Mi sono alzata prestissimo questa mattina. Volevo fare la doccia con calma, lavare i capelli, vestirmi un pò più da essere umano, visto che da non so quanto vivo in jeans, scarpe da ginnastica, T-shirt e felpa legata alla vita, così posso utilizzare le tasche per le varie radioline, sigarette, cellulare & co.
Mi son detta:” Bhè, oggi forse riuscirò a non correre tutto il giorno come una pazza invasata alla ricerca di questo e di quello, cercando di far combaciare i pezzi di questo pazzo puzzle…”
Quindi doccia, jeans ingentilito da camicia nera e cintura argentata con cuore di strass (tanto per sentirmi un poco femminuccia) e via…
Ma questo pazzo puzzle ha tantissimi pezzettini e mi si prospetta una di quelle giornatine in cui tutto va esattamente come non dovrebbe andare…
Una meraviglia!!!
E poi l’incontro della Chakvetadze con i dirigenti della BNL, quello della Pironkova presso lo stand della Komen Italia, la mia odierna attività allo Young Village, con Anabel Medina Garrigues e Virginia Ruano Pascual, immerse in orde di bambini che chiedevano di tutto…
Arriva poi il bellissimo momento in cui apprendiamo del ritiro di Serena Williams (quella con la porta cane, il porta sacca sportiva ed un codazzo infinito dietro) ed anche la sconfitta di sua sorella Venus.
Da qui, come il principio dei vasi comunicanti, si scatena di tutto e l’eco degli eventi rimbalza sui muri del Foro, facendo morti e feriti.
Arrivo alla sera stremata dalla fatica e, dulcis in fundo, si spengono improvvisamente le luci sul centralino e le giocatrici di doppio sono costrette a spostarsi su un altro campo…. una scena pietosa…..
E’ appena passata Adriana, coach della Medina Garrigues e della Ruano Pascal. Hanno perso. Gli occhi velati, mi dice che non se lo aspettava…. Adriana è un’amica per me, ci conosciamo da tanti anni e quel velo negli occhi viene anche a me…
La giornata agonistica è finita, ora inizia quella mondana.
Mario Venuti in concerto.
Io me ne vado via.
Mi sento un pò sconfitta anche io.
Siamo quasi al traguardo finale… mancano pochi giorni per i più mentre, per noi, ne mancano ancora parecchi.
Sono stanca, dormo non più di 4 ore a notte da tre settimane e le giornate sono frenetiche.
Il torneo femminile è ben differente da quello maschile, più difficile, complicato. D’altronde noi donne lo siamo certamente.
E come arrivano le donne, arrivano i litigi. Accidenti quanto siamo strane!!!
Passo le giornate a risolvere cose inverosimili, le sorelle Williams che non vogliono sottostare a nessuna regola e fanno come cazzo santo gli pare, il loro papà, con amante al seguito (questo si che è un gossip!) e la mamma che fa finta di non vedere. La “porta cane” (ebbene si, esiste anche questa figura professionale) di Serena Williams che se la tira al massimo, non curante del ruolo meschino che ricopre. E poi c’è il folto gruppo delle amiche intime di Saffo che ti avvolge, che ti fa sentire “anormale”. C’è anche la fatina Sharapova, bella, eterea, silenziosa, che trae a sé moltitudini di maschi, maschietti ed uomini che la guardano inebetiti, impacciati, di fronte a cotanta beltade.
Ed ancora la scia delle “ova”, tutte russe, tutte uguali, tutte bionde, tutte alte, tutte con la coda, tutte felici di non stare nel loro Paese e proprio per questo, agguerrite, che cercano di mantenere alto il proprio ranking per restare nel giro ed in giro.
Le cinesi seguono a ruota.
Belli i tempi della Sanchez, Sabatini, Seles, Navratilova, Hingis… si distinguevano, erano diverse, erano campionesse.
