Miagolato il 25 July 2010 - 2:02
Amici, Pensieri by Miciastra

Scrivo tanto per scrivere un pò. O forse perchè mi va, ma anche no.

Bella ’sta definizione che ultimamente va così di moda – “ma anche no”.

Mi piacerebbe usarla veramente e per veramente intendo per cose riguardevoli e non superficiali.
“Ma anche no”.

Accipicchia che bella frase che è!
Pensa in quante occasioni non stupide si potrebbe usare… “Ma anche no! Ma anche no, cazzo santo!!!!”
E invece viene usata per stronzate.
Che liberazione poter dire – ma anche no. Un giorno un mio caro amico mi disse – posso sempre non partecipare…
Verissimo.
Penso a mille cose. Penso ad una persona che credevo amica e che, per debolezza, ha infangato questa amicizia, dicendo una marea di cazzate alla sua donna che aveva descritto come una psicopatica, maniaco-compulsiva e con gelosia portata all’eccesso. Penso alle cose che le ha detto per motivi che ad oggi ancora non capisco, facendole credere  cose inesistenti, mettendomi anche in cattiva luce, quando io, altro non avevo fatto che offrirgli la mia amicizia più pura. Sono passata per una specie di troione che faceva piaceri solo in cambio di prestazoni sessuali. Ho subito messaggi e telefonate minatorie da parte di una donna che, ferita nel proprio essere, non ha fatto altro che difendere, sebbene in maniera eccessiva, la propria vita. E questa persona che reputavo amica e alla quale ho dato, lo giuro, solo ed esclusivamente il mio appoggio psico-fisico, in cui l’aspetto fisico è sempre stato un mero [se così vogliamo definirlo] aiuto materiale, perchè capivo il momento di difficoltà oggettivo in cui si trovava. Non ho capito cosa mi stava creando, il disagio in cui mi stava mettendo, la figura meschina che mi stava facendo fare. All’inizio ho lottato, ho cercato di far comprendere la mia trasparenza , la mia purezza d’animo ma sono stata fagocitata da maldicenze e falsità che non mi appartenevano. Ho cercato di chiarire la cosa, di far riflettere l’uno e l’altra ma poi, ad  un certo punto ho capito che colui che reputavo un amico, forse per sopravvivere o forse per altri motivi ancora più profondi che io non ho potuto/voluto comprendere, è passato sopra la mia dignità di essere umano,  con menzogne e meschinità che ancora oggi non riesco a capire.

Ma ad un certo punto mi son detta “ma anche no”.

Anche no, davvero. Sono una donna complicata, con mille problemi esistenziali, comportamentali ma sono una persona pulita nell’animo e ho detto no.

Appunto, ma anche no.

Faccio a meno di questa amicizia che forse non lo era veramente ma non da parte mia. Sono stata insultata, infamata, minacciata rispetto a un qualcosa di inesistente, completamente infondato, offensivo, inutile e soprattutto superfluo.

Ok, ma anche no – mi son detta ad un certo punto. E questo pensiero mi ha fatto desistere. Non posso lottare contro i mulini a vento, l’ha fatto già qualcuno al posto mio.

Peccato, però. Io odio gli sprechi, ma io mi devo del rispetto.

E  lo stesso rispetto m ifa continuare a dire -” ma anche no”.

in fondo, non sono obbligata a patecipare.

Tutto ha sempre e comunque un prezzo.

Ma, di fronte all’ingiustizia, io dico “ma anche no”.

Miagolato il 25 May 2010 - 23:44
Amici, Zampette by Miciastra

Che bella è la notte.
Il buio riesce e mitigare il dolore e il silenzio che aleggia, mi fa sentire meglio. Mi piace stare qui, sul mio terrazzo, al buio nel silenzio assoluto. Sento il rumore del servizio per lo smaltimento dei rifiuti in lontananza e guardo le luci tipiche dei lampioni di Roma.
Bello, mi piace.
I palazzi del ‘30 incorniciano questo magico quadro e l’aria fresca mi crea dei piccoli brividi molto piacevoli.
Che bella la mia città, che bello questo silenzio quasi irreale, accompagnato da luci e sguardi improvvisati…
Ne ho bisogno, necessito di tutto questo…
E’ una bella notte per cercare di dissipare il dolore nel cuore.
Oggi, una mia grande amica compie 50 anni.
E’ un grande giorno.
Dai…

Miagolato il 25 September 2009 - 21:25
Amici, Emozioni, Pensieri by Miciastra

Certi posti sono come la cioccolata: ogni volta che ci torni, hanno sempre lo stesso buon gusto.
Ed eccomi di nuovo qui, a casa di IM, nella sua bicocca per una serata tranquilla, fuori dal tempo e dai numeri.

