Miagolato il 21 March 2009 - 21:32

E’ tanto tempo che non scrivo qui su questa mia pagina veramente privata, lontana da tutti e da tutto, il mio piccolo rifugio elettronico.

Ed è anche tanto tempo che non ci vengo, chissà perchè. Quando ho aperto questo blog, ero sicura che ne avrei usufruito alla grande, che sarebbe stata la mia valvola di sfogo, il mio angolo personale, in un certo senso una parte di me. E lo è, questo è certo, ma non so perchè è da un pò che non ci torno. Eppure mi manca. Ci sono giorni che non penso ad altro, che avrei voglia di sedermi e di dire quello che ho dentro. Ma non lo faccio. In questo ultimo periodo mi sono fatta prendere da troppe cose, o meglio, troppe cose mi hanno fagocitata letteralmente. Il lavoro, che in questo periodo è massacrante e chi mi conosce personalmente sa che non sto esagerando, mio figlio, che è fantastico ma che mi fa andare sempre di fretta, mia madre, altalenante ogni giorno che passa, mio fratello, intrigato in vicissitudini familiari estremamente complicate, una mia parente, costretta ad affrontare, a soli ventotto anni, un aborto terapeutico a causa di un cancro maligno al seno. Io vengo dopo tutto questo e so perfettamente che non è poi tanto giusto. Sto reggendo situazioni difficili, ménage complicati, alla costante ricerca di equilibrare sempre tutto. Ho mal di schiena. Ho un dolore acuto alla base del collo che mi atterrisce, mi si bloccano le braccia, non riesco a dormire bene e faccio anche sogni tremendi in cui degli extraterrestri mi devono iniettare un liquido letale e devo andare a morire in Giappone…

Sono una persona con una parola sola ed ho sempre aiutato chi mi ha chiesto una mano. Ultimamente, un amico del nord è venuto a Roma a causa di una serie di problemi personali. Mi ha chiesto una mano ed io, per la prima volta nella mia vita, non ho fatto praticamente nulla. Mi è dispiaciuto molto e mentre stavo in Sardegna per lavoro, non ho fatto altro che pensare a questo. Questa non sono io. La miciastra che io conosco è sempre stata diversa, non mi piace la miciastra di oggi.

Giraffa e Ibi mi chiedono come sto. Non lo so proprio. Veramente. Cerco di guardare avanti, mi faccio forza, sono un leone e da leone vorrei comportarmi. Ma, alle volte, mi accorgo che mi mancano le unghie, che non riesco a cacciare, non ce la faccio a stare sdraiata al sole, che non individuo la preda e soprattutto che non sono il re della foresta in questo momento specifico e vi assicuro che non c’è peggio per un leone di sentirsi una pecora!

Ma dentro di me c’è ancora la miciastra di un tempo, nascosta non so dove, ma c’è. Io lo so. Avrei voglia di andare un giorno al mare e di mangiare al sole, guardando le onde che vanno e vengono, avrei voglia di respirare a pieni polmoni l’aria colma di salsedine o di iodio, come dice sempre mia madre, avrei voglia di sentire la mia voce ed ascoltare le cose che dico ed avrei voglia di dire cose carine, che mi potessero, in qualche maniera, far ridere.

La miciastra che è sempre stata in me, ultimamente mi ha dimenticata in qualche angolo sperduto delle strade di Roma e mi sento un pò persa, un pò strana, un pò male.

Spesso mi dico – dai, stai calma, passerà -ma le mie stesse parole non mi tranquillizzano affatto.

Ma io sono miciastra e spero che MICIASTRA tornerà ad essere se stessa, prima o poi. Meglio prima che poi, perchè non so per quanto ancora riusciurò a reggere questa situazione.

Dedico queste parole a Miciastra, con la speranza che tutto ciò possa servirle per un prossimo giro di boa.

Miagolato il 1 November 2008 - 9:50
Dolore, Mhmm, Sprazzi by Miciastra

Oramai scrivo solo cose estremamente legate al dolore e sofferenza, tanto che mi dò fastidio da sola nello scriverle e nel rileggerle. Ma è ciò che mi capita in questo periodo così, diciamo, particolare. Passerà, mi dico, deve passare prima o poi, no?

Giovedì sono stata operata all’ascella destra per una idrosadenite, causata da deodoranti, epilazioni varie, insomma non so bene, tanto non serve saperlo perchè m’è venuta lo stesso.

Era da un pò che mi portavo questo problemino e lunedì mattina, mentre andavo ad Arezzo, ho telefonato al mio amico chirurgo che già mi ha operato in precedenza, gli ho descritto la situazione e lui ha subito programmato l’intervento per giovedì, con ecografia e visita il giorno precedente.

Mercoledì sono andata a fare l’ecografia e, appurato che non si trattava di altro, mi ha confermato l’operazione.

