Miagolato il 8 February 2008 - 20:33
Troubles, Zampette by Miciastra

Sono rientrata oramai da qualche giorno e, malgrado l’immensa stanchezza, ho pensato di aver dalla mia, il fatto che tutto si sia comunque concluso e che Napoli diventerà, giorno dopo giorno, solamente un gran brutto ricordo.

Ho provato persino una certa gioia nel rientrare in ufficio e nel dover già affrontare l’organizzazione di altri 5 eventi che mi aspettano famelici…

L’unico contatto ancora esistente con Napoli è Mimmo, un uomo di circa 45 anni che si è letteralmente innamorato di me e continua ad inviarmi sms tutti rosa, glitterati e con cuoricini, con frasi tipo: “Mi sei entrata dentro come nessuno mai e ciò mi rende un uomo felice”, ” Tu mi piaci assai” (introduzione nel T9 del vocabolo ASSAI), oppure messaggi mattinieri e serali come “Buondy (l’ha scritto proprio così) stellina” , “Buona notte tesoro, ti penso”. A parte questa situazione (da parte mia mai alimentata, ci tengo a dirlo) che mi auguro vada scemando di giorno in giorno, il ricordo di questa brutta esperienza sta, lentamente, passando.

E invece no… cazzo santo (mi si perdoni il francesismo)…

Per il trasporto delle squadre e delle delegazioni, abbiamo preso, in comodato d’uso, ben 12 Peugeot modello Expert Tepee (7 posti) e, per ovviare a certe problematiche, ad una di queste ho fatto levare tutti i sedili per usarla come trasporto bagagli.

 I suddetti sedili sono stati messi al sicuro, in un ripostiglio dello stadio, debitamente chiuso a chiave.

Fin qui tutto bene, la soluzione si è rivelata ottimale.

Lunedì scorso, dovevo riconsegnare tutte le macchine al distributore Peugeot del posto. A parte il fatto che nessuno degli autisti sapeva dove fosse ubicata la suddetta sede (minchia, io Roma la conosco, ci vivo…), ma, una volta identificato l’obiettivo, non riuscivano a capire come fare per riconsegnarle. In quel momento, mi è venuto in mente quel famoso indovinello con il fiume, l’isoletta, la pecora, il lupo ed il cavolfiore….

Riesco a portare tutte le macchine, pensando (meschina) che qualcuno avesse avuto l’accortezza di rimontare i sedili mancanti.

E qui casca l’asino!!! ( E l’asino sono proprio io).

L’altro ieri, mi chiama il responsabile locale della Peugeot e mi dice che una delle macchine non ha i sedili…

In quel momento, mi è crollato il mondo addossso. Non mi perdo d’animo, chiamo il responsabile dello stadio che aveva riposto, a suo tempo, i sedili in un posto sicuro e gli dico di andare a consegnarli al Signor X, in via Y.

Costui mi dice che, purtroppo e non si sa come, uno dei sedili è sparito. Non c’è più. (Cazzo significa “non c’è più?)

“Ma come sparito?” chiedo io, sentendomi immediatamente una deficiente (Minchia, Miciastra, ti sei dimenticata dove sei stata? Ma sei scema?)

” Eh, si è sparito. E che ne saccio io?”

“Ma… ma… come che ne sai? Ma le chiavi le avevi solo tu, Eugenio, come può essere MAI accaduta una cosa simile?”

” E che ne saccio io? Si vede che qualcuno è riuscito ad entrare”

“…?…” (pausa di riflessione ed avvilimento immediato). “Vabbè, porta i sedili rimasti alla Peugeot, per favore”

“Va buò, li porto io lì, vah…”

“Grazie Eugenio, sei veramente gentile”.

(…)

Questa mattina mi chiama la sede centrale della Peugeot e mi comunica che una delle macchine è stata consegnata senza sedili.

Inutile dire che Eugenio è irrintracciabile. Oltretutto è anche in libertà vigilata… (ma non ho voluto sapere perchè).

