Miagolato il 29 December 2007 - 11:41

Occhi Miciastra

Guardo.

E’ una vita che lo faccio.

Io guardo in continuazione.

Osservo, scruto, analizzo quello che mi circonda.

Ho una curiosità innata ed amo profondamente il prossimo.

Per cui lo osservo sempre attentamente.
Che cosa ci posso fare????
E questa mia natura mi ha portato a studiare Psicologia.

Anni di ospediali psichiatrici e corsi di formazione professionale con i cosiddetti emarginati.

Parola grossa ed ai più, piuttosto vaga. Ma forse anche per paura ed ignoranza. Vedere una persona in carrozzina crea disagio, vedere una persona pazza per strada ne crea altrettanto. Ma perchè? Perchè se conosciamo una persona in carrozzina non chiediamo cosa  le è successo, mentre ad una persona con un gesso arriviamo addirittura a farci raccontare l’intero accaduto? E perchè se vediamo un cosiddetto “matto” per strada, ci allontaniamo immediatamente ed in qualche modo ci sentiamo “rassicurati”? Perchè vige la “regola” che MATTO= PUZZA, PERICOLO ed HANDICAPPATO= PERSONA DIVERSA e SICURAMENTE NON INTELLETTUALMENTE ABILE?

Io l’ho scoperto con gli anni. 

Ho visto gente che ha dovuto cambiare la propria vita a causa di un brutto incidente stradale, altri che sono stati operati di scoliosi e che non hanno mai più camminato, altri ancora con la polio, ancora altri in carrozzina per aver tentato il suicidio, gente con la febbre alta cadere dal balcone di casa, persone autistiche, malati mentali che parlano in tibetano per non farsi capire da “quelli” del CIM (Centro di Igiene Mentale).

Così ho passato gli anni migliori della mia vita, annusando il male ma quello vero,  quello in cui la sofferenza è vitale, vivendolo in prima persona e soffrendolo dentro.

Mi ricordo il mio primo approccio con queste realtà. L’ho avuta con un ragazzo fantastico, Stefano, che appena arrivata al Centro ha provato a smerdarmi subito. “Ciao, come stai?” La risposta è stata: ” e come sto…in carrozzina…” La mia risposta è stata spontanea…: “scusa ma, meglio a te che a me…”

Ho conquistato il suo cuore e la sua stima ma io ero sincera… veramente…

Da qui, anni ed anni di lavoro in questo “campo”, se così lo vogliamo definire.

C’era Alberto che ogni mattina disegnava il passaporto per il Giappone perchè doveva andare a comprare le medicine. Ed ogni santa mattina lo facevamo insieme e poi lui andava a comprare quello di cui aveva bisogno. Appunto, ogni santa mattina. Era il suo modo di gestirsi i medicinali.

E poi c’era Renato, gemello ed ottavo figlio di una famiglia molto povera, messo in manicomio all’età di nove anni perchè nel collegio non c’era più posto. Lascio a voi capire cosa è successo…

E Roberto. Uomo meraviglioso, studente in medicina alla fine degli anni ‘70. Persona di grande cultura, studioso di lingue antiche. La sua mente è caduta in un grosso baratro  in quegli anni di grossa rivoluzione e da lì non si è più ripreso. Persona piuttosto violenta, ex giocatore di rugby, temuto da tutti sia per il fisico che per la mente. Parlava in tibetano, prendendo per il culo gli operatori del CIM e tutti coloro che lo trattavano da pazzo. Veniva ogni mattina al Centro a piedi, vestito con un sacco juta e gli anfibi pieni di erba, percorrendo 15 chilometri all’andata ed altri 15 al ritorno, non curante del freddo intenso o del caldo torrido. Io ho sempre avuto un approccio molto personale con la tanto decantata follia, che per me non esiste assolutamente ed ho costruito un rapporto molto naturale, semplice, da persona a persona. Sono entrata nel suo cuore, ha capito che non doveva temere nulla e con me ha instaurato un rapporto vero, in italiano, senza violenze psicologiche, si è aggrappato a me, mi ha chiesto aiuto. Io ho fatto del mio meglio.

