Miagolato il 13 March 2008 - 14:21
Emozioni by Miciastra

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Mi è arrivata una email che mi ha fatto bene al cuore e voglio condividerla.

Due ragazzi (nella foto) hanno adottato un leoncino ferito e, solo quando è stato abbastanza grande, l’hanno reinserito in una riserva.

Un anno dopo sono tornati nella riserva e guardate cosa è successo

Miagolato il 5 March 2008 - 1:14
Amici, Emozioni, Mhmm, Troubles by Miciastra

Periodo di meeting con lo staff che lavorerà a maggio.

Come ogni anno, in questo periodo faccio il famigerato “recall” (così IM è contento) a tutte le persone che hanno lavorato negli anni passati. Sono tante e le sento solo in queste occasioni ma, sembra incredibile, sono affezionata a queste persone. Alcune di esse lavorano con me da ben oltre 20 anni e si può dire che siamo cresciuti insieme. Anche se rivesto un ruolo particolare, visto che sono il loro “capo”, ho sempre mantenuto un rapporto molto semplice e totalmente democratico, basato sul rispetto reciproco e sulla collaborazione, investendo ogni persona delle proprie responsabilità e cercando di renderle autonome il più possibile anche perchè, in frangenti che io definisco di “prima linea”, credo fermamente che l’autonomia ed il libero arbitrio siano elementi essenziali per la riuscita del compito assegnato, apportando, al tempo stesso, beneficio a tutti.

Devo essere sincera e mi congratulo con me stessa perchè in questi anni ho costituito uno staff davvero eterogeneo, affidabile, forte, simpatico, composto da esseri umani meravigliosi con un range (godi IM!) che parte dalla hostess bella-coscia lunga, figa fino all’inverosimile, alta 4 metri ma anche intelligente, a persone umili, che vivono una vita semplice, che aspettano questo periodo per vivere qualcosa di diverso e che le farà sentire importanti, fino ad arrivare a persone che parlano tranquillamente 4 lingue, con una carica d’energia che nemmeno l’Enel sa di cosa sto parlando…

Essì, mi ritengo decisamente soddisfatta e voglio bene alle “mie” ragazze ed ai “miei” ragazzi, come io li definisco.

Come dicevo, in questi giorni ho fatto tante telefonate, proprio per verificare la disponibilità di tutte queste belle persone. E, puntualmente come ogni anno, ogni benedetta telefonata è durata una vita!!!

- “Ciao XXX, sono Miciastra, come stai? Come hai passato questo anno? Cosa hai fatto?”

- “Ti sei laureato/a? Che bello!”

 - “Ah, hai fatto un Master in Spagna?! Bravissimo/a!!!”

 - “Sei incinta!?!? Ma è fantastico!!! Maschio o femmina?”

- “Hai scritto un libro di poesie?! Dammi subito il titolo, che lo vado a comprare!”

 - “Hai deciso di fare la cubista!?! Ma sei matta!?!?! …mhhh e perchè no!?! In fondo la vita è una sola e se ti diverti…”

 - “Sei stato/a male!?!?! Accidenti mi dispiace… ma come stai ora? Hai risolto? Posso aiutarti?”

- “Hai deciso di sposarti? E perchè!?!?! Contro chi? (la domanda mi viene sempre troppo spontanea-ahimè)”

- “Hai conosciuto l’amore della tua vita ed ora vai a vivere in Oceania? Fantastico!!!”

- “Hai deciso di interrompere l’università per andare a raccogliere mele in Francia?!?!”

- “Accidenti, ma che ti è successo alla schiena? Ti hanno operato? Ma ora come stai?”

- “Stai con una donna sposata con tre figli!?!?! Ma la ami?!?! …e allora vai avanti”

- “Minchia, l’hai messa incinta… e ora che avete deciso di fare?”

- “Ti ha lasciato, quello stronzo e tu non riesci a vivere!?!?! Ma, tesoro mio, sei bella come il sole… guardati intorno…”

- “Hai avuto un infarto!?!? Ma alla tua età e non fumi e nemmeno bevi! Non puoi più lavorare con me? Accidenti, mi spiace da morire. Posso aiutarti?”

- “Hai trovato un lavoro fisso?!?! Wow!!! che bello!!! Sono felice per te!!!! In bocca al lupo e vieni a trovarmi!”

