Miagolato il 11 February 2008 - 14:54
Emozioni, Libri by Miciastra

A ciascuno di voi è riservata una persona speciale. A volte ve ne vengono riservate due o tre, anche quattro.
Possono appartenere a generazioni diverse. Per ricongiungersi con voi, viaggiano attraverso gli oceani del tempo e gli spazi siderali. Vengono dall’altrove, dal cielo. Possono assumere diverse sembianze, ma il vostro cuore le riconosce. Il vostro cuore le ha già accolte come parte di sé in altri luoghi e tempi, sotto il plenilunio dei deserti d’Egitto o nelle antiche pianure della Mongolia. Avete cavalcato insieme negli eserciti di condottieri dimenticati dalla storia, avete vissuto insieme nelle grotte ricoperte di sabbia dei nostri antenati. Tra voi c’è un legame che attraversa i tempi dei tempi: non sarete mai soli.
L’intelletto può intromettersi e dire: “Io non so chi tu sia”.

Ma il cuore lo sa.

Lui ti prende la mano per la prima volta e la memoria di questo tocco trascende il tempo e fa sussultare ogni atomo del tuo essere.
Lei ti guarda negli occhi e tu vedi l’anima gemella che ti ha accompagnato attraverso i secoli. Ti senti rivoltare le viscere.
Hai la pelle d’oca.
Tutto, al di fuori di questo momento, perde importanza.
Lui può anche non riconoscerti, anche se finalmente l’hai incontrato di nuovo, anche se in effetti, non lo conosci.
Ma tu puoi sentire il legame che esiste tra voi.
Puoi vedere la carica potenziale, il futuro.
Lui forse no.
Le sue paure, il suo bagaglio intellettuale, i suoi problemi gli creano come un velo sul cuore ed egli non lascia che tu l’aiuti a dissipare quel velo. Tu t’affliggi e ti struggi e lui se ne va.

Il destino può essere così delicato.

Quando, invece, due persone si riconoscono reciprocamente, non c’è vulcano che erompa con maggiore passione.

L’energia liberata è enorme.

Il riconoscimento dell’anima gemella può essere immediato. Si avverte un’improvvisa sensazione di familiarità, di conoscere già questa persona appena incontrata, ben oltre i limiti cui arriva la mente consapevole. Di conoscerla così profondamente come di solito accade solo con i più intimi membri della famiglia. O anche di più.
E di sapere già cosa dire e come l’altro reagirà.
Nasce quindi un senso di sicurezza ed una fiducia ben più grande di quella che si potrebbe pensare di raggiungere in un solo giorno, in una settimana, in un mese.
Il riconoscimento dell’anima può essere un processo sottile e lento. All’inizio, magari solo un albore di consapevolezza, nel momento in cui il velo viene delicatamente sollevato. Non tutti sono pronti ad accogliere subito la rivelazione. C’è una progressione da rispettare e può darsi che si renda necessaria, da parte di chi lo comprende per primo, una certa pazienza.
A farti capire che ti trovi di fronte ad un tuo compagno d’anima, può essere uno sguardo, un sogno, un ricordo, un sentimento. E tale risveglio può avvenire attraverso un tocco delle mani di lui o il bacio delle labbra di lei e la tua anima balza di nuovo alla vita.
Il tocco che desta, può essere quello del tuo bambino, di un tuo genitore, di un fratello o quello di un amico vero.
Oppure può essere quello del tuo diletto, che arriva a te attraverso i secoli, per baciarti ancora una volta e per ricordarti che siete sempre insieme, fino alla fine dei tempi.

Tratto da ” Molte vite, un solo amore” di Brian Weiss, psichiatra americano, esperto in reincarnazione ed ipnosi regressiva.

Ho letto molti suoi libri, spinta da curiosità, interesse verso la materia ma stimolata anche da un non so che di romantico.

Vi lascio le sue parole.

A me fanno bene.

 

Per tutti coloro interessati alla suddetta tecnica, il Dott. Weiss ha uno studio privato in Florida. Qui i contatti:
The Weiss Institute
6701 Sunset Drive, Suite 201
Miami, Florida 33143
Telefono: +1 305 661 6610
Fax: + 1 305 661 5311

Miagolato il 1 February 2008 - 2:14
Emozioni, Mhmm, Pensieri by Miciastra

Fa parte del mio lavoro.
Lo so bene.
Sono anni che faccio sempre le stesse cose.
E lo so fare bene.
So di essere brava.
Generalmente sono una persona modesta, ma so di essere brava. E non poco. Ma non perchè io sia  intelligente, solamente per esperienza.
In tutti questi anni ho acquisito un certo savoir faire, leggo la gente e so dove posso arrivare.

