Miagolato il 3 April 2008 - 22:09
Schifezze, Troubles, Zampate by Miciastra

Nel 2007, Guillermo Vargas Habacuc, un finto artista, prese un cane di strada, lo legò ad una corda corta ad un muro di una galleria d’arte e lo lasciò morire lentamente di fame e di sete: Durante parecchi giorni, l’autore di questa orribile crudeltà e i visitatori di questa galleria d’arte erano spettatori impassibili all’agonia del povero animale, fino a quando, purtroppo, morì per inedia, sicuramente dopo aver passato per un doloroso, assurdo ed incomprensibile calvario.

Nativity

Non è tutto: la prestigiosa Biennale Centroamericana di Arte decise, incomprensibilmente, che la bestialità che aveva appena commesso questo individuo era arte e, altrattanto incomprensibilmente, Guillermo Vargas Habacuc è stato invitato a ripetere la sua crudele azione alla Biennale nel 2008.

PENSO SIA IL CASO DI OSTACOLARLO!!!

Firmate QUI, non bisogna pagare, né registrarsi, non c’è niente di pericoloso e ne vale veramente la pena. Quest’ “uomo” non va osannato, né chiamato ‘artista’  e, per tanto, questo atto crudele, questa insensibilità  ed il dolore di questa creatura  e della prossima che verrà, deve necessariamente finire.

Ho fatto delle ricerche, sono andata a verificare la veridicità della notizia, ho letto giornali spagnoli. La notizia è data per vera, purtroppo.
Io ho firmato.
Nel dubbio, l’ho fatto.

Lascio a voi la scelta.

Miagolato il 18 March 2008 - 14:05
Mhmm, Sprazzi, Troubles by Miciastra

Ecco quello che mi capita in questi giorni e che perdurerà nei prossimi mesi…
E non è tanto divertente…

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Miagolato il 5 March 2008 - 1:14
Amici, Emozioni, Mhmm, Troubles by Miciastra

Periodo di meeting con lo staff che lavorerà a maggio.

Come ogni anno, in questo periodo faccio il famigerato “recall” (così IM è contento) a tutte le persone che hanno lavorato negli anni passati. Sono tante e le sento solo in queste occasioni ma, sembra incredibile, sono affezionata a queste persone. Alcune di esse lavorano con me da ben oltre 20 anni e si può dire che siamo cresciuti insieme. Anche se rivesto un ruolo particolare, visto che sono il loro “capo”, ho sempre mantenuto un rapporto molto semplice e totalmente democratico, basato sul rispetto reciproco e sulla collaborazione, investendo ogni persona delle proprie responsabilità e cercando di renderle autonome il più possibile anche perchè, in frangenti che io definisco di “prima linea”, credo fermamente che l’autonomia ed il libero arbitrio siano elementi essenziali per la riuscita del compito assegnato, apportando, al tempo stesso, beneficio a tutti.

Devo essere sincera e mi congratulo con me stessa perchè in questi anni ho costituito uno staff davvero eterogeneo, affidabile, forte, simpatico, composto da esseri umani meravigliosi con un range (godi IM!) che parte dalla hostess bella-coscia lunga, figa fino all’inverosimile, alta 4 metri ma anche intelligente, a persone umili, che vivono una vita semplice, che aspettano questo periodo per vivere qualcosa di diverso e che le farà sentire importanti, fino ad arrivare a persone che parlano tranquillamente 4 lingue, con una carica d’energia che nemmeno l’Enel sa di cosa sto parlando…

Essì, mi ritengo decisamente soddisfatta e voglio bene alle “mie” ragazze ed ai “miei” ragazzi, come io li definisco.

Come dicevo, in questi giorni ho fatto tante telefonate, proprio per verificare la disponibilità di tutte queste belle persone. E, puntualmente come ogni anno, ogni benedetta telefonata è durata una vita!!!

- “Ciao XXX, sono Miciastra, come stai? Come hai passato questo anno? Cosa hai fatto?”

- “Ti sei laureato/a? Che bello!”

 - “Ah, hai fatto un Master in Spagna?! Bravissimo/a!!!”

 - “Sei incinta!?!? Ma è fantastico!!! Maschio o femmina?”