Essì.

Un anno.

Un anno è lungo per tutti e succedono tante cose. Per fortuna e purtroppo.

Jasmine metà italiana e metà persiana, detta anche tapparella, bella come il sole e che porta le nuove conquiste a giocare a Bingo, Stefano detto Yuri perchè è uguale a Chechi, Erica la fragile, Maila la provocante, Gaspare, l’uomo/magazzino, sempre nell’ombra, Gabriele, il mio dito al culo (mi si perdoni l’espressione) detto  anche lo scassa cazzi, Diana la sorridente, Jennifer la perugina, Claudio il bello, Mario il fiscale, Cesare il vecchio, Esmeralda la dolce, Elisabetta il capitano. Marta la divoratrice, Salvatore il preciso, Laura la “avio-priva (vedi: carenza di uccello)”, Stefano  il figaccione, Antonio il fotografo, Francesco il deluso-dalla-vita, Marta l’euforica, Cristina la schizofrenica, Sara, Giovanna la pazza, Marina la dolce, Paola detta Eva Braun, per l’estrema flessibilità ed elasticità mentale, Anna Tina che ingrassa e dimagrisce in continuazione… quanti nomi… quante persone… quante vite…

E queste vite mi interessano tutte, li amo tutti, mi mancano sempre tutti.

Ma sono felice se, nell’arco dell’anno, alcuni di loro si sistemano, trovano lavoro, si tranquillizzano, fanno delle scelte, realizzano dei sogni. Questo, per me, significa molto e non mi importa se non lavoreranno per me, perchè so che stanno sicuramente meglio.

Un anno.

Un anno è lungo per tutti e succedono tante cose.

Faccio l’ennesima telefonata. Ora è il turno di Elisabetta.

Elisabetta lavora con me da più di 10 anni. E’ una donna semplice, nata nel 1937, una persona che sa bene cosa significhi lavorare duramente e lo ha fatto da sempre, da quando era piccolina e lavorava nei campi. Ogni anno si fa un culo grosso come un paiolo perchè, insieme alla sorella Esmeralda, svolge un ruolo nascosto, umile, che nessuno vorrebbe fare. Lei ed Esmeralda lavano e stirano tutti gli indumenti degli atleti (e sono veramente tanti), vivendo per 20 giorni  sottoterra per 900 euro lorde, in un posto decisamente tremendo, senza finestre, con lavatrici ed asciugatrici che spesso non funzionano nemmeno tanto bene. Elisabetta ed Esmeralda, le mie “sisters”, come le chiamo io da sempre,  amano questo lavoro, chissà perchè, in fondo, forse perchè si sentono parte integrante di un sistema lavorativo importante, forse perchè, per una volta, tutti e dico tutti, hanno bisogno di loro. Lavorano in silenzio, in un posto dove tutti cercano di farsi notare, dove tutti hanno qualcosa da dire, solo per il gusto di farlo, solamente per farsi notare, solamente per “abusare” di un “potere” totalmente temporaneo e stupido.

Loro sono sempre là, dalle 7 del mattino alle 10 di sera, instancabili, sempre allegre, sempre sorridenti, sempre sottoterra, sempre alle prese con gente cretina ed ignorante e loro sempre, SEMPRE, sorridenti.

Due persone speciali, lo devo dire. Due Eroine in un mondo fatto di cazzate e fuochi fatui, con gente assurda che pensa solamente a “emergere”.

Chiamo Esmeralda al numero di casa poichè il cellulare, alla loro età e nella loro concezione, è cosa superflua.
Non mi risponde nessuno.
Abitano nello stesso palazzo.
Ok, chiamo Elisabetta.
“Ciao Elisabetta, sono “Miciastra”… come stai? Sei pronta per maggio?”
“Elisabetta…chi?!”
(Acc…ho sbagliato numero…)

“Sono “Miciastra”, lavoro per gli Internazionali di Tennis…. c’è Elisabetta, per favore?”
“Elisabetta?!?!?!”
“Si, Elisabetta… dovrei parlare con lei…”
“Ma… Elisabetta è morta 2 settimane fa….”