Il mio amico mi coccola sempre ogni volta che varco questa soglia, quindi sono qui con un buon bicchiere di vino rosso e una strepitosa selezione musicale mentre lui apparecchia in terrazzo e cucina cicoria ripassata, patatine fritte ed uno splendido filetto.

 Lo osservo mentre si muove nella minusola ma attrezzatissima cucina che la sottoscritta ha ideato e realizzato. Gira e rigira la cicoria nella padella e si muove velocissimo, come sempre.

 ”Me lo daresti un altro goccino di vino?” – non faccio nemmeno in tempo a chiederlo, che già ha la bottiglia in mano. Voglio proprio bene a InvernoMuto, anche se spesso mi fa incazzare proprio…

 Continuo a scrivere e lui si agita tra la ucina ed il terrazzo. La sua è un’eterna battaglia con ciò che lo circonda, anche con le cose inanimate!!!

 “I’m starting with the man in the mirror, I’m asking him to change his ways and no message could have been aany clearer if you wanna make the world a better place…” rieccheggia in quest’aria ormai non più afosa come qualche tempo fa.

Daphne mi guarda e non capisce perchè io non l’abbia presa ancora in braccio da quando sono arrivata. Dopo lo faccio, ora osservo, annuso e cerco di godere di quello che sto vivendo. In fondo mi basta poco.

Le patatine sono quasi pronte, il che significa che a breve il mio amico cuocerà la carne e poichè ci piace al sangue, saranno sufficienti pochi minuti.

Ho voglia di rilassarmi e penso che ci riuscirò.

“Andiamo a tavola?” Eccomi, amico mio.

[mi viene un pò da piangere ma non lo farò].

Grazie IM.

 ORE 23.15

“Monday, took her for a drink on Tuesday and were making love by Wednesday and on Thursday & Friday & Saturday we chilled on Sunday. I met this girl on Monday took her for a drink on Tuesday we were making love by Wednesday and on Thursday & Friday & Saturday we chille… Since I met this special lady ooh yeah I can’t get her of my mind. She’s one of a kind and I ain’t about to deny it it’s a special kind thing with you…”

Craig David mi piace proprio.

Ottima cena.

Ottimo tutto.

Bell’aria nell’aria che ‘è.

Socchiudo gli occhi [anche se mi riesce difficile farlo veramente] e mi lascio andare alla musica…

 

