Sono viva…..
Giornate intense ma fantastiche.
Adrenalina a mille e fatica alle stelle.
Quanta gente! Quante situazioni! Quanto mondo!
Incontro persone provenienti da ogni parte del mondo, vecchie glorie del passato, assisto a deliri per un autografo, vedo gente piangere nel vedere il proprio idolo, adulti che fanno di tutto per “toccare” il campione del momento. Federer, Nadal, Djocovich, Roddick… tutti idoli, per me, solo degli amici, delle persone semplici, normali.
La mia fatica di un anno è tutta qua, reale, tangibile ed è bello raccoglierne i frutti.
Inglese, francese, spagnolo… non faccio altro… parlo, parlo, parlo ed agisco…
E’ una vera fortuna poter verificare il proprio valore professionale in maniera così esplicita, vedere le persone credere in te, in quello che gli dici, affidarsi alle tua capacità, seguire i consigli, esser stimati per come vivi i rapporti umani soprattutto in situazioni in cui la calma non è decisamente di casa, in cui il potere logora proprio chi non ce l’ha.
Mi barcameno in situazioni estreme e le persone che lavorano a stretto contatto con me e che hanno almeno 10 anni di meno, mi guardano allibiti, increduli e non riescono proprio a stare al mio passo.
Io so di essere brava, so di essere una forza umana, so di avere delle capacità particolari, riesco a stare in “prima linea” senza aver paura, non mi spaventa proprio nulla e so che ce la faccio sempre, vedo i risultati e mi sento bene.
Come posso spiegare tutto questo?
Non lo so. Lavorare “dietro le quinte” è cosa per pochi eletti. E’ una dote naturale. Ed io ce l’ho.
Forse non so fare altro, ma questo si.
Mi serve questo momento, mi serve per ricredere in me, nelle mie capacità, mi serve per riacquistare forza interiore, per sentirmi migliore e viva.
Da questo punto di vista, sono una donna decisamente fortunata.
PS: l’invito è sempre valido… se volete venire agli Internazionali, fatemi un fischio!!!
Ultima domenica disponibile prima del caos… prima di buttarmi nella mischia.
E sarà una domenica all’insegna dell’estremo relax e cazzeggio, lo giuro!!!
Doccia con calma e non modello autolavaggio, cremette e cremine sul corpo, vitamine sui capelli, olietto per le doppie punte, cerettina ai baffi (ce li ho, ce li ho!!!).
Ora sto bevendo un bel bicchiere di vino rosso, ipod a volume inaccetabile, il mio gatto che mi guarda stupito…
C’è il sole, un sole bello e caldo, il cielo è celeste, fa caldo e mi metto una maglietta a maniche corte.
tra poco esco e vado a mangiare fuori, all’aria, al sole.
Aspetto InvernoMuto e so che oggi passeremo un bel pomeriggio insieme e quando lui è in buona, mi fa uccidere dalle risate.
Ed è quello che intendo fare oggi, rilassarmi, ridere, mangiare, bere, cazzeggiare e giocare a vegeto (ian, impara come si fa!!!)
E allora sai che c’è?!?…
Inizio il mio personale vegeto… ciao a tutti!!!
Sono giornate piene. Essì…uff.. uff…
Non faccio in tempo a far nulla, oltre al lavoro, lavoro, lavoro e lavoro e poi ancora lavoro…
E lavoro tanto, troppo, oltre, tutto, di più e non mi vengono in mente altre definzioni.
Non riesco a leggere i blog, non riesco più a seguire la mia “noiosissima” quotidianità, che di noioso, ora, non ha proprio nulla.
Essì, sono, saranno giorni faticosi, oltre ogni limite e, anche se stremata, devo ammetterlo, sono contenta.
Sono contenta dei traguardi che ho raggiunto, sono contenta di tutti gli sforzi che ho fatto, sono contenta di poter verificare il lavoro di un anno intero, la fatica nell’aver costruito questo puzzle pazzo che presto verrà mostrato a molti e che, purtroppo, molti non apprezzeranno fino in fondo.