Dolore… solo dolore… solo dolore… solo dolore… solo dolore… solo dolore… solo dolore… solo dolore… solo dolore…

“Ma… come… cosa… quando… perchè?… Ma come è successo….”
(sono rimasta muta… non riuscivo a parlare…)
“Essì, sono Giulia - ci conosciamo - mia sorella è morta 2 settimane fa…”
Volevo spaccare il computer, il telefono, la scrivania, l’ufficio, lo stadio…
“Ti passo mia sorella Esmeralda…”
“Esmi , cazzo… ma come… ma perchè?…”
“Miciastra, non ce l’ha fatta, un brutto male… pensa che 10 giorni fa mi ha detto: ”Mi devo riprendere perchè fra poco ci chiama Miciastra per andare a lavorare al Torneo e noi dobbiamo essere pronte… cerca un fisioterapista, così mi fa riprendere la mobilità alle gambe… Miciastra sta per chiamare e non voglio deluderla”…”

Dovevo scriverlo, dovevo dirlo. Il mio dolore è grande.

Se n’è andata una Donna fantastica.

Una Donna.

Un solo pensiero, oltre al dolore profondo: “Ciao Eli, mia sister, sei stata grande, sei stata importante, CI sei stata ed io non ti dimenticherò mai”.

Dedicato ad Elisabetta.

Una grande donna.

Miagolato il 1 March 2008 - 13:09
Amici, Emozioni by Miciastra

Facendo la ronda quotidiana sui blog, arrivata su quello di Rob, sono stata letteralmente folorata folgorata da un suo post che riportava una citazione di tal Michel Eyquem de Montaigne.

Incuriosita dal nome e presa da un attacco di vergogna per la mia ignoranza, poichè questo nome mi era completamente sconosciuto, ho iniziato a leggere…

Da Les Essais - Libro I  - cap XXXIX

“Bisogna riservarsi un retrobottega tutto nostro, del tutto indipendente, nel quale stabilire la nostra vera libertà, il nostro principale ritiro e la nostra solitudine. Là noi dobbiamo trattenerci abitualmente con noi stessi, e tanto privatamente che nessuna conversazione o comunicazione con altri vi trovi luogo; ivi discorrere e ridere come se fossimo senza moglie, senza figli e senza sostanze, senza seguito e senza servitori, affinché, quando verrà il momento di perderli, non ci riesca nuovo il farne a meno. Noi abbiamo un’anima capace di ripiegarsi in sé stessa; essa può farsi compagnia; ha i mezzi per assalire e per difendere, per ricevere e per donare; non dobbiamo temere di marcire d’ozio in questa solitudine”.

Sono rimasta in silenzio…

Non riesco a descrivere quello che queste parole mi hanno suscitato, ma posso solo dire che quello che stavo leggendo era già dentro di me.

Sono sicura che Michel Eyquem farà presto parte delle mie letture.

Grazie Rob.

Miagolato il 25 February 2008 - 1:10
Amici, Emozioni by Miciastra

E’ stata una settimana interminabile per certi aspetti e troppo sfuggente per altri. Comunque una bella settimana, ricca di cose belle ed importanti.

Ma la prossima sarà ancora più importante e mi sento pronta e forte per affrontarla. Avrò tante cose da fare, non solo dal punto di vista lavorativo.

E sono carica e positiva perchè so che tutto andrà bene.

Forza amico mio, sei forte e ce la farai.

Eppoi miciastra ti farà le fusa, Isaura ti cucinerà e pulirà casa e la tua amica non ti abbandonerà nemmeno per un secondo.

Miagolato il 11 February 2008 - 14:54
Emozioni, Libri by Miciastra

A ciascuno di voi è riservata una persona speciale. A volte ve ne vengono riservate due o tre, anche quattro.
Possono appartenere a generazioni diverse. Per ricongiungersi con voi, viaggiano attraverso gli oceani del tempo e gli spazi siderali. Vengono dall’altrove, dal cielo. Possono assumere diverse sembianze, ma il vostro cuore le riconosce. Il vostro cuore le ha già accolte come parte di sé in altri luoghi e tempi, sotto il plenilunio dei deserti d’Egitto o nelle antiche pianure della Mongolia. Avete cavalcato insieme negli eserciti di condottieri dimenticati dalla storia, avete vissuto insieme nelle grotte ricoperte di sabbia dei nostri antenati. Tra voi c’è un legame che attraversa i tempi dei tempi: non sarete mai soli.
L’intelletto può intromettersi e dire: “Io non so chi tu sia”.