Dunque, io sono una persona risoluta, quando decido, ho deciso e non amo perdere tempo ed affronto la situazione che mi si presenta davanti, preferibilmente da sola.

E così è stato.

Alle 10.30 ero in clinica, ho fatto tutte le analisi di routine, tra cui la radiografia ai polmoni che è risultata nella norma e per una fumatrice come me è già qualcosa.

Mi dicono di indossare un camice e di togliere tutte le cose metalliche. Porcaputtana, io ho un vero e proprio arsenale addosso!!! “Anche il piercing all’ombelico?”, “Si, tutto”. Passo così i successivi trenta minuti, mettendo sul letto tutta l’argenteria e constatando, alla fine, che posso far concorrenza ad un venditore ambulante. 

Alle 14.30 sono venuti a prendermi con il lettino, o lettiga, insomma un letto con le ruote, che fa tanto Grey’s anatomy.

Il letti-ino/ga era altissimo e l’infermiere mi ha messo una sedia per poter salire [ma non si alzano/abbassano idraulicamente?]

Gli ho chiesto: “Ma non posso venire giù a piedi? Mica sono moribonda! Riesco ancora a camminare!!!”, “ No, sai è la prassi, devo portarti giù così”.

Mi catapulto sul letto, lui mi mette le coperte, tira su le sponde laterali (io credo di saper stare su un letto senza cadere…) ed iniziamo il viaggio verso la sala operatoria, tra gli sguardi dei vari parenti in visita ai malati, infermieri & co.

Arrivati in sala pre-operatoria capisco perchè mi abbia messo le sponde laterali, non era per proteggermi da eventuali cadute ma per le centinaia di botte che ha preso nel trasportarmi!!!  Ripensandoci, se dovesse accadere di nuovo, mi porterò anche il casco del motorino.

Lì trovo i miei due amici chirurghi che iniziano a prendermi in giro, come al solito e a descrivermi l’operazione, ingigantendo tutti i vari passaggi. Ho un buon rapporto con loro, solo che il momento non è dei migliori e non mi viene tanto da ridere…

L’anestesista mi fa le domande di routine e mi comunica che, di lì a poco, mi avrebbe fatto una pre-anestesia. E così è stato.

MERAVIGLIOSA!!! Una sensazione fantastica! Vedevo il mondo intorno a me tutto ovattato, i suoni erano lontani e le persone quasi irreali. Mi ricordo che mi hanno legato sul tavolo operatorio e messo il braccio sinistro a mò di Gesù in croce e poi il buio più completo.

Quando mi sono svegliata ero di nuovo nella sala pre-operatoia e poi mi hanno riportato in camera e fatto una flebo con toradol. Verso le 19 mi hanno dimesso.

Dunque, sto bene, ovviamente non muovo il braccio destro, ma tanto io sono mancina ed ho una cannula che furiesce dall’ascella, ecco questa mi fa un pò schifo.

Fino a mercoledì questa sarà la mia condizione e poi si vedrà. e quindi vedremo.

Questa mattina mi sento decisamente meglio di ieri, il “braccino offeso” si muove un pochino di più e non ho tanto dolore.

Che dire?!?! Che non ne posso più di vivere negli ospedali?  Che mi sono proprio rotta di questa situazione generale? Che è dall’otto agosto che sono sotto pressione? Che vorrei un pò di pace? Si, decisamente, sarebbe cosa gradita.

Ma, questa mattina mi viene da ridere, mi sento un pò più serena, con un pizzico di fatalismo in più e anche se sta per piovere, vedo Roma più luminosa.

“Passerà”, mi dico. Si, passerà.

Miagolato il 9 October 2008 - 1:26
Amici, Mhmm, Mood, Zampette by Miciastra

Giornata lunga, interminabile, faticosa, insomma di merda, ma pur sempre vissuta, no? [e di che cazzo mi lamento, quindi?]

Mi alzo alle sei e quarantacinque perchè voglio fare la doccia e lavare la mia chilometrica chioma che richiede tempo ed energie e, poichè io sono poco femmina in senso di parrucchiere, estetista, e miracoli vari, è meglio che mi dia da fare un tantino perchè rischio di assomigliare al cugino IT [che, tra l’altro, adoro alla follia ma mi rendo conto che l’assomigliargli  non agevoli i miei rapporti interpersonali, soprattutto quelli lavorativi, anche se poi, nel profondo, non me ne frega un beato cazzo, ma devo pur vivere qui tra gli uomini e poi gli eremiti non li ho mai capiti , anche perchè io devo parlare anche con i pali del telefono (esistono ancora?!?!)…  [RESPIRO]].

