo.
Accidenti, mi piace molto. Forse un pò infantile ma è quasi a contrasto con quello che scrivo.
Ancora un grazie al mio amico.
E’ proprio bravo….

   

Miagolii

graal - 26 September 2007 - 6:12

una piccola favola, tanto per passare il tempo….

Tanto tempo fa, c’era un re che governava un reame dove le cose andavano, come spesso succede, a volte bene, altre un po’ meno bene, altre ancora malissimo.
Era, insomma, un reame come tanti altri. Un reame in cui le persone che ci vivevano si accontentavano della situazione.
Anche il re, per quanto si rendesse conto che c’erano molte cose che lo rendevano insoddisfatto ed infelice, cercava di aggrapparsi alle poche e piccole cose buone per mitigare il disagio, vivendo alla meno peggio.
Molte volte aveva riunito i suoi consiglieri per discutere ed analizzare i vari problemi irrisolti ma non era mai riuscito a risolvere il minimo problema e tutto si trascinava immutato nel tempo.
Dentro di sé il re era convinto di essere nel giusto e che le sue idee su come governare meglio erano corrette ed adeguate alla vita ed ai bisogni di tutti, ma si scontrava costantemente con la scarsa volontà e disponibilità dei suoi consiglieri che erano o troppo pigri o troppo codardi per accettare sia le idee di cambiamento proposte dal re che la sua filosofia.
Il re era consapevole che questo atteggiamento era sbagliato e, alla lunga, controproducente, ma non aveva né la forza, né il coraggio per provare a cambiare le cose.
A volte aveva voglia di abbandonare tutto e di lasciare il reame e tutti i suoi sudditi al loro destino, ma ogni volta che era sul punto di farlo gli mancava il coraggio.
A volte era riuscito a mettere in pratica qualche sua idea ma l’ostracismo, lo scarso entusiasmo, la sfiducia, la rigidità e la poca collaborazione dei suoi consiglieri avevano distrutto, di volta in volta, tutti i suoi tentativi di rendere migliore la vita nel reame.
Così, lentamente e malinconicamente, gli anni passavano ed il re continuava a vivere nella frustrazione e nella consapevolezza dei suoi fallimenti, sognando una vita diversa e rimpiangendo le scelte fatte nel passato. Cercava, di quando in quando, di spiegare i suoi punti di vista ma, sempre più, si accorgeva di parlare un linguaggio differente.
A volte protestava con più veemenza, arrivando anche a minacciare di abdicare ma nessuno lo prendeva sul serio. Tutti capivano che non aveva la forza per farlo.
I suoi consiglieri sapevano benissimo che, alla fine, sarebbero riusciti ad imporre la loro volontà e che il re avrebbe fatto buon viso a cattivo gioco, accettando di governare con le loro regole.
Per loro era più rassicurante avere un re infelice che mettere in discussione le loro vite e le loro certezze e al diavolo se il reame non era governato al meglio. E’ meglio un reame governato male ed una vita senza troppe domande che il contrario, no?
Fatto sta che il re continuava tristemente, giorno dopo giorno, il suo lavoro.
Tra le tante responsabilità quotidiane c’erano le relazioni diplomatiche con gli altri reami.
Bisognava conservare le buone relazioni già consolidate ed anche intavolarne di nuove ed in questo il re, con il suo modo di fare, era molto bravo ed i rapporti con gli altri reami erano, nel complesso, molto soddisfacenti.
Non era tutto perfetto, naturalmente, ma quello che non andava era veramente poca cosa.
Nell’ambito di questa attività diplomatica, un giorno il re si trovò a contattare un reame vicino per una ipotesi di relazione commerciale. Le trattative vennero avviate, in un primo momento, dai consiglieri, ma per le decisioni finali era necessario che i regnanti dei due reami si confrontassero direttamente.
Così il re scoprì che il re con il quale doveva parlare era, in realtà, una regina.
Dopo qualche giorno di trattativa e qualche preliminare scritto, si stabilì un giorno in cui i due regnanti si sarebbero dovuti incontrare di persona.
Vennero stabilite delle modalità piuttosto rigide che il re non condivideva ma, come sempre, fece buon viso a cattivo gioco ed accettò le condizioni che la regina imponeva.
Era molto incuriosito da quella donna e non voleva rovinare tutto prima di incontrarla di persona.
La regina pretendeva molta riservatezza e i due regnanti si incontrarono, da soli, in una località segreta.