Oggi indossa vestiti, si è comprato una macchina, ha conosciuto una signora con cui trascorre molto del suo tempo, si gestisce i proprii medicinali e ogni tanto mi telefona parlandomi anche un pò in tibetano (che ovviamente non comprendo), giusto per farmi capire che il suo disagio è ancora lì, dentro alla sua testa ma che ha imparato a conviverci.

E poi Tina, partita in viaggio di nozze e caduta da un muretto mentre il neo marito la fotografava. Tetraplegica.

Luigia, caduta dal terrazzo all’età di nove anni a causa di una febbre molto alta. Paraplegica.

Maria, che per amore, ha tentato di uccidersi, sparandosi allo stomaco. Paraplegica.

Alberico, rampollo di una nobile famiglia, finito sotto un camion con la sua macchina. Tetraplegico.

Franceschina, tenuta segregata in casa per anni perchè ritenuta “strana”. Autistica.

Stefano, tumore alla spina dorsale a 20 anni, saltato sul lettino operatorio e mai più ridisceso con le sue gambe. Tetraplegico.

Mario, preso in pieno da una macchina mentre attraversava la strada. Paraplegico.

Sonia, operata per una scoliosi. Paraplegica.

Angelina, vissuta in un paesino di 4 anime e mai portata da un medico. Polio.

Fabrizio, Bibo per gli amici, bello come il sole. Morbo di Hodgkin (cancro alle ghiandole linfatiche) a 20 anni. Oggi non è più qui.

Sono entrata in queste vite per caso, come supplente d’inglese  e mi ha preso l’anima…

Sono stati in assoluto gli anni più belli della mia vita, gli anni più felici della mia vita e quello che io sono oggi lo devo solamente a quello che ho imparato con e da queste persone.

Ho imparato a guardare veramente quello che la vita mi presenta.

E voglio continuare a farlo.

Miagolato il 26 December 2007 - 21:45
Emozioni, Ricordi by Miciastra

 Orvieto

Natale ad Orvieto, nella casa che fu dei miei nonni, immensa, con tante  scale, con camere enormi piene di tante vite passate da qui, con i camini accesi ed un freddo polare fuori, con due cucine distanti l’una dall’altra ed ovviamente con le cose riposte metà da una parte e l’altra metà dall’altra.

Pareti colme di foto antiche, nemmeno più in bianco e nero, vecchi documenti che fissano un passato fatto di guerra, di persone in campi di concentramento,  di famiglie oramai estinte. Letti in ferro battuto dove hanno dormito persone della mia famiglia che non ho mai conosciuto ed ora in uno di quelli ci dormo anche io. Respiro la storia dentro a questa casa ma anche la mia infanzia perchè venivo nei mesi estivi a star qui con mia nonna.

Tanta gente, tanti parenti che oramai vedo solamente in queste sante feste, ai matrimoni ed ai funerali. Ed è tutto un tramestio in queste giornate perchè bisogna preparare da mangiare per tutti. La cucina principale, grande forse come tutta casa mia qui a Roma, ospita un grande tavolo in marmo esattamente al centro della stanza ed è qui  che si svolge il lavoro che un tempo accomunava tutte le donne della mia famiglia, me compresa.

Ho imparato molto da mia nonna, mia zia e mia madre. Le vedevo impastare, tritare, cuocere, preparare i tortellini a mano, cucinare anche su vecchie stufe che oggi sono state sostituite da cucine a gas.

Era un momento magico, per giorni e giorni le donne erano lì, anzi, eravamo lì a parlare ed a lavorare, a ridere e le ore passavano velocemente e la fatica non esisteva.

Gli uomini pensavano alla legna, al vino, alla frutta da andare a prendere in campagna dai contadini ed alla sera, tutti riuniti intorno ad una tavola grandissima, si mangiava, si rideva, si beveva.

La notte del 24 dicembre arrivava puntualmente Babbo Natale ed i bambini del momento, me compresa, vivevano un momento magico, irripetibile tanto che ho finto di crederci per anni proprio per continuare a vivere quel sogno.

