Ecco, fra poche ore parto per Napoli.
Ho la febbre, sono stanca morta e non mi va di partire.
Saranno 10 giorni veramente pesanti.
Che palle.

I’m back, I’m back…
Cosa non ho visto, accidenti! Che gran casino… Questa foto l’ho scattata dalla macchina con il mio cellulare. E’ sfocata ma, purtroppo, rende pefettamente l’idea.
Quello che mi ha particolarmente colpito, a parte l’enorme mole di rifiuti ovunque è la tranquillità apparente e la rassegnazione dei napoletani di fronte a cotanto spettacolo…
E’ una situazione di emergenza pura, guardi questa bella città e ti piange il cuore nel vederla in queste condizioni…
Mah…
Ho lavorato molto tutta la giornata, destreggiandomi tra prolissi direttori di alberghi che mi hanno mostrato, una ad una, le camere, le sale, le aree dedicate, i roof garden, i ristoranti ed ogni singolo angoletto del “proprio” castello e presunti manager di aziende operanti in settori pressochè sconosciuti ma con innummerevoli possibilità (l’ho sempre pensato: siamo un popolo di artisti!!!).
Il luogo dove avverrà la manifestazione (a proposito, io organizzo eventi internazionali) è a dir poco fatiscente e già so che dovrò farmi un gran culo (francesismo) da oggi fino al 4 febbraio prossimo per poi ritornare in apnea fino alla fine di maggio.
Ed allora, mi rimbocco le maniche, mi faccio forza, mi tappo il naso e vado ad incominciare…
[forza Miciastra, metticela tutta e vedrai che andrà bene…]
L’esame ecomammografico eseguito in scansione radiale e settoriale, con sonde ad elevata frequenza (7,5 - 13 Mhz), integrato con metodica Color, ha documentato bilateralmente un quadro di adeno-displasia mista di tipo prevalentamente fibroso con aree di addensamento stromale più evidenti nei QSE (quadranti superiori esterni) di entrambi i lati. In particolare si riscontrano le seguenti formazioni:
seno sinistro:
- serie di numerose microcisti disposte sui QS (quadranti superiori), la maggiore delle quali del diametro di cm 0,9 (invariata) - respiro di sollievo: qui tutto bene.
- formazione nodulare solida disposta tra i quadranti superiori del diametro maggiore di cm 1.3 negatica all’approfondimento Color (del tutto invariata) (pregressa agobiopsia del 9/10/06 con citologia deponente per fibroadenoma) - altro respiro di sollievo: bene anche qui.
- cisti disposta in regione periareolare del diametro di cm 1,2 - mi fa un pò schifo l’idea ma è innocua.
- alcune microcisti sui QI del diametro maggiore di cm 0,5 - figlie di quella di sopra.
seno destro:
- alcune microcisti del QSE (quadrante superiore esterno) del diametro maggiore di cm 0,4 (invariata) - respirazione quasi normale: tutto a posto.
- formazione nodulare solida del QI (quadrante inferiore) del diametro maggiore di cm 0,7, negativa all’approfondimento Color (invariata) - l’essere negativo all’approfondimento Color significa che non è vascolarizzata e quindi ci sono pochissime possibilità che si tratti di un tumore - battito cardiaco sempre più regolare. Andiamo avanti…
- formazione nodulare solida del QIE (quadrante inferiore esterno) del diametro maggiore di cm 0,9 (invariata); tale formazione mostra perifericamente la presenza di un polo vascolare. Utile un completamento diagnostico citologico. Tachicardia in netta ripresa e coglioni gonfi ai massimi livelli. Il completamento diagnostico citologico che viene richiesto altro non è che un ulteriore ago aspirato, poichè è stato trovato un polo vascolare. Ciò significa che presto dovrò farmi risbucacchiare la tetta destra ed attendere i risultati…
Ho voluto riportare l’esito dell’esame per tutti coloro che, nel post “Caro Babbo Natale” hanno manifestato interesse ed affetto.
Grazie a tutti di cuore.
BHE’… POTEVA ANDARE PEGGIO, NO?!?!?!
P.S.: Caro Babbo Natale,
lo sai che sei un poco stronzo?!?!?!?!
E’ sabato, non lavoro, c’è il sole….
Cosa voglio di più?
Vorrei riposarmi ma non possso, vorrei poter stare come dico io.
Ma non posso.
Non ho mai sopportato il “non posso”.
Mah…
Mancina.
Io sono mancina.
Molto mancina.
Completamente mancina.
La mia mano mancina (non è sinistra…è mancina!!!) si muove alla velocità della luce, è svelta davvero, mi aiuta in tutto quello che ho voglia di fare; è la mia compagna fedele, è forte, pronta a lottare in un mondo che ci è purtroppo contro.
