Miagolato il 30 November 2007 - 10:47
Libri by Miciastra

“Mi aspetto che tu non mi chieda che cosa mi aspetto da te.”

Queste le parole di Lorenzo Licalzi, autore di soli (ahimé!) cinque, magnifici libri che ho divorato in pochissimo tempo.

Qui di seguito, un passo tratto da “Che cosa ti aspetti da me?”, penultima sua fatica letteraria.

Può la vita svelarsi quando sembra arrivata al capolinea? Può l’amore manifestarsi nel momento in cui ceni alle cinque del pomeriggio e vai a dormire alle sette? Questa è la storia di Tommaso Perez, brillante fisico nucleare, la sorprendente parabola della sua esistenza, dei suoi anni d’oro in compagnia dei più grandi scienziati del Novecento e dei suoi anni grigi confinato in una casa di riposo, inchiodato su una carrozzella. Ma la vita è così, ti porta in alto, ti fa credere di aver intuito l’assoluto, ti illude di aver compreso il senso delle cose, e poi ti risputa come un nocciolo di prugna. Tommaso Perez, in effetti, tutto ha creduto e sperato tranne di voltare pagina oltre i settanta, quando Elena, senza preavviso, entra nel suo mondo e a poco a poco lo rivoluziona.
Che cosa ti aspetti da me? è un romanzo cinico ed esilarante, ironico e commovente, capace di raccontare la realtà così com’è, in tutta la sua fragile, gloriosa e imprevedibile umanità.

Mood:Meeeow!!! emoticon Meeeow!!! & Happy emoticon Happy

Miagolato il 29 November 2007 - 17:18
Mhmm, Pensieri, Troubles by Miciastra

Mancina.
Io sono mancina.
Molto mancina.
Completamente mancina.

La mia mano mancina (non è sinistra…è mancina!!!) si muove alla velocità della luce, è svelta davvero, mi aiuta in tutto quello che ho voglia di fare; è la mia compagna fedele, è forte, pronta a lottare in un mondo che ci è purtroppo contro.
Ci siamo abituate, io e lei, a risolvere tutto quello che ci capita davanti, con pazienza e tenacia.
Non ci abbattiamo quando la mattina facciamo il caffè e, istintivamente giriamo la caffettiera dalla parte opposta per aprirla..no!!! Che ce ne frega!!!!
E non ci importa niente quando, in bagno, non ci ricordiamo mai quale sia l’acqua calda o fredda e, assonnate, ci ustioniamo, se ci dice bene, la faccia!!!
E poi che sarà mai vestirci, metterci le camicie, con quei bei bottoncini, i jeans, sempre con i bottoncini che si allacciano tutti dalla parte opposta, le cinte, che non sai mai da che parte infilarle…ennò…noi siamo più forti, noi!!!
Poi usciamo di casa e, per chiudere la porta che ha, ovviamente, la serratura posizionata a sinistra e cominciamo a fare delle mosse strane, che se ci incontra il vicino pensa che stiamo avendo un amplesso con la porta…
No, noi ce la facciamo benissimo!!!!
E poi in macchina, che bello, diamo il meglio di noi stesse!
La mia mano mancina un pò si offende però, perchè, per natura, cambierebbe ben volentieri lei le marce, le verrebbe spontaneo, invece di stare lì, sola soletta a non far quasi nulla….
Ma poi scendiamo e passeggiamo insieme e si rilassa un pò tranne quando, per attraversare, guardo sempre dalla parte opposta… Che paure le faccio prendere!!!!
Andiamo insieme al lavoro e passiamo sopra al fatto che anche il mouse sia stato progettato per usarlo con la mano destra, che scrivere con la sinistra ci sporca la mano ed anche il foglio…
Ma cosa vuoi che sia!?!?!? Noi siamo forti, noi!