E soprattutto dove non posso.

In tutti questi anni ho vissuto situazioni pazzesche, confrontandomi sempre con la realtà territoriali. E’  vita ed esperienza. Milano, Livorno, Rimini, Teramo, Palermo, Reggio Calabria, Follonica, Prato e che ne so… tutta Italia, più o meno.
Ogni volta che arrivo in un posto, devo, per forza di cose, “lavorare” con il territorio che ho davanti.

Quanti anni sono?

Tanti, davvero.

Ho imparato a leggere le realtà, a non intaccare gli equilibri, ad ottenere le cose con garbo e decisione.
A Reggio Calabria sono andata a sdoganare del materiale con una persona che ha dovuto tirar fuori la pistola per ottenere del materiale che era “sparito”.
A Livorno per poco non mi arrestano per aver detto certe cose alla polizia, a Teramo non ho potuto organizzare cose semplicissime perchè non “autorizzate” preventivamente, a Rimini hanno chiesto l’intervento della forza pubblica per una situazione veramente banale.

Io lo so.

Io so che ogni città vive le proprie realtà.

Ed io mi confronto ogni volta e riesco ad ottenere quello che voglio, senza alterare gli equilibri.
Sono sempre molto preparata nel dovermi amalgamare con le realtà locali.
L’altro giorno sono andata al Comune di Napoli per organizzare la cerimonia di sorteggio per l’incontro di Fed Cup (la Coppa Davis al femminie) tra Italia e Spagna che si disputerà questo fine settimana.
La ITF (International Tennis Federation) detiene tutti i diritti organizzativi e tecnici, per cui io devo organizzare gli eventi, utilizzando il protocollo internazionale.
E questo protocollo è prettamente inglese, in tutto e per tutto.
E’ stato un incubo.
Alle 12 avevo appuntamento con l’adetto a non so cosa (amico di uno degli organizzatori locali) che mi doveva “introdurre” al capo del cerimoniale del Comune di Napoli, per poi arrivare direttamente alla Segreteria del Sindaco…
Un giro fantasmagorico, insomma.

Ma io lo so, sono abituata a tutto questo.

Ogni volta mi rassegno ed innesco dei meccanismi meramente di pubbliche relazioni.

E’ il mio lavoro.

Entro nel palazzo del Comune, mi metto in contatto con il mio “uomo all’Avana”, passo per ben 15 uffici addetti a no so quali protocolli , oltrepasso dei varchi praticamente invalicabili ed arrivo al Capo del Cerimoniale della Segreteria del Sindaco.

Arriviamo alla sala preposta, indico le necessità ed il protocollo del cerimoniale internazionale ed improvvisamente mi trovo in una situazione paradossale: comunico che il Giudice Arbitro della manifestazione deve necessariamente sedere al centro della tavola degli oratori e da qui… il baratro…

Il Capo del Cerimoniale mi attacca dicendo che su “quella” sedia potrà sedersi solamente il Sindaco, che loro devono seguire un “loro” cerimoniale, che noi siamo ospiti (e non è vero) e che dobbiamo fare cosi, altrimenti….

(minchia…altrimenti cosa?!?!)

Io mi ritengo una persona fondamentalmente ben educata e curo le pubbliche relazioni da una vita ma, di fronte a cotanta arroganza, non ci ho più visto ed ho formulato la seguente domanda: “Perchè lei e così arrogante con me, visto che sono qui per farvi un piacere e che, oltretutto sono una signora e nemmeno ci conosciamo?”

I leccaculo intorno a noi (e ce n’erano ben 5) sono sbiancati ed il silenzio ha regnato per ben 10, lunghissimi secondi….

“No, sa, signora … qui noi dettiamo le regole, qui noi facciamo come ci pare, qui noi decidiamo ed abbiamo  nostro protocollo, il Sindaco deve sedere su QUELLA sedia, qui si fa così… qui…. bla, bla, bla, bla….”

Ero fuori di me, ma, l’esperienza mi ha fatto gestire questa situazione in un certo modo….

Riesco a concludere il protocollo del cerimoniale e me ne vado, soddisfatta del mio operato che, ancora una volta, aveva raggiunto gli obiettivi preposti,

Ma, accidenti, ma… da qui, si è scatenato il mondo!!!!