Piano, piano la morte ha portato via le persone, una ad una, silenziosamente ed oggi ci ritroviamo a vivere una magia un poco annebbiata, con una punta di tristezza per quelle persone che non sono più con noi.

In più, in cucina ci sono rimasta praticamente io, poichè mia madre soffre di acuti mal di schiena e non può fare più di tanto e gli uomini se la svignano in continuazione, inventando cose assurde da fare anche perchè la frutta ed il vino vengono regolarmente acquistati nei negozi specializzati e la legna è nel ripostiglio in cortile.

Ed io mi faccio un culo infinito (mi si perdoni il francesismo) e vivo praticamente tre giorni in cucina, tra pentoloni, pesce, carni, patate, salse, patè, cose da lavare…

Non faccio in tempo ad arrivare che subito sono in cucina, con mia madre che, non potendosi muovere, mi massacra di compiti, parole e modi di preparare le cose, che non sono i miei.

E poi bisogna apparecchiare ed anche qui i chilometri si sprecano, vista l’ubicazione della tavola da pranzo rispetto alla cucina, scale comprese!

Ho fatto il calcolo che per andare da una cucina all’altra ci sono 18 scalini, ma sono scalini antichi che corrispondono a  circa 25 di quelli moderni!!!

Ovviamente i commensali non sono mai meno di 10, arriviamo anche a 15, sia a pranzo che a cena ma non solo il 24 e 25, partiamo dal 23 per arrivare al 26 sera… Una meraviglia!!!!

Se da una parte il Natale continua ad essere un momento particolare per tutti noi, dall’altra per me è diventato un incubo. Lavoro ininterrottamente per 4 giorni senza sosta ed arrivo al 26 in preda a convulsioni e non posso più vedere cose da mangiare in giro per giorni.

Oggi sono partita da lì poichè domani ho un impegno qui a Roma e devo confessare che non mi è dispiaciuto più di tanto, anche se lì ho lasciato mio fratello che non vedo praticamente mai.

Ma io devo RIPOSARMI….

Al momento di andar via mia madre mi ha detto: dai torna qui, così ti riposi un pò!!!!!!

 

(PS: i tortellini li ho comprati però!!!!)

Miagolato il 19 December 2007 - 2:14
Amici, Emozioni, Troubles by Miciastra

Addì 18 dicembre 2007
Ore 13.00 circa.

IM: ciao Miciastra, come stai?
M: benino, direi, malgrado tutto e tu?
IM: bhè, non ci crederai ma ho starnutito e… mi si è bloccata la schiena…
M: (minchia, non è possibile, ma come possono succedere certe cose? Ma “questo” è da rottamare…) Ma dai, non ci credo! Mi prendi per il culo vero?
IM: No, ti giuro, non riesco a muovermi, ho un male terribile….
M: accidenti, mi spiace (e mentalmente percorro gli ultimi 11 mesi in cui l’ho portato al pronto soccorso perchè aveva avuto il PRIMO incidente in moto e, trovandolo a bestemmiare con una gamba sanguinante nella vasca, ho preso in mano la situazione ed ho fatto quello che avrebbe dovuto fare da solo…poi il SECONDO incidente in cui si è letteralmente frantumato una spalla a cui sono seguiti mesi di calvario, suo in primo piano, ma anche mio, poichè l’ho accudito come un vecchietto di “Villa Arzilla” – noto posto di villeggiatura per persone non deambulanti ed arrugginite…)
IM: Non so come fare e poi oggi ho anche la fisioterapia per la spalla… che dici ci vado?
M: (ma dove cazzissimo vai che non riesci nemmeno a sederti in macchina?) Mah..forse è meglio che rimandi, non credi?
IM: Bhè, si forse hai ragione.
M: (come FORSE!?!?!!)

ore 18.00.
Incontro IM in stato comatoso e guardandolo mi viene in mente il gobbo di notredame… chissà perchè….