Alle otto sono già in ufficio, accendo il pc e mi metto a chiacchierare con Max, il ragazzo che fa le pulizie . E’ una bella persona, ci parlo sempre bene,  di un pò di tutto ma mi accorgo che, già da tempo, il discorso va a finire sul suo lavoro e di quanto lui si senta umiliato nel farlo. E tutte le volte non perdo occasione per raccontargli che, ad un certo punto della mia vita, appena scappata di casa alla tenera età di diciannove anni, mi sia messa a lavare le scale dei palazzi per pagarmi i corsi di psicologia integrativi alla facoltà che frequentavo e di informatica ed anche per l’appartamento che condividevo con un mio ex [e qui dovrei aprire una parentesi  su 'sto argomento ma è meglio tacere, per ora].

Sebbene di famiglia  di estrazione alquanto borghese, vissuta nell’estemo benessere  con tate, governanti & co., villeggiature rigorisamente a Cortina, scuole private e tutte queste belle cosette,  i miei genitori mi hanno sempre dato le “misure” giuste per capire la vita e le persone; mi hanno  insegnato la coerenza ed i doverosi “bagni d’umiltà” che ognuno di noi dovrebbe periodicamente fare a scopo terapeutico e propedeutico. Ed è questo che, ancora oggi, continuo a fare e penso fermamente che molte persone dovrebbero dedicarsi a quest’attività. Ma ho constatato che è cosa di pochi…ahimè…

Dicevo, essere in uffficio alle otto significa che il tempo non passerà mai e poi mai e, considerato il fatto che non ho assolutamente voglia di applicarmi, questo tempo so che sarà infinito.

Oggi mi hanno offerto di passare in un nuovo settore. Presto, su sky, avremo un canale monotematico dedicato al tennis e hanno richiesto la mia collaborazione.  Mi hanno detto che dovrei curare i rapporti internazionali. Ciò significherebbe lasciare tutto quello che ho fatto fino ad ora e iniziare una nuova vita lavorativa. Ho già lavorato per la rai e mediaset e non sarei proprio l’ultima ruota del carro, ma non ne ho tanta voglia, non voglio impegnare troppo il mio tempo perchè  ora dipende dalle condizioni fisiche di mia madre.

In un altro momento, quest’offerta mi avrebbe fatto vacillare dalla felicità, ma oggi è diverso. So bene cosa significhi lavorare in una produzione televisiva ed il mio tempo, soprattutto ora, è altamente prezioso e selettivo.

Ho detto che ci penserò, ma non so quanto.

Torniamo alla mia giornata. Non so perchè scrivo tutto questo ma lo faccio ugualmente.

Per far passere il tempo, decido di “archiviare” i mie files, che poi, parlando in italiano, dovrei dire file, o meglio, archivi o che cazzo ne so io in questo momento.  Dunque, io odio archiviare, sono una degna figlia del futuro e penso fermamente che sia inutile ammassare carte, e, visto che oramai arriva tutto per email e che quindi resta, decido di buttare tutte quelle innummerevili carte che ho sulla scrivania, facendo, al tempo stesso, la felicità di Max che dovrà portar via sacchi e sacchi di niente …

Le quattro arrivano ed esco a mò di furetto dall’ufficio per andare da mia madre. Oggi le cucinerò le scaloppine al limone e  le patate lesse, oltre ad altre cosette prettamente casalinghe.

Solamente venticinque minuti di traffico e sono da lei. La trovo in poltrona, vestita, che guarda la televisione. Mi piace vederla così e ripenso a quante volte l’ho criticata per il suo stare perennemente a guardare programmi di merda.

Vedi come cambiano le prospettive?

Cucino , riordino, le faccio l’iniezione, metto a posto le orchidee, sistemo la cucina, parlo con lei e… sono già le sette. Io devo scappare. Ho troppe cose da fare.

Ho un figlio di tredici anni che mi aspetta a casa e lo devo aiutare a fare i compiti, poi devo preparere la cena, poi stirare poi… poi…poi… e poi… nemmeno Mina è come me [questa è profonda e per pochi intimi!]…

La mia vita è tutta un poi. Alcmena mi potrà ben capire, vero? Essere  pressochè soli con un figlio non è cosa facile per nessuno.

Fino ad ora non ho mai parlato di lui ed intendo perseverare in questo per una questione di rispetto nei suoi confronti.

Mio figlio mi chiede di passare a ritirare il suo libro di latino in libreria e, sfidando gli elementi ed il traffico romano che, a quell’ora assomiglia all’inferno di Dante, arrivo alle sette e venticinque ma il libro non è ancora arrivato.