Stendo un velo pietoso, chiudo gli occhi, respiro profondamente e mi metto a fare altro…

(Ma il Vesuvio non erutta più?)

Miagolato il 6 February 2008 - 13:09
Troubles, Zampette by Miciastra

I’m back.

Sono stremata dalla stanchezza fisica e mentale. I miei venti anni di esperienza in questo campo, sono serviti a poco.

Ho combattuto in prima linea tutti i giorni, andando contro alle correnti e trovando soluzioni impossibili. Ho incontrato problemi strutturali, politici, umani. Ho dato tutta me stessa ed oltre.

Sono molto stanca, molto stanca. Devo riposare il cervello ed il fisico.

Non è stato facile per niente.

Ma sono tornata.

E questo è già molto.

Miagolato il 3 February 2008 - 2:32
Mhmm, Troubles, Zampate by Miciastra

Oggi alle ore 15.00 inizia il primo incontro di Fed Cup, Italia - Spagna, quarti di finale.

ore 8.00 - arrivo allo stadio. So che sarà una giornata veramente difficile. Devo pensare a tutto ciò che riguarda le squadre, la Federazione Internazionale, il regolamento da rispettare, lo staff della security, gli ufficiali di gara, la cerimonia di presentazione delle squadre, la transportation dall’albergo a qui, l’alllestimeto del campo, il servizio di pulizia e tutti gli inconvenienti che si verificano in una situazione di “prima linea”.

Come da regolamento, le squadre hanno diritto ai pasti negli spogliatoi ad orari da loro stabiliti, così come la Federazione Internazionale, gli Ufficiali di Gara. Organizzo il tutto giorni prima e comunico all’organizzazione locale lo schedule dell’alimentazione (cosa veramente importante per gli atleti, ma anche un pò per tutti).

Devo pensare anche ai frigoriferi in campo, al consumo degli asciugamani… insomma a tutto ciò che riguarda la parte tecnica della manifestazione.

ore 9.00 - gli autisti sono tutti in ritardo. Dovevano arrivare alle 8.00. Comincio a chiamarli a casa (?!) uno ad uno, perdendo un sacco di tempo. Devo pensare alla cerimonia di presentazine delle squadre in campo. Ho le bandiere ma mi servono le aste. Le trovo, non so nemmeno come. Organizzo l’entrata in campo, infastidita dal vociferare (e sono solo le 9.00) di 18 raccattapalle che, in quel momento, mi hanno fatto amare Erode…

ore 10.00 - i pasti non arrivano. Mi rivolgo all’organizzazione locale  e non ottengo risposte. I medici di entrambe le squadre minacciano di fare rapporto alla Federazione Internazionale… Ok, mando qualcuno a fare la spesa… non posso fare altro…

Frutta secca, panini rigorosamente con prosciutto crudo e formaggio, banane, coca cola, fanta, pasta in bianco, salsa di pomodoro a parte, olio d’oliva, cioccolata al latte e fondente, barrette energetiche, crostate di marmellata, gelatine di frutta, piatti & co.

ore 11.00 - il previsto servizio di sicurezza non arriva. Chiedo all’organizazione locale e mi rispondono che  “arriveranno” (il tempo futuro in queste occasioni è deleterio).

ore 12.00 - Il caos regna sovrano: nelle zone riservate c’è il mondo intero, non si capisce più niente. La gente entra con prepotenza, utilizzando la fatidica frase: io posso entrare, mi manda Picone…”

ore 13.00 (e sto omettendo una serie di cose) - le giocatrici sono tutte incazzate per il cibo che faceva decisamente schifo (di solito c’è un catering che pensa a tutto… di solito). I Giudici di  linea non trovano le scarpe da indossare perchè “non si trovano più”. chiamo la Lotto, rintraccio il distributore di zona e,a tempo di record, riesco a farmi portare il materiale “scomparso”.

