Miagolato il 14 September 2010 - 13:30

Come cambia la vita in 17 anni…

Quel giorno ero in tutt’altra faccenda affaccendata… e oggi mi guardo indietro è mi sembra impossibile che le cose accadute quel giorno, ora non esistano più.

Miagolato il 16 October 2009 - 23:58
Bho, Sprazzi by Miciastra

Non le trovo.
Dove sono?
Mi servono.
Non riesco a stare in equilibrio.
Vacillo.
Ho paura di cadere.
Mi sento come un funambolo.
Non voglio guardare giù.
Ho paura di vedere il vuoto ed il terrore di scoprire che non è intorno a me, ma dentro di me.

Miagolato il 11 June 2009 - 20:57

 

Men at work, ossia lavori in corso.
Ecco, è così che sto vivendo questo periodo.
Si, rende l’idea alla perfezione. Ovunque io volti la testa, ho qualcosa da fare, da dire, da sbrigare, con tempi  inspiegabilmente stretti e ovviamente sempre e comunque con il livello di difficoltà  al massimo.

Alle volte mi chiedo se sia veramente io quella donna che riesce, ogni santo giorno, a fare tutte quelle capriole e confesso che me ne stupisco ogni volta ed ogni giorno di più.
Spesso penso anche di essere bionica, modello wonder woman, di venire da un altro mondo e quando parlo con venticinquenni che il pomeriggio, dopo l’ufficio, vanno a fare un riposino perchè sono stanchi, bhè, non so più se la strana sono io o loro.

Mi chiedo  – la vita è così come la vivo io oppure sto sbagliando tutto? Una gran bella domanda. Una di quelle che non ti rallegrano di certo la mente.
Certo è che non me la sto godendo molto, non ho il tempo di farlo, sono entrata in un loop e non riesco ad uscirne.
Mi rendo proprio conto di non riuscire a fare cose normalissime che altre persone fanno, chessò, andare in palestra, fare una passeggiata solo per il gusto di farla, starmene sul divano a leggere, una cena fuori con gli amici, visitare un museo, ricominciare a fare gioielli, dipingere, ascoltare un pò di musica, passare una giornata al mare.

 Mica scalare l’Everest o riformulare la teoria della relatività.
Solo cose semplici.

Niente, sono sempre con i lavori in corso, solo che quelli stradali, prima o poi, terminano.
Forse dovrei iniziare a dire di no, a fregarmene, a diventare un pò più stronza, anche se mi si dice che il mio livello non sia poi tanto basso.

Il problema è che io sono buona, forse anche un pò cogliona e prendo a cuore tutto quello che mi circonda.

[Mi si perdoni il francesismo ma, colui he ha disegnato il cartello non avrà mica pensato ad un cumulo di merda?] 

Miagolato il 29 January 2009 - 1:23

Dopo una giornata passata a far valere il rispetto verso il prossimo, nella quale ho ritirato fuori la mia grinta di un tempo e, da gran signora quale sono, ho fatto notare che le porte in faccia non si chiudono a nessuno, qualsiasi sia il tipo di rapporto ma men che meno quando ci si trova dinnanzi ad una signora, bhè, posso dire che la mia giornata si sia conclusa degnamente.

Se poi vogliamo aggiungerci una cena improvvisata con mio fratello e suo figlio, il padrone di Cuchicco, serata in cui il mio amore piccolo mi ha chiamata “tia” e mi ha abbracciato molte volte, spinto dal budino al cioccolato, l’ovetto kinder ed innummerevoli altre leccornie, bhè, devo ammettere che la giornata la posso ritenere soddisfacente.

Bello sentirsi chiamare “tia”, bello aver preparato il budino al cioccolato, sperando nella venuta di mio fratello e cucciolo annesso, bello vedere il padrone di Cuchicco chiedermi: “Tia, mi dai un pemio (manca la erre) se mangio la canne (idem come prima)?” Bello vederlo girare per casa, per la prima volta senza paure, tranne quella per il mio gatto Ruggero, bello sentirlo ridere, giocare con mio figlio, bello vederlo partecipare alla serata in maniera autonoma, bello sentirlo chiedere la “ppada lase” (mancano la “esse” e la “erre”, come sempre) e subito dopo brandirla con foga ed eccitazione…
Bello tutto questo.