Torno a casa e mi dedico alla lezione di religione sul sacro romano impero d’oriente ed occidente, alle conseguenze religiose, alle Crociate, a Liszt, alle sue opere, all’algebra che mal si assesta con il mio vivere, etc…

Sono esausta, preparo la cena, involtini ed insalata e poi stiro mentre guardiamo una stronzata su canale cinque…

Il mio cellulare oggi non ha squillato quasi mai, tranne un graditissimo ed alquanto inaspettato “buongiorno” di questa mattina, ed un mio “…bello ed inaspettato il tuo buongiorno… buongiorno anche a te”  e ad un successivo “… arrivo quando meno te lo aspetti… quando veramente serve… e lasci la porta aperta… Ti abbraccio”

Quest’abbraccio mi ha riempito la giornata….[grazie]

Ora sono qui in salone, mio figlio dorme sereno… tutto tace, purtroppo, ma io ho già vissuto questi momenti, come quando ho partorito e quello che era il mio mondo  fino ad allora, si è improvvisamente volatilizzato. Le persone fuggono da ciò che non comprendono perchè hanno paura di non esserne all’altezza. Certo è che uno sforzo sarebbe sempre gradito…

Ma, in fondo, non mi importa. Io sono io. Io sono stata in silenzio in momenti in cui altri affrontavano momenti difficili della loro vita. Ho sopportato in virtù di tanti fattori, ho mandato giù tutto, ho pianificato la mia vita già tanto complicata, senza fiatare, consapevole del momento che stavo vivendo, affrontandolo con umiltà e precisione.

 Ripeto, io sono io e non posso pretendere che gli altri siano come me. E’ totalmente sbagliato.

Il mio gatto tenta di azzannarmi le gambe, vuole giocare ma io non me la sento.

Sono sola, molto sola, veramente sola ma sono io.

Nel bene e nel male.

Va bene così.

Però ho voglia di piangere.

E non è nemmeno poca.

Minchia quanto ho scritto… chiedo scusa…ma mi capita così…

Miagolato il 12 September 2008 - 11:45
Mhmm, Mood, Sprazzi, Troubles by Miciastra

Mi sveglio troppo presto come, d’altronde, mi capita da un pò di tempo a questa parte.

Guardo fuori. Il giorno sta arrivando ma già capisco che il tempo non sarà dei migliori. C’è aria di pioggia e completa mancanza di vento.

Quest’estate ho preso la decisione di non usufruire più di collaborazione domestica, sia per motivi economici ma anche perchè non mi va  di regalare soldi e di ritrovarmi con la casa non pulita per quello che spendo.
Quindi spolvero il salone, lavo la cucina, metto in ordine le cose stirate ieri sera ed esco di casa alle 7.50.
Oggi è venerdì e vicino a casa mia c’è un mercato molto carino, dove trovo un pò di tutto a prezzi accessibili.
Mi sono sempre piaciuti i mercatini, mi rilassano, mi piace contrattare, parlare con la gente, trovare cose strane. L’ho sempre paragonato al paese dei balocchi dei bambini.
Dovrei andare in ufficio presto perchè ho molte cose da fare per la Coppa Davis a Montecatini Terme la prossima settimana, anche se non andrò più.
Oltretutto, questa mattina sono stata deliziata dall’arrivo anticipato del ciclo, quindi ho la pressione sotto i tacchi.
E non solo quella.
E’ tanto tempo che non vado al mercatino e decido di farci un salto perchè ho un bisogno estremo di respirare, di distrarmi, di pensare a cose futili, di comprarmi una cazzata, di sentirmi come un bambino nel paese dei balocchi, di annullare i pensieri, di perdermi nel nulla.
E così faccio.
Arrivo e posteggio subito, vista l’ora. I banchi non sono ancora del tutto allestiti ed i gestori parlano a voce alta; qualcuno ha in mano un bicchierone di plastica con il cappuccino, altri scaricano la merce dai camion, altri ancora leggono il giornale. Il cielo è plumbeo e non presagisce nulla di buono.

Cammino, guardo, provo a rovistare sul banco di Luca, compro un golfino viola. C’è una giacchina nera per la mezza stagione che mi piace abbastanza. Cerco la media, la provo ma ho il giropetto troppo grande e passo alla taglia successiva. Mi stringe un pò sul seno. Accidenti, provo la XL ma e decisamente immensa e non mi si vedono più le mani. Ok, prendo la L e me ne vado via inveendo contro le mie tette troppo grandi.

Continuo a camminare e mi fermo al banco della porcellana bianca. Non so se mi attira tutto quel bianco o la porcellana, ma resto lì, ferma, a guardare.

Proseguo il mio cammino ed improvvisamente mi sento qualcosa al petto, mi gira la testa, mi chiedo cosa ci sto a fare lì, la gente intorno mi dà fastidio, il rumore del traffico mi penetra nelle orecchie. Devo andare via, non me ne frega un cazzo di stare qui, ma perchè ci sono venuta? E dove vado? Cosa faccio? Che senso ha tutto questo?

Squilla il cellulare. E’ IM che mi dice che la batteria della sua macchina è completamente a terra. Menomale che mi ha chiamata. Mi ha distolto da una imminente crisi di panico. Decido di passare dal meccanico, prendere i cavetti e di andare da lui ma poi riesce a risolvere con il portiere.

Vado in ufficio, così tengo la testa impegnata e penso di meno.

Lunedì mia madre verrà ricoverata per l’intervento chirurgico ed io devo accumulare più forza possibile.