M: Dai vieni a casa mia, ceni da me e ti faccio un “LYSEN”.
IM: Ma credi mi farà bene? Pensi che mi passerà questo dolore?
M: (Minchia2 magari avessi la palla di vetro o mi fossi laureata in ortopedia!!!!) Spero di si, altrimenti andiamo al pronto soccorso.
Cena con altri amici (ovviamente non sono mai sola), scene epocali in cui IM viene letteralmente tirato su dal divano poichè leggermente impossibilitato a farlo…una bella iniezione di lysen e….aspettiamo…..

ore 23.00 circa.
M: ti ha fatto effetto? (e mentre lo chiedo mi accorgo che IM si è incastrato nel divano e nessuno, dico nessuno, riesce a sollevarlo….)
IM: si, sto un pochino meglio.
M: (cazzo dice questo qui? Devo chiamare l’ACI per alzarlo…) Senti, perchè non andiamo al pronto soccorso? Ti visitano e ti danno sicuramente qualcosa di forte per lenire il dolore, non credi?
IM: No dai, sto già meglio… vedi?
M: (cosa vedo? Solamente che non si muove assolutamente…. Respiro profondamente e, con una pazienza quasi ZEN riprendo il discorso con l’intento di convincerlo). Sai che facciamo?!?! Andiamo al pronto soccorso (e due) così ci fanno la ricetta e possiamo comprare le medicine per curarti (e qui emerge il mio passato da tossicodipendente).
IM: No dai e poi, magari tu sei stanca, hai lavorato, hai fatto la visita al seno, hai…
M: (adesso lo UCCIDO, così gli passa il mal di schiena…) Ma dai, andiamo, così risolvi(amo) il problema, non credi?
IM: No…guarda…sto già meglio…(riesce ad alzarsi dal divano e fa quattro passi tipo Frankenstein…)
M: (perdo letteralmente la pazienza che, tra l’altro, oggi proprio non mi è amica) OK, ora andiamo al pronto soccorso e stai zitto, non dire una parola, taci, altrimenti ti inc…lo… (con le buone maniere si ottiene sempre tutto, lo dico sempre!)

PRONTO SOCCORSO OSPEDALE SAN PIETRO, ore 23.30 circa
M: (accidenti…sto facendo l’abbonamento ai pronto soccorso con IM) Mi raccomando, IM, non dire che hai solamente un dolorino passeggero, che ti muovi abbastanza bene e che sei quasi passato per caso, altrimenti qui ci fanno pernottare ed io sarei un TANTINO stanca… Promesso?
IM: Si, ma che devo dire esattamente?
M: Tu stai zitto, parlo io.

Parlo con l’infermiera di turno e descrivo una situazione clinica da codice quasi rosso, diciamo arancione e sdraiano immediatamente IM su una lettiga…. Dopo 30 minuti circa esce camminando sulle proprie gambe, anche se non proprio come un fotomodello…

M: Ti senti megilio? Che dobbiamo comprare?
IM: Mah..solamente il voltaren + il muscoril ed il co-efferalgan… due iniezioni al giorno e se ho ancora dolore, devo prendere le pasticche e se fra quattro giorni non mi è passato, devo fare una risonanza magnetica.
M: (minchia3, nient’altro?) Bhè, andiamo alla farmacia notturna e compriamo le medicine…

ore 24.30 circa
M: cosa vuoi fare? Ti accompago a casa o vuoi prendere la macchina sotto casa mia?
IM: No, posso guidare tranquillamente…
M: (mortacci…ma se non riesci nemmeno ad uscire dalla macchina!?!?!? – Decido di assecondarlo perchè tanto so che non si smuoverebbe dalle sue posizioni) OK, allora domani mattina vengo da te verso le 8.15 e ti faccio l’iniezione, va bene?
IM: Ma non sarai stanca? Ma dai, vediamo come fare altrimenti…
M: (adesso lo strozzo, lo metto sotto con la mia macchina… ) Non c’è problema, lo sai, l’ho fatto GIA’ altre volte (visto che stai sempre male)…
IM: OK, va bene, grazie Miciastra. A domani….

Torno a casa un pochino frastornata dalla giornata, sono ovviamente stanca e penso a tutte le cose chè dovrò fare domani mattina dalle 7 in poi ma…sorrido perchè IM è una persona speciale e sono sicura che non sentirò la fatica….