Ma il cuore lo sa.

Lui ti prende la mano per la prima volta e la memoria di questo tocco trascende il tempo e fa sussultare ogni atomo del tuo essere.
Lei ti guarda negli occhi e tu vedi l’anima gemella che ti ha accompagnato attraverso i secoli. Ti senti rivoltare le viscere.
Hai la pelle d’oca.
Tutto, al di fuori di questo momento, perde importanza.
Lui può anche non riconoscerti, anche se finalmente l’hai incontrato di nuovo, anche se in effetti, non lo conosci.
Ma tu puoi sentire il legame che esiste tra voi.
Puoi vedere la carica potenziale, il futuro.
Lui forse no.
Le sue paure, il suo bagaglio intellettuale, i suoi problemi gli creano come un velo sul cuore ed egli non lascia che tu l’aiuti a dissipare quel velo. Tu t’affliggi e ti struggi e lui se ne va.

Il destino può essere così delicato.

Quando, invece, due persone si riconoscono reciprocamente, non c’è vulcano che erompa con maggiore passione.

L’energia liberata è enorme.

Il riconoscimento dell’anima gemella può essere immediato. Si avverte un’improvvisa sensazione di familiarità, di conoscere già questa persona appena incontrata, ben oltre i limiti cui arriva la mente consapevole. Di conoscerla così profondamente come di solito accade solo con i più intimi membri della famiglia. O anche di più.
E di sapere già cosa dire e come l’altro reagirà.
Nasce quindi un senso di sicurezza ed una fiducia ben più grande di quella che si potrebbe pensare di raggiungere in un solo giorno, in una settimana, in un mese.
Il riconoscimento dell’anima può essere un processo sottile e lento. All’inizio, magari solo un albore di consapevolezza, nel momento in cui il velo viene delicatamente sollevato. Non tutti sono pronti ad accogliere subito la rivelazione. C’è una progressione da rispettare e può darsi che si renda necessaria, da parte di chi lo comprende per primo, una certa pazienza.
A farti capire che ti trovi di fronte ad un tuo compagno d’anima, può essere uno sguardo, un sogno, un ricordo, un sentimento. E tale risveglio può avvenire attraverso un tocco delle mani di lui o il bacio delle labbra di lei e la tua anima balza di nuovo alla vita.
Il tocco che desta, può essere quello del tuo bambino, di un tuo genitore, di un fratello o quello di un amico vero.
Oppure può essere quello del tuo diletto, che arriva a te attraverso i secoli, per baciarti ancora una volta e per ricordarti che siete sempre insieme, fino alla fine dei tempi.

Tratto da ” Molte vite, un solo amore” di Brian Weiss, psichiatra americano, esperto in reincarnazione ed ipnosi regressiva.

Ho letto molti suoi libri, spinta da curiosità, interesse verso la materia ma stimolata anche da un non so che di romantico.

Vi lascio le sue parole.

A me fanno bene.

 

Per tutti coloro interessati alla suddetta tecnica, il Dott. Weiss ha uno studio privato in Florida. Qui i contatti:
The Weiss Institute
6701 Sunset Drive, Suite 201
Miami, Florida 33143
Telefono: +1 305 661 6610
Fax: + 1 305 661 5311

Miagolato il 1 February 2008 - 2:14
Emozioni, Mhmm, Pensieri by Miciastra

Fa parte del mio lavoro.
Lo so bene.
Sono anni che faccio sempre le stesse cose.
E lo so fare bene.
So di essere brava.
Generalmente sono una persona modesta, ma so di essere brava. E non poco. Ma non perchè io sia  intelligente, solamente per esperienza.
In tutti questi anni ho acquisito un certo savoir faire, leggo la gente e so dove posso arrivare.

E soprattutto dove non posso.

In tutti questi anni ho vissuto situazioni pazzesche, confrontandomi sempre con la realtà territoriali. E’  vita ed esperienza. Milano, Livorno, Rimini, Teramo, Palermo, Reggio Calabria, Follonica, Prato e che ne so… tutta Italia, più o meno.
Ogni volta che arrivo in un posto, devo, per forza di cose, “lavorare” con il territorio che ho davanti.

Quanti anni sono?

Tanti, davvero.

