Sono giorni che mente e corpo non vanno proprio d’accordo. Mi sento “fuori asse” in tutto quello che faccio, che dico e che penso.
Quello che sto vivendo non mi aiuta ma io non riesco a reagire a nulla.
La mia mente vive sinapsi velocissime ed il corpo non gli va appresso.
Alterno il senso di solitudine a quello di inutilità, mangio e non ho fame, penso e non vorrei farlo, mi demoralizzo subito e mi detesto per questo, ho paura dell’abbandono e non faccio nulla per combatterlo, non ascolto chi mi sta vicino e penso a ciò che non ho più, sono in piena auto critica e mi piango addosso.
Mi trovo retorica e noiosa.
Mi dò fastidio da sola.
Non trovo la Miciastra di un tempo.
Ma forse non voglio trovarla.
Ecco, l’ho fatto di nuovo.
Non mi piace nemmeno quello che ho scritto.
Sempre questa mattina, mentre mi destreggiavo tra il mio mal di testa e l’assoluta mancanza di volontà lavorativa, sono andata al bar a prendere un caffè. La radio era accesa e mi sono arrivate alcune note all’orecchio.
Quello che stavo passivamente sentendo, mi ha colpito. Ho chiesto al ragazzo del bar se conosceva la canzone e lui prontamente mi ha risposto: ” E’ Mango co’ su’ mojie, noh?!?”.
A parte lo stupore nel venire a conoscenza dello stato civile di Mango, mi ha colpito il fatto di essere stata attirata da una sua canzone poichè, devo ammetterlo, Mango non mi ha mai interessato.
Piccola ricerca su internet e scopro che la “mojie” è Laura Valente, ex cantante dei Matia Bazar dopo Antonella Ruggiero.
Il testo è una poesia, il video è piacevole e la canzone decisamente carina.
Il ragazzo del bar direbbe:” e bbravo Mango co’ su mojie!!!!
Il Dicembre degli aranci
E non ti ho detto ti amo
forse per pigrizia
o forse per un sogno che muore
o per affetto o qualcos’altro ancora
E non ti ho detto ti amo
nel giuramento dei sensi
o nell’appiglio delle propensioni
E non ti ho detto ti amo
quasi fosse un fiume senza corrente
ma l’amore è destino sui nostri incantesimi
tra popoli bisognosi di angeli
ma allora forse non ti ho detto ti amo
perchè son parte di te e di te canterò
Da qui al dicembre degli aranci.
E non ti ho detto ti amo
forse per pigrizia
o forse per dare spazio a un’amore
le mani al petto e qualcos’altro ancora
E non ti ho detto ti amo
ed è sulla mia terra
o nella giustizia di una circosta
E non ti ho detto ti amo
quasi avessi paura del presente
ma l’amore è destino sui nostri incantesimi
tra popoli bisognosi di angeli
Ma allora forse non ti ho detto ti amo
perchè son parte di te e di te canterò
Da qui al dicembre degli aranci.
Ma allora forse non ti ho detto ti amo
perchè son parte di te e di te canterò
Da qui al dicembre degli aranci.
Mood:
Happy
Ore 7.00. la sveglia sul mio cellulare inizia a canticchiare la canzoncina che tempo fa ho scelto, dopo oculata selezione, pensando a cosa mi avrebbe fatto piacere ascoltare la mattina per svegliarmi e che ora detesto con tutta me stessa.
ore 7.10. Sono ancora nel letto. Mi sento come Gulliver con i Lillipuziani….
ore 7.20. Non riesco ad alzarmi…i Lillipuziani sono in netto vantaggio…
ore 7.40. …stanno vincendo loro….(e la cosa non mi rattrista per niente…)
ore 8.00. Arriva il mio gatto e li spaventa tutti. In realtà ha fame e, avvinghiandosi sul mio braccio, comincia a mordicchiarmelo per non dare adito a misunderstanding.
ore 8.10. Ok, mi alzo, striscio in cucina e metto nella sua ciotola una quantità tale di croccantini che gli basteranno per una settimana. Ora cosa faccio? Il richiamo dei Lillipuziani è forte, molto più di quello delle sirene di Ulisse.
E se non andassi al lavoro e mi rimettessi nel letto e dormissi fino a questa sera o magari anche fino a domani?
E poi (ops…eppoi…) fa freddo, ho dormito pochissimo, mi fa male la testa…ho il gomito che fa contatto con il ginocchio……
E poi (..ops eppoi) io non mi assento mai, ho lavorato tanto questa settimana, è anche venerdì….