(Prenderò comunque la decisione di portarlo in gita a Lourdes…non si sa mai…)

A domani la descrizione di questa mattina…

Mood:Laugh emoticon Laugh & Angry emoticon Angry & Umpf emoticon Umpf

Miagolato il 18 December 2007 - 23:38
Emozioni, musica mia by Miciastra

L’ho sentita questa mattina alla radio e mi ha folgorata… 

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Lascia che sia la sera a spargersi nei viali
Mentre mi volto indietro e svuoto la valigia
Rimangono i capelli, le punte fragili
E gli occhi rossi rossi contro vento

Angelo mio saltiamo
in fondo al buio andiamo
cadendo giù per sempre liberi

Angelo mio saltiamo
Spaccami il cuore piano
Portami ovunque senza andare via
Basterà

Abbracciami
niente ci può sciogliere
Ancora i tuoi sospiri le notti a ridere

Lascia che sia la sera a farci illudere
Prima che passi questa notte invano

Angelo mio saltiamo
In fondo al buio andiamo
Cadendo giù per sempre liberi

Amore mio ti amo
Spaccami il cuore piano
Solo uno sguardo prima di andar via
Basterà

Abbracciami
Ci troverà la sera
Ci troverà la sera
Ci troverà insieme

Miagolato il 18 December 2007 - 14:09
Mhmm, Troubles, Zampate by Miciastra

L’esame ecomammografico eseguito in scansione radiale e settoriale, con sonde ad elevata frequenza (7,5 – 13 Mhz), integrato con metodica Color, ha documentato bilateralmente  un quadro di adeno-displasia mista di tipo prevalentamente fibroso con aree di addensamento stromale più evidenti nei QSE (quadranti superiori esterni) di entrambi i lati. In particolare si riscontrano le seguenti formazioni:

 seno sinistro:

- serie di numerose microcisti disposte sui QS (quadranti superiori), la maggiore delle quali del diametro di cm 0,9 (invariata) – respiro di sollievo: qui tutto bene.

- formazione nodulare solida disposta tra i quadranti superiori del diametro maggiore di cm 1.3 negatica all’approfondimento Color (del tutto invariata) (pregressa agobiopsia del 9/10/06 con citologia deponente per fibroadenoma) – altro respiro di sollievo: bene anche qui.

- cisti disposta in regione periareolare del diametro di cm 1,2 – mi fa un pò schifo l’idea ma è innocua.

- alcune microcisti sui QI del diametro maggiore di cm 0,5 – figlie di quella di sopra.

seno destro:

- alcune microcisti del QSE (quadrante superiore esterno) del diametro maggiore di cm 0,4 (invariata) – respirazione quasi normale: tutto a posto.

- formazione nodulare solida del QI (quadrante inferiore) del diametro maggiore di cm 0,7, negativa all’approfondimento Color (invariata) – l’essere negativo all’approfondimento Color significa che non è vascolarizzata e quindi ci sono pochissime possibilità che si tratti di un tumore – battito cardiaco sempre più regolare. Andiamo avanti…

- formazione nodulare solida del QIE (quadrante inferiore esterno) del diametro maggiore di cm 0,9 (invariata); tale formazione mostra perifericamente la presenza di un polo vascolare. Utile un completamento diagnostico citologico. Tachicardia in netta ripresa e coglioni gonfi ai massimi livelli. Il completamento diagnostico citologico che viene richiesto altro non è che un ulteriore ago aspirato, poichè è stato trovato un polo vascolare. Ciò significa che presto dovrò farmi risbucacchiare la tetta destra ed attendere i risultati…

Ho voluto riportare l’esito dell’esame per tutti coloro che, nel post “Caro Babbo Natale” hanno manifestato interesse ed affetto.

 Grazie a tutti di cuore.

BHE’… POTEVA ANDARE PEGGIO, NO?!?!?!

P.S.: Caro Babbo Natale,

lo sai che sei un poco stronzo?!?!?!?!