Mi fa bene al cuore.

Miagolato il 14 January 2009 - 21:52
Sprazzi, Zampate, Zampette by Miciastra

“Bho, io non lo so… tu alle volte parli così…”

Così come? Come parlo? Che dico di tanto strano? E’ vero, io parlo tanto, dico esattamente sempre tutto quello che penso ma non credo di dire cose strane, o meglio, così tanto strane. Oppure si?!?

E da questa domanda fattami qualche minuto fa e che aveva un risvolto totalmente simpatico, mi sono sorti dei dubbi un pò più seri oppure anch’essi faceti, non lo so.

Ma sono così anomala io? Dico cose tanto strane? Ma strane rispetto a cosa e a chi? Dov’è il limite? E perchè poi?

Bei dubbi.

Mi viene in mente il testo di una canzone di un grande artista:

Parlare parlare
e usare codici convenienti
uomini uomini
per sfruttare meglio le correnti
figli e nipoti
di un abbaglio di generazione
povere anime
con difetti di costruzione.
Non dice a tutti la sua età
la vostra automobile ha trent’anni
ah, non è qui
che avrebbe impegnato il cuore.
Correre correre
non è questione di energia
ma di stato delle cose
di presunta buona sintonia
vantando un residuo
in un credito d’illusione
alla nostra serenità
alla nostra situazione.
Non dice mai la verità
la vostra donna di trent’anni
ah, non è qui
che avrebbe impegnato il cuore.
Bello sentire
un altro passo vicino
e non fantasia
signore e signori
per amore non per altro
si recita oh.
Non dice sempre come va.
la nostra donna di trent’anni
noi non è qui
che avremmo impegnato il cuore

Bhè, stasera li lascio da parte perchè ho bisogno di far calmare il temporale che ho dentro. Voglio dare quiete al cuore ed all’anima.

Miagolato il 5 January 2009 - 2:38
Sprazzi, Zampate by Miciastra

E’ una di quelle notti in cui rivedo la mia vita.

E non dormirò bene. Già lo so.

Confido nel mio cuore. Mi salverà da questa notte così  oscura?

Speriamo.

Miagolato il 1 November 2008 - 9:50
Dolore, Mhmm, Sprazzi by Miciastra

Oramai scrivo solo cose estremamente legate al dolore e sofferenza, tanto che mi dò fastidio da sola nello scriverle e nel rileggerle. Ma è ciò che mi capita in questo periodo così, diciamo, particolare. Passerà, mi dico, deve passare prima o poi, no?

Giovedì sono stata operata all’ascella destra per una idrosadenite, causata da deodoranti, epilazioni varie, insomma non so bene, tanto non serve saperlo perchè m’è venuta lo stesso.

Era da un pò che mi portavo questo problemino e lunedì mattina, mentre andavo ad Arezzo, ho telefonato al mio amico chirurgo che già mi ha operato in precedenza, gli ho descritto la situazione e lui ha subito programmato l’intervento per giovedì, con ecografia e visita il giorno precedente.

Mercoledì sono andata a fare l’ecografia e, appurato che non si trattava di altro, mi ha confermato l’operazione.

Dunque, io sono una persona risoluta, quando decido, ho deciso e non amo perdere tempo ed affronto la situazione che mi si presenta davanti, preferibilmente da sola.

E così è stato.

Alle 10.30 ero in clinica, ho fatto tutte le analisi di routine, tra cui la radiografia ai polmoni che è risultata nella norma e per una fumatrice come me è già qualcosa.