Ora dalla mia finestra vedo i campi desolati, forse un pò troppo vuoti, mentre la musica del villaggio “VIP” aumenta sempre di più…
Stasera D’Alema è stato qui ed è successo di tutto…
Ho visto gente al seguito, quasi inebetita, insomma… dei coglioni…
La parte tecnica è appena finita, ora parte la serata mondana… e non vi dico cosa ci si può trovare….
Me ne vado a dormire, che è meglio…
Buonanotte.
Giornata infernale. Casini su casini.
Giornata di transizione poichè subentra il torneo femminile e quello maschile non è ancora finito. Oltre a ciò, c’è il Senior Tour, i “vecchi”, come vengono chiamati. Ma questi vecchi sono solamente Pat Cash, Henri Leconte, Thomas Muster e Goran Ivanisevic. Vecchie glorie del passato. Anche del mio.
Ed oltre a ciò, questa sera si festeggia la “Racchetta d’Oro”, un “award” (mi si perdoni il continuo uso di ternimi inglesi ma sono giorni che parlo poco italiano) particolare che ogni anno viene dato a grandi campioni del passato.
C’è stato fermento oggi.
Grande tensione per un Nadal ed un Federer che hanno perso, per la preoccupazione di tutti questi ritiri che danneggiano il lavoro di tutti noi, per la settimana che verrà, per la Henin che si cancella all’ultimo momento, per la Mauresmo (grande amica mia e ci tengo particolarmente a dirlo) che non sta affatto bene…
Fa parte del gioco, ma questo gioco prosciuga l’animo. E’ un gioco che ti fa battere il cuore ma ti rende particolarmente forte.
Ma torniamo alla “Racchetta d’Oro”. Quest’anno premiamo Manolo Santana, grande atleta del passato, grande gentleman (e sono sempre più rari). Lui è un mito, una racchetta d’oro per eccellenza. E’ arrivato ieri, con il suo solito sorriso, ha spalancato le braccia e mi ha accolto con un abbraccio. Il suo italiano è meravilgioso, dolce, caldo, morbido. Mi fa venire in mente i romanzi di Gabriel Garcia Marquez, con quei colori pastello, l’odore del cibo a tutte le ore, i patii tipici del sud america, rigogliosi di piante dai fiori giganti e colorati.
Mi dice: “ciao, come stai? Sei sempre bellissima!!! Io so che domani sarà il suo 70° compleanno e gli sussurro “auguri Manolo, sei sempre il migliore!” e lui aggiunge “grazie tesoro, sono 70 e pensa che questa notte sarà la mia ultima notte erotica!!!”. Suo moglie, donna bellissima che vive accanto a lui da ben 22 anni, subito risponde” bhè, speriamo che tu la passerai con me!!!”.
E poi arriva Ilie Nastase che si inchina e mi fa il baciamano (dio quanto mi piace!) e mi cinge la vita e mi fa roteare con un passo di valzer…
Subito dopo è la volta di Ion Tiriac, grande campione in passato, grande manager nel presente. E’ alto, imponente, mastodontico, con quei solitibaffoni che mettono soggezione… Mi guarda, mi sorride e dice un solo “ciao bella” e, visto il personaggio, è già una conquista…
Ma c’è una regina della serata. “Lei”, la regina indiscussa del tennis del passato, la dea intoccabile, l’eterea, la misteriosa fanciulla del sud america.
Tutti la attendono. Vengo sommersa da richieste da parte delle più diparate emittenti televisive, dai giornali scandalistici, dai paparazzi (esistono ancora)…
E’ arrivata due giorni fa e non si è vista ancora qui al Foro Italico. Questa attesa, incrementa la tesione, il mistero…
“Ma è venuta?”, “dove alloggia?”, “Con chi è?”, “Perchè non viene qui?”, “Chissà com’è diventata?…” “Ma è sempre bella?”
Tutti sanno che io sono la “tata” di tutti i giocatori e giocatrici del presente e del passato e, di conseguenza, iniziano ad assediarmi… I giornalisti televisivi mi tampinano ma io taccio però, devo ammetterlo, questo nervosismo che c’è nell’aria, non mi lascia indifferente.