- “Hai scritto un libro di poesie?! Dammi subito il titolo, che lo vado a comprare!”

 - “Hai deciso di fare la cubista!?! Ma sei matta!?!?! …mhhh e perchè no!?! In fondo la vita è una sola e se ti diverti…”

 - “Sei stato/a male!?!?! Accidenti mi dispiace… ma come stai ora? Hai risolto? Posso aiutarti?”

- “Hai deciso di sposarti? E perchè!?!?! Contro chi? (la domanda mi viene sempre troppo spontanea-ahimè)”

- “Hai conosciuto l’amore della tua vita ed ora vai a vivere in Oceania? Fantastico!!!”

- “Hai deciso di interrompere l’università per andare a raccogliere mele in Francia?!?!”

- “Accidenti, ma che ti è successo alla schiena? Ti hanno operato? Ma ora come stai?”

- “Stai con una donna sposata con tre figli!?!?! Ma la ami?!?! …e allora vai avanti”

- “Minchia, l’hai messa incinta… e ora che avete deciso di fare?”

- “Ti ha lasciato, quello stronzo e tu non riesci a vivere!?!?! Ma, tesoro mio, sei bella come il sole… guardati intorno…”

- “Hai avuto un infarto!?!? Ma alla tua età e non fumi e nemmeno bevi! Non puoi più lavorare con me? Accidenti, mi spiace da morire. Posso aiutarti?”

- “Hai trovato un lavoro fisso?!?! Wow!!! che bello!!! Sono felice per te!!!! In bocca al lupo e vieni a trovarmi!”

Essì.

Un anno.

Un anno è lungo per tutti e succedono tante cose. Per fortuna e purtroppo.

Jasmine metà italiana e metà persiana, detta anche tapparella, bella come il sole e che porta le nuove conquiste a giocare a Bingo, Stefano detto Yuri perchè è uguale a Chechi, Erica la fragile, Maila la provocante, Gaspare, l’uomo/magazzino, sempre nell’ombra, Gabriele, il mio dito al culo (mi si perdoni l’espressione) detto  anche lo scassa cazzi, Diana la sorridente, Jennifer la perugina, Claudio il bello, Mario il fiscale, Cesare il vecchio, Esmeralda la dolce, Elisabetta il capitano. Marta la divoratrice, Salvatore il preciso, Laura la “avio-priva (vedi: carenza di uccello)”, Stefano  il figaccione, Antonio il fotografo, Francesco il deluso-dalla-vita, Marta l’euforica, Cristina la schizofrenica, Sara, Giovanna la pazza, Marina la dolce, Paola detta Eva Braun, per l’estrema flessibilità ed elasticità mentale, Anna Tina che ingrassa e dimagrisce in continuazione… quanti nomi… quante persone… quante vite…

E queste vite mi interessano tutte, li amo tutti, mi mancano sempre tutti.

Ma sono felice se, nell’arco dell’anno, alcuni di loro si sistemano, trovano lavoro, si tranquillizzano, fanno delle scelte, realizzano dei sogni. Questo, per me, significa molto e non mi importa se non lavoreranno per me, perchè so che stanno sicuramente meglio.

Un anno.

Un anno è lungo per tutti e succedono tante cose.

Faccio l’ennesima telefonata. Ora è il turno di Elisabetta.

Elisabetta lavora con me da più di 10 anni. E’ una donna semplice, nata nel 1937, una persona che sa bene cosa significhi lavorare duramente e lo ha fatto da sempre, da quando era piccolina e lavorava nei campi. Ogni anno si fa un culo grosso come un paiolo perchè, insieme alla sorella Esmeralda, svolge un ruolo nascosto, umile, che nessuno vorrebbe fare. Lei ed Esmeralda lavano e stirano tutti gli indumenti degli atleti (e sono veramente tanti), vivendo per 20 giorni  sottoterra per 900 euro lorde, in un posto decisamente tremendo, senza finestre, con lavatrici ed asciugatrici che spesso non funzionano nemmeno tanto bene. Elisabetta ed Esmeralda, le mie “sisters”, come le chiamo io da sempre,  amano questo lavoro, chissà perchè, in fondo, forse perchè si sentono parte integrante di un sistema lavorativo importante, forse perchè, per una volta, tutti e dico tutti, hanno bisogno di loro. Lavorano in silenzio, in un posto dove tutti cercano di farsi notare, dove tutti hanno qualcosa da dire, solo per il gusto di farlo, solamente per farsi notare, solamente per “abusare” di un “potere” totalmente temporaneo e stupido.