Miagolato il 24 January 2009 - 22:08
Amici, Pensieri, sensazioni by Miciastra

Sabato pomeriggio è passato ed ora sono le 20.45.
Giornata faticosa perchè ho pulito casa, ho fatto la spesa, ho programmato la settimana perchè devo necessariamente farlo.
Sono proprio stanca. Vicissitudini lavorative mi hanno costretta a “stare sul pezzo” come non mai.
Grosse delusioni dal punto di vista professionale, per la prima volta nella mia vita ho toccato con mano la famosa questione delle raccomandazioni e mi sono vista proiettare in meandri oscuri. Il vomito e lo schifo provato in questi giorni non è possiblile descriverlo. La mia vita si basa essenzialmente sulla meritocrazia, sono una pura, non concepisco e non capisco chi si fa strada in maniera non canonica. Io non ho mai usufruito delle raccomandazioni anche se potrei ad avrei potuto sempre farlo, perchè credo fermamente nelle persone.
Ma mi è successo.
Mi è stato detto: “posso darti una non risposta, tra te e lei, devo scegliere te”.
Cazzo. Non è facile vivere tutto questo. Ho visto ben 26 anni della mia vita professioale andare in fumo, vanficati in una sola, misera frase.
Non ho dormito per ben due notti, pensando a tutto questo, a quanto io mi fossi sentita inutile, quasi un meteora, meramente di passaggio, in una situazione in cui, invece, avrei dovuto sentirmi diversamente.
Ho pianto.
Io non ho mai pianto per lavoro. Il dolore dovrebbe essere ben altro.
Si dovrebbe piangere per cose ben più profonde.
Eppure l’ho fatto.
Mi sono ritrovata in una situazione paradossale, allucinante, non gestibile.
Ed il cuore  e l’amor proprio sono stati colpiti duramente.
L’istinto mi ha suggerito di stare in silenzio, di non parlare con nessuno e di far finta di niente.
E così ho fatto.
Ma il silenzio pesa nell’animo, nel cuore, nel non dover reagire, nel mandar giù tutto questo.
Sono stati giorni difficili, tristi, incomprensibili, assurdi.
Oltretutto, io, per carattere, proprio non riesco a stare zitta, per cui è stato veramente molto difficile.
Ad oggi, le cose sembrano appianate, ma rimane nel mio cuore il fatto che, con il loro gesto, abbiano comunque vanificato 26 anni del mio lavoro.
E non sto bene, affatto.
Improvvisamente mi sento un’ameba, un barbapapà, un numero di matricola, un niente.
Brutto, accidenti.
Per me deleterio.
Io credo in quel che faccio e sono sempre pronta ad aiutare tutti, non mi sono mai tirata indietro, non mi è mai “caduta la corona”, credo nel lavoro di squadra, con lo scopo unico di ottenere dei traguardi ottimali.
Non ho mai avuto paura di essere defraudata di qualcosa.
Purtroppo mi è successo e che brutta sensazione…
Ma oggi è sabato.
Ho pulito casa, ho aiutato mio figlio a fare i compiti, ho fatto la spesa, l’ho accompagnato dal suo amico.
E’ partito per il fine settimana. Diventa grande, mio figlio e si allontana come è giusto che sia.
Invernomuto aveva bisogno di aiuto e siamo andati a casa sua e l’abbiamo pulita a fondo.
Non mi è pesato, perchè lui è il mio miglior amico e farei quasiasi cosa per lui.
La “bicocca”, la mia “creatura” è pulitissima ed in ordine ed ora ci stiamo cucinando una spigola al forno e spaghetti alle vongole vera.
Questo mi ripaga dei dispiaceri della settimana.

Post post: ad essere sinceri, una cosa mi ha anche aiutata in questa settimana. Un mio caro amico, a cui voglio molto bene ha avuto una bambina da poco, Rebecca, nome bellissimo e lei bellissima, degna di cotanto nome, mi ha fatto pensare alla vita, a quella che inizia, senza pregiudizi, senza distinzioni, alla purezza ed il suo pensiero mi ha confortata molto, mi ha attaccata alla vita, alle cose semplici, al respiro, all’amore.
Penso spesso a lei ed il pensiero mi conforta, mi fa stare meglio, mi fa sentire pulita, quasi pura.
Grazie anche a Rebecca, creatura pura e semplice.

Miagolato il 18 December 2008 - 13:34
Amici, Zampette by Miciastra

babbino-natale.jpg

 RENDO ABBASTANZA L’IDEA?

comunque

BUON NATALE A TUTTI!!!

Miagolato il 26 October 2008 - 23:29
Amici, Dolore, Ricordi by Miciastra

Avevi dodici anni quando ti ho incontrato per la prima volta. Eri vivace, energico, un pò matto. Eri carino da morire, già a dodici anni, con quegli occhi così maliziosi, con la verve tipica toscana, con la parlantina vivace e tenera.

Chicco, così ti chiamavamo tutti, ed eri proprio un chicco, una cosa piccola ma viva e tenera.

Sono passati gli anni e  sei stato sempre anche sotto la mia ala.  Tu eri tu, e bisognava prenderti per quello che eri, nel vero senso del termine. Vivace, estroverso, attaccabrighe, bisognoso di certezze, di essere idolatrato, sempre alla ricerca dell’applauso degli altri. Bravo nel tuo lavoro, eccezionale  e virtuoso, caparbio ed insistente, egocentrico e timido.

Sempre alla ricerca di amori, di momenti particolari, di emozioni del momento, della bellezza, della vita.

 Eri così, sempre vestito alla moda, sempre alla ricerca del particolare. ricordo quanto ti ho preso in giro per il cappellino e la felpa rosa di playboy…

Ieri mattina mi è arrivata una telefonata. “Ho una bruttissima notizia, Federico è morto”.  “Come morto? Che significa?” “E’ morto, miciastra, è morto per un attacco fulminante di leucemia”.

Silenzio. Sgomento. Dolore.