Ma non fa niente.
Io so.
So che molte persone vivranno dei momenti molto belli ed io so di essere la fautrice di tutto questo.
Bello.
Accidenti se lo è.
E’ una gran bella gratificazione.
Ma sono momenti particolari, adesso, per me.
Vivo in un bailamme continuo e costante e le giornate sono realmente fatte di 24 ore.
Caos completo, stress oltre ogni limite, preoccupazioni alle stelle, nervosismo di base.
Fioccano i vaffanculo, litigate ogni minuto ma siamo alla resa dei conti e lo sappiamo tutti.
Il 3 maggio comincia la “festa” e tutto dovrà essere perfetto. O quasi, ovviamente.
Io sarò lì, H24, come diciamo noi, che significa avere una brandina sul posto.
Io sarò lì, viva più che mai, stanca più che mai, felice più che mai.
E’ la mia vita, è nel mio sangue, è misurarmi con me stessa, è gratificarmi, è sentirmi viva.
Io ci sarò, “alive and kicking”, come dicono gli inglesi, “viva e vegeta”, come diciamo noi e… se volete venire… io sarò lì… fatemi un cenno e sarà un piacere ospitarvi agli Internazionali BNL d’Italia di Tennis…
Vi aspetto…
[...grazie...]
A te che sei l’unica al mondo
L’unica ragione
Per arrivare fino in fondo
Ad ogni mio respiro
Quando ti guardo
Dopo un giorno pieno di parole
Senza che tu mi dica niente
Tutto si fa chiaro
A te che mi hai trovato
All’angolo coi pugni chiusi
Con le mie spalle contro il muro
Pronto a difendermi
Con gli occhi bassi
Stavo in fila
Con i disillusi
Tu mi hai raccolto
Come un gatto
E mi hai portato con te
A te io canto una canzone
Perchè non ho altro
Niente di meglio da offrirti
Di tutto quello che ho
Prendi il mio tempo
E la magìa
Che con un solo salto
Ci fa volare dentro l’aria
Come bollicine
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
A te che io
Ti ho visto piangere nella mia mano
Fragile che potevo ucciderti stringendoti un pò
E poi ti ho visto
Con la forza di un aeroplano
Prendere in mano la tua vita
E trascinarla in salvo
A te che mi hai insegnato i sogni
E l’arte dell’avventura
A te che credi nel coraggio
E anche nella paura
A te che sei la miglior cosa
Che mi sia successa
A te che cambi tutti i giorni
E resti sempre la stessa
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei
Essenzialmente sei
Sostanza dei sogni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che non ti piaci mai
E sei una meraviglia
Le forze della natura si concentrano in te
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
A te che sei l’unica amica
Che io posso avere
L’unico amore che vorrei
Se io non ti avessi con me
A te che hai reso la mia vita
Bella da morire
Che riesci a render la fatica
Un immenso piacere
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
E a te che sei
Semplicemente sei
Compagna dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
Sono passati già 14 anni da quella giornata in cui, mentre guardavo la televisione, il programma fu interrotto da un’edizione straordinaria tel tg che annunciava che eri stata ammazzata in un’imboscata a Mogadiscio. Sono rimasta immobile, incredula, non riuscivo a credere a quello che stavo sentendo e vedendo. Lo squillo del telefono. Mia madre, dall’altra parte della cornetta, urlava qualcosa e non riuscivo a capire…
Poi tutto è diventato tristemente reale.
E mentre continuavo ad ascoltare il tg, sinapsi velocissime percorrevano la mia mente. Momenti della nostra infanzia ed adolescenza, istanti di vita vissuti insieme.
Io e te sul cammello allo zoo, terrorizzate da quell’animale che, a quell’età, ci sembrava davvero strano.
Io e te a Piazza Navona nel periodo natalizio in braccio ad un Babbo Natale visibilmente finto.
Io e te a giocare alle signore.
Io e te con le pentoline.
Io e te con i nostri genitori le domeniche a pranzo fuori.
