“Brillante weblog è un premio assegnato ai siti ed ai blog che risaltano per la loro brillantezza sia per quanto riguarda i temi, che per il design. Lo scopo è quello di promuovere tutti nella blogosfera mondiale.”
Dyo mi ha insignito di cotanto premio ed io la ringrazio veramente anche perchè, a differenza di voi tutti, io non mi sento una blogger assolutamente, gioco poco con la lingua italiana e porto avanti una battaglia personale con il mio animo chiuso per le questioni personali. Rispetto a voi tutti, non mi sento proprio di meritare questo premio. Ma dyo me l’ha dato ed allora lo accetto volentieri. La motivazione cita anche la brillantezza per il design. Ed allora va ringraziato InvernoMuto perchè ha realizzato ciò che io avevo nella testa (e non è poco!)
Grazie ancora dyo.
Al ricevimento del premio, bisogna:
1. Scrivere un post mostrando il premio e citare il nome di chi ti ha premiato mostrando il link del suo blog;
2. Scegliere un minimo di 7 blog che si ritengono brillanti nei loro temi o nel loro design. Esibire il loro nome e il loro link ed avvisarli che hanno ottenuto il Premio “Brillante Weblog”.
3. (facoltativo) Esibire la foto o il profilo di chi ti ha premiato e di chi viene premiato nel tuo blog.
Detto questo, ecco la mia scelta:
IAN DIGITO PRESCIA SIMONA INVERNOMUTO DYO ROB
La foto ve la risparmio perchè vi voglio bene.
Giornata strana, quella di ieri.
Giornataccia, oserei dire. Accade che tu sia molto indaffarata con il lavoro, che dovrebbe essere molto più tranquillo in questo periodo ed invece non lo è affatto, con le cose di casa, le lavatrici da fare e la roba da stirare con il caldo che fa, con le persone, tutte isteriche, tutte iper attive malgrado il periodo, con tutto, insomma.
Accade che ti incazzi con l’orda di email che ti arrivano e che, in giornate in cui l’unico posto dove dovresti veramente stare è il mare, ti indispongano al massimo. Accade che realizzi che sei stanca, che sei l’unico essere umano a Roma ad essere ancora bianco come una medusa, segno, questo, che la spiaggia non l’hai vista ancora…
Accade che i colleghi ti infastidiscano, con le loro cazzate, con i litigi inutili, con le falsità, con lo scarica barile continuo e costante e pensi che, se non avessi bisogno di lavorare, ti alzeresti dalla sedia, prenderesti la borsa ed elegantemente te ne andresti via, in silenzio, senza girarti più…
Accade di leggere per caso una email scomoda, in cui una persona che reputavi quasi amica, cerca di rovinarti la vita …
Accade che il tuo capo si comporti come un bambino piccolo e faccia i capricci e che tu lo guardi senza capire fino in fondo cosa voglia veramente, e pensi, allo stesso tempo, a quanto sia inutile tutto questo.
Accade che tu debba partire per un altro lavoro e che nessuno ti spieghi cosa dovrai fare e ti senti di andare allo sbaraglio e non ti piace perchè sei abituata ad altro. Accade che ti arrivino degli sms da parte di una persona che hai deciso che non dovrà far parte della tua vita, perchè appena l’hai conosciuta ti ha detto che “niente e nessuno mi stupisce, mi stimola più” e da questa frase tu hai capito che a trent’anni tutto questo è molto triste ed anche di essere decisamente diversa da lei e che il sole e la luna ancora riescono a trasmetterti qualcosa.
Accade che ti manca tuo fratello, che non lo senti e non lo vedi da due mesi e che non puoi far altro che rispettare il suo silenzio perchè sei cosciente che sta passando un periodo di merda con la compagna che non gli fa vedere il bambino, che, alla fine, sarebbe anche tuo nipote.
Accade che l’ amica di sempre che ospiti a casa da ben due lunghissimi anni, diventi soffocante, ammorbante, ingombrante e che tutto quello che dice e che fa, diventi un macigno per i tuoi nervi, anche se le vuoi un bene immenso.