Ecco quello che ho provato.”Ma come? Domenica era ad Olbia a giocare…”

Chiamo gli amici in comune. Chiamo Stefano. “Si è sentito male, non ha giocato e Daniele lo ha riportato ad Arezzo.

Aveva la febbre alta, stava davvero male. I medici dicevano che aveva la polmonite. Poi hanno detto che era leucemia, ma quella devastante, quella che non perdona”.

E  non ha perdonato.

Mi mancherà quella felpa, mi mancherà quel sorriso spavaldo, mi mancherà la tua parlata, mi mancherà la tua ironia, mi mancherai tanto e per sempre.

Domani verrò ad Arezzo, al tuo funerale, sarò lì come tante altre persone ma sappi che  non piangerò, non voglio farlo, ti guarderò e vedrò un campo da tennis e te che giochi, battagliero come sempre, allegro, vivace e vivo più che mai.

Mi spiace, Chicco, Fede, mi spiace tanto perchè non rivedrò più i tuoi occhi, la tua bella faccia e non ci racconteremo più tante cose. E’ finita. Finito tutto.

Morire a ventotto anni è veramente assurdo. E mi fa incazzare. E mi fa intristire. E mi fa veramente incazzare.

Ciao Chicco, ciao Fede, non ti dimenticherò mai e mentre ti dico tutto questo, una rabbia assurda mi avvolge e mi fa stare ancora più male.

Miagolato il 9 October 2008 - 1:26
Amici, Mhmm, Mood, Zampette by Miciastra

Giornata lunga, interminabile, faticosa, insomma di merda, ma pur sempre vissuta, no? [e di che cazzo mi lamento, quindi?]

Mi alzo alle sei e quarantacinque perchè voglio fare la doccia e lavare la mia chilometrica chioma che richiede tempo ed energie e, poichè io sono poco femmina in senso di parrucchiere, estetista, e miracoli vari, è meglio che mi dia da fare un tantino perchè rischio di assomigliare al cugino IT [che, tra l’altro, adoro alla follia ma mi rendo conto che l’assomigliargli  non agevoli i miei rapporti interpersonali, soprattutto quelli lavorativi, anche se poi, nel profondo, non me ne frega un beato cazzo, ma devo pur vivere qui tra gli uomini e poi gli eremiti non li ho mai capiti , anche perchè io devo parlare anche con i pali del telefono (esistono ancora?!?!)…  [RESPIRO]].

Alle otto sono già in ufficio, accendo il pc e mi metto a chiacchierare con Max, il ragazzo che fa le pulizie . E’ una bella persona, ci parlo sempre bene,  di un pò di tutto ma mi accorgo che, già da tempo, il discorso va a finire sul suo lavoro e di quanto lui si senta umiliato nel farlo. E tutte le volte non perdo occasione per raccontargli che, ad un certo punto della mia vita, appena scappata di casa alla tenera età di diciannove anni, mi sia messa a lavare le scale dei palazzi per pagarmi i corsi di psicologia integrativi alla facoltà che frequentavo e di informatica ed anche per l’appartamento che condividevo con un mio ex [e qui dovrei aprire una parentesi  su 'sto argomento ma è meglio tacere, per ora].

Sebbene di famiglia  di estrazione alquanto borghese, vissuta nell’estemo benessere  con tate, governanti & co., villeggiature rigorisamente a Cortina, scuole private e tutte queste belle cosette,  i miei genitori mi hanno sempre dato le “misure” giuste per capire la vita e le persone; mi hanno  insegnato la coerenza ed i doverosi “bagni d’umiltà” che ognuno di noi dovrebbe periodicamente fare a scopo terapeutico e propedeutico. Ed è questo che, ancora oggi, continuo a fare e penso fermamente che molte persone dovrebbero dedicarsi a quest’attività. Ma ho constatato che è cosa di pochi…ahimè…

Dicevo, essere in uffficio alle otto significa che il tempo non passerà mai e poi mai e, considerato il fatto che non ho assolutamente voglia di applicarmi, questo tempo so che sarà infinito.

Oggi mi hanno offerto di passare in un nuovo settore. Presto, su sky, avremo un canale monotematico dedicato al tennis e hanno richiesto la mia collaborazione.  Mi hanno detto che dovrei curare i rapporti internazionali. Ciò significherebbe lasciare tutto quello che ho fatto fino ad ora e iniziare una nuova vita lavorativa. Ho già lavorato per la rai e mediaset e non sarei proprio l’ultima ruota del carro, ma non ne ho tanta voglia, non voglio impegnare troppo il mio tempo perchè  ora dipende dalle condizioni fisiche di mia madre.