No, non è da me, non posso farlo. Mi sentirei proprio disonesta.
Magari mi rimetto a letto solo per 5 minuti. Si, ecco , faccio così…
ore 8.50. Accidenti!!! E’ tardissimo!!!!! Inizio letteralmente a “volare”. Doccia tipo autolavaggio, mi vesto ad una velocità maggiore di quella di Brachetti, esco, perdo i soliti 5 minuti perchè non ricordo mai dove ho posteggiato il giorno prima, accendo la macchina ed anche il cellulare e…bip….
“Buongiorno Miciastra, caffè insieme!?!?!”
ore 9.23. E come posso dire di no!?!?! E sia (ops…essia) caffè, tanto oramai è già tardi e poi (…ops..eppoi) mi fa tremendamente piacere….
ore 9.44. Entro in ufficio e subito incontro le persone sbagliate, con quei sorrisi fintissimi modello “Barbie” e che parlano già di cazzate…
ore 10.00. Ho sonno, freddo, la testa mi fa malissimo, non mi va di lavorare, c’è troppo rumore ed il gomito continua a fare contatto con il ginocchio….
Mi siedo, accendo il mio pc, maledico la mia onestà d’animo, rimpiango la meravigliosa incoscienza degli anni scolastici in cui deliberatamente decidevo di non andare a scuola senza, per questo, avere alcun rimorso, ripenso ai Lillipuziani che ho lasciato soli soletti nel mio bel letto caldo ed inizio la mia giornata lavorativa giurando a me stessa che venerdì prossimo mi comporterò in maniera totalmente disonesta!!!!!!
Mi consola solo il fatto che oggi sia venerdì, o fucking Friday, come lo definisce qualcuno e domani mattina mimerò il 4 di bastoni nel letto!!!!!
Mood:
Happy
Quasi ci sono.
Il famoso giro di boa sta arrivando velocemente, forse troppo.
Mi accorgo di non essere preparata, non sono pronta e forse non lo sarò mai.
Ma devo cazzare la randa assolutamente, devo trovare la forza di reagire e di virare.
Devo fare le giuste manovre, altrimenti non arrivo al traguardo.
Fra qualche mese vedrò i risultati di questa mia personale regata.
Io, in realtà, avrei voglia di stare sdraiata al sole e basta.
Ma devo rimettermi in gioco.
Lo farò.
Ok, prendo in mano il timone.
Sabato scorso sono stata tutto il giorno a casa di mia madre poichè stava poco bene.
Ho con lei il solito rapporto conflittuale, oramai attutito dal tempo e dalle età di entrambe.
Da piccola ero per lei una spina nel fianco perchè non seguivo la traccia che lei aveva segnato per me e da grande sono diventata una sua sconfitta, o quantomeno, una sua non completa riuscita.
Comunque una cosa sua.
Di mio non c’è mai stato nulla, a quanto sembra.
Se andavo male a scuola era per colpa sua perchè non aveva saputo darmi le giuste direttive, se abbandonavo l’università era per colpa sua perchè non mi aveva educata bene alla vita, se ottenevo un risultato soddisfacente nel lavoro era per merito suo perchè, almeno lì, aveva seminato bene.
Una donna imponente, autoritaria, testarda, orgogliosa ma che ha dovuto veramente faticare per allevare me e mio fratello da sola, per farci mantenere un livello di vita molto alto, in cui non mi è mancato proprio nulla, devo ammetterlo. Vacanze invernali a Cortina, quelle estive in Sardegna, nella casa in Toscana oppure in quella su un’isola spagnola, i Natali nella casa in campagna con tanti amici e parenti.
Nel baule ho anche tanti ricordi belli, sono una persona fortunata sebbene abbia passato una adolescenza, diciamolo, abbastanza diversa dalle altre persone ed è proprio in quel periodo che ho capito, mio malgrado, quanto la vita possa cambiare rapidamente, anche in pochi secondi. Fino ad allora avevo sempre pensato di poter spaccare il mondo in due, non curante della vita tutta intorno a me. Ma mi sbagliavo.
(…)
Passare un pomeriggio con mia madre ha riportato alla luce tante cose che erano state messe da una parte, forse anche un pò per troppo dolore. Ma mi sono resa conto che fa anche bene, che il riportare alla luce il passato può essere d’aiuto, che il riviverle in età differente può dare la possibilità di vederle da una angolazione sicuramente diversa. Quante cose accadono, quanti dolori…
Alle volte penso di non esser stata io ad aver vissuto certe situazioni….