Io e te alle prese con la scuola e tu, più grande, che mi insegnavi a scrivere.
Io e te alle prese con le prime cotte.
Io e te e la nostra fissazione nel voler imparare le lingue. Tu l’arabo ed io l’inglese.
Io e te e l’impegno politico in quegli anni burrascosi.
Io e te ed i nostri ricordi.
Rimango l’unica depositaria di questi bei ricordi ed il fatto che oggi, se da google digito il tuo nome mi compaia la tua pagina su wikipedia… bhè… mi riempie di tristezza.
Preferisco ricordarci sul cammello allo zoo.

Mi è arrivata una email che mi ha fatto bene al cuore e voglio condividerla.
Due ragazzi (nella foto) hanno adottato un leoncino ferito e, solo quando è stato abbastanza grande, l’hanno reinserito in una riserva.
Periodo di meeting con lo staff che lavorerà a maggio.
Come ogni anno, in questo periodo faccio il famigerato “recall” (così IM è contento) a tutte le persone che hanno lavorato negli anni passati. Sono tante e le sento solo in queste occasioni ma, sembra incredibile, sono affezionata a queste persone. Alcune di esse lavorano con me da ben oltre 20 anni e si può dire che siamo cresciuti insieme. Anche se rivesto un ruolo particolare, visto che sono il loro “capo”, ho sempre mantenuto un rapporto molto semplice e totalmente democratico, basato sul rispetto reciproco e sulla collaborazione, investendo ogni persona delle proprie responsabilità e cercando di renderle autonome il più possibile anche perchè, in frangenti che io definisco di “prima linea”, credo fermamente che l’autonomia ed il libero arbitrio siano elementi essenziali per la riuscita del compito assegnato, apportando, al tempo stesso, beneficio a tutti.
Devo essere sincera e mi congratulo con me stessa perchè in questi anni ho costituito uno staff davvero eterogeneo, affidabile, forte, simpatico, composto da esseri umani meravigliosi con un range (godi IM!) che parte dalla hostess bella-coscia lunga, figa fino all’inverosimile, alta 4 metri ma anche intelligente, a persone umili, che vivono una vita semplice, che aspettano questo periodo per vivere qualcosa di diverso e che le farà sentire importanti, fino ad arrivare a persone che parlano tranquillamente 4 lingue, con una carica d’energia che nemmeno l’Enel sa di cosa sto parlando…
Essì, mi ritengo decisamente soddisfatta e voglio bene alle “mie” ragazze ed ai “miei” ragazzi, come io li definisco.
Come dicevo, in questi giorni ho fatto tante telefonate, proprio per verificare la disponibilità di tutte queste belle persone. E, puntualmente come ogni anno, ogni benedetta telefonata è durata una vita!!!
- “Ciao XXX, sono Miciastra, come stai? Come hai passato questo anno? Cosa hai fatto?”
- “Ti sei laureato/a? Che bello!”
- “Ah, hai fatto un Master in Spagna?! Bravissimo/a!!!”
- “Sei incinta!?!? Ma è fantastico!!! Maschio o femmina?”
- “Hai scritto un libro di poesie?! Dammi subito il titolo, che lo vado a comprare!”
- “Hai deciso di fare la cubista!?! Ma sei matta!?!?! …mhhh e perchè no!?! In fondo la vita è una sola e se ti diverti…”
- “Sei stato/a male!?!?! Accidenti mi dispiace… ma come stai ora? Hai risolto? Posso aiutarti?”
- “Hai deciso di sposarti? E perchè!?!?! Contro chi? (la domanda mi viene sempre troppo spontanea-ahimè)”
- “Hai conosciuto l’amore della tua vita ed ora vai a vivere in Oceania? Fantastico!!!”
- “Hai deciso di interrompere l’università per andare a raccogliere mele in Francia?!?!”
- “Accidenti, ma che ti è successo alla schiena? Ti hanno operato? Ma ora come stai?”
- “Stai con una donna sposata con tre figli!?!?! Ma la ami?!?! …e allora vai avanti”
- “Minchia, l’hai messa incinta… e ora che avete deciso di fare?”