Ci siamo abituate, io e lei, a risolvere tutto quello che ci capita davanti, con pazienza e tenacia.
Non ci abbattiamo quando la mattina facciamo il caffè e, istintivamente giriamo la caffettiera dalla parte opposta per aprirla..no!!! Che ce ne frega!!!!
E non ci importa niente quando, in bagno, non ci ricordiamo mai quale sia l’acqua calda o fredda e, assonnate, ci ustioniamo, se ci dice bene, la faccia!!!
E poi che sarà mai vestirci, metterci le camicie, con quei bei bottoncini, i jeans, sempre con i bottoncini che si allacciano tutti dalla parte opposta, le cinte, che non sai mai da che parte infilarle…ennò…noi siamo più forti, noi!!!
Poi usciamo di casa e, per chiudere la porta che ha, ovviamente, la serratura posizionata a sinistra e cominciamo a fare delle mosse strane, che se ci incontra il vicino pensa che stiamo avendo un amplesso con la porta…
No, noi ce la facciamo benissimo!!!!
E poi in macchina, che bello, diamo il meglio di noi stesse!
La mia mano mancina un pò si offende però, perchè, per natura, cambierebbe ben volentieri lei le marce, le verrebbe spontaneo, invece di stare lì, sola soletta a non far quasi nulla….
Ma poi scendiamo e passeggiamo insieme e si rilassa un pò tranne quando, per attraversare, guardo sempre dalla parte opposta… Che paure le faccio prendere!!!!
Andiamo insieme al lavoro e passiamo sopra al fatto che anche il mouse sia stato progettato per usarlo con la mano destra, che scrivere con la sinistra ci sporca la mano ed anche il foglio…
Ma cosa vuoi che sia!?!?!? Noi siamo forti, noi!
Io e la mia mano mancina le sentiamo poi delle belle in giro! Noi e le nostre mani mancine non abbiamo mai goduto di ottima reputazione, senza contare la storia che ci portiamo dietro. Sin dall’antichità la definizione di sinistra o di mancino è stata sempre associata a fatti e fenomeni negativi ed offensivi. Poi, col passare del tempo, si sono quindi creati tutta una serie di modi di dire che sono tutt’oggi utilizzati in molte lingue e culture mondiali.
La parola LEFT, in inglese, ha il significato sia di sinistra, sia di lasciato; in francese GAUCHE ha il significato di sinistra ma anche di goffo, sgraziato e difficile ed in tedesco LINKS significa maldestro; in italiano il termine SINISTRO viene anche utilizzato come sinonimo di incidente; la frase TIRO MANCINO (oltre al gruppo musicale, s’intende) si riferisce ad un gioco sporco, senza contare che, in passato i bambini mancini venivano costretti a scrivere con la mano destra, perché la mano sinistra era considerata quella del diavolo, e con gli anni poi perdevano l’uso della mano sinistra.
Ehh… quante ne passiamo io e la mia mano mancina!
Quando ci sediamo a tavola, i tovaglioli sono sempre dal lato sbagliato per noi ed i coltelli hanno solitamente la lama affilata al contrario, senza contare quelli specifici per il pesce. In quel frangente si che diventiamo spassose!!!!
E le forbici?
Ed i temperini?
E le penne stilografiche la cui inclinatura del pennino rende praticamente impossibile non macchiare il foglio?
E l’apertura del frigorifero e delle finestre?
I pulsanti dei comandi degli elettrodomestici?
Ed il ferro da stiro il cui filo è sempre posto sul lato destro?
Ed i tegami con il becco per versare?
Ed il cavatappi? Quanto siamo carine quando ci coordiniamo e ci mettiamo minuti sani per aprire una bottiglia!!!
Io e la mia mano mancina ci siamo dovute adeguare a questo mondo per noi fatto al contrario ed alle volte abbiamo dovuto chiedere aiuto anche alla mano destra, che però non è stimoltata al lavoro in team….
Tutto… noi facciamo tutto e di più ma una cosa, cazzo santissimo, una cosa proprio no….non ci riusciamo e non ci riusciremo mai ad usarlo…….
………………..è lui, l’infernale attrezzo……………..
………………..L’APRISCATOLE……………..
Capita, nell’arco della vita, di discutere.
A parte il fatto che penso fermamente non faccia mai bene, ma sono dell’idea che non sia affatto costruttivo. E’ inutile che mi si venga a dire che quei momenti servono comunque a chiarirsi, anzi, se possibile, penso peggiorino le cose.
Quando si discute, entrano in gioco meccanismi, a mio avviso perversi, che altro non fanno che far dire cose che escono dalla bocca in maniera sicuramente alterata e che vengono, sempre e comunque, fraintese.
