Miagolato il 25 July 2008 - 0:26
Amici, Emozioni, Mood, Ricordi by Miciastra

Giornata strana, quella di ieri.

Giornataccia, oserei dire. Accade che tu sia molto indaffarata con il lavoro, che dovrebbe essere molto più tranquillo in questo periodo ed invece non lo è affatto, con le cose di casa, le lavatrici da fare e la roba da stirare con il caldo che fa, con le persone, tutte isteriche, tutte iper attive malgrado il periodo, con tutto, insomma.

Accade che ti incazzi con l’orda di email che ti arrivano e che, in giornate in cui l’unico posto dove dovresti veramente stare è il mare, ti indispongano al massimo. Accade che realizzi che sei stanca, che sei l’unico essere umano a Roma ad essere ancora bianco come una medusa, segno, questo, che la spiaggia non l’hai vista ancora…

Accade che i colleghi ti infastidiscano, con le loro cazzate, con i litigi inutili, con le falsità, con lo scarica barile continuo e costante e pensi che, se non avessi bisogno di lavorare, ti alzeresti dalla sedia, prenderesti la borsa ed elegantemente te ne andresti via, in silenzio, senza girarti più…

Accade di leggere per caso una email scomoda, in cui una persona che reputavi quasi amica,  cerca di rovinarti la vita …

Accade che il tuo capo si comporti come un bambino piccolo e faccia i capricci e che tu lo guardi senza capire fino in fondo cosa voglia veramente, e pensi, allo stesso tempo, a quanto sia inutile tutto questo.

Accade che tu debba partire per un altro lavoro e che nessuno ti spieghi cosa dovrai fare e ti senti di andare allo sbaraglio e non ti piace perchè sei abituata ad altro. Accade che ti arrivino degli sms da parte di una persona che hai deciso che non dovrà far parte della tua vita, perchè appena l’hai conosciuta ti ha detto che “niente e nessuno mi stupisce, mi stimola più” e da questa frase tu hai capito che a trent’anni tutto questo è molto triste ed anche di essere decisamente diversa da lei e che il sole e la luna ancora riescono a trasmetterti qualcosa.

Accade che ti manca tuo fratello, che non lo senti e non lo vedi da due mesi e che non puoi far altro che rispettare il suo silenzio perchè sei cosciente che sta passando un periodo di merda con la compagna che non gli fa vedere il bambino, che, alla fine, sarebbe anche tuo nipote.

Accade che l’ amica di sempre che ospiti a casa da ben due lunghissimi anni, diventi soffocante, ammorbante, ingombrante e che tutto quello che dice e che fa, diventi un macigno per i tuoi nervi, anche se le vuoi un bene immenso.

Accade che tu debba necessariamente fare un viaggio  in giornata e che l’intraprenderlo ti getti nel panico perchè riversi tutta la tua ansia in qualcosa di astratto ed accade che nella borsa tu senta il bisogno di mettere il pasaden, cosicchè, in caso di panico sull’autostrada, tu possa ricorrere ad un riparo e al tempo stesso, questo gesto, ti butti nella tristezza più pura perchè è il segno tangibile che non sei più come un tempo, che qualcosa dentro di te è decisamente cambiata in peggio e di come le paure, ora, abbiano sempre di più il sopravvento e questo ti ricolleghi subito ad un pezzo di vita passata da tanto tempo, che credevi di aver superato ed invece non è così.

Accade di sentirmi inutile, sola, di guardarmi intorno ed improvvisamente ed inspiegabilmente di giustificare il gesto che mio padre ha fatto tanto tempo fa, togliendosi non tanto elegantemente di torno.

Accade che il mio amico del cuore mi telefoni e mi dica che è sterile, che non potrà avere bambini e che si sente morire dentro.

Accade di aver la voglia di ricominciare tutto altrove, tra gente che non sa nulla di me, del mio passato così troppo vissuto, che non conosce la mia anima nera che vive dentro di me, che mi accompagna da troppo tempo; quest’anima che non amo, che mi fa sentire sporca, dalla quale vorrei staccarmi ma so che farà parte di me per sempre e solo l’amore potra tenerl a bada.