- “Ti ha lasciato, quello stronzo e tu non riesci a vivere!?!?! Ma, tesoro mio, sei bella come il sole… guardati intorno…”
- “Hai avuto un infarto!?!? Ma alla tua età e non fumi e nemmeno bevi! Non puoi più lavorare con me? Accidenti, mi spiace da morire. Posso aiutarti?”
- “Hai trovato un lavoro fisso?!?! Wow!!! che bello!!! Sono felice per te!!!! In bocca al lupo e vieni a trovarmi!”
Essì.
Un anno.
Un anno è lungo per tutti e succedono tante cose. Per fortuna e purtroppo.
Jasmine metà italiana e metà persiana, detta anche tapparella, bella come il sole e che porta le nuove conquiste a giocare a Bingo, Stefano detto Yuri perchè è uguale a Chechi, Erica la fragile, Maila la provocante, Gaspare, l’uomo/magazzino, sempre nell’ombra, Gabriele, il mio dito al culo (mi si perdoni l’espressione) detto anche lo scassa cazzi, Diana la sorridente, Jennifer la perugina, Claudio il bello, Mario il fiscale, Cesare il vecchio, Esmeralda la dolce, Elisabetta il capitano. Marta la divoratrice, Salvatore il preciso, Laura la “avio-priva (vedi: carenza di uccello)”, Stefano il figaccione, Antonio il fotografo, Francesco il deluso-dalla-vita, Marta l’euforica, Cristina la schizofrenica, Sara, Giovanna la pazza, Marina la dolce, Paola detta Eva Braun, per l’estrema flessibilità ed elasticità mentale, Anna Tina che ingrassa e dimagrisce in continuazione… quanti nomi… quante persone… quante vite…
E queste vite mi interessano tutte, li amo tutti, mi mancano sempre tutti.
Ma sono felice se, nell’arco dell’anno, alcuni di loro si sistemano, trovano lavoro, si tranquillizzano, fanno delle scelte, realizzano dei sogni. Questo, per me, significa molto e non mi importa se non lavoreranno per me, perchè so che stanno sicuramente meglio.
Un anno.
Un anno è lungo per tutti e succedono tante cose.
Faccio l’ennesima telefonata. Ora è il turno di Elisabetta.
Elisabetta lavora con me da più di 10 anni. E’ una donna semplice, nata nel 1937, una persona che sa bene cosa significhi lavorare duramente e lo ha fatto da sempre, da quando era piccolina e lavorava nei campi. Ogni anno si fa un culo grosso come un paiolo perchè, insieme alla sorella Esmeralda, svolge un ruolo nascosto, umile, che nessuno vorrebbe fare. Lei ed Esmeralda lavano e stirano tutti gli indumenti degli atleti (e sono veramente tanti), vivendo per 20 giorni sottoterra per 900 euro lorde, in un posto decisamente tremendo, senza finestre, con lavatrici ed asciugatrici che spesso non funzionano nemmeno tanto bene. Elisabetta ed Esmeralda, le mie “sisters”, come le chiamo io da sempre, amano questo lavoro, chissà perchè, in fondo, forse perchè si sentono parte integrante di un sistema lavorativo importante, forse perchè, per una volta, tutti e dico tutti, hanno bisogno di loro. Lavorano in silenzio, in un posto dove tutti cercano di farsi notare, dove tutti hanno qualcosa da dire, solo per il gusto di farlo, solamente per farsi notare, solamente per “abusare” di un “potere” totalmente temporaneo e stupido.
Loro sono sempre là, dalle 7 del mattino alle 10 di sera, instancabili, sempre allegre, sempre sorridenti, sempre sottoterra, sempre alle prese con gente cretina ed ignorante e loro sempre, SEMPRE, sorridenti.
Due persone speciali, lo devo dire. Due Eroine in un mondo fatto di cazzate e fuochi fatui, con gente assurda che pensa solamente a “emergere”.