Io e la mia mano mancina le sentiamo poi delle belle in giro! Noi e le nostre mani mancine non abbiamo mai goduto di ottima reputazione, senza contare la storia che ci portiamo dietro. Sin dall’antichità la definizione di sinistra o di mancino è stata sempre associata a fatti e fenomeni negativi ed offensivi. Poi, col passare del tempo, si sono quindi creati tutta una serie di modi di dire che sono tutt’oggi utilizzati in molte lingue e culture mondiali.
La parola LEFT, in inglese, ha il significato sia di sinistra, sia di lasciato; in francese GAUCHE ha il significato di sinistra ma anche di goffo, sgraziato e difficile ed in tedesco LINKS significa maldestro; in italiano il termine SINISTRO viene anche utilizzato come sinonimo di incidente; la frase TIRO MANCINO (oltre al gruppo musicale, s’intende) si riferisce ad un gioco sporco, senza contare che, in passato i bambini mancini venivano costretti a scrivere con la mano destra, perché la mano sinistra era considerata quella del diavolo, e con gli anni poi perdevano l’uso della mano sinistra.

Ehh… quante ne passiamo io e la mia mano mancina!
Quando ci sediamo a tavola, i tovaglioli sono sempre dal lato sbagliato per noi ed i coltelli hanno solitamente la lama affilata al contrario, senza contare quelli specifici per il pesce. In quel frangente si che diventiamo spassose!!!!
E le forbici?
Ed i temperini?
E le penne stilografiche la cui inclinatura del pennino rende praticamente impossibile non macchiare il foglio?
E l’apertura del frigorifero e delle finestre?
I pulsanti dei comandi degli elettrodomestici?
Ed il ferro da stiro il cui filo è sempre posto sul lato destro?
Ed i tegami con il becco per versare?
Ed il cavatappi? Quanto siamo carine quando ci coordiniamo e ci mettiamo minuti sani per aprire una bottiglia!!!

Io e la mia mano mancina ci siamo dovute adeguare a questo mondo per noi fatto al contrario ed alle volte abbiamo dovuto chiedere aiuto anche alla mano destra, che però non è stimoltata al lavoro in team….

Tutto… noi facciamo tutto e di più ma una cosa, cazzo santissimo, una cosa proprio no….non ci riusciamo e non ci riusciremo mai ad usarlo…….

………………..è lui, l’infernale attrezzo……………..

………………..L’APRISCATOLE……………..

Miagolato il 29 November 2007 - 12:17
Meme, Zampette by Miciastra

William Burroughts ha detto che il linguaggio è un virus ed anche io ho subito il contagio.
Di conseguenza, grazie a qualcuno (che lo possino!) e da buona malata quale sono, partecipo anche io alla diffusione di suddetto virus , mettendo in rete anche questa mia “unità auto-propagantesi”, degna figlia della più famosa “Catena di Sant’antonio“.

CHI O COSA TI HA SPINTO A CREARE UN BLOG?
Dunque, io ho un grande amico, una persona veramente speciale alla quale sono molto legata. Questa persona, però, ha una tossicodipendenza da blog. E’ malato davvero!!! E come dice il detto? Chi va con lo zoppo… Ritengo quindi che la colpa sia solo ed esclusivamente di Invernomuto che mi ha attirata in un vortice informatico, creando, di conseguenza, un mostro.

IL TUO PRIMO POST?
Bhè, sono arrivata da poco sul web, quindi è facilmente rintracciabile. Ricordo bene l’imbarazzo provato. Sono piuttosto timida, contrariamente all’apparenza…

IL POST DI CUI TI VERGOGNI DI PIU’?
Mah, li ho scritti io e quindi perchè vergognarmene? Ce n’è sicuramente qualcuno che non preferisco ma la vergogna…oddio….proprio no!!!! Ci sono altre cose ben più importanti di cui vergognarsi, non è vero?

IL POST DI CUI SEI PIU’ FIERO?
Parola grossa!!! Mi piacciono molto “Dalla mia finestra“, “Serata d’agosto” e “La mia amica“, ma, credo un pò come tutti, sono abbastanza critica con me stessa.

PER QUANTO PENSI CHE CONTINUERAI A SCRIVERE SUL TUO BLOG?
Ho intenzione di tediare il prossimo per molto tempo ancora!!! Scherzo…In realtà non lo so proprio. Probailmente finchè avrò voglia e soprattutto idee….. Chissà…..