Alle 20.00 arriva.
Scende dalla macchina in abito lungo… E’ bellissima.
Sky è lì, non sono riuscita a tenerli lontani e, in fondo, non me ne frega più di tanto.
C’è una folla silenziosa, ammirata, quasi in soggezione…
Io sono lì, ad accoglierla, conscia del fatto che, dopo 15 anni, lei non mi riconosca proprio più.
Lei mi guarda, mi fissa e poi le si apre un sorriso sulle labbra ” Ma sei proprio tu?”
“Si, sono io”
“Ma sei ancora qui dopo tutti questi anni?”
“Sono ancora qui”
“Che bello vederti, che gioia rivedere questi posti! Ti ricordi quanto ci siamo divertite?
“Accidenti si che mi ricordo!”
“E ti ricordi quella sera che…”
“Si e poi tu hai fatto…”
” e poi…”
“Si, e poi…”
In quel momento il tempo si è fermato, anzi, è tornato indietro… momenti bellissimi, irripetibili, come tutti i momenti…
E la gente intorno a noi non c’era più, eravamo da sole, come nel passato. Quel passato che ci ha visto insieme a ridere, a scherzare, a vivere una vita decisamente spensierata…
Lei, la dea del tennis ed io, quella di sempre.
Tutte e due cresciute ma con la testa ancora, per un attimo, nel passato.
E baci ed abbracci… Tutto intorno a noi non c’era più…
Ma poi l’incanto si è spezzato perchè la vita gioca sempre gli stessi scherzi ed i doveri riportano gli animi romantici alla realtà.
Lei verrà insignita della “Racchetta d’Oro” questa sera ed il mondo continuerà a girarle intorno in maniera vorticosa.
Per il mondo lei è Gabriela Sabatini, per me solo Gabriela.
Sono viva…..
Giornate intense ma fantastiche.
Adrenalina a mille e fatica alle stelle.
Quanta gente! Quante situazioni! Quanto mondo!
Incontro persone provenienti da ogni parte del mondo, vecchie glorie del passato, assisto a deliri per un autografo, vedo gente piangere nel vedere il proprio idolo, adulti che fanno di tutto per “toccare” il campione del momento. Federer, Nadal, Djocovich, Roddick… tutti idoli, per me, solo degli amici, delle persone semplici, normali.
La mia fatica di un anno è tutta qua, reale, tangibile ed è bello raccoglierne i frutti.
Inglese, francese, spagnolo… non faccio altro… parlo, parlo, parlo ed agisco…
E’ una vera fortuna poter verificare il proprio valore professionale in maniera così esplicita, vedere le persone credere in te, in quello che gli dici, affidarsi alle tua capacità, seguire i consigli, esser stimati per come vivi i rapporti umani soprattutto in situazioni in cui la calma non è decisamente di casa, in cui il potere logora proprio chi non ce l’ha.
Mi barcameno in situazioni estreme e le persone che lavorano a stretto contatto con me e che hanno almeno 10 anni di meno, mi guardano allibiti, increduli e non riescono proprio a stare al mio passo.
Io so di essere brava, so di essere una forza umana, so di avere delle capacità particolari, riesco a stare in “prima linea” senza aver paura, non mi spaventa proprio nulla e so che ce la faccio sempre, vedo i risultati e mi sento bene.
Come posso spiegare tutto questo?
Non lo so. Lavorare “dietro le quinte” è cosa per pochi eletti. E’ una dote naturale. Ed io ce l’ho.
Forse non so fare altro, ma questo si.
Mi serve questo momento, mi serve per ricredere in me, nelle mie capacità, mi serve per riacquistare forza interiore, per sentirmi migliore e viva.
Da questo punto di vista, sono una donna decisamente fortunata.
PS: l’invito è sempre valido… se volete venire agli Internazionali, fatemi un fischio!!!
Ultima domenica disponibile prima del caos… prima di buttarmi nella mischia.