Chiamo Esmeralda al numero di casa poichè il cellulare, alla loro età e nella loro concezione, è cosa superflua.
Non mi risponde nessuno.
Abitano nello stesso palazzo.
Ok, chiamo Elisabetta.
“Ciao Elisabetta, sono “Miciastra”… come stai? Sei pronta per maggio?”
“Elisabetta…chi?!”
(Acc…ho sbagliato numero…)
“Sono “Miciastra”, lavoro per gli Internazionali di Tennis…. c’è Elisabetta, per favore?”
“Elisabetta?!?!?!”
“Si, Elisabetta… dovrei parlare con lei…”
“Ma… Elisabetta è morta 2 settimane fa….”
Dolore… solo dolore… solo dolore… solo dolore… solo dolore… solo dolore… solo dolore… solo dolore… solo dolore…
“Ma… come… cosa… quando… perchè?… Ma come è successo….”
(sono rimasta muta… non riuscivo a parlare…)
“Essì, sono Giulia – ci conosciamo – mia sorella è morta 2 settimane fa…”
Volevo spaccare il computer, il telefono, la scrivania, l’ufficio, lo stadio…
“Ti passo mia sorella Esmeralda…”
“Esmi , cazzo… ma come… ma perchè?…”
“Miciastra, non ce l’ha fatta, un brutto male… pensa che 10 giorni fa mi ha detto: ”Mi devo riprendere perchè fra poco ci chiama Miciastra per andare a lavorare al Torneo e noi dobbiamo essere pronte… cerca un fisioterapista, così mi fa riprendere la mobilità alle gambe… Miciastra sta per chiamare e non voglio deluderla”…”
Dovevo scriverlo, dovevo dirlo. Il mio dolore è grande.
Se n’è andata una Donna fantastica.
Una Donna.
Un solo pensiero, oltre al dolore profondo: “Ciao Eli, mia sister, sei stata grande, sei stata importante, CI sei stata ed io non ti dimenticherò mai”.
Dedicato ad Elisabetta.
Una grande donna.
Facendo la ronda quotidiana sui blog, arrivata su quello di Rob, sono stata letteralmente folorata folgorata da un suo post che riportava una citazione di tal Michel Eyquem de Montaigne.
Incuriosita dal nome e presa da un attacco di vergogna per la mia ignoranza, poichè questo nome mi era completamente sconosciuto, ho iniziato a leggere…
Da Les Essais – Libro I – cap XXXIX
“Bisogna riservarsi un retrobottega tutto nostro, del tutto indipendente, nel quale stabilire la nostra vera libertà, il nostro principale ritiro e la nostra solitudine. Là noi dobbiamo trattenerci abitualmente con noi stessi, e tanto privatamente che nessuna conversazione o comunicazione con altri vi trovi luogo; ivi discorrere e ridere come se fossimo senza moglie, senza figli e senza sostanze, senza seguito e senza servitori, affinché, quando verrà il momento di perderli, non ci riesca nuovo il farne a meno. Noi abbiamo un’anima capace di ripiegarsi in sé stessa; essa può farsi compagnia; ha i mezzi per assalire e per difendere, per ricevere e per donare; non dobbiamo temere di marcire d’ozio in questa solitudine”.
Sono rimasta in silenzio…
Non riesco a descrivere quello che queste parole mi hanno suscitato, ma posso solo dire che quello che stavo leggendo era già dentro di me.
Sono sicura che Michel Eyquem farà presto parte delle mie letture.
Grazie Rob.
E’ stata una settimana interminabile per certi aspetti e troppo sfuggente per altri. Comunque una bella settimana, ricca di cose belle ed importanti.
Ma la prossima sarà ancora più importante e mi sento pronta e forte per affrontarla. Avrò tante cose da fare, non solo dal punto di vista lavorativo.
E sono carica e positiva perchè so che tutto andrà bene.
Forza amico mio, sei forte e ce la farai.
Eppoi miciastra ti farà le fusa, Isaura ti cucinerà e pulirà casa e la tua amica non ti abbandonerà nemmeno per un secondo.