Ripercussioni politiche, ricatti che non sto a dire, telefonate al mondo intero, ricatti a livello economico… e non solo.

Tutto questo per una sedia. La sedia del Sindaco. Per chi doveva sedere su “quella” sedia in una manifestazione sportiva che nulla aveva a che fare con la politica, strano a dirsi…

Domani mattina alle 12 dovrò affrontare le conseguenze di tutto questo.

Ma una domanda mi nasce veramente spontanea: con tutto questo casino che c’è qui, e ce n’è davvero tanto, è mai possibile che ci si possa soffermare su una cosa banale come questa, tanto da far nascere un casino “politico” e di conseguenza economico?

Devo dire una cosa, la devo dire assolutamente e so che mi farò dei nemici…. ma perchè il vesuvio non erutta più?
Una bella colata e e poi ci costruiamo Disneyand (che, oltretutto Amelia la fattucchiera si troverebbe nel suo habitat naturale…)

E’ uno sfogo, lo so, ma vivo delle sitazioni veramente particolari ed ho ancora un’anima pura, malgrado la maggiore età e non riesco ad adeguarmi a situazioni simili.

Proprio non ce la faccio.

Domani sarà una giornata particolare.

Accidenti.

Ed io farò buon viso a cattiva sorte.

Ma l’immondizia rimane.

Ma siamo deciamente un popolo di artisti e navigatori…

Mah…

Miagolato il 19 January 2008 - 10:27
Amici, Emozioni by Miciastra

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Vaniglia ha chiuso il suo blog. Mi spiace molto. La lascerò lo stesso nel mio blogroll, forse, chissà un giorno…

Miagolato il 15 January 2008 - 0:34
Amici, Emozioni, Zampette by Miciastra

[Ore 21.30 - Scatta il piano diabolico...] 

IM - Dobbiamo chiamare… assolutamente…
M - Si, dai… ma cosa le diciamo?
IM - Beh, dobbiamo inventarci qualcosa… mmm…
M - Per esempio?
IM - Potremmo dire che siamo… dai, lascia fare a me…
M – No dai, deve essere fatta bene e poi con il tuo cellulare perchè il mio ce l’ha in memoria… Potremmo dirle che siamo della Vodafone…
IM - No, a quest’ora… da un cellulare poi…
M - Già, hai ragione… E allora cose le diciamo?
IM - Lei è Notaio, potremmo chiamare dicendo che il suo numero ce lo ha dato il Dott. Ferrari di Roma e che vorremmo vendere delle proprietà in Sicilia…
M - Perfetto!!! Mi raccomando, sii convincente!

34XXXXXXX… DRIN DRIN DRIN DRIN DRIN DRIN

[Vivavoce attivato] 

P - PrOOOnto… chi pAAArla?
IM - Notaio XXXXXXXX?
[Miciastra è già piegata in due dalle risate]
P - [Con tipico accento della Val di Susa] Si, chi pAAArlA?
IM - Mi scusi l’ora ma ho avuto il suo numero dal Dott. Ferrari di Roma… [Cazzo sono? Ah, si!] Sono il Dott. De Rossi…
P - Si, mi dicAAA…
IM - Io avrei la necessità di movimentare degli immobili in Sicilia… fare qualche operazione e vorrei fissare un appuntamento con lei… [Ghghgh...]
P - Si, potrem…
IM - Lei esercita su Palermo, vero?
P - No, su AgrigEEEnto!!!
IM - Ma lei sarebbe disponibile comunque a seguirmi?
P - Eventualmente le dò il numero di un cOOOllega perchè blaaa, blaaa, blaaa, blaaa e poi bl…
IM - [A bruciapelo] Ma tu mi vuoi ancora bene?
[Silenzio di tomba. Passano 5 lunghi, interminabili secondi...]
P - … … … Ma… chi pAAArla?
IM - Ma mi vuoi ancora bene o no?
[Miciastra è praticamente senza fiato]
P - Ma chi è?
IM - Io aspetto ancora le 12 zoccEHM… stangone russe…
M - Ciao PRESCIA… siamo Miciastra ed InvernoMuto!!! Ci sei cascata, eh?
P - MinchiAAA ragAAAzzi!!! Ciaooo… Accidenti ho il cellulare scarico ed ho paura che…blaaa, blaaa, blaaa, blaaa e poi ancora blaaa… MinchiAAA che soPPreAAA….
IM +M – Come stai? Hai visto che sorpresa?
P - Siii…che beeello! Come state?
IM+M - Noi bene e tu?
P: IOOO bEEEne… Ma - accidenti [Giuro, stavolta non ha detto "MinchiAAA"] - ho il cellulare che mi si sta scaricando e non vorrei cadesse la telefonata… MinchiAAA che bEEEllo sentirvi!
IM+M - Si, abbiamo pensato di farti una sorpresa… Ma quando vieni a Roma?
P - Eh, dovrei venire alla fine del mese e…
M - No, ti prego… in quel periodo io sarò a Napoli!
P - Eh… vedrai che poi sarà a febbraio…
IM+M - Ci dobbiamo assolutamente vedere!
IM - Dovete venire su in 13!!! Te e le 12 russe!!!
P - Si, te le porterò, non preoccupAAArti! [Credice... credice... ]
M - Prescia, dai… ci dobbiamo vedere!!!
P - Si, vengo presto a Roma, che bEEEllo ragazzi avervi sentito!!!! Ora vado a cena che ho una fame tremenda!!!
IM+M - Ciao Prescia bella, ci sentiamo presto!!!
P - Siii… ciao ragazzi!!!