Ho imparato a leggere le realtà, a non intaccare gli equilibri, ad ottenere le cose con garbo e decisione.
A Reggio Calabria sono andata a sdoganare del materiale con una persona che ha dovuto tirar fuori la pistola per ottenere del materiale che era “sparito”.
A Livorno per poco non mi arrestano per aver detto certe cose alla polizia, a Teramo non ho potuto organizzare cose semplicissime perchè non “autorizzate” preventivamente, a Rimini hanno chiesto l’intervento della forza pubblica per una situazione veramente banale.

Io lo so.

Io so che ogni città vive le proprie realtà.

Ed io mi confronto ogni volta e riesco ad ottenere quello che voglio, senza alterare gli equilibri.
Sono sempre molto preparata nel dovermi amalgamare con le realtà locali.
L’altro giorno sono andata al Comune di Napoli per organizzare la cerimonia di sorteggio per l’incontro di Fed Cup (la Coppa Davis al femminie) tra Italia e Spagna che si disputerà questo fine settimana.
La ITF (International Tennis Federation) detiene tutti i diritti organizzativi e tecnici, per cui io devo organizzare gli eventi, utilizzando il protocollo internazionale.
E questo protocollo è prettamente inglese, in tutto e per tutto.
E’ stato un incubo.
Alle 12 avevo appuntamento con l’adetto a non so cosa (amico di uno degli organizzatori locali) che mi doveva “introdurre” al capo del cerimoniale del Comune di Napoli, per poi arrivare direttamente alla Segreteria del Sindaco…
Un giro fantasmagorico, insomma.

Ma io lo so, sono abituata a tutto questo.

Ogni volta mi rassegno ed innesco dei meccanismi meramente di pubbliche relazioni.

E’ il mio lavoro.

Entro nel palazzo del Comune, mi metto in contatto con il mio “uomo all’Avana”, passo per ben 15 uffici addetti a no so quali protocolli , oltrepasso dei varchi praticamente invalicabili ed arrivo al Capo del Cerimoniale della Segreteria del Sindaco.

Arriviamo alla sala preposta, indico le necessità ed il protocollo del cerimoniale internazionale ed improvvisamente mi trovo in una situazione paradossale: comunico che il Giudice Arbitro della manifestazione deve necessariamente sedere al centro della tavola degli oratori e da qui… il baratro…

Il Capo del Cerimoniale mi attacca dicendo che su “quella” sedia potrà sedersi solamente il Sindaco, che loro devono seguire un “loro” cerimoniale, che noi siamo ospiti (e non è vero) e che dobbiamo fare cosi, altrimenti….

(minchia…altrimenti cosa?!?!)

Io mi ritengo una persona fondamentalmente ben educata e curo le pubbliche relazioni da una vita ma, di fronte a cotanta arroganza, non ci ho più visto ed ho formulato la seguente domanda: “Perchè lei e così arrogante con me, visto che sono qui per farvi un piacere e che, oltretutto sono una signora e nemmeno ci conosciamo?”

I leccaculo intorno a noi (e ce n’erano ben 5) sono sbiancati ed il silenzio ha regnato per ben 10, lunghissimi secondi….

“No, sa, signora … qui noi dettiamo le regole, qui noi facciamo come ci pare, qui noi decidiamo ed abbiamo  nostro protocollo, il Sindaco deve sedere su QUELLA sedia, qui si fa così… qui…. bla, bla, bla, bla….”

Ero fuori di me, ma, l’esperienza mi ha fatto gestire questa situazione in un certo modo….

Riesco a concludere il protocollo del cerimoniale e me ne vado, soddisfatta del mio operato che, ancora una volta, aveva raggiunto gli obiettivi preposti,

Ma, accidenti, ma… da qui, si è scatenato il mondo!!!!

Ripercussioni politiche, ricatti che non sto a dire, telefonate al mondo intero, ricatti a livello economico… e non solo.

Tutto questo per una sedia. La sedia del Sindaco. Per chi doveva sedere su “quella” sedia in una manifestazione sportiva che nulla aveva a che fare con la politica, strano a dirsi…

Domani mattina alle 12 dovrò affrontare le conseguenze di tutto questo.

Ma una domanda mi nasce veramente spontanea: con tutto questo casino che c’è qui, e ce n’è davvero tanto, è mai possibile che ci si possa soffermare su una cosa banale come questa, tanto da far nascere un casino “politico” e di conseguenza economico?