Mi sento già sfinita e sono solo all’inizio di questa brutta avventura.

Miagolato il 13 June 2008 - 18:09
Mhmm, Zampate by Miciastra

La dottoressa Laura Schlesinger è una famosa giornalista di una radio americana che nella sua trasmissione dispensa consigli alle persone che telefonano. Qualche tempo fa, Laura ha affermato che l’Omosessualità, secondo la Bibbia (Lev.18:22) è un abominio, e non può essere tollerata in alcun caso. La seguente lettera è stata spedita alla dottoressa Laura SCHLESINGER il giorno stesso in cui la trasmissione è andata in onda.

“Cara Dottoressa Schlesinger, le scrivo per ringraziarla del suo lavoro educativo sulle leggi del Signore.

Ho imparato davvero molto dal suo programma, ed ho cercato di dividere tale conoscenza con più persone possibile.

Adesso, quando qualcuno tenta di difendere lo stile di vita omosessuale, gli ricordo semplicemente che nel Levitico 18:22 si afferma che ciò è un abominio. Fine della discussione.

Però, avrei bisogno di alcun consigli da lei, a riguardo di altre leggi specifiche e come applicarle.

Vorrei vendere mia figlia come schiava, come sancisce l’ Esodo 21:7. Quale pensa sarebbe un buon prezzo di vendita?

Quando sull’altare sacrificale accendo un fuoco e vi ardo un toro, so dalle scritture che ciò produce un piacevole profumo per il Signore (Lev.1.9). Il problema è con i miei vicini: i blasfemi sostengono che l’odore non è piacevole. Devo forse percuoterli?

So che posso avere contatti con una donna quando non ha le mestruazioni (Lev.15: 19-24.). Il problema è come fare a chiederle questa cosa? Molte donne s’offendono…

Il Levitico 25:44 afferma che potrei possedere degli schiavi, sia maschi che femmine, a patto che essi siano acquistati in nazioni straniere. Un mio amico afferma che questo si può fare con i filippini, ma non con i francesi. Può farmi capire meglio? Perché non posso possedere schiavi francesi?

Un mio vicino insiste per lavorare di Sabato. L’Esodo 35:2 dice chiaramente che dovrebbe essere messo a morte. Sono moralmente obbligato ad ucciderlo personalmente?

Un mio amico ha la sensazione che anche se mangiare crostacei è considerato un abominio (Lev. 11:10), lo sia meno dell’omosessualità. Non sono affatto d’accordo. Può illuminarci sulla questione?

Sempre il Levitico 21 al verso 20 afferma che non posso avvicinarmi all’altare di Dio se ho difetti di vista. Devo effettivamente ammettere che uso gli occhiali per leggere… La mia vista deve per forza essere 10 decimi o c’è qualche scappatoia alla questione?

Molti dei miei amici maschi usano rasarsi i capelli, compresi quelli vicino alle tempie, anche se questo è espressamente vietato dalla Bibbia (Lev 19:27). In che modo devono esser messi a morte?

 Ancora nel Levitico 11:6-8 viene detto che toccare la pelle di maiale morto rende impuri. Per giocare a pallone debbo quindi indossare dei guanti?

 Mio zio possiede una fattoria. è andato contro Lev. 19:19, poiché ha piantato due diversi tipi di ortaggi nello stesso campo; anche sua moglie ha violato lo stesso passo, perchè usa indossare vesti di due tipi diversi di tessuto (cotone/acrilico). Non solo: mio zio bestemmia a tutto andare. E’ proprio necessario che mi prenda la briga di radunare tutti gli abitanti della città per lapidarli come prescrivono le scritture? Non potrei, più semplicemente, dargli fuoco mentre dormono, come simpaticamente consiglia il Levitico20:14 per le persone che giacciono con consanguinei?

 So che Lei ha studiato approfonditamente questi argomenti, per cui sono sicuro che potrà rispondere a queste semplici domande. Nell’occasione, la ringrazio ancora per essere così solerte nel ricordare a tutti noi che la parola di Dio è eterna ed immutabile.

Una sua devota ammiratrice”

Mood:Mmm… emoticon Mmm…

Miagolato il 28 May 2008 - 16:38
Mhmm, Riflessioni by Miciastra

Gli antichi greci pensavano che il carattere umano, e di conseguanza il comportamento, fosse il risultato di una mix di quattro umori o liquidi: bile nera, gialla, sangue e flegma.

La bile nera era un ipotetico liquido freddo e secco, quello della bile gialla era caldo e secco, il flegma era freddo e proveniente dal cervello ed il sangue, un umore rosso.
Di per sé ciascuno di questi quattro umori non veniva considerato come una malattia ma, se si veniva a creare un disequilibrio tra di loro, il risultato poteva portare proprio alla malattia ed anche alla morte.
Questi umori significavano quindi “stati d’animo” ed ancora oggi usiamo gli stessi termini per definire un carattere flemmatico, sanguigno, collerico o melanconico.
Già, melanconico.
La parola deriva dal greco melas, che vuol dire nero e cholé che significa bile.
Bile nera.
Ma la melanconia non è da considerarsi un liquido freddo e secco, piuttosto come uno stato d’animo, una venatura di tristezza che pervade il carattere e che lo rende silenzioso, introspettivo ma anche composto da una certa dolcezza di fondo.

