Miagolato il 1 March 2012 - 3:19
Dolore, Parole, Pensieri by Miciastra

Mi rimbalzano e rimbombano nella mente e giù poi direttamente nel cuore, le parole della canzone di Arisa, cantante che non ho mai preso in considerazione in tutta la mia vita…

“Non basta un raggio di sole in un cielo blu come il mare
perché mi porto un dolore che sale che sale
Si ferma sulle ginocchia che tremano e so perchè
E non arresta la corsa lui non si vuole fermare
perché è un dolore che sale che sale e fa male
Ora è allo stomaco fegato vomito fingo ma c’è
E quando arriva la notte e resto sola con me
La testa parte e va in giro in cerca dei suoi perchè
Né vincitori né vinti si esce sconfitti a metà
La vita può allontanarci l’amore continuerà
Lo stomaco ha resistito anche se non vuol mangiare
Ma c’è il dolore che sale che sa e e fa male
Arriva al cuore lo vuole picchiare più forte di me
Prosegue nella sua corsa si prende quello che resta
Ed in un attimo esplode e mi scoppia la testa
Vorrebbe una risposta ma in fondo risposta non c’è
E sale e accende gli occhi il sole adesso dov’è
Mentre il dolore sul foglio è seduto qui accanto a me
Che le parole nell’aria sono parole a metà
Ma queste sono già scritte e il tempo non passerà
Ma quando arriva la notte e resto sola con me
La testa parte e va in giro in cerca dei suoi perchè
Né vincitori né vinti si esce sconfitti a metà
La vita può allontanarci l’amore continuerà

E quando arriva la notte e resto sola con me
La testa parte e va in giro in cerca dei suoi perchè
Né vincitori né vinti si esce sconfitti a metà
L’amore può allontanarci la vita poi continuerà
Continuerà
Continuerà”

Miagolato il 17 December 2010 - 2:55
Mood, Pensieri by Miciastra

Ci sono momenti in cui vorrei proprio fare rewind.
Ma non perchè il mio vivere non mi sia piaciuto non mi piaccia, in fondo la vita va sempre vissuta e malgrado i momenti tremendi, c’è sempre e comunque un qualcosa che ti fa sentire bene o viva, solo per avere la possibilità di ritornare a punti, bivi, sensazioni, scelte e sbagli che non ritorneranno.
Alle volte mi ritrovo a tu per tu con dei dejà vu che mal si collocano nel momento che sto vivendo e che mi fanno male. Mi rammarico delle mie reazioni avute, di quello che ho fatto e detto, o non fatto e non detto.

Mi sento spesso in una specie di oblio, vivo la vita perché ce l’ho, ma spesso vedo un’altra me che mi guarda silente, ma che sa perfettamente che sto barando, che mi annullo, che mi lascio andare agli eventi, che ascolto senza sentire, che guardo senza vedere.

Come spiegare questa parte di me? Non lo so, ma percepisco una “presenza” costante, pesante, giudicatrice e silenziosa a cui non sfugge niente e dalla quale non riesco assolutamente a nascondermi.

Ecco. Ho detto bene. Mi nascondo da tutto, ma soprattutto da me stessa.

Difficile esprimere questa sensazione. Come posso farlo? Come posso fare per vedere su questo schermo le parole che derivano dai miei pensieri?

Sono tanti, troppi i pensieri che aleggiano in questa testa che io reputo perduta ormai e non me ne faccio una ragione.

Avevo dei sogni, tutti li abbiamo. Credevo di essere invincibile, e chi non lo ha mai creduto?  Pensavo di essere più forte degli altri in amore, nei sogni, nella vita, nella piccola realtà quotidiana, nei rapporti umani.

Ho sempre pensato di avere una carta in più rispetto agli altri e oggi mi ritrovo a scontare questo volo pindarico con il mio buio interiore, provando una paura per tutto ciò che mi circonda e che mi devasta, pregiudicandomi anche i rapporti con gli altri.

Non mi piacciono i miei limiti, non ho mai calcolato di averne e oggi mi sento spaesata, troppo fragile, nuda.

Mi faccio forza, mi dico tante cazzate, mi illudo continuamente, cerco di andare oltre, ma il cuore, la mia pancia mi riportano crudelmente sulla terra ferma.

Vorrei, alle volte, fare rewind. Vorrei darmi la possibilità di fare scelte diverse da quelle che ho fatto. Mi piacerebbe tanto vivere il famoso senno di poi…

Ma so che non è possibile e così lascio che gli eventi accadano senza reagire più di tanto, o meglio, senza avere la capacità di poter reagire. Non la sento più dentro di me e non ne capisco il  perché.