Accade che tu debba necessariamente fare un viaggio in giornata e che l’intraprenderlo ti getti nel panico perchè riversi tutta la tua ansia in qualcosa di astratto ed accade che nella borsa tu senta il bisogno di mettere il pasaden, cosicchè, in caso di panico sull’autostrada, tu possa ricorrere ad un riparo e al tempo stesso, questo gesto, ti butti nella tristezza più pura perchè è il segno tangibile che non sei più come un tempo, che qualcosa dentro di te è decisamente cambiata in peggio e di come le paure, ora, abbiano sempre di più il sopravvento e questo ti ricolleghi subito ad un pezzo di vita passata da tanto tempo, che credevi di aver superato ed invece non è così.
Accade di sentirmi inutile, sola, di guardarmi intorno ed improvvisamente ed inspiegabilmente di giustificare il gesto che mio padre ha fatto tanto tempo fa, togliendosi non tanto elegantemente di torno.
Accade che il mio amico del cuore mi telefoni e mi dica che è sterile, che non potrà avere bambini e che si sente morire dentro.
Accade di aver la voglia di ricominciare tutto altrove, tra gente che non sa nulla di me, del mio passato così troppo vissuto, che non conosce la mia anima nera che vive dentro di me, che mi accompagna da troppo tempo; quest’anima che non amo, che mi fa sentire sporca, dalla quale vorrei staccarmi ma so che farà parte di me per sempre e solo l’amore potra tenerl a bada.
Accade che io abbia paura di amare, di affrontare il mio percorso.
Ma, poi, arriva una telefonata da lontano. E’ Claudio, il figlio di Gaspare. Gaspare lavora con me da 100 o forse 1000 anni. Lui è il mio uomo al Foro Italico. Lui gestisce il magazzino, lui è uno dei tanti che vive dietro le quinte ma fondamentale per tutti.
Gaspare, dopo Il Master Series di Roma non è stato bene. Ha fatto degli accertamenti ed hanno trovato un cancro al cervello grande come una palla da tennis, tanto per restare in tema.
L’ho chiamato quindici minuti prima che entrasse in sala operatoria e mi ha detto che era fiducioso, che aveva passato momenti peggiori (?) nella vita e mi ha esortato ad essere forte.
Sette ore di operazione. Al risveglio, parte sinistra paralizzata ed altre complicazioni. Il cancro al cervello non genera metastasi ma si riproduce quasi immediatamente. Claudio, il figlio, mi ha preparata al peggio. Ma al peggio non ci si prepara mai. Giorni di attesa, lenta ripresa.
Dua giorni fa, l’ho chiamato e mi ha detto che Gaspare stava meglio ma che non sarebbe arrivato comunque ai prossimi Internazionali di Tennis e che i medici avevano deciso di non ricorrere alla chemio e radio perchè sarebbe stato inutile.
Cronaca di una morte annunciata. Noi esseri umani dobbiamo sempre preparaci ma poi, quando arriva il momento, non lo siamo mai.
Ieri mattina mi chiama Claudio. Ho risposto al telefono dell’ufficio ed era lui. Ho capito subito, immediatamente. Gaspare ha avuto un embolo. Meglio così, mi sono detta. Ma il dolore era tanto. Cazzo. Era così fiducioso, così tranquillo. C’è gente ignobile che campa troppo. Ha ragione dyo, dio è morto o forse non c’è mai stato.
Ho finito le mie cose, quasi in trance, poi sono andata dall’estetista, quasi a voler esorcizzare la notizia.
Lì, mi arriva una telefonata da mia cugina. E’ morto suo padre, Livio Orazio, noto pittore contemporaneo, grande persona. Ha fatto parte della mia infanzia e pre adolescenza. Fissata fin da piccola per le arti, andavo nel suo studio/laboratorio e passavo ore ed ore con lui, il Maestro. E’ così che l’ho sempre chiamato ed è così, che lo chiamerò per sempre. E mi parlava, mi spiegava le varie tecniche pittoriche e scultoree ed io lavoravo con lui, fiera di essergli accanto. Grazie a lui ho imparato a dipingere e, per anni, a fare di quest’arte un mestiere che mi ha dato da vivere.
Accade che ieri Gaspare e Livio Orazio mi abbiano lasciata e, improvvisamente, ho guardato il cielo e il mio “accade” mi è sembrato inutile, piccolo, ridicolo, stupido, misero.
Stasera brindo a due grandi uomini che mi hanno insegnato tanto.
Ciao Gaspare.
Ciao Livio Orazio.
Grazie.