Loro sono sempre là, dalle 7 del mattino alle 10 di sera, instancabili, sempre allegre, sempre sorridenti, sempre sottoterra, sempre alle prese con gente cretina ed ignorante e loro sempre, SEMPRE, sorridenti.

Due persone speciali, lo devo dire. Due Eroine in un mondo fatto di cazzate e fuochi fatui, con gente assurda che pensa solamente a “emergere”.

Chiamo Esmeralda al numero di casa poichè il cellulare, alla loro età e nella loro concezione, è cosa superflua.
Non mi risponde nessuno.
Abitano nello stesso palazzo.
Ok, chiamo Elisabetta.
“Ciao Elisabetta, sono “Miciastra”… come stai? Sei pronta per maggio?”
“Elisabetta…chi?!”
(Acc…ho sbagliato numero…)

“Sono “Miciastra”, lavoro per gli Internazionali di Tennis…. c’è Elisabetta, per favore?”
“Elisabetta?!?!?!”
“Si, Elisabetta… dovrei parlare con lei…”
“Ma… Elisabetta è morta 2 settimane fa….”

Dolore… solo dolore… solo dolore… solo dolore… solo dolore… solo dolore… solo dolore… solo dolore… solo dolore…

“Ma… come… cosa… quando… perchè?… Ma come è successo….”
(sono rimasta muta… non riuscivo a parlare…)
“Essì, sono Giulia - ci conosciamo - mia sorella è morta 2 settimane fa…”
Volevo spaccare il computer, il telefono, la scrivania, l’ufficio, lo stadio…
“Ti passo mia sorella Esmeralda…”
“Esmi , cazzo… ma come… ma perchè?…”
“Miciastra, non ce l’ha fatta, un brutto male… pensa che 10 giorni fa mi ha detto: ”Mi devo riprendere perchè fra poco ci chiama Miciastra per andare a lavorare al Torneo e noi dobbiamo essere pronte… cerca un fisioterapista, così mi fa riprendere la mobilità alle gambe… Miciastra sta per chiamare e non voglio deluderla”…”

Dovevo scriverlo, dovevo dirlo. Il mio dolore è grande.

Se n’è andata una Donna fantastica.

Una Donna.

Un solo pensiero, oltre al dolore profondo: “Ciao Eli, mia sister, sei stata grande, sei stata importante, CI sei stata ed io non ti dimenticherò mai”.

Dedicato ad Elisabetta.

Una grande donna.

Miagolato il 11 February 2008 - 0:43
Troubles, Zampate by Miciastra

E’ notte.

Sono seduta sul mio divano, la tele accesa ma la uso solo come sottofondo, anche se la Dandini mi piace da matti.
Il mio micio/cavallo dorme accanto a me, dopo aver massacrato un topino di stoffa.
Sono stanca.
Ho la mano destra che mi fa male. Ci mancava anche la tendinite…
Domani si ricomincia e sarà una settimana faticosa ma non temo la fatica fisica.

Solo quella mentale.

Miagolato il 9 February 2008 - 16:20
Sprazzi, Troubles by Miciastra

Alle volte vorrei dare un calcio a tutto, prendere la macchina ed andare sempre dritto e non fermarmi più.

Lasciare alle spalle quello che ho.

E non girarmi più indietro.

Giornataccia.

 (…)

Ore 16.25. Appena pubblicato questo post, mi arriva un sms con su scritto “Che succede?”

Ecco cosa succede.

Succede che sono stanca di barcamenarmi sempre  tra gli umori altrui.

Sono stanca.

E lo sono veramente.

Miagolato il 8 February 2008 - 20:33
Troubles, Zampette by Miciastra

Sono rientrata oramai da qualche giorno e, malgrado l’immensa stanchezza, ho pensato di aver dalla mia, il fatto che tutto si sia comunque concluso e che Napoli diventerà, giorno dopo giorno, solamente un gran brutto ricordo.