Trasmissione e ricezione si trovano completamente su frequenze differenti.
I contenuti passano in secondo piano, dando immeritato spazio a stati alterati dell’animo, generando parole distanti dal pensiero originario e sfociando in incomprensioni e conseguente allontanamento dal contenuto reale. In aggiunta, lo stato emotivo genera solo rabbia e dolore.
E perchè tutto questo?
A che pro?
Dove porta veramente?
Vivere gran parte della propria vita in situazioni “alterate”, crescere con una visione totalmente sbagliata riguardo a questo e poi capire, pensare e decidere che tutto ciò non dovrà mai far più parte di te ma, ahimè, mai dimenticare che non dovremmo essere mai i soli a volerlo e, molto spesso, malgrado gli sforzi, ci si ritrova a vivere situazioni che non ci appartengono.
La colpa rimbalza dall’uno all’altro come una palla di gomma, di quelle che non si fermano mai e che non si riesce a prendere. Ed il passato di ognuno emerge, e quello che è stato ritorna, ed anche quello che sarebbe stato, che sarà e che potrebbe forse essere se…
Se…
Ecco, se….
Ma non ci fermiamo mai a quello che “è”.
Il “se” è ipotetico e quindi non reale, o quantomeno, non attuale ed allora perchè porselo?
Quale immensa paura celiamo nell’animo per farci arrivare a questo?
Cosa ci porta ad assegnare colpe agli altri?
Perchè non riusciamo ad andare “oltre” per raggiungere un traguardo oggettivo e soprattutto costruttivo?
Perchè quest’apnea?
Ma la stanchezza arriva, prima o poi.
La saturazione non ti fa respirare e l’apnea non può durare a lungo. Nasce il bisogno di tornare in superficie per prendere ossigeno, per sentire l’aria buona nei polmoni, per poter sorridere ancora.
La forza, in questi momenti, sta nel portare in salvo qualcuno e farlo respirare insieme a te.
Mood:
Happy &
Mmm…
Sono giorni che mente e corpo non vanno proprio d’accordo. Mi sento “fuori asse” in tutto quello che faccio, che dico e che penso.
Quello che sto vivendo non mi aiuta ma io non riesco a reagire a nulla.
La mia mente vive sinapsi velocissime ed il corpo non gli va appresso.
Alterno il senso di solitudine a quello di inutilità, mangio e non ho fame, penso e non vorrei farlo, mi demoralizzo subito e mi detesto per questo, ho paura dell’abbandono e non faccio nulla per combatterlo, non ascolto chi mi sta vicino e penso a ciò che non ho più, sono in piena auto critica e mi piango addosso.
Mi trovo retorica e noiosa.
Mi dò fastidio da sola.
Non trovo la Miciastra di un tempo.
Ma forse non voglio trovarla.
Ecco, l’ho fatto di nuovo.
Non mi piace nemmeno quello che ho scritto.
Io posso avere un carattere particolare, posso essere una persona complessa, forte per certi aspetti, troppo dura per altri. Forse mi creo false aspettative, forse esterno poco ciò che provo, forse sono troppo attenta a quello che ho difronte e per questo prendo le cose sempre seriamente.
Probabilmente.
Tutte ipotesi, queste. Nessuna certezza
Ma alcune cose di me le so con certezza.
Io sono una persona paziente anche se gli amici mi definiscono un pò gendarme, modello “Tina Pica”. Io aspetto sempre, spero nel buon senso altrui, nell’acutezza delle persone nel comprendere ciò che si vive insieme. Non mi stanco mai di aspettare. Credo fermamente nell’intelligenza umana.
Io sono buona. Io sono veramente una persona buona. Amo la gente, mi piace ascoltarla, osservarla nelle sue innummerevoli sfaccettature e, laddove possibile, aiutarla.
La mente complessa di noi esseri umani mi ha sempre affascinato.
Da qui, la scelta di lavorare in ambiente psichiatrico per tanti anni.
Sono stata a contatto con persone che ogni mattina verso le sei, disegnavano il proprio passaporto per poter andare poi in Giappone a comprare le medicine. Altre che ogni giorno si innamoravano di persone diverse, che rimanevano incinte non preoccupandosi minimamente delle conseguenze, né tantomeno di chi fosse stato; altre ancora che, ogni mattina, per arrivare alla sede, camminavano per 3 ore con tutta erba nelle scarpe; ed ancora altre che parlavano in tibetano. Ho schivato coltellate, attacchi di ira, crisi epilettiche. Ho visto con i miei occhi cosa accade nei trattamenti sanitari obbligatori. Ho visto piangere di dolore vero, ho visto la paura negli occhi di queste persone, la confusione nella mente allo stato puro. Le ho viste aggrapparsi alle mie mani, piangere con me, chiedermi aiuto e parlare solo con me in italiano e con il resto del mondo in tibetano.