Il DJ mi dice che non ha gli Inni Nazionali dei due Paesi (cazzo santo, ma fai il DJ nella vita, e già non lo considero un mestiere, vuoi almento portarti gli Inni???). Nel casino più totale, riesco a scaricarli (ops, non si dovrebbe dire), i raccattapalle corrono ovunque (quanto AMO i bambini in queste occasioni), all’ufficio accrediti non si trovano svariati nominativi e quindi corro a risolvere la situazione sul posto, la gente si accalca all’entrata (ovviamente all’ultimo minuto) per avere i biglietti ed i relativi pass… Intanto, comincio ad organizzare la cerimonia di presentazione. Dal nulla, appare un signore che mi dice che tutte le giocatrici dovranno portare un mazzo di fiori…. Cazzo, come un mazzo di fiori!?!?! Vado a controllare e subito noto che, in ogni mazzo, c’è una targhetta pubblicitaria. “Non si può fare” rispondo “le eventuali sponsorizzazioni vanno preventivamente autorizzate dalla Federazione Internazionale. ” e va buò, signorì… è solo no mazzo de fiori”. Chiedo agli inglesi e, in via del tutto eccezionale e soprattutto dopo la giornata di ieri, mi danno l’ok.

ore 14.30 - fra 15 minuti inizia la diretta su. Gli Ufficiali di gara sono già pronti per l’entrata in campo, i raccattapalle sono ovunque. Bisogna recuperarli. (Erode non è stato poi cosi pazzo, no!?!?!)

ore 14.45 -  Escono le giocatrici dagli spogliatoi, c’è molta tensione. Porgo a tutti il mazzo di fiori, le metto in riga  e la cerimonia inizia. Mi sento un pochio sollevata, la manifestazione è iniziata, malgrado tutto. Cosa potrebbe mai succedere ancora?!?!?!? Oramai sono in campo. Il dado è tratto.

ore 15.00 - la cerimonia non ha incontrato ostacoli… Tiro un sospiro di sollievo… ora tocca a loro….Ora non ci saranno più imprevisti. Ora mi godo il frutto del mio lavoro…

Ma il destino è beffardo…

ore 15 e qualcosa - fuori piove forte. Io penso ” e chi se ne frega, tanto è una manifestazione indoor…”

ore 15 e qualcosa in più di prima - la partita viene fermata perchè piove anche sul campo…

Cominciamo ad asciugarlo, utilizzando tutti gli asciugamani… la partita viene interrotta…

QUESTO E’ IL PRIMO CASO DI INTERRUZIONE DI UNA PARTITA INDOOR A CAUSA DELLA PIOGGIA…

Mi accascio su una sedia e rimpiango di non aver fatto la fioriaia nella mia vita…

Dopo alcuni interventi da parte della Protezione Civile, le partite riprendono.

Oggi ne abbiamo perse due.

Domani ci aspettano altre tre partite e spero che il Vesuvio non erutti… (magari portebbe farlo martedì mattina, no?!?!)

(Domani le partite verranno riprese da RAI SPORT, a partire dalle 13.30 e se vedete una persona con in mano asciugamani, cioccolata, ghiaccio e banane, quella sono io ma, vi prego, guardatemi con occhi caritatevoli… abbiate pietà, toccate corni & co., statemi vicino…)

Un giornata di merda. Decisamente.

Miagolato il 2 February 2008 - 1:41
Mhmm, Troubles by Miciastra

Avevo detto che la giornata sarebbe stata pesante, ma non pensavo che sarebbe stata  a dir poco allucinante!

Ore 10.00 - visto il traffico intenso, decido di muovermi per andare al Comune ad allestire la Sala Consiliare.

Ovviamente pensavo di aver ottenuto tutti i permessi dovuti per accedere con un pulmino carico di materiale.

Ho pensato male.

Non so nemmeno come, riesco ad arrivare in Piazza del Plebiscito, litigando con una dozzina di poliziotti a cui, ovviamente, non era stato detto nulla.