Ho provato persino una certa gioia nel rientrare in ufficio e nel dover già affrontare l’organizzazione di altri 5 eventi che mi aspettano famelici…

L’unico contatto ancora esistente con Napoli è Mimmo, un uomo di circa 45 anni che si è letteralmente innamorato di me e continua ad inviarmi sms tutti rosa, glitterati e con cuoricini, con frasi tipo: “Mi sei entrata dentro come nessuno mai e ciò mi rende un uomo felice”, ” Tu mi piaci assai” (introduzione nel T9 del vocabolo ASSAI), oppure messaggi mattinieri e serali come “Buondy (l’ha scritto proprio così) stellina” , “Buona notte tesoro, ti penso”. A parte questa situazione (da parte mia mai alimentata, ci tengo a dirlo) che mi auguro vada scemando di giorno in giorno, il ricordo di questa brutta esperienza sta, lentamente, passando.

E invece no… cazzo santo (mi si perdoni il francesismo)…

Per il trasporto delle squadre e delle delegazioni, abbiamo preso, in comodato d’uso, ben 12 Peugeot modello Expert Tepee (7 posti) e, per ovviare a certe problematiche, ad una di queste ho fatto levare tutti i sedili per usarla come trasporto bagagli.

 I suddetti sedili sono stati messi al sicuro, in un ripostiglio dello stadio, debitamente chiuso a chiave.

Fin qui tutto bene, la soluzione si è rivelata ottimale.

Lunedì scorso, dovevo riconsegnare tutte le macchine al distributore Peugeot del posto. A parte il fatto che nessuno degli autisti sapeva dove fosse ubicata la suddetta sede (minchia, io Roma la conosco, ci vivo…), ma, una volta identificato l’obiettivo, non riuscivano a capire come fare per riconsegnarle. In quel momento, mi è venuto in mente quel famoso indovinello con il fiume, l’isoletta, la pecora, il lupo ed il cavolfiore….

Riesco a portare tutte le macchine, pensando (meschina) che qualcuno avesse avuto l’accortezza di rimontare i sedili mancanti.

E qui casca l’asino!!! ( E l’asino sono proprio io).

L’altro ieri, mi chiama il responsabile locale della Peugeot e mi dice che una delle macchine non ha i sedili…

In quel momento, mi è crollato il mondo addossso. Non mi perdo d’animo, chiamo il responsabile dello stadio che aveva riposto, a suo tempo, i sedili in un posto sicuro e gli dico di andare a consegnarli al Signor X, in via Y.

Costui mi dice che, purtroppo e non si sa come, uno dei sedili è sparito. Non c’è più. (Cazzo significa “non c’è più?)

“Ma come sparito?” chiedo io, sentendomi immediatamente una deficiente (Minchia, Miciastra, ti sei dimenticata dove sei stata? Ma sei scema?)

” Eh, si è sparito. E che ne saccio io?”

“Ma… ma… come che ne sai? Ma le chiavi le avevi solo tu, Eugenio, come può essere MAI accaduta una cosa simile?”

” E che ne saccio io? Si vede che qualcuno è riuscito ad entrare”

“…?…” (pausa di riflessione ed avvilimento immediato). “Vabbè, porta i sedili rimasti alla Peugeot, per favore”

“Va buò, li porto io lì, vah…”

“Grazie Eugenio, sei veramente gentile”.

(…)

Questa mattina mi chiama la sede centrale della Peugeot e mi comunica che una delle macchine è stata consegnata senza sedili.

Inutile dire che Eugenio è irrintracciabile. Oltretutto è anche in libertà vigilata… (ma non ho voluto sapere perchè).

Stendo un velo pietoso, chiudo gli occhi, respiro profondamente e mi metto a fare altro…

(Ma il Vesuvio non erutta più?)

Miagolato il 6 February 2008 - 13:09
Troubles, Zampette by Miciastra

I’m back.

Sono stremata dalla stanchezza fisica e mentale. I miei venti anni di esperienza in questo campo, sono serviti a poco.