_________

Abbiamo trasmesso:

A PHONE CALL – Pseudo consulenze notarili 

(Due Atti)

 

MICIASTRA - Come far nascere un’amicizia attraverso il web: Istruzioni per l’uso.

INVERNOMUTO – Le buone emozioni costano meno di 30 centesimi…

Miagolato il 14 January 2008 - 21:27
Emozioni, Sprazzi, musica mia by Miciastra

Nel fitto imbroglio dei capelli tu seduto lì di fronte
con quel sorriso dei tuoi migliori, dei tuoi più belli
Con gli occhi dritti pungenti come spine, “rovine”
lunghi ricordi sfuggenti, determinazione
con gli occhi assassini (oppure “delle orche assassine” )
Segnali morse restituiti al mittente
cercando l’espediente, sottintesa conclusione di un affare allettante

 non siamo qui per niente e…
Tu cosa prendi? Che fame, da dove iniziare? “Ordino Prima Io”
per cominciare soltanto un piccolo assaggio, leggero passaggio
“Come Leggera Son Io”
Un appetibile bacio con un abbraccio e poi, adagio,
libero come un selvaggio altro che stare a guardarti
ma al gioco delle parti…
Sali o non sali come quotazioni in borsa
non saranno i colpetti di tosse a fermare la corsa
Campioni di slalom vicini all’argomento “già sento”
che lo so, che lo sai, che lo sai, che lo so, ci siamo dentro o….
Cos’altro prendi? Che fame, cosa gustare? “Ordino Prima Io”
per continuare un delizioso contorno, giocandoci intorno
“Come Leggera Son Io”
il dolce senza l’amaro e allora giù piano, piano
libero e molto piu’ piano ma devo ancora aspettarti
al gioco delle parti….

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Miagolato il 9 January 2008 - 21:12
Emozioni, Riflessioni by Miciastra

In questi giorni in televisione ”gira” uno spot che mi ha colpito abbastanza.
Il testo è di Peter Bichsel, scrittore tedesco e la parte musicale è di Jon Brion.

Spot simpatico, piuttosto allegro e romantico, che invita a riscoprire i buoni sentimenti, la spontaneità, gli affetti, la genuinità, la semplicità e le emozioni.

Unica nota stonata è il claim pubblicitario che riporta quanto segue: “Semplici, autentici, curiosi. Solo così si avverano i sogni”, ma non è così che si avverano.

Per quelli ci vuole sicuramente curiosità, ma anche tenacia, impegno, fatica, dedizione, perseveranza, attenzione, capacità, desiderio e una discreta dose di fortuna.

Vabbè, lascio perdere.

Preferisco guardare i volti di questi bambini, assaporarne la spontaneità, la genuinità, i sorrisi ed ascoltare le parole che Bichsel ha poeticamente scritto, raccontando una storia meravigliosa…

“C’era un bambino che chiamava le persone gli “hello”, i ciao.
Quindi non diceva: “Guarda quell’uomo”, ma diceva invece: “Guarda quello hello” o diceva:”E’ venuto uno hello”, “c’è uno hello alla porta”.
Il motivo era semplicemente che sentiva suo padre dire alla gente: “Hello”.
Se si dice tavolo a un tavolo e sedia a una sedia, allora quelli a cui si dice “hello” devono essere gli Hellos.
Quello che mi piace di questa storia è che gli Hellos sono molto più simpatici de “la gente”.
Mi sembra che gli Hellos siano molto più dotati delle qualità semplici e comuni in un uomo.
Gli Hellos sono una sorta di speranza.
L’unica cosa che devi fare è diventare un hello.
E’ semplicissimo: basta guardare le cose con occhi nuovi”.