Ieri: esco dall’ufficio, troppo tardi per qualsiasi cosa che abbia a che fare con l’orario di chiusura dei negozi ma decido di sfidare il tempo. Chiamo la mia eterna, di sempre, atavica, inossidabile e purtroppo non sostituibile amica Monica che mi dice che gli auricolari della Shure si trovano a Largo di Fontanella Borghese. Orbene, il luogo è in zona ZTL, cioè non ci si può entrare “manco se ti fai cane ed abbai”, oltretutto, il traffico a quell’ora è come un quadro di Picasso nel suo ultimo periodo. Vabbè, sono le 19 e 4 e decido di sfidare il tempo. Non so come, riesco ad arrivare nei pressi del “ghetto chic”, come lo chiamo io, ovvero il centro storico di questa bella città, dove nessuno entra e nessuno esce… ma c’è, non so come, sempre troppa gente… mah…
Arrivo a Fontanella Borghese e… non trovo una beata fava. Ore 7 e 35. Puttanalamiserialadra, già sono incazzata nera di mio in ’sto periodo di merda secca, in più so che sto perdendo il mio tempo. C’è un negozio della Bang&Olufsen. Entro, già sapendo che mi manderanno a cagare (a Roma diciamo cacare). Ed infatti.
Ci rinuncio, anche perchè realizzo tristemente di non essere super pippo.
Oggi: entro in ufficio con un ritardo estremo ed ho mille e mille cose da fare ma, decido di sfruttare il web e di documentarmi a dovere, anche perchè la mia amica mi rifila sempre delle cazzate pazzesche. Scopro che la Shure ha dato mandato alla Apple di vendere sti cazzo di auricolari. Telefono alla ICON più vicina a me e…MIRACOLO… hanno il prodotto che cerco!!!
Alle 16 e 30 devo essere dalla mia estetista per un restauro tecnico unghiale generale. Esco alle 16 e 10, passo da lì, riesco a fare l’acquisto e volo dal mio angelo estetico. Ovviamente mi ci vogliono ore per ritornare allo stato umano, quindi esco al volo da lì perchè voglio comprare roba cartacea per impacchettare il tutto, devo cibare il mio micio/cavallo, fare una doccia, altrimenti la asl mi segnala come appestata, visti i 40 gradi che ci sono qui… due chiacchiere con la mia convivente (sempre Monica) e poi chiamo IM.
Sono appena le 20 e 40 e lui mi passa a prendere. Ha passato una giornata di merda ed io lo so. Forse solo io, visto che è criptico con il resto del mondo ed anche il resto del mondo un pò se ne frega di lui. Ma io no.
Nascondo il regalo in una sacca che usualmente uso per andare in piscina da lui e, visto che non gli sfugge mai un particolare (alle volte penso non sia umano), faccio di tutto per far finta di niente. Ho deciso di festeggiare il suo compleanno questa sera, visto che l’8 maggio io sono sempre sotto pressione.
“Passiamo da Mondi, voglio comprare delle tartine perchè mi va così”. Gioco sul mio carattere un pò eccentrico per confondergli le idee. E ci riesco!!!
Tartine (e chi non è di Roma non può comprendere quanto siano buone) ed un semifreddo ai frutti di bosco. Sussurro alla commessa di mettere tre candeline azzurre e vado a pagare.
Arriviamo a casa di IM, lui si fa una doccia, io vago per i blog…
Cena con le fantastiche tartine, filmetto regolarmente scaricato, prosecco ghiacciato…
Dopo cena arrivo con la tortina e le candeline, intonando anche un “tanti auguria te…”
Porto il pacchetto e… magia… IM si commuove e comincia a dire cose sconnesse!!!
Il biglietto diceva: “8 luglio ma è come se fosse l’8 maggio 2008… un piccolo pensiero per (BIP BIP BIP BIP) e non si può mica dire proprio tutto, eh?!?
Buon compleanno, amico mio.
Ti voglio bene.
Udite udite!
Il ragazzo s’è superato…
Arrivo alle ventunoeventi, citofono, mi apre la porta e… wow!!!
La casa stranamente messa in ordine, ha anche spazzato la miriade di sassolini che Dafne regolarmente tira fuori dal suo bagnetto.
Accedo con una certa titubanza, sono abituata a trovare Beirut qua dentro, per cui quasi mi sembra di essere andata in una casa che non conosco. IM mi accoglie in bermuda militari e t-shirt con un vecchio disegno di Batman e Robin che ho freneticamente cercato e trovato a NY perchè so che lo adora (Batman, Robin no perchè dice che è frocio, almeno fino a quando non è diventato Nightwing).