E poi? Sono finite le domande? Tutto qui?

Contrariamente a qualcuno, io non passo il virus a nessuno perchè siamo sotto Natale e non è gentile infettare il prossimo.
A Natale siamo tutti più buoni, no?!?!?!?!?!

Mood:Happy emoticon Happy

Miagolato il 27 November 2007 - 1:28
Zampate by Miciastra

Alle volte mi dò fastidio da sola.
E’ mai possibile?
Si.

Mood:Mmm… emoticon Mmm…

Miagolato il 26 November 2007 - 10:11
Zampate by Miciastra

Nel caso in cui aveste deciso di fare il grande passo, cerchereste di organizzarlo al meglio, curando ogni particolare per far sì che quel giorno possa rimanere vivo nel cuore di tutti. A tal proposito, ho trovato un sacerdote unico che molto contribuirà a tale realizzazione. Si chiama Don Mauro ed è semplicemente meraviglioso…
Provare per credere!!!!

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Mood:Laugh emoticon Laugh

Miagolato il 24 November 2007 - 11:06
Emozioni, Mood, musica mia by Miciastra

Mi ci sono svegliata questa mattina…credo riguardi un pò tutti…credo.

Il ricordo di un amore
viaggia nella testa
e non c’è una ragione
quando cerchiamo quel che resta
è come un vento di passione
o una rosa rossa
il ricordo di un amore
ci cambia e non ci lascia

Se avessi avuto almeno un’occasione
adesso che so trovare le parole
ma il ricordo di un amore
continua a viaggiare nella testa

Il ricordo di un amore
lascia in bocca il sale
ed arriva dritto al cuore
senza nemmeno avvisare
è in una lettera d’amore
è nel canto del mare
il ricordo di un amore
ci parla e non ci passa

Se avessi avuto almeno un’occasione
adesso che so capire le parole
ma il ricordo di un amore
continua a viaggiare nella testa

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Mood:O-Oh… emoticon O-Oh…

Miagolato il 23 November 2007 - 13:19
Poesie, musica mia by Miciastra

La trovo meravigliosa.

Oh! je voudrais tant que tu te souviennes
Des jours heureux ou nous étions amis
En ce temps-la la vie était plus belle,
Et le soleil plus brűlant qu’aujourd’hui
Les feuilles mortes se ramassent à la pelle
Tu vois, je n’ai pas oublié…
Les feuilles mortes se ramassent à la pelle,
Les souvenirs et les regrets aussi
Et le vent du nord les emporte
Dans la nuit froide de l’oubli.
Tu vois, je n’ai pas oublié
La chanson que tu me chantais.

C’est une chanson qui nous ressemble
Toi, tu m’aimais et je t’aimais
Et nous vivions tous les deux ensemble
Toi qui m’aimais, moi qui t’aimais
Mais la vie sépare ceux qui s’aiment
Tout doucement, sans faire de bruit
Et la mer efface sur le sable
Les pas des amants désunis.

Les feuilles mortes se ramassent à la pelle,
Les souvenirs et les regrets aussi
Mais mon amour silencieux et fidele
Sourit toujours et remercie la vie
Je t’aimais tant, tu étais si jolie,
Comment veux-tu que je t’oublie?
En ce temps-la, la vie était plus belle
Et le soleil plus brűlant qu’aujourd’hui
Tu étais ma plus douce amie
Mais je n’ai que faire des regrets
Et la chanson que tu chantais
Toujours, toujours je l’entendrai!

C’est une chanson qui nous ressemble
Toi, tu m’aimais et je t’aimais
Et nous vivions tous deux ensemble
Toi qui m’aimais, moi qui t’aimais
Mais la vie sépare ceux qui s’aiment
Tout doucement, sans faire de bruit
Et la mer efface sur le sable
Les pas des amants désunis.

Qui la versione italiana, anche se, come tutte le cose tradotte, perde di musicalità, armonia e romanticismo.