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Miagolato il 6 January 2008 - 2:39
Amici, Emozioni by Miciastra

TBA

Ricevo di buon grado la “nominescion” da Prescia e mi appresto ad iniziare. Sono una blogger (se così mi posso definire) piuttosto giovane ed inesperta poichè ho iniziato da poco tempo ma anche io leggo tanti blog e, ovviamente, ce ne sono alcuni che preferisco e che mi trasmettono sicuramente qualcosa.

Alcuni blogger riceveranno la doppia nomina, per cui non me ne vogliano ma, al contrario, si sentano doppiamente gratificati. E la regola dice che devono essere 5 solamente ma io ne metterò di più perchè ho deciso così, alla faccia delle regole! (Non penso che per questo verrò passata per le armi!)

- InvernoMuto
perchè, conoscendolo personalmente, so che quello che scrive è frutto del suo cuore, perchè mi piace terribilmente il suo modo di trasmettere i suoi pensieri e perchè, molto spesso, mi toglie le parole di bocca. Non a caso è il mio migliore amico.

- Prescia
E’ la blogger che sento più vicina a me. La leggo quotidianamente con profondo interesse e mi piace ciò che mi arriva da lei. E’ energia, voglia di vivere e capacità di reagire alla vita.

- Stardust
perchè è “la parte scura” di una blogger e quella parte vorrei tirarla fuori anche io (anche se, secondo me poi, alla fine, è profonda poesia…)

- Rob
perchè amo il suo amore per la musica, il suo modo di parlare in inglese e di cercare di andare sempre “oltre”, malgrado il carattere estremamente razionale, perchè è nordico ma parla perfettamente siciliano…minchia né….

- Maxanima
perchè dalla sua vita c’è solo da imparare, perchè è il più forte di tutti noi, perchè mi fa fare puntualmente un bagno di umiltà, e più semplicemente perchè è bello leggerlo.

- Simona
perchè da quando leggo il suo blog i quotidiani non mi servono più, perchè ha un potere di sintesi e critica invidiabili e la sua ironia è una continua scoperta e fonte inesauribile d’interesse.

- cugina anziana
perchè è una blogger alle prime armi anche lei, perchè quello che scrive è puro, schietto, pulito e semplice. Perchè quando leggo i suoi post mi sento a casa…

- ian
perchè bisogna leggere assolutamente quello che scrive, perchè ti fa sentire bene, perchè è divertente, autoironico, simpatico… perchè è ian!!!

- vaniglia
perchè è stuzzicante, passionale e scrive divinamente!!! Provare per credere!

- cayenna
perchè, oltre alle cose carine che scrive…fa venire l’acquolina in bocca!!!!

- Dyo
perchè è acuta, senza paura, ironica, mordente ma anche romantica. E non mi sembra poco, no!?!

- digito
perchè la sua energia e l’estremo potere dialettico celano molto altro. Ed io ne sono quasi certa…e poi perchè è divertente!

Ecco fatto, ho finito e, anche se, in parte, ho infranto le regole (e LO ADORO, LO ADORO, LO ADORO!), riporto diligentemente (brava, eh?!?) il sito originale inglese, il loghetto è stato debitamente inserito ed ho indicato i blog che hanno la capacità di “farmi pensare” (e non possono essere solo 5!!!! Ribelliamoci!!!)

Miagolato il 3 January 2008 - 23:42
Amici, Emozioni, Sprazzi by Miciastra

Non ho fatto gli auguri di Natale a nessuno perchè non mi viene proprio spontaneo, non trovo il motivo reale per farli con il cuore.

Che significa Buon Natale?

” Spero che tu possa passarlo gozzovigliando il più possibile, stramazzando al suolo gonfio ed ubriaco, tanto da non riuscire ad arrivare in bagno per vomitare e sentirti una merda il giorno dopo?”- forse la più plausibile.

oppure

” Spero che tu possa passarlo nel calore e nell’affetto della tua famiglia…?” – Per coloro che hanno una famiglia, mi sembra un augurio piuttosto scontato, per tutti gli altri è mera cattiveria.

oppure

” Spero che la notte di Natale, andando a messa, tu possa sentirti meglio, rinfrancato dalla fede?” – Impossibile perchè sono atea e non sarebbe un augurio sincero.