Tornando la sera a casa avevo la mente confusa, sinapsi velocissime mi facevano quasi girare la testa ed avevo voglia di continuare a guidare, di andare dritta, di proseguire e di non tornare indietro.
Ma sono rimasta lì dove mi trovavo, ho acceso l’ennesima sigaretta della giornata ed ho ascoltato l’Adagio di Albinoni.
…ho voglia di divertirmi……
…di bere del buon vino rosso…..
….di parlare………
…….di ascoltare…………
……..di sentirmi un pò di calma dentro al cuore……………
La cosa più banale acquista fascino se solo la si tiene nascosta.
Oscar Wilde
Oggi fa freddo.
Giornata bellissima ma fredda, tanto che, per la prima volta, questa mattina ho dovuto lasciare a casa le mie scarpe estive che ho indossato fino a ieri.
Sta arrivando l’inverno e non ne sono affatto contenta.
E poi arriva all’improvviso, da un giorno all’altro, senza avvisare, senza mostrarsi poco a poco per farci abituare all’idea e non solo a quella.
Amo il sole caldo, l’estate, l’afa, le cicale, il mare. Mi piace vestirmi leggera, sentirmi libera nei movimenti, camminare a piedi nudi appena posso, sentire l’aria calda intorno a me, mi piace anche sudare, avverto il benessere del mio corpo e mi ricarico.
Al mare mi sdraio e resto lì, inerme, come una lucertola al sole, immobile, silenziosa. Penso, sogno ad occhi aperti ed avverto il beneficio dei raggi caldi su di me e mi rilasso, mi sento bene, forte, in pace.
Era così anche da bambina. Invece di giocare sulla spiaggia, restavo sdraiata per ore e mi ricordo che mi piaceva tanto.
Invece sta arrivando l’inverno e piano, piano dovremo coprirci sempre di più. Stivali, calze, cappotti, cappelli, sciarpe, guanti, golf. Tutti infagottati, sempre con il naso, le mani ed i piedi freddi.
Alzarmi la mattina e sentire quello sgradevolissimo freddo che mi prende alla testa e correre subito per raggiungere il bagno dove, da persona saggia quale sono alle volte, ho messo il caldobagno con il timer che scatta mezz’ora prima della mia sveglia; vestirmi a più strati poichè rifiuto l’uso dei golf di lana; uscire di casa ed essere letteralmente aggredita da vento gelido; entrare in macchina e, puntualmente, scontrarmi con il vetro appannato….. e per non parlare del cambio di ora!!! Bhè….quel giorno (poichè, rifiutandolo, non memorizzo mai il giorno) io entro ufficialmente nella tristezza invernale.
Eccolo, sta arrivando ed io non posso scappare via.
Ma perchè non posso andare in letargo?
Le 5 regole per stare bene sentimentalmente sono molto semplici e facili da ricordare:
1) É IMPORTANTE trovare un uomo che sappia cucinare, che pulisca, e che lavi e stiri senza problemi;
2)É IMPORTANTE trovare un uomo fedele e che non ti racconti palle;
3) É IMPORTANTE trovare un uomo che sia bravo a letto e che gli piaccia un casino fare l’amore con te;
4) É IMPORTANTE trovare un uomo che sia simpatico, intelligente e premuroso;
MA SOPRATTUTTO:
5) É IMPORTANTE CHE QUESTI 4 UOMINI NON SI CONOSCANO MAI.
Mood:
Laugh
Meravigliosa…
Me and Mrs. Jones
We got a thing going on
We both know that it’s wrong
But it’s much too strong
To let it go now
We meet every day at the same cafe
Six-thirty and no one knows she’ll be there
Holding hands, making all kinds of plans
While the juke box plays our favorite songs
Me and Mrs. Jones
We got a thing going on
We both know that it’s wrong
But it’s much too strong
To let it go now
We gotta be extra careful
That we don’t build our hopes up too high
‘Cause she’s got her own obligations
And so do I
Me and Mrs. Jones
We got a thing going on
We both know that it’s wrong
But it’s much too strong
To let it go now
Well, it’s time for us to be leaving
And it hurts so much, it hurts so much inside
And now she’ll go her way and I’ll go mine
But tomorrow we’ll meet
The same place, the same time
Me and Mrs. Jones
Same place
We both know that it’s wrong
Same time
Every day at the same cafe
Same place
We got a thing going on
We know it’s wrong
Same time