Miagolato il 22 July 2008 - 12:30

Sono tornata.

E’ stata una settimana intensa, sotto tutti i punti di vista. Ho lavorato molto, moltissimo con un caldo allucinante e con grosse responsabilità. Ma è stato bello. Il Presidente, il Direttore e tutto lo staff, mi hanno accolta a braccia aperte, fiduciosi nelle mie capacità lavorative e mi hanno dato carta bianca su tutto. Sono stata il fulcro di tutto ciò che c’era, dalla logistica, al pagamento del montepremi, alla transportation, ai buoni pasto di tutti, agli sponsor, ai giocatori, all’organizzazione della parte cerimoniale, alla televisione, fino ad arrivare ai rapporti con le organizzazioni internazionali. Un lavoro a 360 gradi, senza sosta, frenetico e complicato.

Ma non sono stanca, o meglio, non lo sono eccessivamente. Come mai? Io lo so perchè.

Perchè ho lavorato con il sorriso sulle labbra, tra gente educata, serena, rispettosa dell’altrui professionalità, riconoscendola ogni qualvolta se ne presentava l’occasione. Lavorare in queste condizioni, ti rende forte, sicura, serena.

Sono stati dieci giorni intensi, faticosi ma mi hanno fatto veramente bene al cuore ed hanno sicuramente aumentato la mia autostima.

Ho lasciato Rimini in fretta, con un certo dispiacere perchè so che la mia vita abituale è circondata da tutt’altra situazione.

Questa mattina mi sono arrivati tre sms che mi hanno aperto il cuore:

Dal Presidente - “Ciao Miciastra, spero che il ritorno sia stato ok. Ci manchi già moltissimo. Grazie ancora, sei una persona speciale. Ti abbracciano tutti. A presto.

Dal Direttore - Ciao Miciastra, se fuggita e non ho avuto la chance di ringraziarti a dovere. Sei troppo brava per essere vera. Grazie di cuore.

Dalla mia assistente - “…mi ha fatto molto piacere conoscerti… spero veramente che avrai voglia di diventare un “pezzo di challenger”… Grazie di tutto.

Bhè, solo queste parole ripagano di tutta la fatica fatta e sono io a dover dire grazie a loro perchè mi hanno aiutato a ricredere un pò in me stessa.

Miagolato il 25 May 2008 - 19:06

E’ così che si chiama l’orsetto di peluche di mio nipote.
Cuchicco.
Un nome importante, anche se un pò difficile da pronunciare.
Eppure si chiama così, il pronipote del famigerato ”Teddy Bear” della mia infanzia.
Cuchicco.
Un anno e cinque mesi, due occhi meravigliosi ed una impressionante somiglianza a quella che ero un tempo.
Cuchicco.
Senza cuchicco non si va da nessuna parte.
Il cuchicco è il cuchicco e non si dicute.
E mentre lo vedo muoversi in casa mia per la prima volta da quando è nato, a parte il capodanno del 2007 in cui aveva solo pochi giorni, riesco a commuovermi come non mi succedeva da tempo.
E’ una storia come tante, quella di mio fratello. Incontra una donna, decidono di fare un figlio, realizzano che non sono assolutamente fatti l’uno per l’altra e, a sei mesi di gravidanza, decidono di “comune accordo” di lasciarsi, di continuare a vivere ognuno la propria vita ma con la consapevolezza e l’intelligenza apparente di allevare il bambino che verrà nel migliore dei modi.
Concetto fico, intelligente, moderno, intellettualmente di alto livello.
Purtroppo le aspettative non saranno così e, alla nascita del padrone di cuchicco, si scatena l’inverosimile, con attacchi diretti, indiretti, avvocati, polizia, carabinieri, denunce e chi più ne ha, più ne metta.
E’ passato un anno e mezzo e mio nipote oggi è venuto per la prima volta a casa mia.
Inutile dire che non mi chiama zia, che non sa chi io sia, che non abbia la ben che minima coscienza del legame che c’è fra noi, che non abbia gesti affettuosi nei miei confronti, che non mi si butti al collo.
In questo anno e mezzo ho cercato di aiutare mio fratello, di stargli accanto, di consigliarlo ed anche di trovargli un bravissimo ed alquanto fetente avvocato perchè, se guerra deve essere, è bene che lo sia ad armi pari.
Ho visto scene inenarrabili, situazioni incresciose e di una tristezza infinita.
Ho visto mio fratello piangere, annaspare nel buio, ricorrere a sedute di psicoanalisi, dimagrire a vista d’occhio ed arrendersi alle situazioni che la madre del padrone di cuchicco innescava solamente per motivi economici.
Solo per soldi.
Mio nipote non mi conosce per un problema economico.
Mio nipote non sa che mia madre è sua nonna solo per problemi economici.
Cone si fa ad anteporre i soldi all’affetto? Come ci si riesce?
Eppure succede. Quando non ti tocca da vicino, sembra che una situazione simile sia destinata solamente ad una certa tipologia di persone. Ma non è così.
Il destino è decisamente beffardo e potente.