Ma siamo arrivati alla fine dell’anno e, a parte la serata del 31 che non considero assolutamente perchè non mi piace dovermi “divertire” per forza (ma questo è un altro argomento), sta per iniziare un nuovo periodo per tutti noi.

E allora, qui si che voglio fare i miei auguri sinceri a tutte le persone a cui voglio molto bene, ed a voi blogger che, in qualche modo, sento di conoscere già un pò.

Ed allora…

Buon Anno a InvernoMuto, con il sincero augurio che la prossima operazione alla spalla possa mettere fine ai tuoi dolori fisici, che questo anno ti porti tanti clienti nuovi per farti vivere un pò più tranquillo, che la tua voglia di amicizia possa essere ricambiata fino in fondo e con la speranza e l’onore di poterti essere amica per tanto tempo ancora.

Buon Anno a Prescia, con l’augurio di rimanere così come ti percepisco io da quello che scrivi, con la simpatia che emani, con la forza di metterti a nudo senza paure, con la capacità di risollevarti quasi all’istante e sperando di poterti offrire presto un buon bicchiere di vino rosso.

Buon Anno a Rob ed ai suoi “piccoli grilletti”, con il mio personale augurio che la musica possa diventare la vera colonna sonora della tua vita, il tuo lavoro, la tua vera fonte di energia, che la tua Torino possa sempre farti da guscio e con la speranza che tu possa esprimere tutto quel patrimonio che hai dentro.

Buon Anno a Simona, un augurio sincero di una carriera svavillante, con la speranza di poter leggere sempre quello che scrivi con passione e dedizione, sincerità e schiettezza.

Buon anno a cugina anziana , alla tua genuinità, alla tua maturità, a quella parte di me che è uguale alla tua. Ti auguro un anno vero, pieno di soddisfazioni personali. E per personali intendo solo per te.

Buon anno a cayenna, con l’augurio che tu possa ottenere ciò che realmente vuoi, un augurio sincero che tu riesca ad esprimere completamente quello che hai dentro e con la profonda speranza, un giorno, di poter partecipare ad una delle tue fantastiche cene.

Buon anno a maxanima, un augurio sincero e profondo per un anno importante per te e per quello che porti avanti. Incrociando anche le dita per lo studio sulle staminali.

Buon anno a iansolo, alla tua energia, alla tua vita. Ti auguro il meglio, veramente. Sei una persona particolare e fantastica. Io lo so. Ti auguro un anno meraviglioso davvero, senza suocere con camicie stravaganti e con la tua neve e la tua montagna e spero vivamente, un giorno, di poterti incontrare.

Buon anno a digito, alla tua schiettezza, alla tua voglia di vivere che trapela da ogni parola che scrivi. Ti auguro un anno importante e di vincere la lotta che stai, faticosamente, portando avanti. Ricordati che io ci sono, per qualsiasi cosa. Tra le altre cose, sappi che sto ancora aspettando qualcosa da te…

Basta, finisco qui ma, credetemi, questi auguri provengono solo ed esclusivamente dal mio cuore….

BUON ANNO A TUTTI VOI…

Miciastra.

 

 

 

 

 

Miagolato il 29 December 2007 - 11:41

Occhi Miciastra

Guardo.

E’ una vita che lo faccio.

Io guardo in continuazione.

Osservo, scruto, analizzo quello che mi circonda.

Ho una curiosità innata ed amo profondamente il prossimo.

Per cui lo osservo sempre attentamente.
Che cosa ci posso fare????
E questa mia natura mi ha portato a studiare Psicologia.

Anni di ospediali psichiatrici e corsi di formazione professionale con i cosiddetti emarginati.

Parola grossa ed ai più, piuttosto vaga. Ma forse anche per paura ed ignoranza. Vedere una persona in carrozzina crea disagio, vedere una persona pazza per strada ne crea altrettanto. Ma perchè? Perchè se conosciamo una persona in carrozzina non chiediamo cosa  le è successo, mentre ad una persona con un gesso arriviamo addirittura a farci raccontare l’intero accaduto? E perchè se vediamo un cosiddetto “matto” per strada, ci allontaniamo immediatamente ed in qualche modo ci sentiamo “rassicurati”? Perchè vige la “regola” che MATTO= PUZZA, PERICOLO ed HANDICAPPATO= PERSONA DIVERSA e SICURAMENTE NON INTELLETTUALMENTE ABILE?

Io l’ho scoperto con gli anni. 