Mi dicono di indossare un camice e di togliere tutte le cose metalliche. Porcaputtana, io ho un vero e proprio arsenale addosso!!! “Anche il piercing all’ombelico?”, “Si, tutto”. Passo così i successivi trenta minuti, mettendo sul letto tutta l’argenteria e constatando, alla fine, che posso far concorrenza ad un venditore ambulante. 

Alle 14.30 sono venuti a prendermi con il lettino, o lettiga, insomma un letto con le ruote, che fa tanto Grey’s anatomy.

Il letti-ino/ga era altissimo e l’infermiere mi ha messo una sedia per poter salire [ma non si alzano/abbassano idraulicamente?]

Gli ho chiesto: “Ma non posso venire giù a piedi? Mica sono moribonda! Riesco ancora a camminare!!!”, “ No, sai è la prassi, devo portarti giù così”.

Mi catapulto sul letto, lui mi mette le coperte, tira su le sponde laterali (io credo di saper stare su un letto senza cadere…) ed iniziamo il viaggio verso la sala operatoria, tra gli sguardi dei vari parenti in visita ai malati, infermieri & co.

Arrivati in sala pre-operatoria capisco perchè mi abbia messo le sponde laterali, non era per proteggermi da eventuali cadute ma per le centinaia di botte che ha preso nel trasportarmi!!!  Ripensandoci, se dovesse accadere di nuovo, mi porterò anche il casco del motorino.

Lì trovo i miei due amici chirurghi che iniziano a prendermi in giro, come al solito e a descrivermi l’operazione, ingigantendo tutti i vari passaggi. Ho un buon rapporto con loro, solo che il momento non è dei migliori e non mi viene tanto da ridere…

L’anestesista mi fa le domande di routine e mi comunica che, di lì a poco, mi avrebbe fatto una pre-anestesia. E così è stato.

MERAVIGLIOSA!!! Una sensazione fantastica! Vedevo il mondo intorno a me tutto ovattato, i suoni erano lontani e le persone quasi irreali. Mi ricordo che mi hanno legato sul tavolo operatorio e messo il braccio sinistro a mò di Gesù in croce e poi il buio più completo.

Quando mi sono svegliata ero di nuovo nella sala pre-operatoia e poi mi hanno riportato in camera e fatto una flebo con toradol. Verso le 19 mi hanno dimesso.

Dunque, sto bene, ovviamente non muovo il braccio destro, ma tanto io sono mancina ed ho una cannula che furiesce dall’ascella, ecco questa mi fa un pò schifo.

Fino a mercoledì questa sarà la mia condizione e poi si vedrà. e quindi vedremo.

Questa mattina mi sento decisamente meglio di ieri, il “braccino offeso” si muove un pochino di più e non ho tanto dolore.

Che dire?!?! Che non ne posso più di vivere negli ospedali?  Che mi sono proprio rotta di questa situazione generale? Che è dall’otto agosto che sono sotto pressione? Che vorrei un pò di pace? Si, decisamente, sarebbe cosa gradita.

Ma, questa mattina mi viene da ridere, mi sento un pò più serena, con un pizzico di fatalismo in più e anche se sta per piovere, vedo Roma più luminosa.

“Passerà”, mi dico. Si, passerà.

Miagolato il 24 October 2008 - 23:36
Sprazzi by Miciastra

Serata “break” in questa mia vita così tanto frenetica e triste.

Giornata dalle otto alle quattordici al lavoro, convulsioni varie anche perchè ho preso il lavoro  di una mia collega che hanno, momentaneamente, spostato in altro settore. Esco  al e volo a vado a “Portuense” che per chi è di Roma è un viaggio dal “Flaminio”, soprattutto a quest’ora. Devo parlare con l’assicuratore per la polizza di mia mamma e lasciargli otto chili di documentazione per il risarcimento.