Ma oggi mio nipote è qui con me, si aggira per casa, gioca con il mio gatto che, stranamente, come se avvertisse il disagio e decidesse di dare una mano, non si muove, lo scruta, gli si mette accanto, si fa toccare.
Il padrone di cuchicco lo guarda esterrefatto, lo tocca, lo odora, gli parla, esclama frasi ancora incomprensibili a noi poveri mortali ma che hanno un significato profondo per lui…e forse anche per il mio gatto, chissà…

Mentre lo osservo aggirarsi per casa, penso a tutto quello che, in un anno e mezzo, questo cucciolo ha già passato ed un brivido mi pervade la schiena al pensiero di tutto quello che dovrà ancora affrontare, oltre alla vita normale di ogni bambino.

Ma lui ce la farà, noi siamo forti e lui lo sarà ancora di più e poi non è solo…

Guardo cuchicco e segretamente gli chiedo di vegliare su mio nipote, di dargli il calore e la sicurezza che non ha ancora avuto, di accompagnarlo nei sui sonni e di rallegrarlo nei suoi giochi.

Cuchicco non lo abbandonerà.

Ne sono certa.

Miagolato il 25 May 2008 - 9:37
Amici, Emozioni, Pensieri by Miciastra

Eccomi.
Primo WE dopo il tour de force.
Primi giorni per il recupero fisico e mentale.
Sono veramente stanca, forse non lo sono mai stata così tanto nella mia vita lavorativa.
Ho ancora tutto il follow up (così IM è contento) da terminare ed è la parte meno piacevole perchè, per dirla brevemente, il post evento non è più divertente come il pre, non c’è più l’adrenalina, la carica, l’interesse che si ha prima di buttarsi nella mischia.
Ora ci sono anche i conti da far quadrare (e dio solo sa quanto io sia negata), ora c’è il famigerato consuntivo, ora si incomincia a litigare di brutto. E’ incredibile quanto siano stolte le persone, mi meraviglio ancora nel constatarne i limiti, non mi capacito di come si possa essere così ottusi. E’ il momento dei resoconti e tutti si affannano a cercare, a pretendere “pezze d’appoggio” per tutte le cazzate fatte durante questo periodo.
Non so, gli Internazionali di Tennis creano uno stato psicologico particolare nelle persone con cui lavoro, è come se si ubriacassero di questo potere a tempo e dimenticassero tutto quello che, invece, dovrebbe esser fatto con criterio.
Durante questo periodo ho visto colleghi e colleghe inebriati dalla mondanità che rotea intorno ad un evento decisamente sportivo; li ho visti aggirarsi con tacchi e cravatte, ridere quasi sguaiatamente, parlare con chiccessia, insomma, l’importante era “esserci”.
Io li osservavo da lontano, sempre in tenuta da battaglia perchè di questo si è trattato. Scarpe da ginnastica, pantaloni extra comodi, walkie-talkie al collo, capelli legati per il gran caldo; ho dimenticato il mio sesso, quasi fino a sentirmi un ibrido.
Ma io non ho perso di vista nulla, ho fatto tutto con criterio, ho lavorato bene ed oggi quasi mi diverto a vedere i miei colleghi nel panico più puro (ebbè, a Roma si dice ” a chi tocca non s’ingrugna”!)
In questa settimana ho ripreso un pò me stessa, sono andata dall’estetista per manicure, pedicure (non descrivo la situazione dei miei piedi post torneo perchè vi voglio bene), ceretta & co.
Risalire la china non sarà cosa semplice, ma ci riuscirò.
Questa mattina mi sono alzata con calma, ho preso il mio caffè decaffeinato, ho fumato la mia sigaretta con estremo piacere, sono andata su tutti i vostri blog per aggiornarmi sui vostri pensieri.
Oggi è domenica ed ho invitato la mia famiglia a pranzo da me. Non li vedo da tanto ed ho proprio voglia di stare con loro.
Buona domenica a tutti.