La malinconia, invece, è un sentimento difficilmente spiegabile, inconsapevole, quasi indefinibile, che provoca una tristezza di fondo, il desiderio di un qualcosa che non si ha mai avuto e del quale se ne sente terribilmente la mancanza ed è da considerarsi come una lieve forma di depressione.

Dunque la melanconia è uno stato d’animo e la malinconia, un sentimento. 

Quindi, se il primo è uno stato d’animo è, di conseguenza, temporaneo, mentre il secondo, essendo un sentimento è permanente. Giusto?

Ed io che oggi mi sento strana, apatica, triste, malinconica, silenziosa, introspettiva, pensierosa, depressa, desiderosa di tutte le cose che non ho, dove mi colloco?

Sono una persona malinconica oppure questa è solo melanconia? Temporanea o permanente?

Sono sull’orlo di una crisi di nervi oppure sta emergendo il mio senso artistico ed introspettivo?

Che liquidi, che umori ho io? E se non li avessi per niente? E se fossi semplicemente una persona triste?

E se i greci si fossero sbagliati ed a me oggi girasse solamente il culo nel verso sbagliato?

Mah…

Miagolato il 25 May 2008 - 19:06

E’ così che si chiama l’orsetto di peluche di mio nipote.
Cuchicco.
Un nome importante, anche se un pò difficile da pronunciare.
Eppure si chiama così, il pronipote del famigerato ”Teddy Bear” della mia infanzia.
Cuchicco.
Un anno e cinque mesi, due occhi meravigliosi ed una impressionante somiglianza a quella che ero un tempo.
Cuchicco.
Senza cuchicco non si va da nessuna parte.
Il cuchicco è il cuchicco e non si dicute.
E mentre lo vedo muoversi in casa mia per la prima volta da quando è nato, a parte il capodanno del 2007 in cui aveva solo pochi giorni, riesco a commuovermi come non mi succedeva da tempo.
E’ una storia come tante, quella di mio fratello. Incontra una donna, decidono di fare un figlio, realizzano che non sono assolutamente fatti l’uno per l’altra e, a sei mesi di gravidanza, decidono di “comune accordo” di lasciarsi, di continuare a vivere ognuno la propria vita ma con la consapevolezza e l’intelligenza apparente di allevare il bambino che verrà nel migliore dei modi.
Concetto fico, intelligente, moderno, intellettualmente di alto livello.
Purtroppo le aspettative non saranno così e, alla nascita del padrone di cuchicco, si scatena l’inverosimile, con attacchi diretti, indiretti, avvocati, polizia, carabinieri, denunce e chi più ne ha, più ne metta.
E’ passato un anno e mezzo e mio nipote oggi è venuto per la prima volta a casa mia.
Inutile dire che non mi chiama zia, che non sa chi io sia, che non abbia la ben che minima coscienza del legame che c’è fra noi, che non abbia gesti affettuosi nei miei confronti, che non mi si butti al collo.
In questo anno e mezzo ho cercato di aiutare mio fratello, di stargli accanto, di consigliarlo ed anche di trovargli un bravissimo ed alquanto fetente avvocato perchè, se guerra deve essere, è bene che lo sia ad armi pari.
Ho visto scene inenarrabili, situazioni incresciose e di una tristezza infinita.
Ho visto mio fratello piangere, annaspare nel buio, ricorrere a sedute di psicoanalisi, dimagrire a vista d’occhio ed arrendersi alle situazioni che la madre del padrone di cuchicco innescava solamente per motivi economici.
Solo per soldi.
Mio nipote non mi conosce per un problema economico.
Mio nipote non sa che mia madre è sua nonna solo per problemi economici.
Cone si fa ad anteporre i soldi all’affetto? Come ci si riesce?
Eppure succede. Quando non ti tocca da vicino, sembra che una situazione simile sia destinata solamente ad una certa tipologia di persone. Ma non è così.
Il destino è decisamente beffardo e potente.

Ma oggi mio nipote è qui con me, si aggira per casa, gioca con il mio gatto che, stranamente, come se avvertisse il disagio e decidesse di dare una mano, non si muove, lo scruta, gli si mette accanto, si fa toccare.
Il padrone di cuchicco lo guarda esterrefatto, lo tocca, lo odora, gli parla, esclama frasi ancora incomprensibili a noi poveri mortali ma che hanno un significato profondo per lui…e forse anche per il mio gatto, chissà…

Mentre lo osservo aggirarsi per casa, penso a tutto quello che, in un anno e mezzo, questo cucciolo ha già passato ed un brivido mi pervade la schiena al pensiero di tutto quello che dovrà ancora affrontare, oltre alla vita normale di ogni bambino.