E sarà una domenica all’insegna dell’estremo relax e cazzeggio, lo giuro!!!
Doccia con calma e non modello autolavaggio, cremette e cremine sul corpo, vitamine sui capelli, olietto per le doppie punte, cerettina ai baffi (ce li ho, ce li ho!!!).
Ora sto bevendo un bel bicchiere di vino rosso, ipod a volume inaccetabile, il mio gatto che mi guarda stupito…
C’è il sole, un sole bello e caldo, il cielo è celeste, fa caldo e mi metto una maglietta a maniche corte.
tra poco esco e vado a mangiare fuori, all’aria, al sole.
Aspetto InvernoMuto e so che oggi passeremo un bel pomeriggio insieme e quando lui è in buona, mi fa uccidere dalle risate.
Ed è quello che intendo fare oggi, rilassarmi, ridere, mangiare, bere, cazzeggiare e giocare a vegeto (ian, impara come si fa!!!)
E allora sai che c’è?!?…
Inizio il mio personale vegeto… ciao a tutti!!!
Sono giornate piene. Essì…uff.. uff…
Non faccio in tempo a far nulla, oltre al lavoro, lavoro, lavoro e lavoro e poi ancora lavoro…
E lavoro tanto, troppo, oltre, tutto, di più e non mi vengono in mente altre definzioni.
Non riesco a leggere i blog, non riesco più a seguire la mia “noiosissima” quotidianità, che di noioso, ora, non ha proprio nulla.
Essì, sono, saranno giorni faticosi, oltre ogni limite e, anche se stremata, devo ammetterlo, sono contenta.
Sono contenta dei traguardi che ho raggiunto, sono contenta di tutti gli sforzi che ho fatto, sono contenta di poter verificare il lavoro di un anno intero, la fatica nell’aver costruito questo puzzle pazzo che presto verrà mostrato a molti e che, purtroppo, molti non apprezzeranno fino in fondo.
Ma non fa niente.
Io so.
So che molte persone vivranno dei momenti molto belli ed io so di essere la fautrice di tutto questo.
Bello.
Accidenti se lo è.
E’ una gran bella gratificazione.
Ma sono momenti particolari, adesso, per me.
Vivo in un bailamme continuo e costante e le giornate sono realmente fatte di 24 ore.
Caos completo, stress oltre ogni limite, preoccupazioni alle stelle, nervosismo di base.
Fioccano i vaffanculo, litigate ogni minuto ma siamo alla resa dei conti e lo sappiamo tutti.
Il 3 maggio comincia la “festa” e tutto dovrà essere perfetto. O quasi, ovviamente.
Io sarò lì, H24, come diciamo noi, che significa avere una brandina sul posto.
Io sarò lì, viva più che mai, stanca più che mai, felice più che mai.
E’ la mia vita, è nel mio sangue, è misurarmi con me stessa, è gratificarmi, è sentirmi viva.