Accade che io abbia paura di amare, di affrontare il mio percorso.

Ma, poi, arriva una telefonata da lontano. E’ Claudio, il figlio di Gaspare. Gaspare lavora con me da 100 o forse 1000 anni. Lui è il mio uomo al Foro Italico. Lui gestisce il magazzino, lui è uno dei tanti che vive dietro le quinte ma fondamentale per tutti.

Gaspare, dopo Il Master Series di Roma non è stato bene. Ha fatto degli accertamenti ed hanno trovato un cancro al cervello grande come una palla da tennis, tanto per restare in tema.

L’ho chiamato quindici minuti prima che entrasse in sala operatoria e mi ha detto che era fiducioso, che aveva passato momenti peggiori (?) nella vita e mi ha esortato ad essere forte.

Sette ore di operazione. Al risveglio, parte sinistra paralizzata ed altre complicazioni. Il cancro al cervello non genera metastasi ma si riproduce quasi immediatamente. Claudio, il figlio, mi ha preparata al peggio. Ma al peggio non ci si prepara mai. Giorni di attesa, lenta ripresa.

Dua giorni fa, l’ho chiamato e mi ha detto che Gaspare stava meglio ma che non sarebbe arrivato comunque ai prossimi Internazionali di Tennis e che i medici avevano deciso di non ricorrere alla chemio e radio perchè sarebbe stato inutile.

Cronaca di una morte annunciata. Noi esseri umani dobbiamo sempre preparaci ma poi, quando arriva il momento, non lo siamo mai.

Ieri mattina mi chiama Claudio. Ho risposto al telefono dell’ufficio ed era lui. Ho capito subito, immediatamente. Gaspare ha avuto un embolo. Meglio così, mi sono detta. Ma il dolore era tanto. Cazzo. Era così fiducioso, così tranquillo. C’è gente ignobile che campa troppo. Ha ragione dyo, dio è morto o forse non c’è mai stato.

Ho finito le mie cose, quasi in trance, poi sono andata dall’estetista, quasi a voler esorcizzare la notizia.

Lì, mi arriva una telefonata da mia cugina. E’ morto suo padre, Livio Orazio, noto pittore contemporaneo, grande persona. Ha fatto parte della mia infanzia e pre adolescenza. Fissata fin da piccola per le arti, andavo nel suo studio/laboratorio e passavo ore ed ore con lui, il  Maestro. E’ così che l’ho sempre chiamato ed è così, che lo chiamerò per sempre. E mi parlava, mi spiegava le varie tecniche pittoriche e scultoree ed io lavoravo con lui, fiera di essergli accanto. Grazie a lui ho imparato a dipingere e, per anni, a fare di quest’arte un mestiere che mi ha dato da vivere.

Accade che ieri Gaspare e Livio Orazio mi abbiano lasciata e, improvvisamente, ho guardato il cielo e il mio “accade” mi è sembrato  inutile, piccolo, ridicolo, stupido, misero.

Stasera brindo a due grandi uomini che mi hanno insegnato tanto.

Ciao Gaspare.

Ciao Livio Orazio.

Grazie. 

 

Miagolato il 11 March 2008 - 18:53
Mhmm, Mood, Sprazzi by Miciastra

Oggi è decisamente una giornata così.
Una bella giornata in cui la mia testa ha deciso di dedicare  se stessa all’ipocondria.
Che bello!
Avverto i dolori più disparati che provengono da ogni parte del corpo e penso, ovviamente, alle cose peggiori al mondo.

Ho mal di stomaco da ieri - il mio cervello (se così lo  si può chiamare): ” è sicuramente  una gastrite/ulcera/cancro!” (Non penso, invece, agli ettolitri di alcolici che bevo!!!).

Ho mal di testa - il mio cervello (se così lo si può chiamare): “è sicuramente un ictus…oppure…un bel tumorino…” (non penso, invece, al fatto che sono davanti al piccì tutto il giorno e che sono decisamente sotto pressione).