Miagolato il 28 March 2008 - 3:46
Mhmm, Pensieri, Pillole by Miciastra

Bolle.
Si, bolle.
Tutte bolle.
Blu, blu, blu, bla bla, bla, bli, bli, bli, bl, bl bl, anche senza vocali…
Avverto tutte le bolle in questo periodo.
Come spiegarle?
Come poter far capire?
Non lo so. Davvero. Non lo so. Cazzo se non lo so.
Come spiegarlo?
In questo periodo devo “forzatamente” incontrare molte gente.
Faccio colloqui di lavoro, sono in contatto diretto con gli inglesi, parlo con gli americani, discuto con i francesi, organizzo con gli spagnoli, mi incazzo con i croati, mi incastro con gli ucraini, mi arrabbio con i russi ma…
bla, bla, bla, bli, bli, bli, blo, blo, blo, blu, blu, blu…bl…bl..bl… mi mancano anche le vocali… Essì… mi mancano…
Vivo questo periodo storico della mia vita lavorativa in empasse, trattenendo il respiro, respirando ogni respiro altrui, cercando di calcolare gli eventi, cercando di evitare gli ostacoli.
E quanto è difficile tutto questo, cazzo santo (ma perchè mai è santo? bho… ma si… idolatriamolo…)
E quest’anno c’è anche il torneo dei VIP (come se non avessi niente altro da fare), devo contattare Del Santo, De Filippi, Rivera, Abatantuono, Volo, Tognazzi, Bonolis, Turci, Costanzo, Rettore, Bertè, Caputi, Fossati, Mogol e mi incastro con uffici stampa fittizi e non mi piace più, no davvero, non mi piace più. Sono troppi anni che faccio sempre le stesse cose. Per carità, il mio lavoro è a dir poco fantastico, quante persone vorrebbero essere al posto mio, lo so, ma io non mi diverto più. Cosa ci posso fare?
Ho vissuto anni intensi, veri, reali, vivendo nel mondo dell’emarginazione, con gli handicappati, i malati di aids, i dropout, i matti (?) gli autistici,, vivendo vite altrui, cercando di migliorare la vita degli altri ed anche la mia, soffrendo per gli altri e sentendomi viva in ogni momento, sentendomi importante,  sempre cercando di tirar fuori il meglio di me stessa.
Bolle.
Ora sono solo bolle.
Mondi fittizi…Federer… Nadal… Mauresmo… Sharapova, idoli che io non sento tali… mi immergo ogni mattina in questa realtà che nulla a che fare con quello che io considero la vera realtà…
Bolle di sapone… bolle…
Senso di inutilità, spreco di tempo ed io odio gli sprechi…
E più guardo tutto questo, più non lo sopporto.
“Miciastra, dobbiamo organizzare il beach tennis al’interno del torneo maschile - ci serve il tuo aiuto”
“Miciastra, c’è lo Scolapasta d’Oro, Ricky Tognazzi ci tiene particolarmente… sai suo padre lo ha fatto per anni,  dobbiAMO farlo al meglio, dobbiAMO darci da fare”
“Miciastra, ci sono delle finali under 10, 12 e 14 (ma Erode dov’è?), dobbiAMO trovare gli alberghi, la transportation, i biglietti…”
“Miciastra, anche per quest’anno ci sarà il Senior Tour, contatta McEnroe, Ivanisevic, Cash, Muster, Leconte e fai l’offerta, decidi l’albergo, gestisci il barter con la società…”
” Miciastra, facciamo anche la Coppa Belardinelli (120 ragazzini impazziti), hai pensato alla delibera di spesa, all’albergo, ai biglietti…”
“Miciasta, la Coppa Davis in Croazia dipende da te… tutto a posto?!?! Galeazzi ti cerca perchè vuole arrivare a Dubrovnik senza fare scali (ora mi compro una compagnia aerea, così risolvo il suo problema)”
“Miciastra, la Fed Cup ad Olbia è quasi alle porte… hai pensato a tutto e per tutto intendo proprio TUTTO?”
“Miciastra, hai pensato ai gadget per le varie manifestazioni? Qual’è il massimale di spesa? Hai contattato le varie ditte e ti sei fatta preparare dei preventivi di spesa?”
“Miciastra, le giocatrici ed i giocatori italiani non hanno il certificato di idoneità alla pratica sportiva agonistica: TI sei attivata per fargliela ottenere?”
Miciastra, visto che ti occupi del recruitment dello staff. (e non mi pare poco…).. io ho mia sorella, mia cugina, l’amico della sorella di mio fratello, il cugino del cognato di mia moglie, il nipote del fratello della mia collega che vorrebbe lavorare agli Internazinoali di Tennis… ci sarebbe un POSTICINO per lui/lei?”
“Miciastra, potresti tradurmi questro stralcio del regolamento antidoping poichè, anche se gestisco il Settore, non ci capisco una beata fava e devo relazionarmi con l’Inghilterra?”
“Miciastra, in vista delle Olimpiadi, dobbiAMO preparare una documentazione dettagliata sui NOSTRI atleti… HAI preparato tutto?”
“Miciastra, ma lo sai che probabilmente faremo un torneo per handicappati durante la settimana del maschile? Sai dovrEMO prevedere delle camere nell’albergo ufficiale ma, poichè questi atleti avranno sicuramente delle esigenze particolari, dovrEMO assicuraci che l’albergo metta a disposizione delle camere idonee (l’anno scorso ho fatto levare i mobili dalle stanze) ed eliminare tutte le barriere architettoniche (è arrivato PENSACE!!!!). Ci puoi pensare tu, per favore?”
“Miciastra, la Commissione di Vigilanza necessita dei progetti del Foro, dove sono?”
“Miciastra, HAI previsto tutti i voli per i NOSTRI atleti? E lo sai che tizia vuole il lettino da massaggio in camera e che sempronia non vuole arrivare dopo le 22.00 e che, appena arrivata, desidera il fisioterapista per due ore?”
Bolle.
Anzi, pustole, pedicelli, acne…
Bolle, solo bolle.
Eppure, con queste bolle, devo rapportarmi ogni giorno, ogni ora della mia maledetta giornata lavorativa che, in pratica è tutta la mia giornata, visto che inizio all’alba ed al tramonto non ho ancora finito.
Ci penso.
Sono bolle.
Devo considerarle come tali, altrimenti non vivo più-
Ma mi chiedo spesso: “Miciastra che cazzo santo hai fatto di male nella vita? Tutto quello in cui hai sperato, tutto quello in cui hai creduto, tutte le tue aspettative, il mondo da spaccare in due, la tua energia…dove cazzo è finito tutto questo?
E la risposta è solo una, purtroppo.
Nelle bolle.