Oh! Vorrei tanto che tu ti ricordassi
dei giorni felici in cui siamo stati amici
quando la vita era più bella
ed il sole più ardente di oggi.
Le foglie morte si raccolgono.
Tu vedi che non l’ho dimenticato
le foglie morte raccolgono
anche i ricordi ed i rimpianti
ed il vento del nord li porta via con sé
nella notte fredda dell’oblio.
Vedi che non ho dimenticato
la canzone che tu mi cantavi.
E’ mia canzone che ci somiglia
tu mi amavi
ed io ti amavo
e vivevamo insieme
tu che mi amavi
ed io che ti amavo.
Ma la vita separa coloro che si amano
dolcemente
senza far rumore
ed il mare cancella sulla sabbia
i passi degli amanti non più uniti.
Le foglie morte si raccolgono
i ricordi ed i rimpianti anche
ma il mio amore silenzioso e fedele
sorride sempre e ringrazia la vita.
Ti amavo talmente tanto che tu eri cosÏ felice
come vuoi che ti dimentichi
quando la vita era più bella
ed il sole più ardente di oggi.
Tu eri la mia più dolce amica
ma adesso non mi resta che il rimorso
e la canzone che tu cantavi,
sempre, sempre la canterò.
E’ una canzone che ci somiglia
tu mi amavi
ed io ti amavo
e vivevamo insieme
tu che mi amavi
ed io che ti amavo.
Ma la vita separa coloro che si amano
dolcemente
senza far rumore
ed il mare cancella sulla sabbia
i passi degli amanti non più uniti.

Yves Montand – Les feuilles mortes

Miagolato il 21 November 2007 - 16:34
Emozioni, Poesie by Miciastra

Arriva tutti i giorni, più o meno verso l’una e trenta.
Porta con sé una grande busta di plastica, pesante.
Si ferma in mezzo alla piazza e, come per incanto, dal nulla, puntuali, arrivano.
Roteano intorno a lei, sempre più bassi, sempre più vicini.
Poi si fermano e, piano, piano le si avvicinano.
Lei apre la busta, calma, compiendo quei gesti rituali ogni giorno.
Prende dei piatti e li posiziona qua e là, poi torna alla busta e comincia a frugarci dentro.
Taglia, mischia, distribuisce nei piatti il cibo appena preparato e ritorna alla busta per ricominciare.
Velocemente, i gabbiani si avvicinano ai piatti…
Appena finito, vanno da lei, tutti insieme, sempre lentamente, la contornano ed aspettano che lei abbia finito di preparare di nuovo.
La vedo così, dalla mia finestra…
Una donna piccola, giovane, avvolta in una nuvola bianca che le danza intorno, un movimento ritmico che la corteggia per ballare…
Viene ogni giorno, sempre alla stessa ora e resta là finché non ha finito tutto…
Appena se ne va, i gabbiani la guardano andar via e, piano, piano riprendono il volo…

Chissà chi è, chissà che fa, chissà cosa prepara in quella busta, chissà perchè lo fa…
Me lo domando ogni volta che la vedo e resto lì a fissarla per tutto il tempo, guardo quel volteggiare magico che la circonda e vorrei essere lei in quel momento, vorrei provare quel senso di quiete che mi suscita quel volteggiare quando lo guardo dalla mia finestra.

Forse un giorno scenderò e resterò lì con lei…con la signora dei gabbiani…

Non so dove i gabbiani abbiano il nido,ove trovino pace.
Io son come loro
in perpetuo volo.
La vita la sfioro
com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo.
E come forse anch’essi
amo la quiete,
la gran quiete marina,
ma il mio destino è vivere
balenando in burrasca.

Vincenzo Cardarelli

Miagolato il 21 November 2007 - 11:28
Film, Ricordi, Zampette by Miciastra

Ripensavo giorni fa quando, adolescenti, passavamo la ricreazione nel bagno delle ragazze, o nel cortile della scuola durante la ricreazione, a parlare di quello che, in quel momento, suscitava vivo (e forse unico) interesse: amore, passione, fidanzamenti vari (però si diceva mettersi insieme a…) ed ovviamente sesso (compreso il famoso punto G, che grazie a Berlusconi, oggi non è più un mistero – grazie Simona).