Ma lui ce la farà, noi siamo forti e lui lo sarà ancora di più e poi non è solo…

Guardo cuchicco e segretamente gli chiedo di vegliare su mio nipote, di dargli il calore e la sicurezza che non ha ancora avuto, di accompagnarlo nei sui sonni e di rallegrarlo nei suoi giochi.

Cuchicco non lo abbandonerà.

Ne sono certa.

Miagolato il 28 March 2008 - 3:46
Mhmm, Pensieri, Pillole by Miciastra

Bolle.
Si, bolle.
Tutte bolle.
Blu, blu, blu, bla bla, bla, bli, bli, bli, bl, bl bl, anche senza vocali…
Avverto tutte le bolle in questo periodo.
Come spiegarle?
Come poter far capire?
Non lo so. Davvero. Non lo so. Cazzo se non lo so.
Come spiegarlo?
In questo periodo devo “forzatamente” incontrare molte gente.
Faccio colloqui di lavoro, sono in contatto diretto con gli inglesi, parlo con gli americani, discuto con i francesi, organizzo con gli spagnoli, mi incazzo con i croati, mi incastro con gli ucraini, mi arrabbio con i russi ma…
bla, bla, bla, bli, bli, bli, blo, blo, blo, blu, blu, blu…bl…bl..bl… mi mancano anche le vocali… Essì… mi mancano…
Vivo questo periodo storico della mia vita lavorativa in empasse, trattenendo il respiro, respirando ogni respiro altrui, cercando di calcolare gli eventi, cercando di evitare gli ostacoli.
E quanto è difficile tutto questo, cazzo santo (ma perchè mai è santo? bho… ma si… idolatriamolo…)
E quest’anno c’è anche il torneo dei VIP (come se non avessi niente altro da fare), devo contattare Del Santo, De Filippi, Rivera, Abatantuono, Volo, Tognazzi, Bonolis, Turci, Costanzo, Rettore, Bertè, Caputi, Fossati, Mogol e mi incastro con uffici stampa fittizi e non mi piace più, no davvero, non mi piace più. Sono troppi anni che faccio sempre le stesse cose. Per carità, il mio lavoro è a dir poco fantastico, quante persone vorrebbero essere al posto mio, lo so, ma io non mi diverto più. Cosa ci posso fare?
Ho vissuto anni intensi, veri, reali, vivendo nel mondo dell’emarginazione, con gli handicappati, i malati di aids, i dropout, i matti (?) gli autistici,, vivendo vite altrui, cercando di migliorare la vita degli altri ed anche la mia, soffrendo per gli altri e sentendomi viva in ogni momento, sentendomi importante,  sempre cercando di tirar fuori il meglio di me stessa.
Bolle.
Ora sono solo bolle.
Mondi fittizi…Federer… Nadal… Mauresmo… Sharapova, idoli che io non sento tali… mi immergo ogni mattina in questa realtà che nulla a che fare con quello che io considero la vera realtà…
Bolle di sapone… bolle…
Senso di inutilità, spreco di tempo ed io odio gli sprechi…
E più guardo tutto questo, più non lo sopporto.
“Miciastra, dobbiamo organizzare il beach tennis al’interno del torneo maschile – ci serve il tuo aiuto”
“Miciastra, c’è lo Scolapasta d’Oro, Ricky Tognazzi ci tiene particolarmente… sai suo padre lo ha fatto per anni,  dobbiAMO farlo al meglio, dobbiAMO darci da fare”
“Miciastra, ci sono delle finali under 10, 12 e 14 (ma Erode dov’è?), dobbiAMO trovare gli alberghi, la transportation, i biglietti…”
“Miciastra, anche per quest’anno ci sarà il Senior Tour, contatta McEnroe, Ivanisevic, Cash, Muster, Leconte e fai l’offerta, decidi l’albergo, gestisci il barter con la società…”
” Miciastra, facciamo anche la Coppa Belardinelli (120 ragazzini impazziti), hai pensato alla delibera di spesa, all’albergo, ai biglietti…”
“Miciasta, la Coppa Davis in Croazia dipende da te… tutto a posto?!?! Galeazzi ti cerca perchè vuole arrivare a Dubrovnik senza fare scali (ora mi compro una compagnia aerea, così risolvo il suo problema)”
“Miciastra, la Fed Cup ad Olbia è quasi alle porte… hai pensato a tutto e per tutto intendo proprio TUTTO?”
“Miciastra, hai pensato ai gadget per le varie manifestazioni? Qual’è il massimale di spesa? Hai contattato le varie ditte e ti sei fatta preparare dei preventivi di spesa?”
“Miciastra, le giocatrici ed i giocatori italiani non hanno il certificato di idoneità alla pratica sportiva agonistica: TI sei attivata per fargliela ottenere?”
Miciastra, visto che ti occupi del recruitment dello staff. (e non mi pare poco…).. io ho mia sorella, mia cugina, l’amico della sorella di mio fratello, il cugino del cognato di mia moglie, il nipote del fratello della mia collega che vorrebbe lavorare agli Internazinoali di Tennis… ci sarebbe un POSTICINO per lui/lei?”
“Miciastra, potresti tradurmi questro stralcio del regolamento antidoping poichè, anche se gestisco il Settore, non ci capisco una beata fava e devo relazionarmi con l’Inghilterra?”
“Miciastra, in vista delle Olimpiadi, dobbiAMO preparare una documentazione dettagliata sui NOSTRI atleti… HAI preparato tutto?”
“Miciastra, ma lo sai che probabilmente faremo un torneo per handicappati durante la settimana del maschile? Sai dovrEMO prevedere delle camere nell’albergo ufficiale ma, poichè questi atleti avranno sicuramente delle esigenze particolari, dovrEMO assicuraci che l’albergo metta a disposizione delle camere idonee (l’anno scorso ho fatto levare i mobili dalle stanze) ed eliminare tutte le barriere architettoniche (è arrivato PENSACE!!!!). Ci puoi pensare tu, per favore?”
“Miciastra, la Commissione di Vigilanza necessita dei progetti del Foro, dove sono?”
“Miciastra, HAI previsto tutti i voli per i NOSTRI atleti? E lo sai che tizia vuole il lettino da massaggio in camera e che sempronia non vuole arrivare dopo le 22.00 e che, appena arrivata, desidera il fisioterapista per due ore?”
Bolle.
Anzi, pustole, pedicelli, acne…
Bolle, solo bolle.
Eppure, con queste bolle, devo rapportarmi ogni giorno, ogni ora della mia maledetta giornata lavorativa che, in pratica è tutta la mia giornata, visto che inizio all’alba ed al tramonto non ho ancora finito.
Ci penso.
Sono bolle.
Devo considerarle come tali, altrimenti non vivo più-
Ma mi chiedo spesso: “Miciastra che cazzo santo hai fatto di male nella vita? Tutto quello in cui hai sperato, tutto quello in cui hai creduto, tutte le tue aspettative, il mondo da spaccare in due, la tua energia…dove cazzo è finito tutto questo?
E la risposta è solo una, purtroppo.
Nelle bolle.