“Minchia né (come diceva la nonnina di un mio amico), se sono sotto pressione…”

Bla..bla.. bla…blu.. blu.. blu… ble… ble… ble…bl… bl… bl…grlg… grlg…

[se affogo, vi prego, tiratemi su!!!!]

Mood:Bleah! emoticon Bleah! & Ehmmm… emoticon Ehmmm… & Mmm… emoticon Mmm…

Miagolato il 25 February 2008 - 14:12
Amici, Meme, Pensieri by Miciastra

Mi piace da matti questo nuovo stereotipo ti meme che InvernoMuto ha lanciato e voglio farlo.

Allora, DIECI COSE CHE VORREI DIRE A VARIE PERSONE IN QUESTO MOMENTO.

1.  Ciao, stai bene? Mi pensi mai?

2.  Che hai fatto in questi ultimi quattro anni?

2.  Perchè te ne sei andato via da me?

3.  Tu sei una gemma inestimabile…

4.  Ma quando vieni a Roma per quel famoso bicchiere di vino?

5.  Mi piace come canti…non smettere mai…

6.  Tu sei parte della mia anima e lo sarai per sempre, anche se so che non potrò più vederti.

7.  La tua esistenza mi fa capire che anche io ho saputo fare qualcosa di bello 

8.  Tu odii gli sprechi come me?

9.  Sorridi sempre perchè, nel guardarti, mi si riempie il cuore di gioia…

10. Senti ssskusa…  sssiamo serpenti velenosssi noi?

Miagolato il 1 February 2008 - 2:14
Emozioni, Mhmm, Pensieri by Miciastra

Fa parte del mio lavoro.
Lo so bene.
Sono anni che faccio sempre le stesse cose.
E lo so fare bene.
So di essere brava.
Generalmente sono una persona modesta, ma so di essere brava. E non poco. Ma non perchè io sia  intelligente, solamente per esperienza.
In tutti questi anni ho acquisito un certo savoir faire, leggo la gente e so dove posso arrivare.

E soprattutto dove non posso.

In tutti questi anni ho vissuto situazioni pazzesche, confrontandomi sempre con la realtà territoriali. E’  vita ed esperienza. Milano, Livorno, Rimini, Teramo, Palermo, Reggio Calabria, Follonica, Prato e che ne so… tutta Italia, più o meno.
Ogni volta che arrivo in un posto, devo, per forza di cose, “lavorare” con il territorio che ho davanti.

Quanti anni sono?

Tanti, davvero.

Ho imparato a leggere le realtà, a non intaccare gli equilibri, ad ottenere le cose con garbo e decisione.
A Reggio Calabria sono andata a sdoganare del materiale con una persona che ha dovuto tirar fuori la pistola per ottenere del materiale che era “sparito”.
A Livorno per poco non mi arrestano per aver detto certe cose alla polizia, a Teramo non ho potuto organizzare cose semplicissime perchè non “autorizzate” preventivamente, a Rimini hanno chiesto l’intervento della forza pubblica per una situazione veramente banale.

Io lo so.

Io so che ogni città vive le proprie realtà.

Ed io mi confronto ogni volta e riesco ad ottenere quello che voglio, senza alterare gli equilibri.
Sono sempre molto preparata nel dovermi amalgamare con le realtà locali.
L’altro giorno sono andata al Comune di Napoli per organizzare la cerimonia di sorteggio per l’incontro di Fed Cup (la Coppa Davis al femminie) tra Italia e Spagna che si disputerà questo fine settimana.
La ITF (International Tennis Federation) detiene tutti i diritti organizzativi e tecnici, per cui io devo organizzare gli eventi, utilizzando il protocollo internazionale.
E questo protocollo è prettamente inglese, in tutto e per tutto.
E’ stato un incubo.
Alle 12 avevo appuntamento con l’adetto a non so cosa (amico di uno degli organizzatori locali) che mi doveva “introdurre” al capo del cerimoniale del Comune di Napoli, per poi arrivare direttamente alla Segreteria del Sindaco…
Un giro fantasmagorico, insomma.

Ma io lo so, sono abituata a tutto questo.

Ogni volta mi rassegno ed innesco dei meccanismi meramente di pubbliche relazioni.

E’ il mio lavoro.