Candele accese ovunque, musica di sottofondo, aperitivo pronto sul bancone della cucina: Martini bianco con arancia e stuzzichini vari, perchè sa che io adoro tutto questo.
Mi sento un po’ inadeguata per la serata, poichè arrivo con i capelli ancora bagnati dalla doccia, uno pseudo vestito viola con annesse scarpe. Inutile parlare del trucco che non ho perchè sono perennemente in ritardo ed anche un po’ maschiaccio, ma lui è il mio amico e con lui posso permettermi di tutto.
Dopo il bis con l’aperitivo [Salve, sono Miciastra e sono un’alcolista], IM mi dice di sedermi a tavola e di non muovermi assolutamente ed anche di non smangiucchiare troppo pane perchè…
Mi siedo a tavola contenta, curiosa ed affamata poichè l’ultimo pasto risale alle dodicieventi: esattamente nove ore fa!!!

Ed ecco che arriva il famigerato spezzatino con le cipolle…
Cristo quanto è buono!!! Questo piatto mi fa venire in mente cose che, per decenza, non posso descrivere in questo momento perchè rischierei di far concorrenza a YouPorn… [Ebbene si, lo conosco anche io…]

Ma lo spezzatino è niente in confronto a quanto questo “marruano” ha preparato! Patatine fritte con la senape fregata a McDonald che è l’unica che mangio, un meraviglioso Centine fresco [Perchè credo che io e lui siamo gli unici a bere il rosso freddo…]

“Non mangiare troppo pane” mi dice il mio amico “perchè poi c’è dell’altro…” [Lui sa benissimo che potrei uccidermi per questo]
[Cazzo mai avrà preparato questo scellerato?]
Cena bellissima con meravigliosa musica di sottofondo, risate vere ed un grande senso di benessere. Lo devo ammettere, il mio amico ci sa fare.
Dafne fa da contorno, arrampicandosi di qua e di là perchè ancora non si è resa conto di essere un gatto e non un cane. IM sparecchia e mi vieta di alzarmi. Ok non mi alzo anzi, bevo, fumo, ascolto la musica e mi rilasso decisamente.
Arriva a tavola con una serie di coppe e coppette varie… Che ci sarà dentro? Lui sa che io odio i dolci [li odia anche lui] e quindi proprio non so cosa contengano.
Sorpresa, sorpresa!!! Fragoline di bosco e panna, rigorosamente non dolce!!! Io AMO le fragoline di bosco, le ADORO, mi fanno letteralmente impazzire ed amo profondamente anche la panna!!!
Minchia che cena, ragazzi!!! Minchia che amico, ragazzi!!! Minchia, che culo che ho ad avere un amico così, lo devo proprio ammettere. Riesce sempre a cogliere l’attimo, a farmi sentire bene, a rilassarmi anche senza parlare.
Sparecchiamo, io mi metto a giocare un po’ con Dafne che si trasforma in Satanik [come la chiamo io quando è arrazzata], un bicchiere di whisky, chiacchiere varie, ma la cosa più importante è la sintonia ed il sorriso disarmante che ha questo mio grande amico.
Grazie, ci voleva. [E tu, solamente tu, lo sapevi]
[OT: Continuo ad adorare i sensi di colpa!!!]
Mood:
Happy
Vuoi forse un pò per le cattiverie che InvernoMuto ha detto nel suo post riguardo all’aperitivo delle 18.00 o forse perchè mi trascura da un pò [per bariste e genere umano in generale], bhè, fatto sta che stasera mi ha invitato a cena a casa sua, promettendo di cucinare il suo famosissimo spezzatino con le cipolle, che tanto amo alla follia…
Mood:
Meeeow!!!
Eccomi.
Primo WE dopo il tour de force.
Primi giorni per il recupero fisico e mentale.
Sono veramente stanca, forse non lo sono mai stata così tanto nella mia vita lavorativa.
Ho ancora tutto il follow up (così IM è contento) da terminare ed è la parte meno piacevole perchè, per dirla brevemente, il post evento non è più divertente come il pre, non c’è più l’adrenalina, la carica, l’interesse che si ha prima di buttarsi nella mischia.