Devo dire una cosa, la devo dire assolutamente e so che mi farò dei nemici…. ma perchè il vesuvio non erutta più?
Una bella colata e e poi ci costruiamo Disneyand (che, oltretutto Amelia la fattucchiera si troverebbe nel suo habitat naturale…)

E’ uno sfogo, lo so, ma vivo delle sitazioni veramente particolari ed ho ancora un’anima pura, malgrado la maggiore età e non riesco ad adeguarmi a situazioni simili.

Proprio non ce la faccio.

Domani sarà una giornata particolare.

Accidenti.

Ed io farò buon viso a cattiva sorte.

Ma l’immondizia rimane.

Ma siamo deciamente un popolo di artisti e navigatori…

Mah…

Miagolato il 19 January 2008 - 10:27
Amici, Emozioni by Miciastra

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The content is no longer available

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Vaniglia ha chiuso il suo blog. Mi spiace molto. La lascerò lo stesso nel mio blogroll, forse, chissà un giorno…

Miagolato il 15 January 2008 - 0:34
Amici, Emozioni, Zampette by Miciastra

[Ore 21.30 - Scatta il piano diabolico…] 

IM - Dobbiamo chiamare… assolutamente…
M - Si, dai… ma cosa le diciamo?
IM - Beh, dobbiamo inventarci qualcosa… mmm…
M - Per esempio?
IM - Potremmo dire che siamo… dai, lascia fare a me…
M - No dai, deve essere fatta bene e poi con il tuo cellulare perchè il mio ce l’ha in memoria… Potremmo dirle che siamo della Vodafone…
IM - No, a quest’ora… da un cellulare poi…
M - Già, hai ragione… E allora cose le diciamo?
IM - Lei è Notaio, potremmo chiamare dicendo che il suo numero ce lo ha dato il Dott. Ferrari di Roma e che vorremmo vendere delle proprietà in Sicilia…
M - Perfetto!!! Mi raccomando, sii convincente!

34XXXXXXX… DRIN DRIN DRIN DRIN DRIN DRIN

[Vivavoce attivato] 

P - PrOOOnto… chi pAAArla?
IM - Notaio XXXXXXXX?
[Miciastra è già piegata in due dalle risate]
P - [Con tipico accento della Val di Susa] Si, chi pAAArlA?
IM - Mi scusi l’ora ma ho avuto il suo numero dal Dott. Ferrari di Roma… [Cazzo sono? Ah, si!] Sono il Dott. De Rossi…
P - Si, mi dicAAA…
IM - Io avrei la necessità di movimentare degli immobili in Sicilia… fare qualche operazione e vorrei fissare un appuntamento con lei… [Ghghgh…]
P - Si, potrem…
IM - Lei esercita su Palermo, vero?
P - No, su AgrigEEEnto!!!
IM - Ma lei sarebbe disponibile comunque a seguirmi?
P - Eventualmente le dò il numero di un cOOOllega perchè blaaa, blaaa, blaaa, blaaa e poi bl…
IM - [A bruciapelo] Ma tu mi vuoi ancora bene?
[Silenzio di tomba. Passano 5 lunghi, interminabili secondi…]
P - … … … Ma… chi pAAArla?
IM - Ma mi vuoi ancora bene o no?
[Miciastra è praticamente senza fiato]
P - Ma chi è?
IM - Io aspetto ancora le 12 zoccEHM… stangone russe…
M - Ciao PRESCIA… siamo Miciastra ed InvernoMuto!!! Ci sei cascata, eh?
P - MinchiAAA ragAAAzzi!!! Ciaooo… Accidenti ho il cellulare scarico ed ho paura che…blaaa, blaaa, blaaa, blaaa e poi ancora blaaa… MinchiAAA che soPPreAAA….
IM +M - Come stai? Hai visto che sorpresa?
P - Siii…che beeello! Come state?
IM+M - Noi bene e tu?
P: IOOO bEEEne… Ma - accidenti [Giuro, stavolta non ha detto “MinchiAAA”] - ho il cellulare che mi si sta scaricando e non vorrei cadesse la telefonata… MinchiAAA che bEEEllo sentirvi!
IM+M - Si, abbiamo pensato di farti una sorpresa… Ma quando vieni a Roma?
P - Eh, dovrei venire alla fine del mese e…
M - No, ti prego… in quel periodo io sarò a Napoli!
P - Eh… vedrai che poi sarà a febbraio…
IM+M - Ci dobbiamo assolutamente vedere!
IM - Dovete venire su in 13!!! Te e le 12 russe!!!
P - Si, te le porterò, non preoccupAAArti! [Credice… credice… ]
M - Prescia, dai… ci dobbiamo vedere!!!
P - Si, vengo presto a Roma, che bEEEllo ragazzi avervi sentito!!!! Ora vado a cena che ho una fame tremenda!!!
IM+M - Ciao Prescia bella, ci sentiamo presto!!!
P - Siii… ciao ragazzi!!!