Entro nel palazzo del Comune, mi metto in contatto con il mio “uomo all’Avana”, passo per ben 15 uffici addetti a no so quali protocolli , oltrepasso dei varchi praticamente invalicabili ed arrivo al Capo del Cerimoniale della Segreteria del Sindaco.

Arriviamo alla sala preposta, indico le necessità ed il protocollo del cerimoniale internazionale ed improvvisamente mi trovo in una situazione paradossale: comunico che il Giudice Arbitro della manifestazione deve necessariamente sedere al centro della tavola degli oratori e da qui… il baratro…

Il Capo del Cerimoniale mi attacca dicendo che su “quella” sedia potrà sedersi solamente il Sindaco, che loro devono seguire un “loro” cerimoniale, che noi siamo ospiti (e non è vero) e che dobbiamo fare cosi, altrimenti….

(minchia…altrimenti cosa?!?!)

Io mi ritengo una persona fondamentalmente ben educata e curo le pubbliche relazioni da una vita ma, di fronte a cotanta arroganza, non ci ho più visto ed ho formulato la seguente domanda: “Perchè lei e così arrogante con me, visto che sono qui per farvi un piacere e che, oltretutto sono una signora e nemmeno ci conosciamo?”

I leccaculo intorno a noi (e ce n’erano ben 5) sono sbiancati ed il silenzio ha regnato per ben 10, lunghissimi secondi….

“No, sa, signora … qui noi dettiamo le regole, qui noi facciamo come ci pare, qui noi decidiamo ed abbiamo  nostro protocollo, il Sindaco deve sedere su QUELLA sedia, qui si fa così… qui…. bla, bla, bla, bla….”

Ero fuori di me, ma, l’esperienza mi ha fatto gestire questa situazione in un certo modo….

Riesco a concludere il protocollo del cerimoniale e me ne vado, soddisfatta del mio operato che, ancora una volta, aveva raggiunto gli obiettivi preposti,

Ma, accidenti, ma… da qui, si è scatenato il mondo!!!!

Ripercussioni politiche, ricatti che non sto a dire, telefonate al mondo intero, ricatti a livello economico… e non solo.

Tutto questo per una sedia. La sedia del Sindaco. Per chi doveva sedere su “quella” sedia in una manifestazione sportiva che nulla aveva a che fare con la politica, strano a dirsi…

Domani mattina alle 12 dovrò affrontare le conseguenze di tutto questo.

Ma una domanda mi nasce veramente spontanea: con tutto questo casino che c’è qui, e ce n’è davvero tanto, è mai possibile che ci si possa soffermare su una cosa banale come questa, tanto da far nascere un casino “politico” e di conseguenza economico?

Devo dire una cosa, la devo dire assolutamente e so che mi farò dei nemici…. ma perchè il vesuvio non erutta più?
Una bella colata e e poi ci costruiamo Disneyand (che, oltretutto Amelia la fattucchiera si troverebbe nel suo habitat naturale…)

E’ uno sfogo, lo so, ma vivo delle sitazioni veramente particolari ed ho ancora un’anima pura, malgrado la maggiore età e non riesco ad adeguarmi a situazioni simili.

Proprio non ce la faccio.

Domani sarà una giornata particolare.

Accidenti.

Ed io farò buon viso a cattiva sorte.

Ma l’immondizia rimane.

Ma siamo deciamente un popolo di artisti e navigatori…

Mah…

Miagolato il 12 January 2008 - 12:58
Mhmm, Pensieri, Troubles by Miciastra

Napoli

















I’m back, I’m back…

Cosa non ho visto, accidenti! Che gran casino… Questa foto l’ho scattata dalla macchina con il mio cellulare. E’ sfocata ma, purtroppo, rende pefettamente l’idea.

Quello che mi ha particolarmente colpito, a parte l’enorme mole di rifiuti ovunque è la tranquillità apparente e la rassegnazione dei napoletani di fronte a cotanto spettacolo…
E’ una situazione di emergenza pura, guardi questa bella città e ti piange il  cuore nel vederla in queste condizioni…

Mah…

Ho lavorato molto tutta la giornata, destreggiandomi tra prolissi direttori di alberghi che mi hanno mostrato, una ad una, le camere, le sale, le aree dedicate, i roof garden, i ristoranti ed ogni singolo angoletto del “proprio” castello e presunti manager di aziende operanti in settori pressochè sconosciuti ma con innummerevoli possibilità (l’ho sempre pensato: siamo un popolo di artisti!!!).

Il luogo dove avverrà la manifestazione (a proposito, io organizzo eventi internazionali) è a dir poco fatiscente e già so che dovrò farmi un gran culo (francesismo) da oggi fino al 4 febbraio prossimo per poi ritornare in apnea fino alla fine di maggio.

Ed allora, mi rimbocco le maniche, mi faccio forza, mi tappo il naso e vado ad incominciare…

[forza Miciastra, metticela tutta e vedrai che andrà bene…]

Miagolato il 29 December 2007 - 11:41

Occhi Miciastra

Guardo.