Miagolato il 15 December 2007 - 1:15
Emozioni, Sprazzi, Zampette by InvernoMuto

[INVERNOMUTO Mode On]

Toc toc?
E’ permesso?
Ma si che è permesso…
Dopo due ore che mi hai relegato in cucina – mentre traffichi con la tua sorpresa – è permesso eccome…

- “Dove tieni gli attrezzi???”
- “Nel vano sotto la caldaia…”
- “Ma il martello ce l’hai???”
- “Eh… direi…”
- “E chiodini nei hai???”
- “Mmm… guarda un po’ se c’è qualcosa…”
- “E non mi va di cercare… Me li cerchi tu???”
- “…”
- “E non bevo nulla, stasera?”
- “(Pure…) Si… ho messo un prosecco in fresco…”
- “Ma una fumetta???”
- “Rossa?” (Marlboro rossa, ndIM)
- “Si… rossa!!!”
- “Ma quanto ti manca?”
- “Ti ho detto che non devi guardare! Intesi???”
- “(Umpf…) Intesi”

Sembra di essere in una fucìna.
Con te che inchiodi, attacchi, appendi, stacchi, smonti e rimonti…
Con Dafne che fa da pendolino tra letto e divano a velocità proibitive…
Con la musica che non manca mai…
Ed intanto io – grembiule-di-Ikea-dotato – che trito, affetto, sminuzzo, impasto, inforno (della serie “PastaMatic mi fa un baffo”)…

Ma è un bel momento. Uno di quelli da archiviare nel mio album personale

- “Ora puoi girarti. Guarda…”

Gli occhi ti brillano…
Brillano anche i miei…
Un ramo natalizio tutto per me…
Ed io – senza parole – col cuore gonfio…
Non so come dirti “Grazie“…

Sei preziosa.

Io lo so.

[INVERNOMUTO Mode Off]

Miagolato il 14 December 2007 - 10:25
Sprazzi, Zampate by Miciastra

Era un Natale difficile.

Le renne avevano la dissenteria e Babbo Natale aveva dovuto pulire tutta la stalla, metà degli gnomi era a letto con l’influenza e gli elfi erano in sciopero
per solidarietà con i tacchini.
Poi si era rotta la slitta e Babbo Natale si era appena
maciullato un dito per aggiustarla, quando entra un angelo e dice:

Auguri! Dove metto l’abete?! …

Fu così che nacque la tradizione dell’angelo
in cima all’albero di Natale!

 

(Il mio albero lo farò domenica prossima…e……)

 

BUON NATALE!!!!

Miagolato il 13 December 2007 - 12:35
Pillole, Zampate by Miciastra

Ma pensa un po’.