In un altro momento, quest’offerta mi avrebbe fatto vacillare dalla felicità, ma oggi è diverso. So bene cosa significhi lavorare in una produzione televisiva ed il mio tempo, soprattutto ora, è altamente prezioso e selettivo.

Ho detto che ci penserò, ma non so quanto.

Torniamo alla mia giornata. Non so perchè scrivo tutto questo ma lo faccio ugualmente.

Per far passere il tempo, decido di “archiviare” i mie files, che poi, parlando in italiano, dovrei dire file, o meglio, archivi o che cazzo ne so io in questo momento.  Dunque, io odio archiviare, sono una degna figlia del futuro e penso fermamente che sia inutile ammassare carte, e, visto che oramai arriva tutto per email e che quindi resta, decido di buttare tutte quelle innummerevili carte che ho sulla scrivania, facendo, al tempo stesso, la felicità di Max che dovrà portar via sacchi e sacchi di niente …

Le quattro arrivano ed esco a mò di furetto dall’ufficio per andare da mia madre. Oggi le cucinerò le scaloppine al limone e  le patate lesse, oltre ad altre cosette prettamente casalinghe.

Solamente venticinque minuti di traffico e sono da lei. La trovo in poltrona, vestita, che guarda la televisione. Mi piace vederla così e ripenso a quante volte l’ho criticata per il suo stare perennemente a guardare programmi di merda.

Vedi come cambiano le prospettive?

Cucino , riordino, le faccio l’iniezione, metto a posto le orchidee, sistemo la cucina, parlo con lei e… sono già le sette. Io devo scappare. Ho troppe cose da fare.

Ho un figlio di tredici anni che mi aspetta a casa e lo devo aiutare a fare i compiti, poi devo preparere la cena, poi stirare poi… poi…poi… e poi… nemmeno Mina è come me [questa è profonda e per pochi intimi!]…

La mia vita è tutta un poi. Alcmena mi potrà ben capire, vero? Essere  pressochè soli con un figlio non è cosa facile per nessuno.

Fino ad ora non ho mai parlato di lui ed intendo perseverare in questo per una questione di rispetto nei suoi confronti.

Mio figlio mi chiede di passare a ritirare il suo libro di latino in libreria e, sfidando gli elementi ed il traffico romano che, a quell’ora assomiglia all’inferno di Dante, arrivo alle sette e venticinque ma il libro non è ancora arrivato.

Torno a casa e mi dedico alla lezione di religione sul sacro romano impero d’oriente ed occidente, alle conseguenze religiose, alle Crociate, a Liszt, alle sue opere, all’algebra che mal si assesta con il mio vivere, etc…

Sono esausta, preparo la cena, involtini ed insalata e poi stiro mentre guardiamo una stronzata su canale cinque…

Il mio cellulare oggi non ha squillato quasi mai, tranne un graditissimo ed alquanto inaspettato “buongiorno” di questa mattina, ed un mio “…bello ed inaspettato il tuo buongiorno… buongiorno anche a te”  e ad un successivo “… arrivo quando meno te lo aspetti… quando veramente serve… e lasci la porta aperta… Ti abbraccio”

Quest’abbraccio mi ha riempito la giornata….[grazie]

Ora sono qui in salone, mio figlio dorme sereno… tutto tace, purtroppo, ma io ho già vissuto questi momenti, come quando ho partorito e quello che era il mio mondo  fino ad allora, si è improvvisamente volatilizzato. Le persone fuggono da ciò che non comprendono perchè hanno paura di non esserne all’altezza. Certo è che uno sforzo sarebbe sempre gradito…

Ma, in fondo, non mi importa. Io sono io. Io sono stata in silenzio in momenti in cui altri affrontavano momenti difficili della loro vita. Ho sopportato in virtù di tanti fattori, ho mandato giù tutto, ho pianificato la mia vita già tanto complicata, senza fiatare, consapevole del momento che stavo vivendo, affrontandolo con umiltà e precisione.

 Ripeto, io sono io e non posso pretendere che gli altri siano come me. E’ totalmente sbagliato.