Ho combattuto in prima linea tutti i giorni, andando contro alle correnti e trovando soluzioni impossibili. Ho incontrato problemi strutturali, politici, umani. Ho dato tutta me stessa ed oltre.

Sono molto stanca, molto stanca. Devo riposare il cervello ed il fisico.

Non è stato facile per niente.

Ma sono tornata.

E questo è già molto.

Miagolato il 3 February 2008 - 2:32
Mhmm, Troubles, Zampate by Miciastra

Oggi alle ore 15.00 inizia il primo incontro di Fed Cup, Italia - Spagna, quarti di finale.

ore 8.00 - arrivo allo stadio. So che sarà una giornata veramente difficile. Devo pensare a tutto ciò che riguarda le squadre, la Federazione Internazionale, il regolamento da rispettare, lo staff della security, gli ufficiali di gara, la cerimonia di presentazione delle squadre, la transportation dall’albergo a qui, l’alllestimeto del campo, il servizio di pulizia e tutti gli inconvenienti che si verificano in una situazione di “prima linea”.

Come da regolamento, le squadre hanno diritto ai pasti negli spogliatoi ad orari da loro stabiliti, così come la Federazione Internazionale, gli Ufficiali di Gara. Organizzo il tutto giorni prima e comunico all’organizzazione locale lo schedule dell’alimentazione (cosa veramente importante per gli atleti, ma anche un pò per tutti).

Devo pensare anche ai frigoriferi in campo, al consumo degli asciugamani… insomma a tutto ciò che riguarda la parte tecnica della manifestazione.

ore 9.00 - gli autisti sono tutti in ritardo. Dovevano arrivare alle 8.00. Comincio a chiamarli a casa (?!) uno ad uno, perdendo un sacco di tempo. Devo pensare alla cerimonia di presentazine delle squadre in campo. Ho le bandiere ma mi servono le aste. Le trovo, non so nemmeno come. Organizzo l’entrata in campo, infastidita dal vociferare (e sono solo le 9.00) di 18 raccattapalle che, in quel momento, mi hanno fatto amare Erode…

ore 10.00 - i pasti non arrivano. Mi rivolgo all’organizzazione locale  e non ottengo risposte. I medici di entrambe le squadre minacciano di fare rapporto alla Federazione Internazionale… Ok, mando qualcuno a fare la spesa… non posso fare altro…

Frutta secca, panini rigorosamente con prosciutto crudo e formaggio, banane, coca cola, fanta, pasta in bianco, salsa di pomodoro a parte, olio d’oliva, cioccolata al latte e fondente, barrette energetiche, crostate di marmellata, gelatine di frutta, piatti & co.

ore 11.00 - il previsto servizio di sicurezza non arriva. Chiedo all’organizazione locale e mi rispondono che  “arriveranno” (il tempo futuro in queste occasioni è deleterio).

ore 12.00 - Il caos regna sovrano: nelle zone riservate c’è il mondo intero, non si capisce più niente. La gente entra con prepotenza, utilizzando la fatidica frase: io posso entrare, mi manda Picone…”

ore 13.00 (e sto omettendo una serie di cose) - le giocatrici sono tutte incazzate per il cibo che faceva decisamente schifo (di solito c’è un catering che pensa a tutto… di solito). I Giudici di  linea non trovano le scarpe da indossare perchè “non si trovano più”. chiamo la Lotto, rintraccio il distributore di zona e,a tempo di record, riesco a farmi portare il materiale “scomparso”.

Il DJ mi dice che non ha gli Inni Nazionali dei due Paesi (cazzo santo, ma fai il DJ nella vita, e già non lo considero un mestiere, vuoi almento portarti gli Inni???). Nel casino più totale, riesco a scaricarli (ops, non si dovrebbe dire), i raccattapalle corrono ovunque (quanto AMO i bambini in queste occasioni), all’ufficio accrediti non si trovano svariati nominativi e quindi corro a risolvere la situazione sul posto, la gente si accalca all’entrata (ovviamente all’ultimo minuto) per avere i biglietti ed i relativi pass… Intanto, comincio ad organizzare la cerimonia di presentazione. Dal nulla, appare un signore che mi dice che tutte le giocatrici dovranno portare un mazzo di fiori…. Cazzo, come un mazzo di fiori!?!?! Vado a controllare e subito noto che, in ogni mazzo, c’è una targhetta pubblicitaria. “Non si può fare” rispondo “le eventuali sponsorizzazioni vanno preventivamente autorizzate dalla Federazione Internazionale. ” e va buò, signorì… è solo no mazzo de fiori”. Chiedo agli inglesi e, in via del tutto eccezionale e soprattutto dopo la giornata di ieri, mi danno l’ok.