Dio quante ne dicevamo!!!

Se ci penso bene, riuscivamo a raggiungere livelli ai quali nemmeno gli uomini, nel classico spogliatoio dopo una partita di pallone (amo le leggende metropolitane io!!!) sarebbero potuti arrivare mai!

E, tra i tanti discorsi, usciva sempre quello riguardante l’orgasmo.
Credo sia stato un “problema” per tutte e sono sicura che, prima o poi, ognuna di noi abbia finto almeno una volta nella vita.

Poi quando, per caso, si azzardavano questi discorsi con la parte maschile, c’era la classica risposta dell’“Impossibile, io me ne accorgerei!!”.
E da qui in poi, si scatenava il solito rituale sul
“no, non te ne accorgeresti mai”
“si, io si”…

“a me non è mai successo”
“tu non te ne accorgeresti”
“ma tu hai mai finto con me?”
“No, io no, mai!”

“Eh, lo so, altrimenti me ne sarei accorto di certo”
“Io le ho soddisfatte sempre tutte”
“E tu che ne sai? Ne sei proprio certo?”

“Impossibile non accorgersene”…

Fino ad arrivare a stratagemmi del tipo:
“io so come fare: tocco sempre i capezzoli subito dopo e se sono duri, allora vuol dire che lei è venuta!!”
“se va subito a fare pipì, ho la conferma”
“se stringe le gambe subito dopo, allora è fatta!”
” se non riesci a toccarla lì appena è venuta, significa che l’orgasmo c’è stato”( e qui bisognerebbe aprire una grande parentesi sulla differenza tra l’orgasmo clitorideo e quello uterino!)
” se si gira su un fianco e non parla per un pò, significa che è completamente soddisfatta!” (questa è la più bella!!)

Accidenti quante serate passate a parlare e mi ricordo che alla fine usciva fuori che, il motivo basilare di quei nostri finti orgasmi era quello di non voler mettere in difficoltà il nostro “lui” che, per la maggior parte delle volte, aveva avuto una tempistica sicuramente più rapida della nostra e/o, ancora, aveva fatto troppe assenze alle lezioni di anatomia.

Sta di fatto che, per un motivo o un altro, restavamo “a bocca asciutta” e ce ne guardavamo bene dal dirlo, anche per una sorta di paura nell’essere state in qualche modo causa dell’accaduto.
Ricordo quel periodo con un certo piacere, le serate passate a disquisire sull’argomento, che, con gli occhi ed il senno di poi, altro non erano che vere e proprie terapie di gruppo per cercare di capire e vincere le rispettive paure e tabù!!!!

Mi ricordo anche il nostro atteggiamento verso quello che all’epoca rappresentava il mondo oscuro del sesso, di cui molti ostentavano una conoscenza profonda ed approfondita nel tempo (!)

Questa sordità tra i due sessi a fatto sì che, negli anni adolescenziali, si vivesse un malcontento generale da ambo i sessi.
Le donne, non soddisfatte, cambiavano spesso partner (vi siete mai domandati perchè in quella fascia d’età c’era un fervente movimento di accoppiamenti?) e gli uomini, incazzati, facevano altrettanto…

..poi, con l’avanzare dell’età, tutto si è ristabilito, per fortuna!!!!

E allora, in nome di quei bei tempi desidero pubblicare quello che, per me, è stata la migliore simulazione mai esistita!

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Mood:Happy emoticon Happy & Laugh emoticon Laugh

Miagolato il 20 November 2007 - 11:08
Riflessioni, Zampette by Miciastra

Reduce dal blog di Simona, che, tra l’altro consiglio vivamente di leggere, desidero unirmi a lei nella segnalazione del blog occhiodellanima, dell’iniziativa proposta ma vi consiglio di spaziare tra i vari post.
Oltre ad essere interessante, ha molto da insegnare.