Oltre a ciò, c’è che la sua assicurazione è scaduta il diciotto di ottobre e, avendo compiuto i settantacinque anni, la polizza è scaduta del tutto. Ho saputo, da ricerche approfondite, che normalmente le compagnie assicurative prorogano tale polizza di un anno, specialmente se, nel passato, il cliente non ha ” mai dato alcun disturbo”. Ma sembra che non sia questo il caso. Ora, io ho un carattere di merda ed odio profondamente le ingiustizie. Ho già litigato con tutta la sede centrale  di Milano dell’Assitalia e non intendo fermarmi qui. Non posso proprio perchè è un sopruso vero e proprio. Se necessario, andrò a Milano a litigare direttamente con loro e, qualora non bastasse, porterò questo caso al Costanzo Show, anche se non sono molto in linea  con la “gestione” di certe cose. Ma non mi fermerò. Io lo so.

Dopo un’ora e mezza a codificare carte, permessi, autorizzazioni, fatture, pagamenti cronologia degli eventi ed aperture di “sinistri” [si chiamano così], esco tumefatta e mi immetto in un traffico terrificante con un mal di testa da oscar.

Attraverso di nuovo Roma e torno sotto casa. Ho bisogno di andare dal parruchiere. Io odio andarci, preferisco passare il pomeriggio dal ferramenta [che, tra l'altro, amo profondamente]. Lo faccio solo quando la situazione è già degenerata  ed ora sono alla frutta vera, ho i capelli incolti, con tristissime frezze un pò bianche ed una lunghezza che evoca l’età della pietra. Non so perchè, ma normalmente appena mi mettono la tinta, mi viene l’istinto irrefrenabile di scappare via, così come mi trovo. E’ da sempre stato così e non so cosa farci. Per cui, quando decido di andare dal parrucchiere è un pò come per gli altri l’andare dal dentista.

Dopo la litigata colossale con il mio parrucchiere di sempre, che mi ha fatto attendere due ore e quindici minuti per una piega, oggi mi definisco una donna libera e, poichè da una settimana di fronte a casa mia hanno aperto un centro del genere, oltretutto con un nome che attira l’attenzione dei più “il posto delle streghe”, mi decido ed entro. C’è solamente una cliente. Esordisco in maniera carina, credo: “Buonasera, io vorrei essere la vostra prossima potenziale cliente affezionata…”.  Il gelo. Il proprietario si erge da una poltrona e mi dice: “non questa sera, sa… aspettiamo una cliente fra poco… possiamo fare domani alle due e trenta”. Prendo l’appuntamento per domani. Appena uscita, realizzo che questo tipo è un coglione, che non ha capito un cazzo delle forme base del marketing e che, se mi girerà il culo, domani non verrò in questo cazzo di posto.

Decido di andare da mia madre, col tristissimo pensiero che oggi posso ancora decidere di farlo. La trovo proprio giù di morale, molto triste, affaticata e depressa. Le faccio l’iniezione giornaliera di eparina, la carico di tutti i miei problemi, quasi a volerle far dimenticare i suoi, preparo la cena per lei e suo marito e poi torno a casa. Doccia necessaria con lavaggio dei capelli che, essendo lunghi otto chilometri, richiedono cure su cure.

Stasera esco, sono stanca ma esco, vorrei sprofondare nel letto ma esco perchè devo respirare.

IM è con me, come sempre, a volte silente, a volte troppo loquace nel senso che dice cazzate vere e poichè sta per cambiare casa, va in tilt e ripete le cose ottocento volte e mi avvolge di cazzate. Ma è fatto così. Certo, oggi l’ho bloccato tre o quattro volte perche l’arteriosclerosi l’attendiamo pià tardi ma lui è lui e me lo devo prendere così com’è, un amico vero. Decidiamo di comprare la cena da Mc Donald’s, proprio per non faticare ulteriormente.

Arrivamo a casa sua, lui si doccia ed io vago un pò sui blog, poi cena e flim.

Ora io scrivo sul suo pc e lui mi sta selezionando musica che mi fa bene al cuore.

Un piccolo break in questa mia vita così tormentata.

Grazie, amico mio.

Questa canzone la inserisco perchè mi piace da matti.

E qui le lyrics.