Ho male all’ala iliaca sinistra da giorni - il mio cervello (se così lo si può chiamare):” è sicuramente qualcosa di grave come, ad esempio, il principio dell’artrite reumatoide” (Non penso, invece, al fatto che questa cazzo di pioggia che da giorni allaga Roma, probabilmente incide sui normalissimi reumatismi degli esseri umani).

Mi fa male il braccio sinistro - il mio cervello (sempre se così lo si può chiamare):…oddio!!!… un infarto!” (Non penso, invece, che da piccola sono stata ingessata per ben 4 mesi, aspettando la ricostruzione del callo osseo ed anche che l’incidente avuto qualche anno fa ha sicuramente peggiorato la situazione, accellerando il processo dei reumatismi di cui sopra).

E che palle!!!

Caro cervello (se così ti si può chiamare in questi frangenti),
la smetti di pensare? La smetti di massacrarmi i coglioni?
Grazie
Tua per sempre
Miciastra

Miagolato il 24 November 2007 - 11:06
Emozioni, Mood, musica mia by Miciastra

Mi ci sono svegliata questa mattina…credo riguardi un pò tutti…credo.

Il ricordo di un amore
viaggia nella testa
e non c’è una ragione
quando cerchiamo quel che resta
è come un vento di passione
o una rosa rossa
il ricordo di un amore
ci cambia e non ci lascia

Se avessi avuto almeno un’occasione
adesso che so trovare le parole
ma il ricordo di un amore
continua a viaggiare nella testa

Il ricordo di un amore
lascia in bocca il sale
ed arriva dritto al cuore
senza nemmeno avvisare
è in una lettera d’amore
è nel canto del mare
il ricordo di un amore
ci parla e non ci passa

Se avessi avuto almeno un’occasione
adesso che so capire le parole
ma il ricordo di un amore
continua a viaggiare nella testa

You need to a flashplayer enabled browser to view this YouTube video

Mood:O-Oh… emoticon O-Oh…

Miagolato il 3 November 2007 - 4:31
Emozioni, Mood by Miciastra

Non dormo e penso.
E già questo è un male, a quest’ora.
Sono triste, sono le quattro del mattino e non ho sonno.
Serata piacevole, tanti amici a casa, cena deliziosa, alcolici a volontà e poi il freddo della notte, una bella camminata fino alla macchina, momenti irripetibili, irrinunciabili…
Sono sola, ora.
Sento il rumore del silenzio, pensieri sparsi ma forse uno solo.
Vorrei ma non posso.
Ora proprio non posso.
Ma lo vorrei fortemente.
Che notte, questa notte.
I pensieri spaziano ovunque.
Vorrei essere in una dimensione diversa e so che lì mi sentirei meglio, al sicuro, protetta.
Ma sono qui e devo lottare per ottenere ciò che voglio veramente.
Che notte, questa notte.
Vorrei uscire di nuovo e camminare, camminare nella notte, nel freddo e sentirlo…
Ma sono qui, scrivo seduta sul divano e fumo l’ennesima sigaretta.
Ho le gambe che scalpitano, il cervello che vola via da me ed una immensa tristezza dentro.
Sto qui, inerme, incapace di uscire e di camminare per ore, come faccio quando ho qualcosa che mi pesa nel cuore.
Non mi piace questa staticità, ma non riesco a muovermi, forse perché potrei creare un dispiacere, dell’ansia e preoccupazione.
Allora resto qui, scrivo ma non riesco a dire quello che ho dentro.
Sto ferma, immobile e guardo lo schermo, quasi incredula nel vedere queste parole che le mie dita fanno uscire fuori.
Se potessi, se avessi una bacchetta magica, farei poche cose, ma sostanziali.
Vorrei andare al mare in questo momento.
Il mare mi calma, mi dà forza, mi ricarica.
Ma sto qui e aspetto che venga domani.
E domani sarà migliore.
Io lo so già.
Che notte, questa notte.