Io ci sarò, “alive and kicking”, come dicono gli inglesi, “viva e vegeta”, come diciamo noi e… se volete venire… io sarò lì… fatemi un cenno e sarà un piacere ospitarvi agli Internazionali BNL d’Italia di Tennis…
Vi aspetto…
[…grazie…]
A te che sei l’unica al mondo
L’unica ragione
Per arrivare fino in fondo
Ad ogni mio respiro
Quando ti guardo
Dopo un giorno pieno di parole
Senza che tu mi dica niente
Tutto si fa chiaro
A te che mi hai trovato
All’angolo coi pugni chiusi
Con le mie spalle contro il muro
Pronto a difendermi
Con gli occhi bassi
Stavo in fila
Con i disillusi
Tu mi hai raccolto
Come un gatto
E mi hai portato con te
A te io canto una canzone
Perchè non ho altro
Niente di meglio da offrirti
Di tutto quello che ho
Prendi il mio tempo
E la magìa
Che con un solo salto
Ci fa volare dentro l’aria
Come bollicine
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
A te che io
Ti ho visto piangere nella mia mano
Fragile che potevo ucciderti stringendoti un pò
E poi ti ho visto
Con la forza di un aeroplano
Prendere in mano la tua vita
E trascinarla in salvo
A te che mi hai insegnato i sogni
E l’arte dell’avventura
A te che credi nel coraggio
E anche nella paura
A te che sei la miglior cosa
Che mi sia successa
A te che cambi tutti i giorni
E resti sempre la stessa
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei
Essenzialmente sei
Sostanza dei sogni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che non ti piaci mai
E sei una meraviglia
Le forze della natura si concentrano in te
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
A te che sei l’unica amica
Che io posso avere
L’unico amore che vorrei
Se io non ti avessi con me
A te che hai reso la mia vita
Bella da morire
Che riesci a render la fatica
Un immenso piacere
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
E a te che sei
Semplicemente sei
Compagna dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
Sono passati già 14 anni da quella giornata in cui, mentre guardavo la televisione, il programma fu interrotto da un’edizione straordinaria tel tg che annunciava che eri stata ammazzata in un’imboscata a Mogadiscio. Sono rimasta immobile, incredula, non riuscivo a credere a quello che stavo sentendo e vedendo. Lo squillo del telefono. Mia madre, dall’altra parte della cornetta, urlava qualcosa e non riuscivo a capire…
Poi tutto è diventato tristemente reale.
E mentre continuavo ad ascoltare il tg, sinapsi velocissime percorrevano la mia mente. Momenti della nostra infanzia ed adolescenza, istanti di vita vissuti insieme.
Io e te sul cammello allo zoo, terrorizzate da quell’animale che, a quell’età, ci sembrava davvero strano.
Io e te a Piazza Navona nel periodo natalizio in braccio ad un Babbo Natale visibilmente finto.
Io e te a giocare alle signore.
Io e te con le pentoline.
Io e te con i nostri genitori le domeniche a pranzo fuori.
Io e te alle prese con la scuola e tu, più grande, che mi insegnavi a scrivere.
Io e te alle prese con le prime cotte.
Io e te e la nostra fissazione nel voler imparare le lingue. Tu l’arabo ed io l’inglese.
Io e te e l’impegno politico in quegli anni burrascosi.
Io e te ed i nostri ricordi.
Rimango l’unica depositaria di questi bei ricordi ed il fatto che oggi, se da google digito il tuo nome mi compaia la tua pagina su wikipedia… bhè… mi riempie di tristezza.
Preferisco ricordarci sul cammello allo zoo.

Mi è arrivata una email che mi ha fatto bene al cuore e voglio condividerla.
Due ragazzi (nella foto) hanno adottato un leoncino ferito e, solo quando è stato abbastanza grande, l’hanno reinserito in una riserva.
Periodo di meeting con lo staff che lavorerà a maggio.
Come ogni anno, in questo periodo faccio il famigerato “recall” (così IM è contento) a tutte le persone che hanno lavorato negli anni passati. Sono tante e le sento solo in queste occasioni ma, sembra incredibile, sono affezionata a queste persone. Alcune di esse lavorano con me da ben oltre 20 anni e si può dire che siamo cresciuti insieme. Anche se rivesto un ruolo particolare, visto che sono il loro “capo”, ho sempre mantenuto un rapporto molto semplice e totalmente democratico, basato sul rispetto reciproco e sulla collaborazione, investendo ogni persona delle proprie responsabilità e cercando di renderle autonome il più possibile anche perchè, in frangenti che io definisco di “prima linea”, credo fermamente che l’autonomia ed il libero arbitrio siano elementi essenziali per la riuscita del compito assegnato, apportando, al tempo stesso, beneficio a tutti.