Inizialmente la regina manifestò molto imbarazzo e molte incertezze ed anche il re non era proprio a suo agio, tanto che il colloquio fu breve e limitato al minimo dialogo.
Qualche cosa, però, si era mossa e venne rapidamente concordato un secondo incontro.
La seconda volta fu diversa… i due erano più rilassati e, lentamente, si lasciarono andare a discorsi più personali. Il re fu colpito dalla voce dolcemente sensuale e morbida della regina. Fu colpito dai suoi modi eleganti, dalla sua profonda passionalità e dalla sua tenerezza.
Fu colpito dalle sue idee di governo, molto simili alle sue.
La regina era una donna piena d’amore, di emozioni positive, di umanità. Ascoltando le sue parole, sentendo il suono melodioso della sua voce, il re si rese conto che in quella persona che aveva di fronte vedeva una opportunità.
Anche la regina si lamentava dei suoi consiglieri e delle difficoltà che questi le creavano ogni giorno. Anche i suoi consiglieri avevano scarsa stima delle sue idee, arrivando anche al punto di denigrarla apertamente, intaccando l’autostima della regina.
Sia il re che la regina chiedevano amore e fiducia e quello che ricevevano dai propri consiglieri era tutto il contrario.
Si organizzarono altri incontri e, lentamente, i due si avvicinarono sempre di più e, sempre di più, i loro sentimenti diventavano profondi e privati.
Divennero amanti e, nella loro relazione, il re trovò tutto quello che aveva sempre immaginato. Le idee della regina erano sempre più vicine alle sue e tra le sue braccia il re poteva non solo sognare ma anche sperare nella possibilità di realizzare le sue idee di governo e i suoi sogni.
Più passava il tempo, più le sue speranze diventavano certezze.
Il re cominciò a sognare di unire i due reami e di cominciare una nuova Era piena di nuove possibilità e di nuovi entusiasmi.
Dietro di loro, però, i consiglieri si erano accorti di questo vento di cambiamento e si sentirono in pericolo. Cominciarono a lavorare nell’ombra per proteggere loro stessi e garantirsi la sopravvivenza.
Così nelle coscienze dei due regnanti si insinuarono dubbi e paure che presero il sopravvento sul loro amore e sui loro sogni.
In breve i due si allontanarono e ritornarono alle loro vite di prima, fatte di rimpianti, sogni infranti e delusioni.
Tutto tornò come prima e le relazioni tra i due reami cessarono, nonostante il re sperasse sempre che fosse un fatto temporaneo, dovuto al momento sfavorevole e che, prima o poi, il grande amore e il forte legame che li aveva uniti sarebbero stati più forti delle difficoltà e li avrebbero fatti ricongiungere per sempre.
Il tempo trascorse ed il re non ebbe più notizie della regina anche se non passava minuto, ora o giorno durante il quale il re non pensasse a lei, a quello che lei aveva lasciato nel suo cuore.
Non poteva dimenticarla e sapeva che non ci sarebbe mai riuscito e che la sua vita non sarebbe stata più la stessa. Anzi, sarebbe stata più difficile che mai.
Era stata offerta ad entrambi la possibilità di realizzare una specie di utopia con la quale cercare di dimostrare che cambiare era possibile. Ma ci voleva coraggio. Troppo.
Il re e la regina, alla fine, avevano esattamente quello che meritavano.
In più il re sapeva anche che non avrebbe smesso neanche per un istante di amarla e di desiderarla di meno e che il vuoto che aveva lasciato sarebbe rimasto vivo ed immutato per sempre.
Avrebbe sempre sperato, con la stessa incrollabile fiducia, di poter ricominciare con lei.
Con il tempo, però, si convinse anche che per la regina era diverso, che la regina non aveva più gli stessi desideri ed, anzi, cominciò a dubitare che lei li avesse mai avuti davvero.
Il re sapeva che questo avrebbe aggiunto dolore a dolore e che fino a quando avesse avuto vita sarebbe vissuto nel dubbio chiedendosi se avesse fatto meglio a non sognare mai.
Il re vive ancora oggi nel suo reame con i suoi consiglieri e i suoi sudditi.
La regina non si è mai più fatta sentire.


Miciastra - 26 September 2007 - 13:56

E poi dicono che gli uomini non sono sensibili!
Bella “favola”, bei contenuti…..


graal - 27 September 2007 - 12:50

effettivamente ci si può leggere qualche metafora…

grazie.


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