Io amo la gente, mi piace.
I matti, come noi li definiamo tanto per sentirci stupidamente più tranquilli perchè così sicuramente diversi da loro, mi hanno insegnato molto. Sono stati loro ad aiutare me e non viceversa.
Mi hanno dato la possibilità di ricostruirmi una scala di valori sicuramente diversa da quella adolescenziale. Non ho mai avuto paura delle persone ed ho sempre vissuto tutto quello che mi circondava con passione, amore, affetto e voglia di conoscere l’animo umano anche in situazioni estreme.
Ma ancora oggi solo una cosa mi fa paura.
L’egoismo.
E’ arrivato venerdì.
Sono proprio stanca, e questo status mi accompagna oramai da tempo.
Arrivo al fine settimana con la lingua di fuori e con un pò troppa tensione addosso.
Ma cambierà - mi ripeto ogni volta - prima o poi questo strano andamento lavorativo, che sembra più una corsa di velocità, rallenterà e mi farà respirare di nuovo normalmente…..
Ma, accidenti, non cambia affatto.
In più, per carattere, sono una che si butta completamente nelle cose e questo non agevola decisamente la situazione.
Ma io sono stanca.
Mi accorgo di avere “zero tollerance” verso tutti coloro che non vanno al mio passo, che mi complicano la vita, che ostacolano il normale andare delle cose……
Ho degli impulsi omicida che freno disperatamente…..

La domanda mi nasce spontanea - che sia un pò stressata?
Ore 8.31, entro in ufficio.
C’è solo il Direttore. Mi affaccio sulla sua porta per salutarlo. “Buongiorno Sergio”.
Lui legge, non alza nemmeno lo sguardo, io me ne vado.
“Mhhhhh….forse mi prendo un caffè….”.
Mi chiama. “Evviva!” - penso - “vedrai che adesso mi dice buongiorno…..”.
“Ah, senti…ci sono da fare queste cose…” e mi rifila una serie di email con delle annotazioni scritte diligentemente a matita.
“..Azz” - mi ero illusa, ma solo per un attimo, di iniziare la giornata lavorativa in maniera normale.
Ho ancora la mia borsa in mano, vado alla mia scrivania e la guardo preoccupata perchè è lì che trascorrerò gran parte di questa giornata. Accendo il pc, guardo l’abnorme massa di carta che sovrasta il mio tavolo e mi viene voglia di fuggire via.
Mi richiama.
“E vai! Adesso mi dice buongiorno”.
“Ah, senti c’è una cosa urgente per il 15 novembre….”
“Minchia….e sarebbe urgente!?!?!?!” - penso - anche perchè le parole non si sono ancora sincronizzate al pensiero, vista l’ora.
Urgente, a casa mia, è una cosa per domani. Per il 15 novembre….chissà se ci sarò ancora il 15 novembre….
E poi, “senti” a chi!?!?!?!?!?! Io ho un nome…….
Mi richiama ancora.
“Vedi quanto sei stupida Miciastra!?!?! Adesso ti dice buongiorno. Prima era un pò distratto, magari aveva dei pensieri… e poi non importa se non te lo ha detto prima. Ora lo farà, vedrai…”
Mi mostra la sua patente: “senti (ancora!?!?!?!), qual’è il numero della patente, io non lo vedo?”. Oddio sono solo le 8.45!!!!!!!
“E’ questo, Sergio”.
“No, non è quello!”
Siamo arrivati alla negazione dell’evidenza.
Ora, il numero sulla patente è facilissimo da individuare, basta andare per esclusione, eliminando la classica data di nascita, la validità, ecc.
Ed un pensiero mi nasce spontaneo: “Ma io, quando arrivo davanti al bancomat e non mi ricordo il mio numero e resto lì pietrificata pensando a tutte le conseguenze di quella mancata comunicazione con il mio cervello, chiamo lui?”
Ore 9.00. La scrivania è sempre lì, sepolta dalla carta…Mi devo sedere, eddai Miciastra…siediti!!!!
“Ma io non voglio!!! E poi c’è anche il sole!!! Non vogliooo!!!!!!!”
Ok, mi siedo….
[Respiro]
[Altro Respiro]
[Un altro Respiro]
Ed un vecchio detto mi torna alla mente:
“Restate calmi, tutto questo, fra cento anni non avrà più senso”.
Ecco, questo dovrà necessariamente essere il mio motto per oggi.
Mood:
Mmm…