Ho visto gente che ha dovuto cambiare la propria vita a causa di un brutto incidente stradale, altri che sono stati operati di scoliosi e che non hanno mai più camminato, altri ancora con la polio, ancora altri in carrozzina per aver tentato il suicidio, gente con la febbre alta cadere dal balcone di casa, persone autistiche, malati mentali che parlano in tibetano per non farsi capire da “quelli” del CIM (Centro di Igiene Mentale).

Così ho passato gli anni migliori della mia vita, annusando il male ma quello vero,  quello in cui la sofferenza è vitale, vivendolo in prima persona e soffrendolo dentro.

Mi ricordo il mio primo approccio con queste realtà. L’ho avuta con un ragazzo fantastico, Stefano, che appena arrivata al Centro ha provato a smerdarmi subito. “Ciao, come stai?” La risposta è stata: ” e come sto…in carrozzina…” La mia risposta è stata spontanea…: “scusa ma, meglio a te che a me…”

Ho conquistato il suo cuore e la sua stima ma io ero sincera… veramente…

Da qui, anni ed anni di lavoro in questo “campo”, se così lo vogliamo definire.

C’era Alberto che ogni mattina disegnava il passaporto per il Giappone perchè doveva andare a comprare le medicine. Ed ogni santa mattina lo facevamo insieme e poi lui andava a comprare quello di cui aveva bisogno. Appunto, ogni santa mattina. Era il suo modo di gestirsi i medicinali.

E poi c’era Renato, gemello ed ottavo figlio di una famiglia molto povera, messo in manicomio all’età di nove anni perchè nel collegio non c’era più posto. Lascio a voi capire cosa è successo…

E Roberto. Uomo meraviglioso, studente in medicina alla fine degli anni ‘70. Persona di grande cultura, studioso di lingue antiche. La sua mente è caduta in un grosso baratro  in quegli anni di grossa rivoluzione e da lì non si è più ripreso. Persona piuttosto violenta, ex giocatore di rugby, temuto da tutti sia per il fisico che per la mente. Parlava in tibetano, prendendo per il culo gli operatori del CIM e tutti coloro che lo trattavano da pazzo. Veniva ogni mattina al Centro a piedi, vestito con un sacco juta e gli anfibi pieni di erba, percorrendo 15 chilometri all’andata ed altri 15 al ritorno, non curante del freddo intenso o del caldo torrido. Io ho sempre avuto un approccio molto personale con la tanto decantata follia, che per me non esiste assolutamente ed ho costruito un rapporto molto naturale, semplice, da persona a persona. Sono entrata nel suo cuore, ha capito che non doveva temere nulla e con me ha instaurato un rapporto vero, in italiano, senza violenze psicologiche, si è aggrappato a me, mi ha chiesto aiuto. Io ho fatto del mio meglio.

Oggi indossa vestiti, si è comprato una macchina, ha conosciuto una signora con cui trascorre molto del suo tempo, si gestisce i proprii medicinali e ogni tanto mi telefona parlandomi anche un pò in tibetano (che ovviamente non comprendo), giusto per farmi capire che il suo disagio è ancora lì, dentro alla sua testa ma che ha imparato a conviverci.

E poi Tina, partita in viaggio di nozze e caduta da un muretto mentre il neo marito la fotografava. Tetraplegica.

Luigia, caduta dal terrazzo all’età di nove anni a causa di una febbre molto alta. Paraplegica.

Maria, che per amore, ha tentato di uccidersi, sparandosi allo stomaco. Paraplegica.

Alberico, rampollo di una nobile famiglia, finito sotto un camion con la sua macchina. Tetraplegico.

Franceschina, tenuta segregata in casa per anni perchè ritenuta “strana”. Autistica.

Stefano, tumore alla spina dorsale a 20 anni, saltato sul lettino operatorio e mai più ridisceso con le sue gambe. Tetraplegico.

Mario, preso in pieno da una macchina mentre attraversava la strada. Paraplegico.

Sonia, operata per una scoliosi. Paraplegica.

Angelina, vissuta in un paesino di 4 anime e mai portata da un medico. Polio.

Fabrizio, Bibo per gli amici, bello come il sole. Morbo di Hodgkin (cancro alle ghiandole linfatiche) a 20 anni. Oggi non è più qui.

Sono entrata in queste vite per caso, come supplente d’inglese  e mi ha preso l’anima…

Sono stati in assoluto gli anni più belli della mia vita, gli anni più felici della mia vita e quello che io sono oggi lo devo solamente a quello che ho imparato con e da queste persone.