Dopo svariate peripezie, riesco ad entrare nel Palazzo e, su indicazione del signore alla porta, mi avvio, insieme al mio staff, verso la meta.

Ore 10.30 - (solo 30 minuti per percorrere 50 metri) Ci perdiamo in meandri di corridoi e, alla domanda “scusi mi sa dire dov’è la Sala Consiliare?”, alcuni hanno risposto che non lo sapevano, altri mi hanno detto che non era lì e che dovevo andare in via “non so che cosa”.

(Cazzo santo, ci sono venuta due giorni fa e SO che è qui!!!)

Decido quindi di rompere i coglioni al mio “uomo all’avana” il quale, un pochino scocciato (mi viene subito in mente che gli stavamo facendo una cortesia), riesce a trovarmi e mi porta alla meta.

Ore 10.45 - Entro nella fatidica sala e vengo letteralmente travolta dallo staff del cerimoniale della Signora Sindaco in preda ad una collettiva crisi d’ansia.

Le api operaie, al confronto, sono delle fannullone…

Ovviamente con me c’era il rappresentante della Federazione Internazionale, cioè il detentore unico del protocollo della cerimonia. Inglese. Con lui, altri dirigenti. Sempre inglesi.

Ore 11.00 - L’inglese richiede alcune modifiche logistiche come, ad esempio, spostare (non togliere) la bandiera italiana per posizionare un backdrop proprio dietro alla sedia della signora sindaco…

Si è creato il panico… e la rivolta è iniziata…

Dopo svariati interventi da parte mia e nel pieno sbigottimento dell’inglese, riesco a far spostare il simbolo della nostra amata patria di ben 120 cm… un record…

ore 11.30 - Fra 30 minuti la cerimonia deve iniziare. E’ il protocollo inglese.

ore 11.50 - arrivano le squadre, la stampa è già tutta lì, il giudice arbitro internazionale è pronto… chi manca?

Ovviamente la padrona di casa.

ore 12.00 - regna il silenzio. Chiedo al capo cerimoniale e mi guarda senza dirmi nulla. Chiedo al mio “uomo all’avana” e non mi risponde. Chiedo all’addetto stampa comunale e si gira facendo finta di non aver sentito. Chiedo all’assessore allo sport e mi sorride facendomi sentire una deficiente. Infine chiedo all’uscere e mi risponde (benedetto!!!) che la signora sindaco “arriverà”.

ore 12.20 - la parte internazionale, da buoni stranieri, comincia ad indispettirsi, non riuscendo a capire il perchè di quella attesa.
Essendo io il punto di congiunzione tra loro e la realtà locale, comincio ad inventarmi qualsiasi cosa, cercando di dare un aspetto romantico a questi ritardi tipicamente italiani… (minchia che fatica…)

ore 12.30 - gli inglesi cominciano ad incazzarsi e mi guardano con fare interrogativo. Io vago per la sala in cerca di giustificazioni e di risposte…

“il Sindaco sta per arrivare…”

Il capo del cerimoniale mi scruta e la sua faccia impassibile mi fa vedere rosso. Vorrei massacrarlo di botte….

ore 12.40 - la signora sindaco arriva… tiro un sospiro di sollievo, guardo il giudice arbitro e le faccio segno che possiamo cominciare ma… la signora sindaco si ferma poco prima della sala consiliare per una intervista…

Decido di rassegnarmi.

ore 12.45 - finalmente la signora sindaco ci degna della sua presenza, si siede al tavolo degli oratori ed inizia a dire una considerevole sequela di cose scontate (ovviamente solo ed esclusivamente in italiano).

I fotografi sono solo per lei, nessuno guarda più le due squadre che devono solamente disputare un titolo mondiale.

Il cerimoniale comunale arriva all’orgasmo puro al suono stridulo della sua voce e la cerimonia prende un verso totalmente politico, anzichè sportivo e la parte internazionale ci guarda come se fossimo tutti degli animali rari.

