Oggi mi manca l’aria.
La giornata, dal punto di vista meteorologico non è granché e forse questo contribuisce a farmi sentire così.
Ma se ci fosse il sole, forse, sarebbe lo stesso. Forse.
L’estate, quella riguardante l’aspetto puramente vacanziero è finita e tutto riprende con quel ritmo lento che preannuncia l’inizio di una nuova stagione lavorativa e che aumenterà sempre più, fino ad arrivare alla prossima estate, per poi placarsi nuovamente.
Quest’anno non ho voglia di seguire il ritmo e mi manca l’aria.
Mi piacerebbe cambiare, vivere di nuovo qualche emozione lavorativa, svegliarmi con la voglia di andare, di fare, di raggiungere gli obiettivi giornalieri, di sentirmi meno inutile.
Invece ho la stessa sensazione di quando la mattina non avevo voglia di andare a scuola e trovavo mille giustificazioni per convincere i miei genitori a farmi restare a casa.
Oggi queste giustificazioni le dovrei dare solo a me stessa e l’incoscienza di quegli anni è oramai passata, lasciando il posto ad una strana coerenza ed onestà d’animo che in certi momenti detesto davvero.
Ed allora mi alzo e vado a lavorare.
Sento questo ritmo che incalza, lo avverto in continuazione ed io non ho voglia di ballare.
Vorrei sedermi difronte al mare e ritrovare quell’aria che oggi non ho e piano, piano trovare un ritmo tutto mio.
Mood:
Mmm…
Mi trovo in un posto particolare. Lo so ma ci sono quasi nata.
E’ certamente un posto per gente di élite. Forse anche oltre. Ci sono cresciuta in un posto simile. Ma io sono diversa.
Eccome.
Eppure i miei amici, quelli che considero come tali nel periorodo estivo, sono tutt’altro.
Vedo gente che si porta addosso chili di euro. Come si può considerare un prezzo equo un costume da 500 euro? E vedo cose che io non riesco ad assimilare.
La mattina, quando vado a comprare il pane ed il latte, mi affiancano persone in livrea. Quelle con le “crestine “, quelle che si vedevano nei film degli anni sessanta con Edwige Fenech.
Me la vivo come una cosa antica, ormai superata. Se ci penso bene, mi viene da ridere ma ogni mattina mi scontro con una realtà che proprio non mi appartiene. Eppure esiste.
Ma esiste ancora oggi? Me lo chiedo ogni mattina e guardo queste persone con una uniforme antica, che comprano il latte, il pane per altri che gli hanno fatto indossare quelle divise.
Non me ne capacito, ancora oggi.
In spiaggia parlo con i mieri amici che vengono dal Marocco, dal Senegal e dalla Tunisia.
Gente che fatica davvero, che sa cos’è la povertà, che vive e che soffre. Ma il sorriso è sempre presente.
Amo questa gente.
Io mi sento diversa da tutta questa melma che discrimina e che poi passa il pomeriggio in chiesa.
Amo questo luogo ma non mi appartiene, o meglio, io mi sento diversa.
E mi sento migliore.
…il cuore va innaffiato….
Parole che vagano nei miei pensieri da ieri e sono arrivate nell’anima. Non ci avevo mai pensato prima…
Improvvisamente ho una chiave di lettura su molte cose.
Ed è bello…
Mood:
Happy