Reduce dal blog di Simona, che, tra l’altro consiglio vivamente di leggere, desidero unirmi a lei nella segnalazione del blog occhiodellanima, dell’iniziativa proposta ma vi consiglio di spaziare tra i vari post.
Oltre ad essere interessante, ha molto da insegnare.
Mi sono alzata con il piede sbagliato questa mattina.
Oppure ho usato quello giusto ma tutto intorno a me non ha condiviso questa mia scelta.
Sta di fatto che, fin dai primi passi per arrivare in bagno, ho subito avvertito che la giornata non sarebbe stata semplice.
Sono in un periodo particolare della mia vita, questo lo so. Ci sono alcune situazioni in evoluzione che non dipendono solo da me, ci sono persone a me care che attendono giudizi importanti che gli cambieranno la vita. C’è la vecchiaia di mia madre e di suo marito che si sta affacciando e mi sta lanciando segnali per quello che dovrò affrontare.
Le persone che sono intorno a me stanno vivendo un momento particolare
Ci sono io, un pò persa, con una solitudine dentro che mi pesa, con un’incertezza latente su quello che dovrò scegliere anche in campo lavorativo.
Non mi sento al massimo, non ho la forza necessaria per vivere questo momento preciso della mia vita.
Ma vado avanti, quasi in sordina, in punta di piedi, cercando di farmi il meno male possibile, tentando di non ferirmi i piedi su questo terreno pieno di vetri, respirando lentamente, provando ad ascoltare questo silenzio che ho dentro.
Ma non è facile, affatto.
(…)
Esco di casa e prendo il solito caffè con una persona a me cara. E’ bello questo momento, anche se dura pochi minuti. Mi fa sentire meglio, mi piace parlare del più e del meno. E’ un momento fuori dal tempo, una manciata di secondi in cui riesco a sentirmi tranquilla, a non pensare o meglio, quasi ad esorcizzare la giornata che mi aspetta.
Mi piace sentire i racconti, le cose accadute il giorno prima e mi accorgo che fa di tutto per farmi sorridere.
(…)
Il solito saluto frettoloso perchè sono in perenne ritardo e mi allontano guardando la sua mano che mi saluta, accompagnata dal solito sorriso e con lo sguardo protettivo che mi arriva fino al cuore…
Gli sono grata per questo, non tutti sanno farlo.
Ho voglia di dirgli grazie e gli invio un sms: “Grazie per il tuo sorriso e per il tentativo di sollevarmi l’anima. Sei prezioso…”
Ricevo la seguente risposta: ” Vorrei vederti sorridere sempre perchè sei preziosa anche tu…”
Bhè, solo per queste parole decido che il piede di questa mattina era quello giusto…
E’ da un bel pò di tempo che mi trovo costretta a riflettere sull’amicizia, sia per quanto mi riguarda, ma anche per conto terzi.
Ultimamente mi sembra che la gente non ascolti più se non in maniera totalmente distratta, distaccata e, ancora peggio, mai senza un fine (e qui andrebbe anche a decadere il concetto di amicizia).
Sto notando il crescente dilagare di che questo disinteresse e del senso di solitudine.
Io credo fermamente nell’amicizia e penso di averlo dimostrato tanto nella mia vita e tengo ancora ben salde queste mie convinzioni.
Mi piace prendermi cura (perchè di questo si tratta) delle persone a cui voglio bene, ascoltarle sempre, essere pronta a qualsiasi cosa, dimostrare continuamente il mio interesse, aiutare laddove venga richiesto il mio aiuto, e poi anche riderci, ubriacarsi di vino e dal divertimento, fare casino, condividere momenti spensierati.
Prendersi cura di qualcuno significa condividere il cammino insieme, anche se poi ognuno ha la propria traccia da seguire. E’ un “lavoro” costante e continuo, ma non è poi così difficile.
E’ il non criticare le scelte altrui, ma sostenerle comunque e soprattutto rispettarle proprio in virtù del fatto che non sono nostre queste scelte, ma quelle di qualcuno a cui vogliamo bene incondizionatamente.
Come si fa a sentirsi amico a distanza, senza vivere il presente, senza condividere periodicamente qualche momento insieme? E’ impossibile. Perchè questo disinteresse dilagante per poi sentirsi anche non “compresi e/o accettati” su decisioni personali prese?
Alcune semplici domande:
- ma se io ti parlo di cose mie profonde e personali e tu non mi ascolti, che parliamo a fare?
- Se non mi chiedi come sto, cosa mi passa per la testa come posso pensare che ti sto a cuore?
- ma se non vivi la mia vita, come fai a non accettare le scelte che faccio?
- ma se non mi chiami mai, come posso pensare che tu voglia prenderti cura di me?
- ma se non mi dai la possibilità di viverti, come posso farti arrivare la mia amicizia?