Dette le sue quattro cazzate, la signora sindaco ci lascia, seguita da una scia di persone che le camminano accanto, sentendosi come gesù nel tempio.

Il protocollo internazionale viene comunque svolto ed io, finalmente riesco a respirare…

Oggi ho toccato con mano il potere politico.

Ma preferirei toccare sicuramente altre cose.

Oggi non provo molto piacere nell’essere italiana. 

Miagolato il 1 February 2008 - 2:22
Zampette by Miciastra

In questi giorni sono davvero impegnata con il mio lavoro e non riesco a leggervi.

Mi spiace e devo ammettere che mi mancate molto.

Mi sento un pò fuori dal mondo, beh, dal mio mondo.

Sono pazza?!??!!?

Miagolato il 1 February 2008 - 2:14
Emozioni, Mhmm, Pensieri by Miciastra

Fa parte del mio lavoro.
Lo so bene.
Sono anni che faccio sempre le stesse cose.
E lo so fare bene.
So di essere brava.
Generalmente sono una persona modesta, ma so di essere brava. E non poco. Ma non perchè io sia  intelligente, solamente per esperienza.
In tutti questi anni ho acquisito un certo savoir faire, leggo la gente e so dove posso arrivare.

E soprattutto dove non posso.

In tutti questi anni ho vissuto situazioni pazzesche, confrontandomi sempre con la realtà territoriali. E’  vita ed esperienza. Milano, Livorno, Rimini, Teramo, Palermo, Reggio Calabria, Follonica, Prato e che ne so… tutta Italia, più o meno.
Ogni volta che arrivo in un posto, devo, per forza di cose, “lavorare” con il territorio che ho davanti.

Quanti anni sono?

Tanti, davvero.

Ho imparato a leggere le realtà, a non intaccare gli equilibri, ad ottenere le cose con garbo e decisione.
A Reggio Calabria sono andata a sdoganare del materiale con una persona che ha dovuto tirar fuori la pistola per ottenere del materiale che era “sparito”.
A Livorno per poco non mi arrestano per aver detto certe cose alla polizia, a Teramo non ho potuto organizzare cose semplicissime perchè non “autorizzate” preventivamente, a Rimini hanno chiesto l’intervento della forza pubblica per una situazione veramente banale.

Io lo so.

Io so che ogni città vive le proprie realtà.

Ed io mi confronto ogni volta e riesco ad ottenere quello che voglio, senza alterare gli equilibri.
Sono sempre molto preparata nel dovermi amalgamare con le realtà locali.
L’altro giorno sono andata al Comune di Napoli per organizzare la cerimonia di sorteggio per l’incontro di Fed Cup (la Coppa Davis al femminie) tra Italia e Spagna che si disputerà questo fine settimana.
La ITF (International Tennis Federation) detiene tutti i diritti organizzativi e tecnici, per cui io devo organizzare gli eventi, utilizzando il protocollo internazionale.
E questo protocollo è prettamente inglese, in tutto e per tutto.
E’ stato un incubo.
Alle 12 avevo appuntamento con l’adetto a non so cosa (amico di uno degli organizzatori locali) che mi doveva “introdurre” al capo del cerimoniale del Comune di Napoli, per poi arrivare direttamente alla Segreteria del Sindaco…
Un giro fantasmagorico, insomma.

Ma io lo so, sono abituata a tutto questo.

Ogni volta mi rassegno ed innesco dei meccanismi meramente di pubbliche relazioni.

E’ il mio lavoro.

Entro nel palazzo del Comune, mi metto in contatto con il mio “uomo all’Avana”, passo per ben 15 uffici addetti a no so quali protocolli , oltrepasso dei varchi praticamente invalicabili ed arrivo al Capo del Cerimoniale della Segreteria del Sindaco.