E’ una vita che lo faccio.

Io guardo in continuazione.

Osservo, scruto, analizzo quello che mi circonda.

Ho una curiosità innata ed amo profondamente il prossimo.

Per cui lo osservo sempre attentamente.
Che cosa ci posso fare????
E questa mia natura mi ha portato a studiare Psicologia.

Anni di ospediali psichiatrici e corsi di formazione professionale con i cosiddetti emarginati.

Parola grossa ed ai più, piuttosto vaga. Ma forse anche per paura ed ignoranza. Vedere una persona in carrozzina crea disagio, vedere una persona pazza per strada ne crea altrettanto. Ma perchè? Perchè se conosciamo una persona in carrozzina non chiediamo cosa  le è successo, mentre ad una persona con un gesso arriviamo addirittura a farci raccontare l’intero accaduto? E perchè se vediamo un cosiddetto “matto” per strada, ci allontaniamo immediatamente ed in qualche modo ci sentiamo “rassicurati”? Perchè vige la “regola” che MATTO= PUZZA, PERICOLO ed HANDICAPPATO= PERSONA DIVERSA e SICURAMENTE NON INTELLETTUALMENTE ABILE?

Io l’ho scoperto con gli anni. 

Ho visto gente che ha dovuto cambiare la propria vita a causa di un brutto incidente stradale, altri che sono stati operati di scoliosi e che non hanno mai più camminato, altri ancora con la polio, ancora altri in carrozzina per aver tentato il suicidio, gente con la febbre alta cadere dal balcone di casa, persone autistiche, malati mentali che parlano in tibetano per non farsi capire da “quelli” del CIM (Centro di Igiene Mentale).

Così ho passato gli anni migliori della mia vita, annusando il male ma quello vero,  quello in cui la sofferenza è vitale, vivendolo in prima persona e soffrendolo dentro.

Mi ricordo il mio primo approccio con queste realtà. L’ho avuta con un ragazzo fantastico, Stefano, che appena arrivata al Centro ha provato a smerdarmi subito. “Ciao, come stai?” La risposta è stata: ” e come sto…in carrozzina…” La mia risposta è stata spontanea…: “scusa ma, meglio a te che a me…”

Ho conquistato il suo cuore e la sua stima ma io ero sincera… veramente…

Da qui, anni ed anni di lavoro in questo “campo”, se così lo vogliamo definire.

C’era Alberto che ogni mattina disegnava il passaporto per il Giappone perchè doveva andare a comprare le medicine. Ed ogni santa mattina lo facevamo insieme e poi lui andava a comprare quello di cui aveva bisogno. Appunto, ogni santa mattina. Era il suo modo di gestirsi i medicinali.

E poi c’era Renato, gemello ed ottavo figlio di una famiglia molto povera, messo in manicomio all’età di nove anni perchè nel collegio non c’era più posto. Lascio a voi capire cosa è successo…

E Roberto. Uomo meraviglioso, studente in medicina alla fine degli anni ‘70. Persona di grande cultura, studioso di lingue antiche. La sua mente è caduta in un grosso baratro  in quegli anni di grossa rivoluzione e da lì non si è più ripreso. Persona piuttosto violenta, ex giocatore di rugby, temuto da tutti sia per il fisico che per la mente. Parlava in tibetano, prendendo per il culo gli operatori del CIM e tutti coloro che lo trattavano da pazzo. Veniva ogni mattina al Centro a piedi, vestito con un sacco juta e gli anfibi pieni di erba, percorrendo 15 chilometri all’andata ed altri 15 al ritorno, non curante del freddo intenso o del caldo torrido. Io ho sempre avuto un approccio molto personale con la tanto decantata follia, che per me non esiste assolutamente ed ho costruito un rapporto molto naturale, semplice, da persona a persona. Sono entrata nel suo cuore, ha capito che non doveva temere nulla e con me ha instaurato un rapporto vero, in italiano, senza violenze psicologiche, si è aggrappato a me, mi ha chiesto aiuto. Io ho fatto del mio meglio.

Oggi indossa vestiti, si è comprato una macchina, ha conosciuto una signora con cui trascorre molto del suo tempo, si gestisce i proprii medicinali e ogni tanto mi telefona parlandomi anche un pò in tibetano (che ovviamente non comprendo), giusto per farmi capire che il suo disagio è ancora lì, dentro alla sua testa ma che ha imparato a conviverci.

E poi Tina, partita in viaggio di nozze e caduta da un muretto mentre il neo marito la fotografava. Tetraplegica.

Luigia, caduta dal terrazzo all’età di nove anni a causa di una febbre molto alta. Paraplegica.

Maria, che per amore, ha tentato di uccidersi, sparandosi allo stomaco. Paraplegica.

Alberico, rampollo di una nobile famiglia, finito sotto un camion con la sua macchina. Tetraplegico.

Franceschina, tenuta segregata in casa per anni perchè ritenuta “strana”. Autistica.