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Miagolato il 12 September 2008 - 11:45
Mhmm, Mood, Sprazzi, Troubles by Miciastra

Mi sveglio troppo presto come, d’altronde, mi capita da un pò di tempo a questa parte.

Guardo fuori. Il giorno sta arrivando ma già capisco che il tempo non sarà dei migliori. C’è aria di pioggia e completa mancanza di vento.

Quest’estate ho preso la decisione di non usufruire più di collaborazione domestica, sia per motivi economici ma anche perchè non mi va  di regalare soldi e di ritrovarmi con la casa non pulita per quello che spendo.
Quindi spolvero il salone, lavo la cucina, metto in ordine le cose stirate ieri sera ed esco di casa alle 7.50.
Oggi è venerdì e vicino a casa mia c’è un mercato molto carino, dove trovo un pò di tutto a prezzi accessibili.
Mi sono sempre piaciuti i mercatini, mi rilassano, mi piace contrattare, parlare con la gente, trovare cose strane. L’ho sempre paragonato al paese dei balocchi dei bambini.
Dovrei andare in ufficio presto perchè ho molte cose da fare per la Coppa Davis a Montecatini Terme la prossima settimana, anche se non andrò più.
Oltretutto, questa mattina sono stata deliziata dall’arrivo anticipato del ciclo, quindi ho la pressione sotto i tacchi.
E non solo quella.
E’ tanto tempo che non vado al mercatino e decido di farci un salto perchè ho un bisogno estremo di respirare, di distrarmi, di pensare a cose futili, di comprarmi una cazzata, di sentirmi come un bambino nel paese dei balocchi, di annullare i pensieri, di perdermi nel nulla.
E così faccio.
Arrivo e posteggio subito, vista l’ora. I banchi non sono ancora del tutto allestiti ed i gestori parlano a voce alta; qualcuno ha in mano un bicchierone di plastica con il cappuccino, altri scaricano la merce dai camion, altri ancora leggono il giornale. Il cielo è plumbeo e non presagisce nulla di buono.

Cammino, guardo, provo a rovistare sul banco di Luca, compro un golfino viola. C’è una giacchina nera per la mezza stagione che mi piace abbastanza. Cerco la media, la provo ma ho il giropetto troppo grande e passo alla taglia successiva. Mi stringe un pò sul seno. Accidenti, provo la XL ma e decisamente immensa e non mi si vedono più le mani. Ok, prendo la L e me ne vado via inveendo contro le mie tette troppo grandi.

Continuo a camminare e mi fermo al banco della porcellana bianca. Non so se mi attira tutto quel bianco o la porcellana, ma resto lì, ferma, a guardare.

Proseguo il mio cammino ed improvvisamente mi sento qualcosa al petto, mi gira la testa, mi chiedo cosa ci sto a fare lì, la gente intorno mi dà fastidio, il rumore del traffico mi penetra nelle orecchie. Devo andare via, non me ne frega un cazzo di stare qui, ma perchè ci sono venuta? E dove vado? Cosa faccio? Che senso ha tutto questo?

Squilla il cellulare. E’ IM che mi dice che la batteria della sua macchina è completamente a terra. Menomale che mi ha chiamata. Mi ha distolto da una imminente crisi di panico. Decido di passare dal meccanico, prendere i cavetti e di andare da lui ma poi riesce a risolvere con il portiere.

Vado in ufficio, così tengo la testa impegnata e penso di meno.

Lunedì mia madre verrà ricoverata per l’intervento chirurgico ed io devo accumulare più forza possibile.

Mi sento già sfinita e sono solo all’inizio di questa brutta avventura.

Miagolato il 28 July 2008 - 14:30
Pensieri, Sprazzi, sensazioni by Miciastra

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Tra le mille e mille candeline immaginarie, chiudo gli occhi e ne spengo tre, attaccandomi alle vecchie credenze dei tre desideri da formulare in questo giorno…
Incrocio le dita e dico al mio cuore: “Vedrai che si avvereranno…”

E gli auguri veri vanno a mia madre che mi ha messa al mondo.