Ho imparato a guardare veramente quello che la vita mi presenta.

E voglio continuare a farlo.

Miagolato il 26 December 2007 - 21:45
Emozioni, Ricordi by Miciastra

 Orvieto

Natale ad Orvieto, nella casa che fu dei miei nonni, immensa, con tante  scale, con camere enormi piene di tante vite passate da qui, con i camini accesi ed un freddo polare fuori, con due cucine distanti l’una dall’altra ed ovviamente con le cose riposte metà da una parte e l’altra metà dall’altra.

Pareti colme di foto antiche, nemmeno più in bianco e nero, vecchi documenti che fissano un passato fatto di guerra, di persone in campi di concentramento,  di famiglie oramai estinte. Letti in ferro battuto dove hanno dormito persone della mia famiglia che non ho mai conosciuto ed ora in uno di quelli ci dormo anche io. Respiro la storia dentro a questa casa ma anche la mia infanzia perchè venivo nei mesi estivi a star qui con mia nonna.

Tanta gente, tanti parenti che oramai vedo solamente in queste sante feste, ai matrimoni ed ai funerali. Ed è tutto un tramestio in queste giornate perchè bisogna preparare da mangiare per tutti. La cucina principale, grande forse come tutta casa mia qui a Roma, ospita un grande tavolo in marmo esattamente al centro della stanza ed è qui  che si svolge il lavoro che un tempo accomunava tutte le donne della mia famiglia, me compresa.

Ho imparato molto da mia nonna, mia zia e mia madre. Le vedevo impastare, tritare, cuocere, preparare i tortellini a mano, cucinare anche su vecchie stufe che oggi sono state sostituite da cucine a gas.

Era un momento magico, per giorni e giorni le donne erano lì, anzi, eravamo lì a parlare ed a lavorare, a ridere e le ore passavano velocemente e la fatica non esisteva.

Gli uomini pensavano alla legna, al vino, alla frutta da andare a prendere in campagna dai contadini ed alla sera, tutti riuniti intorno ad una tavola grandissima, si mangiava, si rideva, si beveva.

La notte del 24 dicembre arrivava puntualmente Babbo Natale ed i bambini del momento, me compresa, vivevano un momento magico, irripetibile tanto che ho finto di crederci per anni proprio per continuare a vivere quel sogno.

Piano, piano la morte ha portato via le persone, una ad una, silenziosamente ed oggi ci ritroviamo a vivere una magia un poco annebbiata, con una punta di tristezza per quelle persone che non sono più con noi.

In più, in cucina ci sono rimasta praticamente io, poichè mia madre soffre di acuti mal di schiena e non può fare più di tanto e gli uomini se la svignano in continuazione, inventando cose assurde da fare anche perchè la frutta ed il vino vengono regolarmente acquistati nei negozi specializzati e la legna è nel ripostiglio in cortile.

Ed io mi faccio un culo infinito (mi si perdoni il francesismo) e vivo praticamente tre giorni in cucina, tra pentoloni, pesce, carni, patate, salse, patè, cose da lavare…

Non faccio in tempo ad arrivare che subito sono in cucina, con mia madre che, non potendosi muovere, mi massacra di compiti, parole e modi di preparare le cose, che non sono i miei.

E poi bisogna apparecchiare ed anche qui i chilometri si sprecano, vista l’ubicazione della tavola da pranzo rispetto alla cucina, scale comprese!

Ho fatto il calcolo che per andare da una cucina all’altra ci sono 18 scalini, ma sono scalini antichi che corrispondono a  circa 25 di quelli moderni!!!

Ovviamente i commensali non sono mai meno di 10, arriviamo anche a 15, sia a pranzo che a cena ma non solo il 24 e 25, partiamo dal 23 per arrivare al 26 sera… Una meraviglia!!!!

Se da una parte il Natale continua ad essere un momento particolare per tutti noi, dall’altra per me è diventato un incubo. Lavoro ininterrottamente per 4 giorni senza sosta ed arrivo al 26 in preda a convulsioni e non posso più vedere cose da mangiare in giro per giorni.

Oggi sono partita da lì poichè domani ho un impegno qui a Roma e devo confessare che non mi è dispiaciuto più di tanto, anche se lì ho lasciato mio fratello che non vedo praticamente mai.

Ma io devo RIPOSARMI….

Al momento di andar via mia madre mi ha detto: dai torna qui, così ti riposi un pò!!!!!!

 

(PS: i tortellini li ho comprati però!!!!)