Non lo so cosa sta accadendo, ho solo la certezza che qualcosa stia cambiando e che purtroppo ci ritroveremo sempre più soli se non correremo ai ripari, guardando in faccia i nostri amici e dimostrandogli che abbiamo sempre ed ancora voglia di prenderci cura di loro.
Incondizionatamente.
Che sia veramente alla ricerca dell’amicizia (perduta)?
Capita, nell’arco della vita, di discutere.
A parte il fatto che penso fermamente non faccia mai bene, ma sono dell’idea che non sia affatto costruttivo. E’ inutile che mi si venga a dire che quei momenti servono comunque a chiarirsi, anzi, se possibile, penso peggiorino le cose.
Quando si discute, entrano in gioco meccanismi, a mio avviso perversi, che altro non fanno che far dire cose che escono dalla bocca in maniera sicuramente alterata e che vengono, sempre e comunque, fraintese.
Trasmissione e ricezione si trovano completamente su frequenze differenti.
I contenuti passano in secondo piano, dando immeritato spazio a stati alterati dell’animo, generando parole distanti dal pensiero originario e sfociando in incomprensioni e conseguente allontanamento dal contenuto reale. In aggiunta, lo stato emotivo genera solo rabbia e dolore.
E perchè tutto questo?
A che pro?
Dove porta veramente?
Vivere gran parte della propria vita in situazioni “alterate”, crescere con una visione totalmente sbagliata riguardo a questo e poi capire, pensare e decidere che tutto ciò non dovrà mai far più parte di te ma, ahimè, mai dimenticare che non dovremmo essere mai i soli a volerlo e, molto spesso, malgrado gli sforzi, ci si ritrova a vivere situazioni che non ci appartengono.
La colpa rimbalza dall’uno all’altro come una palla di gomma, di quelle che non si fermano mai e che non si riesce a prendere. Ed il passato di ognuno emerge, e quello che è stato ritorna, ed anche quello che sarebbe stato, che sarà e che potrebbe forse essere se…
Se…
Ecco, se….
Ma non ci fermiamo mai a quello che “è”.
Il “se” è ipotetico e quindi non reale, o quantomeno, non attuale ed allora perchè porselo?
Quale immensa paura celiamo nell’animo per farci arrivare a questo?
Cosa ci porta ad assegnare colpe agli altri?
Perchè non riusciamo ad andare “oltre” per raggiungere un traguardo oggettivo e soprattutto costruttivo?
Perchè quest’apnea?
Ma la stanchezza arriva, prima o poi.
La saturazione non ti fa respirare e l’apnea non può durare a lungo. Nasce il bisogno di tornare in superficie per prendere ossigeno, per sentire l’aria buona nei polmoni, per poter sorridere ancora.
La forza, in questi momenti, sta nel portare in salvo qualcuno e farlo respirare insieme a te.
Mood:
Happy &
Mmm…
Sono giorni che mente e corpo non vanno proprio d’accordo. Mi sento “fuori asse” in tutto quello che faccio, che dico e che penso.
Quello che sto vivendo non mi aiuta ma io non riesco a reagire a nulla.
La mia mente vive sinapsi velocissime ed il corpo non gli va appresso.
Alterno il senso di solitudine a quello di inutilità, mangio e non ho fame, penso e non vorrei farlo, mi demoralizzo subito e mi detesto per questo, ho paura dell’abbandono e non faccio nulla per combatterlo, non ascolto chi mi sta vicino e penso a ciò che non ho più, sono in piena auto critica e mi piango addosso.
Mi trovo retorica e noiosa.
Mi dò fastidio da sola.
Non trovo la Miciastra di un tempo.
Ma forse non voglio trovarla.
Ecco, l’ho fatto di nuovo.
Non mi piace nemmeno quello che ho scritto.
Sabato scorso sono stata tutto il giorno a casa di mia madre poichè stava poco bene.
Ho con lei il solito rapporto conflittuale, oramai attutito dal tempo e dalle età di entrambe.
Da piccola ero per lei una spina nel fianco perchè non seguivo la traccia che lei aveva segnato per me e da grande sono diventata una sua sconfitta, o quantomeno, una sua non completa riuscita.
Comunque una cosa sua.
Di mio non c’è mai stato nulla, a quanto sembra.
Se andavo male a scuola era per colpa sua perchè non aveva saputo darmi le giuste direttive, se abbandonavo l’università era per colpa sua perchè non mi aveva educata bene alla vita, se ottenevo un risultato soddisfacente nel lavoro era per merito suo perchè, almeno lì, aveva seminato bene.
Una donna imponente, autoritaria, testarda, orgogliosa ma che ha dovuto veramente faticare per allevare me e mio fratello da sola, per farci mantenere un livello di vita molto alto, in cui non mi è mancato proprio nulla, devo ammetterlo. Vacanze invernali a Cortina, quelle estive in Sardegna, nella casa in Toscana oppure in quella su un’isola spagnola, i Natali nella casa in campagna con tanti amici e parenti.