_________

Abbiamo trasmesso:

A PHONE CALL - Pseudo consulenze notarili 

(Due Atti)

 

MICIASTRA - Come far nascere un’amicizia attraverso il web: Istruzioni per l’uso.

INVERNOMUTO - Le buone emozioni costano meno di 30 centesimi…

Miagolato il 14 January 2008 - 21:27
Emozioni, Sprazzi, musica mia by Miciastra

Nel fitto imbroglio dei capelli tu seduto lì di fronte
con quel sorriso dei tuoi migliori, dei tuoi più belli
Con gli occhi dritti pungenti come spine, “rovine”
lunghi ricordi sfuggenti, determinazione
con gli occhi assassini (oppure “delle orche assassine” )
Segnali morse restituiti al mittente
cercando l’espediente, sottintesa conclusione di un affare allettante

 non siamo qui per niente e…
Tu cosa prendi? Che fame, da dove iniziare? “Ordino Prima Io”
per cominciare soltanto un piccolo assaggio, leggero passaggio
“Come Leggera Son Io”
Un appetibile bacio con un abbraccio e poi, adagio,
libero come un selvaggio altro che stare a guardarti
ma al gioco delle parti…
Sali o non sali come quotazioni in borsa
non saranno i colpetti di tosse a fermare la corsa
Campioni di slalom vicini all’argomento “già sento”
che lo so, che lo sai, che lo sai, che lo so, ci siamo dentro o….
Cos’altro prendi? Che fame, cosa gustare? “Ordino Prima Io”
per continuare un delizioso contorno, giocandoci intorno
“Come Leggera Son Io”
il dolce senza l’amaro e allora giù piano, piano
libero e molto piu’ piano ma devo ancora aspettarti
al gioco delle parti….

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Miagolato il 9 January 2008 - 21:12
Emozioni, Riflessioni by Miciastra

In questi giorni in televisione ”gira” uno spot che mi ha colpito abbastanza.
Il testo è di Peter Bichsel, scrittore tedesco e la parte musicale è di Jon Brion.

Spot simpatico, piuttosto allegro e romantico, che invita a riscoprire i buoni sentimenti, la spontaneità, gli affetti, la genuinità, la semplicità e le emozioni.

Unica nota stonata è il claim pubblicitario che riporta quanto segue: “Semplici, autentici, curiosi. Solo così si avverano i sogni”, ma non è così che si avverano.

Per quelli ci vuole sicuramente curiosità, ma anche tenacia, impegno, fatica, dedizione, perseveranza, attenzione, capacità, desiderio e una discreta dose di fortuna.

Vabbè, lascio perdere.

Preferisco guardare i volti di questi bambini, assaporarne la spontaneità, la genuinità, i sorrisi ed ascoltare le parole che Bichsel ha poeticamente scritto, raccontando una storia meravigliosa…

“C’era un bambino che chiamava le persone gli “hello”, i ciao.
Quindi non diceva: “Guarda quell’uomo”, ma diceva invece: “Guarda quello hello” o diceva:”E’ venuto uno hello”, “c’è uno hello alla porta”.
Il motivo era semplicemente che sentiva suo padre dire alla gente: “Hello”.
Se si dice tavolo a un tavolo e sedia a una sedia, allora quelli a cui si dice “hello” devono essere gli Hellos.
Quello che mi piace di questa storia è che gli Hellos sono molto più simpatici de “la gente”.
Mi sembra che gli Hellos siano molto più dotati delle qualità semplici e comuni in un uomo.
Gli Hellos sono una sorta di speranza.
L’unica cosa che devi fare è diventare un hello.
E’ semplicissimo: basta guardare le cose con occhi nuovi”.

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