Il Monte Bianco è cresciuto di due metri. Beato lui.
Escludendo che sia un fatto ormonale, se no gli spuntavano anche le tette, come la mettiamo? Dicono che sia un accumulo di ghiaccio.
Ma il pianeta non si stava surriscaldando? Qui non si capisce più niente.
Neanche sulla temperatura della Terra riescono a mettersi d’accordo. Però continuano a trifolarci l’anima con ’sta storia del risparmio dell’energia.
Noi facciamo di tutto. Chiudiamo i rubinetti quando ci laviamo i denti e ci facciamo venire la schiuma alla bocca come i dobermann, le lavatrici le facciamo di notte come i carbonari, mettiamo le lampadine a basso consumo che quando le accendi per un quarto d’ora ti sembra di stare in una stalla, e chiudiamo il frigo quando ancora abbiamo mezza mano dentro a costo di tranciarcela via per non lasciare il frigo aperto.
Però qualcuno mi deve spiegare, mi deve dare un motivo uno del perché, nelle città si lasciano interi grattacieli di uffici tutti accesi per tutta la notte e nessuno dice nulla.
Non c’è uno che fa un plissè. Torrioni accesi a giorno.Luminarie da casinò di Las Vegas. Con un computer ad ogni scrivania acceso pure quello.
Ma che ci vuole a obbligare gli uffici a spegnere le luci? E già che ci siamo, a installare le lampadine a basso consumo?
Ci avete fatto venire due lampadari di Murano così, con le «basso consumo » e poi?No, perché io posso anche leggere a letto solo alla luce del lampione di sotto per risparmiare energia, ma se poi mi sta completamente acceso il grattacielo di fronte mi sento lievemente presa per il culo.
E i frigoriferi dei supermercati? Ne vogliamo parlare? Che fa un freddo che neanche in Alaska?
Che se tu passi per il corridoio degli yogurt ti devi mettere il passamontagna e le moffole e arrivi alla cassa coi baffi pieni di brina?Non è spreco di energia anche quello? E’ il caso di tenere le mozzarelle alla temperatura degli igloo? Mi chiedo.
Che se compri un etto di burro poi per cucinare devi stirarlo altrimenti ti tocca tagliarlo con la motosega?
Ci sono frigoriferi a banco lunghi sessanta metri.
All’altezza dei salami ti comincia a colare il naso, ai latticini hai la punta delle dita blu, davanti alla pasta per le pizze cominci ad avere la broncopleurite, quando arrivi al latte fresco e yogurt hai tutti i sintomi del congelamento e ti butti sul girarrosto coi polli che sfrigolano perché ti sembra di entrare in una baita al caldo.
Ma mettete una porta a ’sti frigo. Che consumano un lago artificiale di corrente al giorno.
E i led luminosi che noi dobbiamo spegnere pena la distruzione del pianeta?
Quegli occhietti rossi che ci guardano dalla sala?
Noi li spegniamo, sì sì. Poi andiamo al super e ci sono 42 televisioni accese che trasmettono tutte lo stesso programma.
Questi non sono sprechi di energia, cari politici miei? I casi sono due. O cercate di risolvere in qualche modo la questione o se no dite: il risparmio energetico era una delle solite nostre cazzate, fate pure quel che volete, usate il laser per tagliare il salmone e lavatevi i denti nella vasca da bagno! 
Luciana
Littizzetto 

Miagolato il 12 December 2007 - 2:44
Emozioni, Pensieri by Miciastra

Caro Babbo Natale,

ho notato che ti scrivono un pò tutti in questo periodo, chiedendoti le cose più disparate.
Naturalmente anche io avrei tante cose da chiederti come tutti.

Per esempio, potrei cominciare pregandoti di far sì che il mio datore di lavoro si ritrovi improvvisamente a lavorare nei campi, posto a lui consono, con un orario che parte dalle 6 della mattina per poi finire alle 8 di sera, facendogli ingurgitare chili di maionese al giorno, cosa che tra l’altro lui adora (e quindi non sarei poi così cattiva), tanto da farlo diventare giallo con conseguente diarrea continua e costante.

Potrei chiederti di far fare un gran bagno di umiltà a certe mie colleghe che altro non fanno che rompere il cazzo al prossimo e disequilibrare il normale rapporto lavorativo che dovrebbe esserci. (Mi spiego, scusandomi anticipatamente per l’eventuale scurrilità: se il comportamento base che passa è quello delle bocchinare, le altre persone che si comportano normalmente ed i bocchini li fanno solamente per diletto, come possono vivere serenamente?).

Potrei poi chiederti di aiutarmi a capire cosa fare del mio lavoro che amo da morire ma che gli altri non mi permettono più di farlo serenamente, cercando di prevaricarmi solo per farsi notare. Ti chiederei, per favore, di non farmi provare più quella sgradevolissima sensazione di rabbia ed impotenza che provo ogni mattina prima di andare al lavoro e che mi fa lavorare male e senza prospettive.

Avrei anche da chiederti di levarmi di dosso questa sensazione di inutilità e di fallimento completo che sento da qualche mese a questa parte, che mi fa vivere male e mi pregiudica anche i rapporti interpersonali con le persone che più amo.