Stefano, tumore alla spina dorsale a 20 anni, saltato sul lettino operatorio e mai più ridisceso con le sue gambe. Tetraplegico.

Mario, preso in pieno da una macchina mentre attraversava la strada. Paraplegico.

Sonia, operata per una scoliosi. Paraplegica.

Angelina, vissuta in un paesino di 4 anime e mai portata da un medico. Polio.

Fabrizio, Bibo per gli amici, bello come il sole. Morbo di Hodgkin (cancro alle ghiandole linfatiche) a 20 anni. Oggi non è più qui.

Sono entrata in queste vite per caso, come supplente d’inglese  e mi ha preso l’anima…

Sono stati in assoluto gli anni più belli della mia vita, gli anni più felici della mia vita e quello che io sono oggi lo devo solamente a quello che ho imparato con e da queste persone.

Ho imparato a guardare veramente quello che la vita mi presenta.

E voglio continuare a farlo.

Miagolato il 12 December 2007 - 2:44
Emozioni, Pensieri by Miciastra

Caro Babbo Natale,

ho notato che ti scrivono un pò tutti in questo periodo, chiedendoti le cose più disparate.
Naturalmente anche io avrei tante cose da chiederti come tutti.

Per esempio, potrei cominciare pregandoti di far sì che il mio datore di lavoro si ritrovi improvvisamente a lavorare nei campi, posto a lui consono, con un orario che parte dalle 6 della mattina per poi finire alle 8 di sera, facendogli ingurgitare chili di maionese al giorno, cosa che tra l’altro lui adora (e quindi non sarei poi così cattiva), tanto da farlo diventare giallo con conseguente diarrea continua e costante.

Potrei chiederti di far fare un gran bagno di umiltà a certe mie colleghe che altro non fanno che rompere il cazzo al prossimo e disequilibrare il normale rapporto lavorativo che dovrebbe esserci. (Mi spiego, scusandomi anticipatamente per l’eventuale scurrilità: se il comportamento base che passa è quello delle bocchinare, le altre persone che si comportano normalmente ed i bocchini li fanno solamente per diletto, come possono vivere serenamente?).

Potrei poi chiederti di aiutarmi a capire cosa fare del mio lavoro che amo da morire ma che gli altri non mi permettono più di farlo serenamente, cercando di prevaricarmi solo per farsi notare. Ti chiederei, per favore, di non farmi provare più quella sgradevolissima sensazione di rabbia ed impotenza che provo ogni mattina prima di andare al lavoro e che mi fa lavorare male e senza prospettive.

Avrei anche da chiederti di levarmi di dosso questa sensazione di inutilità e di fallimento completo che sento da qualche mese a questa parte, che mi fa vivere male e mi pregiudica anche i rapporti interpersonali con le persone che più amo.

Vorrei chiederti di farmi ricredere in me stessa, di farmi ricominciare ad amarmi di più, di aiutarmi a prendermi  di nuovo cura di me stessa, di curarmi di nuovo, di ricaricare il mio spirito e di farmi ritornare la miciastra di un tempo, quella miciastra forte e sicura, allegra e piena di risorse, quella miciastra che emanava forza ed ottimismo, quella miciastra che, come ha detto qualcuno, riuniva le persone più diparate e creava sempre un’alchimia…

E poi vorrei chiederti di far stare tranquillo mio fratello, di fargli godere suo figlio, di crescerlo liberamente, di farlo vivere anche a me, che, da quando è nato, sono riuscita a vederlo solamente tre volte e lui non sa nemmeno che sia sua zia. Posso chiederti di trovare un uomo alla madre di mio nipote per cercare di calmarla in qualche modo? (In realtà posso chiederti di farla scomparire improvvisamente? E’ troppo brutto quello che ti chiedo?).

Potresti anche risolvermi tutti i problemi economici che ho in questo momento? Non ti chiederei di vincere alla lotteria, ma solamente di farmi vivere un pochino più tranquilla…

Vedi, caro Babbo Natale, anche io avrei tante cose da chiederti ma riconosco che, con tutto quello che hai da fare in questo momento, sicuramente le mie richieste sarebbero troppe.

Ed allora te ne chiedo una solamente.

Come certamente avrai saputo, ho avuto un tumore al seno e sono stata operata con esito, fortunatamente, negativo.

 Ma tu  hai  saputo come mi sono sentita, tu hai saputo come ho vissuto quei momenti, tu hai saputo quello che ho provato e tu hai saputo che in quei giorni il mondo aveva perso i colori per me; ti hanno sicuramente riferito che avevo perso ogni speranza, che non riuscivo a respirare, a muovermi, a parlare.

Ti hanno certamente detto che sono stata un leone, che ho affrontato tutto da sola, che ho accelerato i tempi, che mi sono sottoposta ad inummerevoli controlli medici, che non mi sono mai lasciata andare, che quando ho fatto il doveroso controllo e mi hanno “invitato” a fare altri aghi aspirati, io li ho fatti, in silenzio, trovando una forza che non sapevo di avere…

Lunedì prossimo devo fare un controllo e mi sento debole, ho paura, non mi sento la forza di prima, non ho voglia di sentire cose che non mi farebbero bene all’animo, tantomeno al fisico.