Il mio gatto tenta di azzannarmi le gambe, vuole giocare ma io non me la sento.

Sono sola, molto sola, veramente sola ma sono io.

Nel bene e nel male.

Va bene così.

Però ho voglia di piangere.

E non è nemmeno poca.

Minchia quanto ho scritto… chiedo scusa…ma mi capita così…

Miagolato il 26 July 2008 - 10:01
Amici, Premi, Zampette by Miciastra

“Brillante weblog è un premio assegnato ai siti ed ai blog che risaltano per la loro brillantezza sia per quanto riguarda i temi, che per il design. Lo scopo è quello di promuovere tutti nella blogosfera mondiale.”

Dyo mi ha insignito di cotanto premio ed io la ringrazio veramente anche perchè, a differenza di voi tutti, io non mi sento una blogger assolutamente, gioco poco con la lingua italiana e porto avanti una battaglia personale con il mio animo chiuso per le questioni personali. Rispetto a voi tutti, non mi sento proprio di meritare questo premio. Ma dyo me l’ha dato ed allora lo accetto volentieri. La motivazione cita anche la brillantezza per il design. Ed allora va ringraziato InvernoMuto perchè ha realizzato ciò che io avevo nella testa (e non è poco!)

Grazie ancora dyo.

Al ricevimento del premio, bisogna:

1. Scrivere un post mostrando il premio e citare il nome di chi ti ha premiato mostrando il link del suo blog;
2. Scegliere un minimo di 7 blog che si ritengono brillanti nei loro temi o nel loro design. Esibire il loro nome e il loro link ed avvisarli che hanno ottenuto il Premio “Brillante Weblog”.
3. (facoltativo) Esibire la foto o il profilo di chi ti ha premiato e di chi viene premiato nel tuo blog.

Detto questo, ecco la mia scelta:

  IAN    DIGITO  PRESCIA    SIMONA    INVERNOMUTO   DYO   ROB

La foto ve la risparmio perchè vi voglio bene.

Miagolato il 25 July 2008 - 0:26
Amici, Emozioni, Mood, Ricordi by Miciastra

Giornata strana, quella di ieri.

Giornataccia, oserei dire. Accade che tu sia molto indaffarata con il lavoro, che dovrebbe essere molto più tranquillo in questo periodo ed invece non lo è affatto, con le cose di casa, le lavatrici da fare e la roba da stirare con il caldo che fa, con le persone, tutte isteriche, tutte iper attive malgrado il periodo, con tutto, insomma.

Accade che ti incazzi con l’orda di email che ti arrivano e che, in giornate in cui l’unico posto dove dovresti veramente stare è il mare, ti indispongano al massimo. Accade che realizzi che sei stanca, che sei l’unico essere umano a Roma ad essere ancora bianco come una medusa, segno, questo, che la spiaggia non l’hai vista ancora…

Accade che i colleghi ti infastidiscano, con le loro cazzate, con i litigi inutili, con le falsità, con lo scarica barile continuo e costante e pensi che, se non avessi bisogno di lavorare, ti alzeresti dalla sedia, prenderesti la borsa ed elegantemente te ne andresti via, in silenzio, senza girarti più…

Accade di leggere per caso una email scomoda, in cui una persona che reputavi quasi amica,  cerca di rovinarti la vita …

Accade che il tuo capo si comporti come un bambino piccolo e faccia i capricci e che tu lo guardi senza capire fino in fondo cosa voglia veramente, e pensi, allo stesso tempo, a quanto sia inutile tutto questo.

Accade che tu debba partire per un altro lavoro e che nessuno ti spieghi cosa dovrai fare e ti senti di andare allo sbaraglio e non ti piace perchè sei abituata ad altro. Accade che ti arrivino degli sms da parte di una persona che hai deciso che non dovrà far parte della tua vita, perchè appena l’hai conosciuta ti ha detto che “niente e nessuno mi stupisce, mi stimola più” e da questa frase tu hai capito che a trent’anni tutto questo è molto triste ed anche di essere decisamente diversa da lei e che il sole e la luna ancora riescono a trasmetterti qualcosa.

Accade che ti manca tuo fratello, che non lo senti e non lo vedi da due mesi e che non puoi far altro che rispettare il suo silenzio perchè sei cosciente che sta passando un periodo di merda con la compagna che non gli fa vedere il bambino, che, alla fine, sarebbe anche tuo nipote.