Arriviamo alla sala preposta, indico le necessità ed il protocollo del cerimoniale internazionale ed improvvisamente mi trovo in una situazione paradossale: comunico che il Giudice Arbitro della manifestazione deve necessariamente sedere al centro della tavola degli oratori e da qui… il baratro…

Il Capo del Cerimoniale mi attacca dicendo che su “quella” sedia potrà sedersi solamente il Sindaco, che loro devono seguire un “loro” cerimoniale, che noi siamo ospiti (e non è vero) e che dobbiamo fare cosi, altrimenti….

(minchia…altrimenti cosa?!?!)

Io mi ritengo una persona fondamentalmente ben educata e curo le pubbliche relazioni da una vita ma, di fronte a cotanta arroganza, non ci ho più visto ed ho formulato la seguente domanda: “Perchè lei e così arrogante con me, visto che sono qui per farvi un piacere e che, oltretutto sono una signora e nemmeno ci conosciamo?”

I leccaculo intorno a noi (e ce n’erano ben 5) sono sbiancati ed il silenzio ha regnato per ben 10, lunghissimi secondi….

“No, sa, signora … qui noi dettiamo le regole, qui noi facciamo come ci pare, qui noi decidiamo ed abbiamo  nostro protocollo, il Sindaco deve sedere su QUELLA sedia, qui si fa così… qui…. bla, bla, bla, bla….”

Ero fuori di me, ma, l’esperienza mi ha fatto gestire questa situazione in un certo modo….

Riesco a concludere il protocollo del cerimoniale e me ne vado, soddisfatta del mio operato che, ancora una volta, aveva raggiunto gli obiettivi preposti,

Ma, accidenti, ma… da qui, si è scatenato il mondo!!!!

Ripercussioni politiche, ricatti che non sto a dire, telefonate al mondo intero, ricatti a livello economico… e non solo.

Tutto questo per una sedia. La sedia del Sindaco. Per chi doveva sedere su “quella” sedia in una manifestazione sportiva che nulla aveva a che fare con la politica, strano a dirsi…

Domani mattina alle 12 dovrò affrontare le conseguenze di tutto questo.

Ma una domanda mi nasce veramente spontanea: con tutto questo casino che c’è qui, e ce n’è davvero tanto, è mai possibile che ci si possa soffermare su una cosa banale come questa, tanto da far nascere un casino “politico” e di conseguenza economico?

Devo dire una cosa, la devo dire assolutamente e so che mi farò dei nemici…. ma perchè il vesuvio non erutta più?
Una bella colata e e poi ci costruiamo Disneyand (che, oltretutto Amelia la fattucchiera si troverebbe nel suo habitat naturale…)

E’ uno sfogo, lo so, ma vivo delle sitazioni veramente particolari ed ho ancora un’anima pura, malgrado la maggiore età e non riesco ad adeguarmi a situazioni simili.

Proprio non ce la faccio.

Domani sarà una giornata particolare.

Accidenti.

Ed io farò buon viso a cattiva sorte.

Ma l’immondizia rimane.

Ma siamo deciamente un popolo di artisti e navigatori…

Mah…

Miagolato il 1 February 2008 - 0:36
Uncategorized by Miciastra

Sono tre giorni solamente che sono qui e mi sembra un secolo.

Probabilmente è anche a causa del periodo particolare che questa città sta vivendo, ma qui è un gran casino. Montagne di immondizia, gente che la butta direttamente dai balconi, caos completo e disordini, manifestazioni con gente incappucciata che costruisce barricate con quello che ha a portata di mano. Il centro è sgombro perchè tutto viene portato in periferia. E lì sono proprio incazzati. Ho visto cose pazzesche, persone rovistare in montagne di rifiuti, altre gettare la spazzatura direttamente per strada, altre ancora prendere la macchina per andare a scaricarla in altri quartieri. E’ il caos più totale. Stasera tornando in albergo, ho fatto un percorso di guerra: cassonetti bruciati, immondizia ovunque, gente con manganelli pronta a tutto…

Non so cosa dire, non so cosa pensare, sono solamente molto presa da tutto questo. E mi rendo conto che mi trovo in una situazione assolutamente precaria…