Ora ci sono anche i conti da far quadrare (e dio solo sa quanto io sia negata), ora c’è il famigerato consuntivo, ora si incomincia a litigare di brutto. E’ incredibile quanto siano stolte le persone, mi meraviglio ancora nel constatarne i limiti, non mi capacito di come si possa essere così ottusi. E’ il momento dei resoconti e tutti si affannano a cercare, a pretendere “pezze d’appoggio” per tutte le cazzate fatte durante questo periodo.
Non so, gli Internazionali di Tennis creano uno stato psicologico particolare nelle persone con cui lavoro, è come se si ubriacassero di questo potere a tempo e dimenticassero tutto quello che, invece, dovrebbe esser fatto con criterio.
Durante questo periodo ho visto colleghi e colleghe inebriati dalla mondanità che rotea intorno ad un evento decisamente sportivo; li ho visti aggirarsi con tacchi e cravatte, ridere quasi sguaiatamente, parlare con chiccessia, insomma, l’importante era “esserci”.
Io li osservavo da lontano, sempre in tenuta da battaglia perchè di questo si è trattato. Scarpe da ginnastica, pantaloni extra comodi, walkie-talkie al collo, capelli legati per il gran caldo; ho dimenticato il mio sesso, quasi fino a sentirmi un ibrido.
Ma io non ho perso di vista nulla, ho fatto tutto con criterio, ho lavorato bene ed oggi quasi mi diverto a vedere i miei colleghi nel panico più puro (ebbè, a Roma si dice ” a chi tocca non s’ingrugna”!)
In questa settimana ho ripreso un pò me stessa, sono andata dall’estetista per manicure, pedicure (non descrivo la situazione dei miei piedi post torneo perchè vi voglio bene), ceretta & co.
Risalire la china non sarà cosa semplice, ma ci riuscirò.
Questa mattina mi sono alzata con calma, ho preso il mio caffè decaffeinato, ho fumato la mia sigaretta con estremo piacere, sono andata su tutti i vostri blog per aggiornarmi sui vostri pensieri.
Oggi è domenica ed ho invitato la mia famiglia a pranzo da me. Non li vedo da tanto ed ho proprio voglia di stare con loro.
Buona domenica a tutti.
Mi sono alzata prestissimo questa mattina. Volevo fare la doccia con calma, lavare i capelli, vestirmi un pò più da essere umano, visto che da non so quanto vivo in jeans, scarpe da ginnastica, T-shirt e felpa legata alla vita, così posso utilizzare le tasche per le varie radioline, sigarette, cellulare & co.
Mi son detta:” Bhè, oggi forse riuscirò a non correre tutto il giorno come una pazza invasata alla ricerca di questo e di quello, cercando di far combaciare i pezzi di questo pazzo puzzle…”
Quindi doccia, jeans ingentilito da camicia nera e cintura argentata con cuore di strass (tanto per sentirmi un poco femminuccia) e via…
Ma questo pazzo puzzle ha tantissimi pezzettini e mi si prospetta una di quelle giornatine in cui tutto va esattamente come non dovrebbe andare…
Una meraviglia!!!
E poi l’incontro della Chakvetadze con i dirigenti della BNL, quello della Pironkova presso lo stand della Komen Italia, la mia odierna attività allo Young Village, con Anabel Medina Garrigues e Virginia Ruano Pascual, immerse in orde di bambini che chiedevano di tutto…
Arriva poi il bellissimo momento in cui apprendiamo del ritiro di Serena Williams (quella con la porta cane, il porta sacca sportiva ed un codazzo infinito dietro) ed anche la sconfitta di sua sorella Venus.
Da qui, come il principio dei vasi comunicanti, si scatena di tutto e l’eco degli eventi rimbalza sui muri del Foro, facendo morti e feriti.
Arrivo alla sera stremata dalla fatica e, dulcis in fundo, si spengono improvvisamente le luci sul centralino e le giocatrici di doppio sono costrette a spostarsi su un altro campo…. una scena pietosa…..
E’ appena passata Adriana, coach della Medina Garrigues e della Ruano Pascal. Hanno perso. Gli occhi velati, mi dice che non se lo aspettava…. Adriana è un’amica per me, ci conosciamo da tanti anni e quel velo negli occhi viene anche a me…
La giornata agonistica è finita, ora inizia quella mondana.
Mario Venuti in concerto.