Come mai tutto questo? Proprio non lo so e mentre tutto il mondo attorno a me continua a definirmi un leone, una vincitrice, una che sa quello che vuole e che si vive la propria vita intensamente, la mia pancia si contorce sempre di più e il mio petto mi manda impulsi inversamente proporzionali a tutto ciò.

Il risultato è devastante.

Rewind. Come faccio? Ho bisogno di pensarmi felice, forte, coraggiosa, vulcanica e soprattutto serena.

E se quella volta avessi preso quel bivio anziché quell’altro, cosa sarebbe successo? Oggi sarei la stessa persona? Forse no, ma anche si. Che ne so?

So solo e che non mi sento bene e che spesso mi do fastidio da sola.

E non è una gran bella sensazione.

Rewind. Esiste veramente questo tasto?

La speranza è che ci sia veramente da qualche parte..

Forse è solo questo pensiero che non mi fa desistere dal mollare completamente la presa.

Forse.

Ma non ne sono sicura.

Miagolato il 25 July 2010 - 2:02
Amici, Pensieri by Miciastra

Scrivo tanto per scrivere un pò. O forse perchè mi va, ma anche no.

Bella ’sta definizione che ultimamente va così di moda – “ma anche no”.

Mi piacerebbe usarla veramente e per veramente intendo per cose riguardevoli e non superficiali.
“Ma anche no”.

Accipicchia che bella frase che è!
Pensa in quante occasioni non stupide si potrebbe usare… “Ma anche no! Ma anche no, cazzo santo!!!!”
E invece viene usata per stronzate.
Che liberazione poter dire – ma anche no. Un giorno un mio caro amico mi disse – posso sempre non partecipare…
Verissimo.
Penso a mille cose. Penso ad una persona che credevo amica e che, per debolezza, ha infangato questa amicizia, dicendo una marea di cazzate alla sua donna che aveva descritto come una psicopatica, maniaco-compulsiva e con gelosia portata all’eccesso. Penso alle cose che le ha detto per motivi che ad oggi ancora non capisco, facendole credere  cose inesistenti, mettendomi anche in cattiva luce, quando io, altro non avevo fatto che offrirgli la mia amicizia più pura. Sono passata per una specie di troione che faceva piaceri solo in cambio di prestazoni sessuali. Ho subito messaggi e telefonate minatorie da parte di una donna che, ferita nel proprio essere, non ha fatto altro che difendere, sebbene in maniera eccessiva, la propria vita. E questa persona che reputavo amica e alla quale ho dato, lo giuro, solo ed esclusivamente il mio appoggio psico-fisico, in cui l’aspetto fisico è sempre stato un mero [se così vogliamo definirlo] aiuto materiale, perchè capivo il momento di difficoltà oggettivo in cui si trovava. Non ho capito cosa mi stava creando, il disagio in cui mi stava mettendo, la figura meschina che mi stava facendo fare. All’inizio ho lottato, ho cercato di far comprendere la mia trasparenza , la mia purezza d’animo ma sono stata fagocitata da maldicenze e falsità che non mi appartenevano. Ho cercato di chiarire la cosa, di far riflettere l’uno e l’altra ma poi, ad  un certo punto ho capito che colui che reputavo un amico, forse per sopravvivere o forse per altri motivi ancora più profondi che io non ho potuto/voluto comprendere, è passato sopra la mia dignità di essere umano,  con menzogne e meschinità che ancora oggi non riesco a capire.

Ma ad un certo punto mi son detta “ma anche no”.

Anche no, davvero. Sono una donna complicata, con mille problemi esistenziali, comportamentali ma sono una persona pulita nell’animo e ho detto no.

Appunto, ma anche no.

Faccio a meno di questa amicizia che forse non lo era veramente ma non da parte mia. Sono stata insultata, infamata, minacciata rispetto a un qualcosa di inesistente, completamente infondato, offensivo, inutile e soprattutto superfluo.

Ok, ma anche no – mi son detta ad un certo punto. E questo pensiero mi ha fatto desistere. Non posso lottare contro i mulini a vento, l’ha fatto già qualcuno al posto mio.

Peccato, però. Io odio gli sprechi, ma io mi devo del rispetto.

E  lo stesso rispetto m ifa continuare a dire -” ma anche no”.

in fondo, non sono obbligata a patecipare.