ore 14.30 - fra 15 minuti inizia la diretta su. Gli Ufficiali di gara sono già pronti per l’entrata in campo, i raccattapalle sono ovunque. Bisogna recuperarli. (Erode non è stato poi cosi pazzo, no!?!?!)

ore 14.45 -  Escono le giocatrici dagli spogliatoi, c’è molta tensione. Porgo a tutti il mazzo di fiori, le metto in riga  e la cerimonia inizia. Mi sento un pochio sollevata, la manifestazione è iniziata, malgrado tutto. Cosa potrebbe mai succedere ancora?!?!?!? Oramai sono in campo. Il dado è tratto.

ore 15.00 - la cerimonia non ha incontrato ostacoli… Tiro un sospiro di sollievo… ora tocca a loro….Ora non ci saranno più imprevisti. Ora mi godo il frutto del mio lavoro…

Ma il destino è beffardo…

ore 15 e qualcosa - fuori piove forte. Io penso ” e chi se ne frega, tanto è una manifestazione indoor…”

ore 15 e qualcosa in più di prima - la partita viene fermata perchè piove anche sul campo…

Cominciamo ad asciugarlo, utilizzando tutti gli asciugamani… la partita viene interrotta…

QUESTO E’ IL PRIMO CASO DI INTERRUZIONE DI UNA PARTITA INDOOR A CAUSA DELLA PIOGGIA…

Mi accascio su una sedia e rimpiango di non aver fatto la fioriaia nella mia vita…

Dopo alcuni interventi da parte della Protezione Civile, le partite riprendono.

Oggi ne abbiamo perse due.

Domani ci aspettano altre tre partite e spero che il Vesuvio non erutti… (magari portebbe farlo martedì mattina, no?!?!)

(Domani le partite verranno riprese da RAI SPORT, a partire dalle 13.30 e se vedete una persona con in mano asciugamani, cioccolata, ghiaccio e banane, quella sono io ma, vi prego, guardatemi con occhi caritatevoli… abbiate pietà, toccate corni & co., statemi vicino…)

Un giornata di merda. Decisamente.

Miagolato il 2 February 2008 - 1:41
Mhmm, Troubles by Miciastra

Avevo detto che la giornata sarebbe stata pesante, ma non pensavo che sarebbe stata  a dir poco allucinante!

Ore 10.00 - visto il traffico intenso, decido di muovermi per andare al Comune ad allestire la Sala Consiliare.

Ovviamente pensavo di aver ottenuto tutti i permessi dovuti per accedere con un pulmino carico di materiale.

Ho pensato male.

Non so nemmeno come, riesco ad arrivare in Piazza del Plebiscito, litigando con una dozzina di poliziotti a cui, ovviamente, non era stato detto nulla.

Dopo svariate peripezie, riesco ad entrare nel Palazzo e, su indicazione del signore alla porta, mi avvio, insieme al mio staff, verso la meta.

Ore 10.30 - (solo 30 minuti per percorrere 50 metri) Ci perdiamo in meandri di corridoi e, alla domanda “scusi mi sa dire dov’è la Sala Consiliare?”, alcuni hanno risposto che non lo sapevano, altri mi hanno detto che non era lì e che dovevo andare in via “non so che cosa”.

(Cazzo santo, ci sono venuta due giorni fa e SO che è qui!!!)

Decido quindi di rompere i coglioni al mio “uomo all’avana” il quale, un pochino scocciato (mi viene subito in mente che gli stavamo facendo una cortesia), riesce a trovarmi e mi porta alla meta.

Ore 10.45 - Entro nella fatidica sala e vengo letteralmente travolta dallo staff del cerimoniale della Signora Sindaco in preda ad una collettiva crisi d’ansia.