Io me ne vado via.
Mi sento un pò sconfitta anche io.
Giornata infernale. Casini su casini.
Giornata di transizione poichè subentra il torneo femminile e quello maschile non è ancora finito. Oltre a ciò, c’è il Senior Tour, i “vecchi”, come vengono chiamati. Ma questi vecchi sono solamente Pat Cash, Henri Leconte, Thomas Muster e Goran Ivanisevic. Vecchie glorie del passato. Anche del mio.
Ed oltre a ciò, questa sera si festeggia la “Racchetta d’Oro”, un “award” (mi si perdoni il continuo uso di ternimi inglesi ma sono giorni che parlo poco italiano) particolare che ogni anno viene dato a grandi campioni del passato.
C’è stato fermento oggi.
Grande tensione per un Nadal ed un Federer che hanno perso, per la preoccupazione di tutti questi ritiri che danneggiano il lavoro di tutti noi, per la settimana che verrà, per la Henin che si cancella all’ultimo momento, per la Mauresmo (grande amica mia e ci tengo particolarmente a dirlo) che non sta affatto bene…
Fa parte del gioco, ma questo gioco prosciuga l’animo. E’ un gioco che ti fa battere il cuore ma ti rende particolarmente forte.
Ma torniamo alla “Racchetta d’Oro”. Quest’anno premiamo Manolo Santana, grande atleta del passato, grande gentleman (e sono sempre più rari). Lui è un mito, una racchetta d’oro per eccellenza. E’ arrivato ieri, con il suo solito sorriso, ha spalancato le braccia e mi ha accolto con un abbraccio. Il suo italiano è meravilgioso, dolce, caldo, morbido. Mi fa venire in mente i romanzi di Gabriel Garcia Marquez, con quei colori pastello, l’odore del cibo a tutte le ore, i patii tipici del sud america, rigogliosi di piante dai fiori giganti e colorati.
Mi dice: “ciao, come stai? Sei sempre bellissima!!! Io so che domani sarà il suo 70° compleanno e gli sussurro “auguri Manolo, sei sempre il migliore!” e lui aggiunge “grazie tesoro, sono 70 e pensa che questa notte sarà la mia ultima notte erotica!!!”. Suo moglie, donna bellissima che vive accanto a lui da ben 22 anni, subito risponde” bhè, speriamo che tu la passerai con me!!!”.
E poi arriva Ilie Nastase che si inchina e mi fa il baciamano (dio quanto mi piace!) e mi cinge la vita e mi fa roteare con un passo di valzer…
Subito dopo è la volta di Ion Tiriac, grande campione in passato, grande manager nel presente. E’ alto, imponente, mastodontico, con quei solitibaffoni che mettono soggezione… Mi guarda, mi sorride e dice un solo “ciao bella” e, visto il personaggio, è già una conquista…
Ma c’è una regina della serata. “Lei”, la regina indiscussa del tennis del passato, la dea intoccabile, l’eterea, la misteriosa fanciulla del sud america.
Tutti la attendono. Vengo sommersa da richieste da parte delle più diparate emittenti televisive, dai giornali scandalistici, dai paparazzi (esistono ancora)…
E’ arrivata due giorni fa e non si è vista ancora qui al Foro Italico. Questa attesa, incrementa la tesione, il mistero…
“Ma è venuta?”, “dove alloggia?”, “Con chi è?”, “Perchè non viene qui?”, “Chissà com’è diventata?…” “Ma è sempre bella?”
Tutti sanno che io sono la “tata” di tutti i giocatori e giocatrici del presente e del passato e, di conseguenza, iniziano ad assediarmi… I giornalisti televisivi mi tampinano ma io taccio però, devo ammetterlo, questo nervosismo che c’è nell’aria, non mi lascia indifferente.
Alle 20.00 arriva.
Scende dalla macchina in abito lungo… E’ bellissima.
Sky è lì, non sono riuscita a tenerli lontani e, in fondo, non me ne frega più di tanto.
C’è una folla silenziosa, ammirata, quasi in soggezione…
Io sono lì, ad accoglierla, conscia del fatto che, dopo 15 anni, lei non mi riconosca proprio più.
Lei mi guarda, mi fissa e poi le si apre un sorriso sulle labbra ” Ma sei proprio tu?”
“Si, sono io”
“Ma sei ancora qui dopo tutti questi anni?”