Tutto ha sempre e comunque un prezzo.

Ma, di fronte all’ingiustizia, io dico “ma anche no”.

Miagolato il 25 May 2010 - 23:07

Sono giornate burrascose, le mie.
Fagocitata letteralmente dal lavoro che, in maniera incessante ed inclemente, non lascia respiro. Fatico a stare dietro a tutto perchè è troppo, soprattutto dopo un periodo simile. Vorrei non fare nulla, lasciarmi andare al niente più assoluto, all’apatia che segue un momento burrascoso. La quiete dopo la tempesta, Ma, niente. Situazioni vorticose, fatica fisica, pensieri post euforia. Tutto sembra andare contro la mia natura attuale, il mio desiderio di non parlare con nessuno, la mia voglia di non fare un cazzo, perchè di cazzi, fino a qualche giorno fa, ne ho visti tanti e risolti altrettanti.

Silenzio e respiro.

Ecco di cosa avrei bisogno in questo momento.

Mi accorgo che non riesco a respirare, non riesco a dormire, non riesco a quietare l’anima e nemmeno il fisico . Sono tesa, tesissima e, alle volte, mi do fastidio da sola.

Quando cerco di spiegare che sto vivendo un periodo decisamente particolare, mi sto automaticamente sul cazzo.

Ma è così e non posso cambiare le cose. Magari potessi farlo. Magari davvero…

E passo i miei giorni, le mie ore  a sperare in un qualcosa di meglio, di più sereno.

Breathless, come dicono gli inglesi.

E rende proprio l’idea.

Miagolato il 24 May 2010 - 23:04
Pensieri, Pillole by Miciastra

Piove da troppo tempo, oramai. Piove ogni giorno, anche se la mattina c’è un sole stupendo.
Piove in continuazione e non ne posso più.
Ho l’anima in cantina e tutto questo grigiore non mi fa bene.
Mi sento defraudata del calore, del sole, dell’energia necessaria per affrontare la vita che sto vivendo in questo preciso istante.
Ho voglia di sentire i raggi sulla pelle, di chiudere gli occhi e percepire la luce, il tepore di queste giornate di maggio.
Avrei voglia di stendermi sulla sabbia, di chiudere gli occhi e di annullare la mente.
Non facile.
E il tempo non mi aiuta davvero.

Miagolato il 23 May 2010 - 3:20
Dolore, Pensieri, Zampate by Miciastra

Periodo decisamente negativo, qualora necessitasse mai di una qualsiasi classificazione. Negativo forse è una terminologia impropria. Periodo di merda è forse riduttivo; di merdaccia nera calza quasi a pennello. Che dire? Non riesco più a scrivere su questo spazio che per un lungo periodo ho sentito “mio” totalmente e nel quale mi sono identificata profondamente. Colpa di facebook, che ti porta a gestire l’effimero? Colpa del tempo che in maniera inclemente incalza e non ti lascia respirare? Colpa dell’estrema e profonda pigrizia che aleggia nell’essere? Bho.

Sta di fatto che non scrivo più anche se di cose da dire ne avrei.

E ne ho tante. Sangue. Stasera rieccheggia nella mia anima questa parola, che più che una qualsiasi parola è una macchia che ho sulla mano e che i provoca dolore profondo. Sangue. Cazzo, è sangue vero.

Ma che cosa è accaduto? Perchè sono arrivata ad avere del sangue non mio sulla mia mano? Io lo so. E’ un periodo straordinario della mia vita. E per straordinario  intendo qualcosa che non ha nulla a che fare con l’aggettivo comuneente usato. Straordinario può riferirsi a concetti, situazioni, pensieri, emozioni, gesti, azioni totalmente negativi. Ed è infatti così. Periodo di merda davvero. Periodo in cui rivedo tutta la mia vita e, come cita la Vanoni, con bilanci che non hanno quadrato mai e che solo ora mi cadono addosso, come grandine. Affronto un momento di transizione; passaggi per forza dolorosi, colmi di astio, rancori, pene, paure estreme, preconcetti e quant’altro. Più, la paura di affrontare il giorno dopo, che non è da sottovalutare.

Mi accorgo, o meglio, mi si paventa l’impossibilità di comunicazione; un muro duro, erto, difficile da buttare giù. E rimbalzo su questo muro; provo a spiegare i miei sentimenti,  le mie ragioni, quello in cui credo, il mio dolore, il risentimento, il mio essere diffidente, le mie paure ma … niente.