Accade che l’ amica di sempre che ospiti a casa da ben due lunghissimi anni, diventi soffocante, ammorbante, ingombrante e che tutto quello che dice e che fa, diventi un macigno per i tuoi nervi, anche se le vuoi un bene immenso.

Accade che tu debba necessariamente fare un viaggio  in giornata e che l’intraprenderlo ti getti nel panico perchè riversi tutta la tua ansia in qualcosa di astratto ed accade che nella borsa tu senta il bisogno di mettere il pasaden, cosicchè, in caso di panico sull’autostrada, tu possa ricorrere ad un riparo e al tempo stesso, questo gesto, ti butti nella tristezza più pura perchè è il segno tangibile che non sei più come un tempo, che qualcosa dentro di te è decisamente cambiata in peggio e di come le paure, ora, abbiano sempre di più il sopravvento e questo ti ricolleghi subito ad un pezzo di vita passata da tanto tempo, che credevi di aver superato ed invece non è così.

Accade di sentirmi inutile, sola, di guardarmi intorno ed improvvisamente ed inspiegabilmente di giustificare il gesto che mio padre ha fatto tanto tempo fa, togliendosi non tanto elegantemente di torno.

Accade che il mio amico del cuore mi telefoni e mi dica che è sterile, che non potrà avere bambini e che si sente morire dentro.

Accade di aver la voglia di ricominciare tutto altrove, tra gente che non sa nulla di me, del mio passato così troppo vissuto, che non conosce la mia anima nera che vive dentro di me, che mi accompagna da troppo tempo; quest’anima che non amo, che mi fa sentire sporca, dalla quale vorrei staccarmi ma so che farà parte di me per sempre e solo l’amore potra tenerl a bada.

Accade che io abbia paura di amare, di affrontare il mio percorso.

Ma, poi, arriva una telefonata da lontano. E’ Claudio, il figlio di Gaspare. Gaspare lavora con me da 100 o forse 1000 anni. Lui è il mio uomo al Foro Italico. Lui gestisce il magazzino, lui è uno dei tanti che vive dietro le quinte ma fondamentale per tutti.

Gaspare, dopo Il Master Series di Roma non è stato bene. Ha fatto degli accertamenti ed hanno trovato un cancro al cervello grande come una palla da tennis, tanto per restare in tema.

L’ho chiamato quindici minuti prima che entrasse in sala operatoria e mi ha detto che era fiducioso, che aveva passato momenti peggiori (?) nella vita e mi ha esortato ad essere forte.

Sette ore di operazione. Al risveglio, parte sinistra paralizzata ed altre complicazioni. Il cancro al cervello non genera metastasi ma si riproduce quasi immediatamente. Claudio, il figlio, mi ha preparata al peggio. Ma al peggio non ci si prepara mai. Giorni di attesa, lenta ripresa.

Dua giorni fa, l’ho chiamato e mi ha detto che Gaspare stava meglio ma che non sarebbe arrivato comunque ai prossimi Internazionali di Tennis e che i medici avevano deciso di non ricorrere alla chemio e radio perchè sarebbe stato inutile.

Cronaca di una morte annunciata. Noi esseri umani dobbiamo sempre preparaci ma poi, quando arriva il momento, non lo siamo mai.

Ieri mattina mi chiama Claudio. Ho risposto al telefono dell’ufficio ed era lui. Ho capito subito, immediatamente. Gaspare ha avuto un embolo. Meglio così, mi sono detta. Ma il dolore era tanto. Cazzo. Era così fiducioso, così tranquillo. C’è gente ignobile che campa troppo. Ha ragione dyo, dio è morto o forse non c’è mai stato.

Ho finito le mie cose, quasi in trance, poi sono andata dall’estetista, quasi a voler esorcizzare la notizia.

Lì, mi arriva una telefonata da mia cugina. E’ morto suo padre, Livio Orazio, noto pittore contemporaneo, grande persona. Ha fatto parte della mia infanzia e pre adolescenza. Fissata fin da piccola per le arti, andavo nel suo studio/laboratorio e passavo ore ed ore con lui, il  Maestro. E’ così che l’ho sempre chiamato ed è così, che lo chiamerò per sempre. E mi parlava, mi spiegava le varie tecniche pittoriche e scultoree ed io lavoravo con lui, fiera di essergli accanto. Grazie a lui ho imparato a dipingere e, per anni, a fare di quest’arte un mestiere che mi ha dato da vivere.