A ciascuno di voi è riservata una persona speciale. A volte ve ne vengono riservate due o tre, anche quattro.
Possono appartenere a generazioni diverse. Per ricongiungersi con voi, viaggiano attraverso gli oceani del tempo e gli spazi siderali. Vengono dall’altrove, dal cielo. Possono assumere diverse sembianze, ma il vostro cuore le riconosce. Il vostro cuore le ha già accolte come parte di sé in altri luoghi e tempi, sotto il plenilunio dei deserti d’Egitto o nelle antiche pianure della Mongolia. Avete cavalcato insieme negli eserciti di condottieri dimenticati dalla storia, avete vissuto insieme nelle grotte ricoperte di sabbia dei nostri antenati. Tra voi c’è un legame che attraversa i tempi dei tempi: non sarete mai soli.
L’intelletto può intromettersi e dire: “Io non so chi tu sia”.
Ma il cuore lo sa.
Lui ti prende la mano per la prima volta e la memoria di questo tocco trascende il tempo e fa sussultare ogni atomo del tuo essere.
Lei ti guarda negli occhi e tu vedi l’anima gemella che ti ha accompagnato attraverso i secoli. Ti senti rivoltare le viscere.
Hai la pelle d’oca.
Tutto, al di fuori di questo momento, perde importanza.
Lui può anche non riconoscerti, anche se finalmente l’hai incontrato di nuovo, anche se in effetti, non lo conosci.
Ma tu puoi sentire il legame che esiste tra voi.
Puoi vedere la carica potenziale, il futuro.
Lui forse no.
Le sue paure, il suo bagaglio intellettuale, i suoi problemi gli creano come un velo sul cuore ed egli non lascia che tu l’aiuti a dissipare quel velo. Tu t’affliggi e ti struggi e lui se ne va.
Il destino può essere così delicato.
Quando, invece, due persone si riconoscono reciprocamente, non c’è vulcano che erompa con maggiore passione.
L’energia liberata è enorme.
Il riconoscimento dell’anima gemella può essere immediato. Si avverte un’improvvisa sensazione di familiarità, di conoscere già questa persona appena incontrata, ben oltre i limiti cui arriva la mente consapevole. Di conoscerla così profondamente come di solito accade solo con i più intimi membri della famiglia. O anche di più.
E di sapere già cosa dire e come l’altro reagirà.
Nasce quindi un senso di sicurezza ed una fiducia ben più grande di quella che si potrebbe pensare di raggiungere in un solo giorno, in una settimana, in un mese.
Il riconoscimento dell’anima può essere un processo sottile e lento. All’inizio, magari solo un albore di consapevolezza, nel momento in cui il velo viene delicatamente sollevato. Non tutti sono pronti ad accogliere subito la rivelazione. C’è una progressione da rispettare e può darsi che si renda necessaria, da parte di chi lo comprende per primo, una certa pazienza.
A farti capire che ti trovi di fronte ad un tuo compagno d’anima, può essere uno sguardo, un sogno, un ricordo, un sentimento. E tale risveglio può avvenire attraverso un tocco delle mani di lui o il bacio delle labbra di lei e la tua anima balza di nuovo alla vita.
Il tocco che desta, può essere quello del tuo bambino, di un tuo genitore, di un fratello o quello di un amico vero.
Oppure può essere quello del tuo diletto, che arriva a te attraverso i secoli, per baciarti ancora una volta e per ricordarti che siete sempre insieme, fino alla fine dei tempi.
Tratto da ” Molte vite, un solo amore” di Brian Weiss, psichiatra americano, esperto in reincarnazione ed ipnosi regressiva.
Ho letto molti suoi libri, spinta da curiosità, interesse verso la materia ma stimolata anche da un non so che di romantico.
Vi lascio le sue parole.
A me fanno bene.
Per tutti coloro interessati alla suddetta tecnica, il Dott. Weiss ha uno studio privato in Florida. Qui i contatti:
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Telefono: +1 305 661 6610
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