“Sono ancora qui”
“Che bello vederti, che gioia rivedere questi posti! Ti ricordi quanto ci siamo divertite?
“Accidenti si che mi ricordo!”
“E ti ricordi quella sera che…”
“Si e poi tu hai fatto…”
” e poi…”
“Si, e poi…”
In quel momento il tempo si è fermato, anzi, è tornato indietro… momenti bellissimi, irripetibili, come tutti i momenti…
E la gente intorno a noi non c’era più, eravamo da sole, come nel passato. Quel passato che ci ha visto insieme a ridere, a scherzare, a vivere una vita decisamente spensierata…
Lei, la dea del tennis ed io, quella di sempre.
Tutte e due cresciute ma con la testa ancora, per un attimo, nel passato.
E baci ed abbracci… Tutto intorno a noi non c’era più…
Ma poi l’incanto si è spezzato perchè la vita gioca sempre gli stessi scherzi ed i doveri riportano gli animi romantici alla realtà.
Lei verrà insignita della “Racchetta d’Oro” questa sera ed il mondo continuerà a girarle intorno in maniera vorticosa.
Per il mondo lei è Gabriela Sabatini, per me solo Gabriela.
Sono viva…..
Giornate intense ma fantastiche.
Adrenalina a mille e fatica alle stelle.
Quanta gente! Quante situazioni! Quanto mondo!
Incontro persone provenienti da ogni parte del mondo, vecchie glorie del passato, assisto a deliri per un autografo, vedo gente piangere nel vedere il proprio idolo, adulti che fanno di tutto per “toccare” il campione del momento. Federer, Nadal, Djocovich, Roddick… tutti idoli, per me, solo degli amici, delle persone semplici, normali.
La mia fatica di un anno è tutta qua, reale, tangibile ed è bello raccoglierne i frutti.
Inglese, francese, spagnolo… non faccio altro… parlo, parlo, parlo ed agisco…
E’ una vera fortuna poter verificare il proprio valore professionale in maniera così esplicita, vedere le persone credere in te, in quello che gli dici, affidarsi alle tua capacità, seguire i consigli, esser stimati per come vivi i rapporti umani soprattutto in situazioni in cui la calma non è decisamente di casa, in cui il potere logora proprio chi non ce l’ha.
Mi barcameno in situazioni estreme e le persone che lavorano a stretto contatto con me e che hanno almeno 10 anni di meno, mi guardano allibiti, increduli e non riescono proprio a stare al mio passo.
Io so di essere brava, so di essere una forza umana, so di avere delle capacità particolari, riesco a stare in “prima linea” senza aver paura, non mi spaventa proprio nulla e so che ce la faccio sempre, vedo i risultati e mi sento bene.
Come posso spiegare tutto questo?
Non lo so. Lavorare “dietro le quinte” è cosa per pochi eletti. E’ una dote naturale. Ed io ce l’ho.
Forse non so fare altro, ma questo si.
Mi serve questo momento, mi serve per ricredere in me, nelle mie capacità, mi serve per riacquistare forza interiore, per sentirmi migliore e viva.
Da questo punto di vista, sono una donna decisamente fortunata.
PS: l’invito è sempre valido… se volete venire agli Internazionali, fatemi un fischio!!!
Ultima domenica disponibile prima del caos… prima di buttarmi nella mischia.
E sarà una domenica all’insegna dell’estremo relax e cazzeggio, lo giuro!!!
Doccia con calma e non modello autolavaggio, cremette e cremine sul corpo, vitamine sui capelli, olietto per le doppie punte, cerettina ai baffi (ce li ho, ce li ho!!!).
Ora sto bevendo un bel bicchiere di vino rosso, ipod a volume inaccetabile, il mio gatto che mi guarda stupito…
C’è il sole, un sole bello e caldo, il cielo è celeste, fa caldo e mi metto una maglietta a maniche corte.
tra poco esco e vado a mangiare fuori, all’aria, al sole.
Aspetto InvernoMuto e so che oggi passeremo un bel pomeriggio insieme e quando lui è in buona, mi fa uccidere dalle risate.
Ed è quello che intendo fare oggi, rilassarmi, ridere, mangiare, bere, cazzeggiare e giocare a vegeto (ian, impara come si fa!!!)
E allora sai che c’è?!?…
Inizio il mio personale vegeto… ciao a tutti!!!