Quello che ottengo è ancora una volta  un contrasto inesistente, inutile, deleterio, confusionale. Mi sento decisamente persa nel nulla più assoluto e dio sa quanto io detesti la neutralità. Ho cercato, a modo mio, di spiegare, di far comprendere il mio più profondo io, di accettare le altrui reazioni, anche se incomprensibili ai miei occhi, mi sono messa “in berlina”, ho parlato chiaro. Credo.

Tutto quello che ho è del sangue non mio sulla mia mano. E non è un bel risultato. Non ne sono fiera e mi fa solo male.

E poi penso che di dolore  in questo momento ne ho già a sufficienza.

Vorrei chiudere gli occhi e svegliarmi in una realtà diversa.

Mood:Angry emoticon Angry & Sad emoticon Sad & Sad emoticon Sad & Angry emoticon Angry & Sad emoticon Sad & Angry emoticon Angry

Miagolato il 25 September 2009 - 21:25
Amici, Emozioni, Pensieri by Miciastra

Certi posti sono come la cioccolata: ogni volta che ci torni, hanno sempre lo stesso buon gusto.
Ed eccomi di nuovo qui, a casa di IM, nella sua bicocca per una serata tranquilla, fuori dal tempo e dai numeri.

Il mio amico mi coccola sempre ogni volta che varco questa soglia, quindi sono qui con un buon bicchiere di vino rosso e una strepitosa selezione musicale mentre lui apparecchia in terrazzo e cucina cicoria ripassata, patatine fritte ed uno splendido filetto.

 Lo osservo mentre si muove nella minusola ma attrezzatissima cucina che la sottoscritta ha ideato e realizzato. Gira e rigira la cicoria nella padella e si muove velocissimo, come sempre.

 ”Me lo daresti un altro goccino di vino?” – non faccio nemmeno in tempo a chiederlo, che già ha la bottiglia in mano. Voglio proprio bene a InvernoMuto, anche se spesso mi fa incazzare proprio…

 Continuo a scrivere e lui si agita tra la ucina ed il terrazzo. La sua è un’eterna battaglia con ciò che lo circonda, anche con le cose inanimate!!!

 “I’m starting with the man in the mirror, I’m asking him to change his ways and no message could have been aany clearer if you wanna make the world a better place…” rieccheggia in quest’aria ormai non più afosa come qualche tempo fa.

Daphne mi guarda e non capisce perchè io non l’abbia presa ancora in braccio da quando sono arrivata. Dopo lo faccio, ora osservo, annuso e cerco di godere di quello che sto vivendo. In fondo mi basta poco.

Le patatine sono quasi pronte, il che significa che a breve il mio amico cuocerà la carne e poichè ci piace al sangue, saranno sufficienti pochi minuti.

Ho voglia di rilassarmi e penso che ci riuscirò.

“Andiamo a tavola?” Eccomi, amico mio.

[mi viene un pò da piangere ma non lo farò].

Grazie IM.

 ORE 23.15

“Monday, took her for a drink on Tuesday and were making love by Wednesday and on Thursday & Friday & Saturday we chilled on Sunday. I met this girl on Monday took her for a drink on Tuesday we were making love by Wednesday and on Thursday & Friday & Saturday we chille… Since I met this special lady ooh yeah I can’t get her of my mind. She’s one of a kind and I ain’t about to deny it it’s a special kind thing with you…”

Craig David mi piace proprio.

Ottima cena.

Ottimo tutto.

Bell’aria nell’aria che ‘è.

Socchiudo gli occhi [anche se mi riesce difficile farlo veramente] e mi lascio andare alla musica…

 

Miagolato il 23 September 2009 - 15:03
Parole, Pensieri by Miciastra

Eccomi di nuovo nella mia bella Roma. E’ un lungo periodo di viaggi per me, mi sento un pò zingara.

Ma forse nulla arriva a caso.

Genova è una città incantevole, pulita, curata, che odora di mare in ogni suo punto e questo odore rende tutti diversi, più felici, oppure rende felice solo me, non so bene.
Ha dei colori tenui, quasi sbiaditi, forse un pò pastello che ben si amalgamano tra le montagne che scendono sul mare.


Bella davvero.

Ho passato giorni faticosi, impiegando le mie forze al massimo per un evento mondiale molto importante e mi ritengo soddisfatta di ciò che ho fatto. Sono brava nel mio lavoro e chi mi conosce sa che non sto affatto esagerando.