Devo essere sincera e mi congratulo con me stessa perchè in questi anni ho costituito uno staff davvero eterogeneo, affidabile, forte, simpatico, composto da esseri umani meravigliosi con un range (godi IM!) che parte dalla hostess bella-coscia lunga, figa fino all’inverosimile, alta 4 metri ma anche intelligente, a persone umili, che vivono una vita semplice, che aspettano questo periodo per vivere qualcosa di diverso e che le farà sentire importanti, fino ad arrivare a persone che parlano tranquillamente 4 lingue, con una carica d’energia che nemmeno l’Enel sa di cosa sto parlando…
Essì, mi ritengo decisamente soddisfatta e voglio bene alle “mie” ragazze ed ai “miei” ragazzi, come io li definisco.
Come dicevo, in questi giorni ho fatto tante telefonate, proprio per verificare la disponibilità di tutte queste belle persone. E, puntualmente come ogni anno, ogni benedetta telefonata è durata una vita!!!
- “Ciao XXX, sono Miciastra, come stai? Come hai passato questo anno? Cosa hai fatto?”
- “Ti sei laureato/a? Che bello!”
- “Ah, hai fatto un Master in Spagna?! Bravissimo/a!!!”
- “Sei incinta!?!? Ma è fantastico!!! Maschio o femmina?”
- “Hai scritto un libro di poesie?! Dammi subito il titolo, che lo vado a comprare!”
- “Hai deciso di fare la cubista!?! Ma sei matta!?!?! …mhhh e perchè no!?! In fondo la vita è una sola e se ti diverti…”
- “Sei stato/a male!?!?! Accidenti mi dispiace… ma come stai ora? Hai risolto? Posso aiutarti?”
- “Hai deciso di sposarti? E perchè!?!?! Contro chi? (la domanda mi viene sempre troppo spontanea-ahimè)”
- “Hai conosciuto l’amore della tua vita ed ora vai a vivere in Oceania? Fantastico!!!”
- “Hai deciso di interrompere l’università per andare a raccogliere mele in Francia?!?!”
- “Accidenti, ma che ti è successo alla schiena? Ti hanno operato? Ma ora come stai?”
- “Stai con una donna sposata con tre figli!?!?! Ma la ami?!?! …e allora vai avanti”
- “Minchia, l’hai messa incinta… e ora che avete deciso di fare?”
- “Ti ha lasciato, quello stronzo e tu non riesci a vivere!?!?! Ma, tesoro mio, sei bella come il sole… guardati intorno…”
- “Hai avuto un infarto!?!? Ma alla tua età e non fumi e nemmeno bevi! Non puoi più lavorare con me? Accidenti, mi spiace da morire. Posso aiutarti?”
- “Hai trovato un lavoro fisso?!?! Wow!!! che bello!!! Sono felice per te!!!! In bocca al lupo e vieni a trovarmi!”
Essì.
Un anno.
Un anno è lungo per tutti e succedono tante cose. Per fortuna e purtroppo.
Jasmine metà italiana e metà persiana, detta anche tapparella, bella come il sole e che porta le nuove conquiste a giocare a Bingo, Stefano detto Yuri perchè è uguale a Chechi, Erica la fragile, Maila la provocante, Gaspare, l’uomo/magazzino, sempre nell’ombra, Gabriele, il mio dito al culo (mi si perdoni l’espressione) detto anche lo scassa cazzi, Diana la sorridente, Jennifer la perugina, Claudio il bello, Mario il fiscale, Cesare il vecchio, Esmeralda la dolce, Elisabetta il capitano. Marta la divoratrice, Salvatore il preciso, Laura la “avio-priva (vedi: carenza di uccello)”, Stefano il figaccione, Antonio il fotografo, Francesco il deluso-dalla-vita, Marta l’euforica, Cristina la schizofrenica, Sara, Giovanna la pazza, Marina la dolce, Paola detta Eva Braun, per l’estrema flessibilità ed elasticità mentale, Anna Tina che ingrassa e dimagrisce in continuazione… quanti nomi… quante persone… quante vite…
E queste vite mi interessano tutte, li amo tutti, mi mancano sempre tutti.
Ma sono felice se, nell’arco dell’anno, alcuni di loro si sistemano, trovano lavoro, si tranquillizzano, fanno delle scelte, realizzano dei sogni. Questo, per me, significa molto e non mi importa se non lavoreranno per me, perchè so che stanno sicuramente meglio.