Nel baule ho anche tanti ricordi belli, sono una persona fortunata sebbene abbia passato una adolescenza, diciamolo, abbastanza diversa dalle altre persone ed è proprio in quel periodo che ho capito, mio malgrado, quanto la vita possa cambiare rapidamente, anche in pochi secondi. Fino ad allora avevo sempre pensato di poter spaccare il mondo in due, non curante della vita tutta intorno a me. Ma mi sbagliavo.
(…)
Passare un pomeriggio con mia madre ha riportato alla luce tante cose che erano state messe da una parte, forse anche un pò per troppo dolore. Ma mi sono resa conto che fa anche bene, che il riportare alla luce il passato può essere d’aiuto, che il riviverle in età differente può dare la possibilità di vederle da una angolazione sicuramente diversa. Quante cose accadono, quanti dolori…
Alle volte penso di non esser stata io ad aver vissuto certe situazioni….
Tornando la sera a casa avevo la mente confusa, sinapsi velocissime mi facevano quasi girare la testa ed avevo voglia di continuare a guidare, di andare dritta, di proseguire e di non tornare indietro.
Ma sono rimasta lì dove mi trovavo, ho acceso l’ennesima sigaretta della giornata ed ho ascoltato l’Adagio di Albinoni.
Il tempo passa, la vita definisce di nuovo i tuoi margini e quelli degli altri e ridisegna le “sorti meravigliose e progressive”.
Il cervello crea delle gerarchie ed i ricordi si riorganizzano.
Il ciclo si ripete, ancora ed ancora, per più volte. Nuove cose si sovrappongono sulle vecchie e tu continui ad andare fino al punto di credere che certe cose che ti sono successe, non ti faranno più soffrire.
Fino a quando?
Quanto dura il sonno?
C’è un punto di non ritorno oltre al quale riusciamo a guardare indietro con serenità e distacco?
Quand’è che tutto passa?
Già…perchè tu ci provi a schermare il bagliore, credi di aver trovato i filtri giusti ma poi succede qualcosa e tutto riaffiora, non intensamente come prima ma con sufficiente forza da farti capire quanto inadeguato fosse lo scudo in dotazione.
Così il tempo passa, la vita definisce i tuoi margini e quelli degli altri e ridisegna le “sorti meravigliose e progressive”.
Il cervello crea delle gerarchie ed i ricordi si riorganizzano.
Non si spegne, però, il Sacro Ardore che ti spinge a domandarti dove hai sbagliato, che cosa avevi in meno di chi ha avuto quello che tu volevi. Perchè loro si e tu no?”
Queste le parole che mi arrivano dal passato e che resteranno nel cuore. Per sempre.
Queste le parole che mi faranno sentire viva. Per sempre.
Queste le parole che mi fanno capire quanto nella vita di qualcuno io sia stata importante.
Queste le parole che mi fanno comprendere quanto un amore possa essere stato grande.
Queste le parole che, un giorno, mi scalderanno il cuore.
Queste le parole che mi imbarazzano, mi rendono orgogliosa di quello che sono.
Queste le parole che amerò per sempre.
E la persona che le ha scritte è davvero speciale.
Ed io non sono nulla al suo confronto, ma sono fiera di potergli essere amica.
Oggi.
Ennio Morricone
In questo weekend c’è stato il tanto atteso V-Day. Anche io avrei dovuto , o meglio, voluto andarci ma, impegni improvvisi, me lo hanno impedito.
Il follow up è stato positivo, direi. Migliaia di firme e partecipazione totale.
La speranza è che queste cose cambino, in qualche modo, le carte in tavola, facendo sì che i deputati condannati per atti illeciti si levino di torno.
Peppe Grillo è stato il promotore di tutto questo, come di tante altre cose e, apparentemente, solo lui, in questo momento storico, riesce a farci ragionare.
Certo, però, che viviamo in un paese ben strano.
Uno stato civile non dovrebbe avere bisogno di una persona come Grillo, un attore, per sistemare le proprie cose anche perchè poi queste persone vengono considerate come dei profeti e poi di fatto non lo sono.
Creare questi miti, idoli, guru, profeti non fa bene a nessuno anche perchè poi si diventa tutti dei “pecoroni” e qualsiasi cosa essi dicano, sarebbe presa solo ed esclusivamente come una cosa giusta, corretta, indispensabile.
Devo dire che tra le tante persone definite (qualcuno ci si autodefinisce!) leader, Grillo gode della mia stima sebbene non abbia mai amato particolarmente questo genere di ruoli…
Speriamo che, anche così, si riesca a far qualcosa di utile.
E’ un pò come il detto di mia nonna “in un mondo di ciechi, beato chi ha un occhio!”
Mood:
Mmm…
…e poi penso anche a questo…
Mood:
Mmm…