Caro Babbo Natale,

ti chiedo solamente di far sì che l’esito dell’esame sia negativo.

Per me sarebbe vitale.

Grazie.

 

 

 

 

 

 

Miagolato il 29 November 2007 - 17:18
Mhmm, Pensieri, Troubles by Miciastra

Mancina.
Io sono mancina.
Molto mancina.
Completamente mancina.

La mia mano mancina (non è sinistra…è mancina!!!) si muove alla velocità della luce, è svelta davvero, mi aiuta in tutto quello che ho voglia di fare; è la mia compagna fedele, è forte, pronta a lottare in un mondo che ci è purtroppo contro.
Ci siamo abituate, io e lei, a risolvere tutto quello che ci capita davanti, con pazienza e tenacia.
Non ci abbattiamo quando la mattina facciamo il caffè e, istintivamente giriamo la caffettiera dalla parte opposta per aprirla..no!!! Che ce ne frega!!!!
E non ci importa niente quando, in bagno, non ci ricordiamo mai quale sia l’acqua calda o fredda e, assonnate, ci ustioniamo, se ci dice bene, la faccia!!!
E poi che sarà mai vestirci, metterci le camicie, con quei bei bottoncini, i jeans, sempre con i bottoncini che si allacciano tutti dalla parte opposta, le cinte, che non sai mai da che parte infilarle…ennò…noi siamo più forti, noi!!!
Poi usciamo di casa e, per chiudere la porta che ha, ovviamente, la serratura posizionata a sinistra e cominciamo a fare delle mosse strane, che se ci incontra il vicino pensa che stiamo avendo un amplesso con la porta…
No, noi ce la facciamo benissimo!!!!
E poi in macchina, che bello, diamo il meglio di noi stesse!
La mia mano mancina un pò si offende però, perchè, per natura, cambierebbe ben volentieri lei le marce, le verrebbe spontaneo, invece di stare lì, sola soletta a non far quasi nulla….
Ma poi scendiamo e passeggiamo insieme e si rilassa un pò tranne quando, per attraversare, guardo sempre dalla parte opposta… Che paure le faccio prendere!!!!
Andiamo insieme al lavoro e passiamo sopra al fatto che anche il mouse sia stato progettato per usarlo con la mano destra, che scrivere con la sinistra ci sporca la mano ed anche il foglio…
Ma cosa vuoi che sia!?!?!? Noi siamo forti, noi!

Io e la mia mano mancina le sentiamo poi delle belle in giro! Noi e le nostre mani mancine non abbiamo mai goduto di ottima reputazione, senza contare la storia che ci portiamo dietro. Sin dall’antichità la definizione di sinistra o di mancino è stata sempre associata a fatti e fenomeni negativi ed offensivi. Poi, col passare del tempo, si sono quindi creati tutta una serie di modi di dire che sono tutt’oggi utilizzati in molte lingue e culture mondiali.
La parola LEFT, in inglese, ha il significato sia di sinistra, sia di lasciato; in francese GAUCHE ha il significato di sinistra ma anche di goffo, sgraziato e difficile ed in tedesco LINKS significa maldestro; in italiano il termine SINISTRO viene anche utilizzato come sinonimo di incidente; la frase TIRO MANCINO (oltre al gruppo musicale, s’intende) si riferisce ad un gioco sporco, senza contare che, in passato i bambini mancini venivano costretti a scrivere con la mano destra, perché la mano sinistra era considerata quella del diavolo, e con gli anni poi perdevano l’uso della mano sinistra.

Ehh… quante ne passiamo io e la mia mano mancina!
Quando ci sediamo a tavola, i tovaglioli sono sempre dal lato sbagliato per noi ed i coltelli hanno solitamente la lama affilata al contrario, senza contare quelli specifici per il pesce. In quel frangente si che diventiamo spassose!!!!
E le forbici?
Ed i temperini?
E le penne stilografiche la cui inclinatura del pennino rende praticamente impossibile non macchiare il foglio?
E l’apertura del frigorifero e delle finestre?
I pulsanti dei comandi degli elettrodomestici?
Ed il ferro da stiro il cui filo è sempre posto sul lato destro?
Ed i tegami con il becco per versare?
Ed il cavatappi? Quanto siamo carine quando ci coordiniamo e ci mettiamo minuti sani per aprire una bottiglia!!!

Io e la mia mano mancina ci siamo dovute adeguare a questo mondo per noi fatto al contrario ed alle volte abbiamo dovuto chiedere aiuto anche alla mano destra, che però non è stimoltata al lavoro in team….

Tutto… noi facciamo tutto e di più ma una cosa, cazzo santissimo, una cosa proprio no….non ci riusciamo e non ci riusciremo mai ad usarlo…….

………………..è lui, l’infernale attrezzo……………..

………………..L’APRISCATOLE……………..