Ma ora sono qui ed avrei voglia di restarci per un pò ma so già che non sarà così perchè sono prossima ad un altro evento mondiale a Reggio Calabria e dovrò andare giù spesso per organizzare tutto al meglio.

Ma forse nulla arriva a caso.

Forse è meglio che il mio cervello ed il mio corpo non si fermino per il momento, per non lasciare spazio a dolori latenti che, come falchi, altro non aspettano che saltarmi addosso.

Miagolato il 11 June 2009 - 20:57

 

Men at work, ossia lavori in corso.
Ecco, è così che sto vivendo questo periodo.
Si, rende l’idea alla perfezione. Ovunque io volti la testa, ho qualcosa da fare, da dire, da sbrigare, con tempi  inspiegabilmente stretti e ovviamente sempre e comunque con il livello di difficoltà  al massimo.

Alle volte mi chiedo se sia veramente io quella donna che riesce, ogni santo giorno, a fare tutte quelle capriole e confesso che me ne stupisco ogni volta ed ogni giorno di più.
Spesso penso anche di essere bionica, modello wonder woman, di venire da un altro mondo e quando parlo con venticinquenni che il pomeriggio, dopo l’ufficio, vanno a fare un riposino perchè sono stanchi, bhè, non so più se la strana sono io o loro.

Mi chiedo  – la vita è così come la vivo io oppure sto sbagliando tutto? Una gran bella domanda. Una di quelle che non ti rallegrano di certo la mente.
Certo è che non me la sto godendo molto, non ho il tempo di farlo, sono entrata in un loop e non riesco ad uscirne.
Mi rendo proprio conto di non riuscire a fare cose normalissime che altre persone fanno, chessò, andare in palestra, fare una passeggiata solo per il gusto di farla, starmene sul divano a leggere, una cena fuori con gli amici, visitare un museo, ricominciare a fare gioielli, dipingere, ascoltare un pò di musica, passare una giornata al mare.

 Mica scalare l’Everest o riformulare la teoria della relatività.
Solo cose semplici.

Niente, sono sempre con i lavori in corso, solo che quelli stradali, prima o poi, terminano.
Forse dovrei iniziare a dire di no, a fregarmene, a diventare un pò più stronza, anche se mi si dice che il mio livello non sia poi tanto basso.

Il problema è che io sono buona, forse anche un pò cogliona e prendo a cuore tutto quello che mi circonda.

[Mi si perdoni il francesismo ma, colui he ha disegnato il cartello non avrà mica pensato ad un cumulo di merda?] 

Miagolato il 15 May 2009 - 22:15
Pensieri by Miciastra

Ci sono sempre nuvole nel cielo. Non è mai completamente sgombro, profondamente celeste, infinitamente infinito. Mi piace questo termine.

C’è sempre qualche nuvola che spunta all’improvviso, quasi per dispetto, quasi a voler significare che non bisogna abituarsi alla compattezza di quell’azzurro, a quel senso di quiete che si percepisce guardando in alto, fissando il nulla, come viene comunemente chiamato.
Ci sono le nuvole, sempre.
Impossibile non vederle.
Impossibile non notarle.
Di solito sono belle.
Quante volte si fantastica sulla loro forma? Guarda… ora sembra un cavallo, ora un viso, ora una tigre…
La compattezza ed il colore attraggono sempre, questo è vero. Quante volte ho sperato che fossero fatte di panna e quanto è bello quando sei in aereo passarci proprio dentro…
Ci penso sempre ogni volta e quando le attraverso mi sento quasi invincibile, forse un pò superman…
Strana sensazione.
Bella, però.
Ma quando i miei piedi calpestano la terra, quando guardo il cielo ed avrei bisogno di vederlo compatto, sgombro, pulito, quando necessito di uniformità con l’unico scopo di acquietare la mia anima sempre in tumulto, allora no, c’è sempre una nuvola a turbare la mia voglia di pace, la mia ricerca di tranquillità, il mio bisogno di infinito per non sentirmi limitata, dove ricerare la mia solitudine, i miei pensieri più reconditi, dove ritrovare la forza di andare avanti.
E’ un periodo particolare per me, molto difficile e francamente non so come affrontarlo, dove trovare la forza per dare a mia volta forza.
Guardo il cielo e lo prego di spazzare via tutte le nuvole.
Ho bisogno di vedere solo la compattezza, senza particolari aggiunti. Ho bisogno di rinforzare l’anima forse solo semplicemtente guardando il blu.

Mi ascolterà?