Un anno.
Un anno è lungo per tutti e succedono tante cose.
Faccio l’ennesima telefonata. Ora è il turno di Elisabetta.
Elisabetta lavora con me da più di 10 anni. E’ una donna semplice, nata nel 1937, una persona che sa bene cosa significhi lavorare duramente e lo ha fatto da sempre, da quando era piccolina e lavorava nei campi. Ogni anno si fa un culo grosso come un paiolo perchè, insieme alla sorella Esmeralda, svolge un ruolo nascosto, umile, che nessuno vorrebbe fare. Lei ed Esmeralda lavano e stirano tutti gli indumenti degli atleti (e sono veramente tanti), vivendo per 20 giorni sottoterra per 900 euro lorde, in un posto decisamente tremendo, senza finestre, con lavatrici ed asciugatrici che spesso non funzionano nemmeno tanto bene. Elisabetta ed Esmeralda, le mie “sisters”, come le chiamo io da sempre, amano questo lavoro, chissà perchè, in fondo, forse perchè si sentono parte integrante di un sistema lavorativo importante, forse perchè, per una volta, tutti e dico tutti, hanno bisogno di loro. Lavorano in silenzio, in un posto dove tutti cercano di farsi notare, dove tutti hanno qualcosa da dire, solo per il gusto di farlo, solamente per farsi notare, solamente per “abusare” di un “potere” totalmente temporaneo e stupido.
Loro sono sempre là, dalle 7 del mattino alle 10 di sera, instancabili, sempre allegre, sempre sorridenti, sempre sottoterra, sempre alle prese con gente cretina ed ignorante e loro sempre, SEMPRE, sorridenti.
Due persone speciali, lo devo dire. Due Eroine in un mondo fatto di cazzate e fuochi fatui, con gente assurda che pensa solamente a “emergere”.
Chiamo Esmeralda al numero di casa poichè il cellulare, alla loro età e nella loro concezione, è cosa superflua.
Non mi risponde nessuno.
Abitano nello stesso palazzo.
Ok, chiamo Elisabetta.
“Ciao Elisabetta, sono “Miciastra”… come stai? Sei pronta per maggio?”
“Elisabetta…chi?!”
(Acc…ho sbagliato numero…)
“Sono “Miciastra”, lavoro per gli Internazionali di Tennis…. c’è Elisabetta, per favore?”
“Elisabetta?!?!?!”
“Si, Elisabetta… dovrei parlare con lei…”
“Ma… Elisabetta è morta 2 settimane fa….”
Dolore… solo dolore… solo dolore… solo dolore… solo dolore… solo dolore… solo dolore… solo dolore… solo dolore…
“Ma… come… cosa… quando… perchè?… Ma come è successo….”
(sono rimasta muta… non riuscivo a parlare…)
“Essì, sono Giulia - ci conosciamo - mia sorella è morta 2 settimane fa…”
Volevo spaccare il computer, il telefono, la scrivania, l’ufficio, lo stadio…
“Ti passo mia sorella Esmeralda…”
“Esmi , cazzo… ma come… ma perchè?…”
“Miciastra, non ce l’ha fatta, un brutto male… pensa che 10 giorni fa mi ha detto: ”Mi devo riprendere perchè fra poco ci chiama Miciastra per andare a lavorare al Torneo e noi dobbiamo essere pronte… cerca un fisioterapista, così mi fa riprendere la mobilità alle gambe… Miciastra sta per chiamare e non voglio deluderla”…”
Dovevo scriverlo, dovevo dirlo. Il mio dolore è grande.
Se n’è andata una Donna fantastica.
Una Donna.
Un solo pensiero, oltre al dolore profondo: “Ciao Eli, mia sister, sei stata grande, sei stata importante, CI sei stata ed io non ti dimenticherò mai”.
Dedicato ad Elisabetta.
Una grande donna.