Accade che ieri Gaspare e Livio Orazio mi abbiano lasciata e, improvvisamente, ho guardato il cielo e il mio “accade” mi è sembrato  inutile, piccolo, ridicolo, stupido, misero.

Stasera brindo a due grandi uomini che mi hanno insegnato tanto.

Ciao Gaspare.

Ciao Livio Orazio.

Grazie. 

 

Ieri: esco dall’ufficio, troppo tardi per qualsiasi cosa che abbia a che fare con l’orario di chiusura dei negozi ma decido di sfidare il tempo. Chiamo la mia eterna, di sempre, atavica, inossidabile e purtroppo non sostituibile amica Monica che mi dice che gli auricolari della Shure si trovano a Largo di Fontanella Borghese. Orbene, il luogo è in zona ZTL, cioè non ci si può entrare “manco se ti fai cane ed abbai”, oltretutto, il traffico a quell’ora è come un quadro di Picasso nel suo ultimo periodo. Vabbè, sono le 19 e 4 e decido di sfidare il tempo. Non so come, riesco ad arrivare nei pressi del “ghetto chic”, come lo chiamo io, ovvero il centro storico di questa bella città, dove nessuno entra e nessuno esce… ma c’è, non so come, sempre troppa gente… mah…

Arrivo a Fontanella Borghese e… non trovo una beata fava. Ore 7 e 35. Puttanalamiserialadra, già sono incazzata nera di mio in ’sto periodo di merda secca, in più so che sto perdendo il mio tempo. C’è un negozio della Bang&Olufsen. Entro, già sapendo che mi manderanno a cagare (a Roma diciamo cacare). Ed infatti.

Ci rinuncio, anche perchè realizzo tristemente di non essere super pippo.

Oggi: entro in ufficio con un ritardo estremo ed ho mille e mille cose da fare ma, decido di sfruttare il web e di documentarmi a dovere, anche perchè la mia amica mi rifila sempre delle cazzate pazzesche. Scopro che la Shure ha dato mandato alla Apple di vendere sti cazzo di auricolari. Telefono alla ICON più vicina a me e…MIRACOLO… hanno il prodotto che cerco!!!

Alle 16 e 30 devo essere dalla mia estetista per un restauro tecnico unghiale generale. Esco alle 16 e 10, passo da lì, riesco a fare l’acquisto e volo dal mio angelo estetico. Ovviamente mi ci vogliono ore per ritornare allo stato umano, quindi esco al volo da lì perchè voglio comprare roba cartacea per impacchettare il tutto, devo cibare il mio micio/cavallo, fare una doccia, altrimenti la asl mi segnala come appestata, visti i 40 gradi che ci sono qui… due chiacchiere con la mia convivente (sempre Monica) e poi chiamo IM.

Sono appena le 20 e 40 e lui mi passa a prendere. Ha passato una giornata di merda ed io lo so. Forse solo io, visto che è criptico con il resto del mondo ed anche il resto del mondo un pò se ne frega di lui. Ma io no.

Nascondo il regalo in una sacca che usualmente uso per andare in piscina da lui e, visto che non gli sfugge mai un particolare (alle volte penso non sia umano), faccio di tutto per far finta di niente. Ho deciso di festeggiare il suo compleanno questa sera, visto che l’8 maggio io sono sempre sotto pressione.

“Passiamo da Mondi, voglio comprare delle tartine perchè mi va così”. Gioco sul mio carattere un pò eccentrico per confondergli le idee. E ci riesco!!!

Tartine (e chi non è di Roma non può comprendere quanto siano buone) ed un semifreddo ai frutti di bosco. Sussurro alla commessa di mettere tre candeline azzurre e vado a pagare.

Arriviamo a casa di IM, lui si fa una doccia, io vago per i blog…

Cena con le fantastiche tartine, filmetto regolarmente scaricato, prosecco ghiacciato…

Dopo cena arrivo con la tortina e le candeline, intonando anche un “tanti auguria te…”

Porto il pacchetto e… magia… IM si commuove e comincia a dire cose sconnesse!!!

Il biglietto diceva: “8 luglio ma è come se fosse l’8 maggio 2008… un piccolo pensiero per (BIP BIP BIP BIP) e non si può mica dire proprio tutto, eh?!?

Buon compleanno, amico mio.

Ti voglio bene.