Vorrei chiederti di farmi ricredere in me stessa, di farmi ricominciare ad amarmi di più, di aiutarmi a prendermi  di nuovo cura di me stessa, di curarmi di nuovo, di ricaricare il mio spirito e di farmi ritornare la miciastra di un tempo, quella miciastra forte e sicura, allegra e piena di risorse, quella miciastra che emanava forza ed ottimismo, quella miciastra che, come ha detto qualcuno, riuniva le persone più diparate e creava sempre un’alchimia…

E poi vorrei chiederti di far stare tranquillo mio fratello, di fargli godere suo figlio, di crescerlo liberamente, di farlo vivere anche a me, che, da quando è nato, sono riuscita a vederlo solamente tre volte e lui non sa nemmeno che sia sua zia. Posso chiederti di trovare un uomo alla madre di mio nipote per cercare di calmarla in qualche modo? (In realtà posso chiederti di farla scomparire improvvisamente? E’ troppo brutto quello che ti chiedo?).

Potresti anche risolvermi tutti i problemi economici che ho in questo momento? Non ti chiederei di vincere alla lotteria, ma solamente di farmi vivere un pochino più tranquilla…

Vedi, caro Babbo Natale, anche io avrei tante cose da chiederti ma riconosco che, con tutto quello che hai da fare in questo momento, sicuramente le mie richieste sarebbero troppe.

Ed allora te ne chiedo una solamente.

Come certamente avrai saputo, ho avuto un tumore al seno e sono stata operata con esito, fortunatamente, negativo.

 Ma tu  hai  saputo come mi sono sentita, tu hai saputo come ho vissuto quei momenti, tu hai saputo quello che ho provato e tu hai saputo che in quei giorni il mondo aveva perso i colori per me; ti hanno sicuramente riferito che avevo perso ogni speranza, che non riuscivo a respirare, a muovermi, a parlare.

Ti hanno certamente detto che sono stata un leone, che ho affrontato tutto da sola, che ho accelerato i tempi, che mi sono sottoposta ad inummerevoli controlli medici, che non mi sono mai lasciata andare, che quando ho fatto il doveroso controllo e mi hanno “invitato” a fare altri aghi aspirati, io li ho fatti, in silenzio, trovando una forza che non sapevo di avere…

Lunedì prossimo devo fare un controllo e mi sento debole, ho paura, non mi sento la forza di prima, non ho voglia di sentire cose che non mi farebbero bene all’animo, tantomeno al fisico.

Caro Babbo Natale,

ti chiedo solamente di far sì che l’esito dell’esame sia negativo.

Per me sarebbe vitale.

Grazie.

 

 

 

 

 

 

Miagolato il 11 December 2007 - 0:16
Emozioni, Meme by Miciastra

Tempo fa IM mi ha invitata al meme fotografico. Ho pensato molto a cosa mettere perchè, in effetti, 5 foto sono ben poche per rappresentarsi.

 Ma poi ho deciso.

Labbra LE MIE LABBRA. Le ho messe perchè sono un punto importante del corpo. Mi piace parlare, comunicare col mondo e questa mia passione mi ha portato a studiare varie lingue, proprio per aver la possibilità di allargare i miei orizzonti ed eliminare i confini.


Mare IL MARE. E’ la cosa che più amo. Riesce a farmi stare bene, sia d’estate che d’inverno. Questo è il posto dove vado fin da bambina e solo lì riacquisto tutte le forze.




Milo Manara MILO MANARA. Lo seguo da sempre ed ho tutte le sue opere. E’ un disegnatore unico e riesce a trasmettermi le emozioni più disparate. Questo disegno appartiene a “the click” ed io ne consiglio vivamente la lettura perchè, oltre a disegni meravigliosi, la storia è veramente intrigante.




Gatto IL GATTO. Questo è il mio gatto, una delle persone più importanti nella mia vita. I gatti sono misteriosi, autonomi, sensuali, silenziosi, ma sempre vigili. Ed io mi sento un pò come loro…







James Taylor MR JAMES TAYLOR. La musica è veramente la colonna sonora della mia vita e JT è il musicista che mi accompagna da più di 20 anni. Solo ascoltando lui io mi sento bene.






Ecco fatto il mio meme fotografico, anche se ne avrei messe sicuramente molte altre, ma spero di aver trasmesso una piccolissima parte di me.

Mood:Happy emoticon Happy