Le api operaie, al confronto, sono delle fannullone…

Ovviamente con me c’era il rappresentante della Federazione Internazionale, cioè il detentore unico del protocollo della cerimonia. Inglese. Con lui, altri dirigenti. Sempre inglesi.

Ore 11.00 - L’inglese richiede alcune modifiche logistiche come, ad esempio, spostare (non togliere) la bandiera italiana per posizionare un backdrop proprio dietro alla sedia della signora sindaco…

Si è creato il panico… e la rivolta è iniziata…

Dopo svariati interventi da parte mia e nel pieno sbigottimento dell’inglese, riesco a far spostare il simbolo della nostra amata patria di ben 120 cm… un record…

ore 11.30 - Fra 30 minuti la cerimonia deve iniziare. E’ il protocollo inglese.

ore 11.50 - arrivano le squadre, la stampa è già tutta lì, il giudice arbitro internazionale è pronto… chi manca?

Ovviamente la padrona di casa.

ore 12.00 - regna il silenzio. Chiedo al capo cerimoniale e mi guarda senza dirmi nulla. Chiedo al mio “uomo all’avana” e non mi risponde. Chiedo all’addetto stampa comunale e si gira facendo finta di non aver sentito. Chiedo all’assessore allo sport e mi sorride facendomi sentire una deficiente. Infine chiedo all’uscere e mi risponde (benedetto!!!) che la signora sindaco “arriverà”.

ore 12.20 - la parte internazionale, da buoni stranieri, comincia ad indispettirsi, non riuscendo a capire il perchè di quella attesa.
Essendo io il punto di congiunzione tra loro e la realtà locale, comincio ad inventarmi qualsiasi cosa, cercando di dare un aspetto romantico a questi ritardi tipicamente italiani… (minchia che fatica…)

ore 12.30 - gli inglesi cominciano ad incazzarsi e mi guardano con fare interrogativo. Io vago per la sala in cerca di giustificazioni e di risposte…

“il Sindaco sta per arrivare…”

Il capo del cerimoniale mi scruta e la sua faccia impassibile mi fa vedere rosso. Vorrei massacrarlo di botte….

ore 12.40 - la signora sindaco arriva… tiro un sospiro di sollievo, guardo il giudice arbitro e le faccio segno che possiamo cominciare ma… la signora sindaco si ferma poco prima della sala consiliare per una intervista…

Decido di rassegnarmi.

ore 12.45 - finalmente la signora sindaco ci degna della sua presenza, si siede al tavolo degli oratori ed inizia a dire una considerevole sequela di cose scontate (ovviamente solo ed esclusivamente in italiano).

I fotografi sono solo per lei, nessuno guarda più le due squadre che devono solamente disputare un titolo mondiale.

Il cerimoniale comunale arriva all’orgasmo puro al suono stridulo della sua voce e la cerimonia prende un verso totalmente politico, anzichè sportivo e la parte internazionale ci guarda come se fossimo tutti degli animali rari.

Dette le sue quattro cazzate, la signora sindaco ci lascia, seguita da una scia di persone che le camminano accanto, sentendosi come gesù nel tempio.

Il protocollo internazionale viene comunque svolto ed io, finalmente riesco a respirare…

Oggi ho toccato con mano il potere politico.

Ma preferirei toccare sicuramente altre cose.

Oggi non provo molto piacere nell’essere italiana. 

Miagolato il 23 January 2008 - 18:31
Sprazzi, Troubles by Miciastra

Sono entrata nel tunnel lavorativo-modello-lavori-forzati e non ho più tempo per leggere i blog e nemmeno per scrivere.
In questo momento sto aspettando delle risposte da Napoli e quindi ho pochi minuti.
Sono stanca davvero.
Sebbene il mio sia un lavoro davvero vario e dinamico, mi accorgo che faccio sempre più fatica a star dietro a tutto.
O forse, sono solo molto stanca.
Oltretutto non sto passando un bel periodo.
Ecco, sono arrivati i documenti che aspettavo.
Ricomincio.

Uffà.

Mood:Mmm… emoticon Mmm…