“Minchia né (come diceva la nonnina di un mio amico), se sono sotto pressione…”

Bla..bla.. bla…blu.. blu.. blu… ble… ble… ble…bl… bl… bl…grlg… grlg…

[se affogo, vi prego, tiratemi su!!!!]

Mood:Bleah! emoticon Bleah! & Ehmmm… emoticon Ehmmm… & Mmm… emoticon Mmm…

Miagolato il 18 March 2008 - 14:05
Mhmm, Sprazzi, Troubles by Miciastra

Ecco quello che mi capita in questi giorni e che perdurerà nei prossimi mesi…
E non è tanto divertente…

bd1075-problem-solving.jpg

Miagolato il 11 March 2008 - 18:53
Mhmm, Mood, Sprazzi by Miciastra

Oggi è decisamente una giornata così.
Una bella giornata in cui la mia testa ha deciso di dedicare  se stessa all’ipocondria.
Che bello!
Avverto i dolori più disparati che provengono da ogni parte del corpo e penso, ovviamente, alle cose peggiori al mondo.

Ho mal di stomaco da ieri – il mio cervello (se così lo  si può chiamare): ” è sicuramente  una gastrite/ulcera/cancro!” (Non penso, invece, agli ettolitri di alcolici che bevo!!!).

Ho mal di testa – il mio cervello (se così lo si può chiamare): “è sicuramente un ictus…oppure…un bel tumorino…” (non penso, invece, al fatto che sono davanti al piccì tutto il giorno e che sono decisamente sotto pressione).

Ho male all’ala iliaca sinistra da giorni – il mio cervello (se così lo si può chiamare):” è sicuramente qualcosa di grave come, ad esempio, il principio dell’artrite reumatoide” (Non penso, invece, al fatto che questa cazzo di pioggia che da giorni allaga Roma, probabilmente incide sui normalissimi reumatismi degli esseri umani).

Mi fa male il braccio sinistro – il mio cervello (sempre se così lo si può chiamare):…oddio!!!… un infarto!” (Non penso, invece, che da piccola sono stata ingessata per ben 4 mesi, aspettando la ricostruzione del callo osseo ed anche che l’incidente avuto qualche anno fa ha sicuramente peggiorato la situazione, accellerando il processo dei reumatismi di cui sopra).

E che palle!!!

Caro cervello (se così ti si può chiamare in questi frangenti),
la smetti di pensare? La smetti di massacrarmi i coglioni?
Grazie
Tua per sempre
Miciastra