Miagolato il 5 March 2008 - 1:14
Amici, Emozioni, Mhmm, Troubles by Miciastra

Periodo di meeting con lo staff che lavorerà a maggio.

Come ogni anno, in questo periodo faccio il famigerato “recall” (così IM è contento) a tutte le persone che hanno lavorato negli anni passati. Sono tante e le sento solo in queste occasioni ma, sembra incredibile, sono affezionata a queste persone. Alcune di esse lavorano con me da ben oltre 20 anni e si può dire che siamo cresciuti insieme. Anche se rivesto un ruolo particolare, visto che sono il loro “capo”, ho sempre mantenuto un rapporto molto semplice e totalmente democratico, basato sul rispetto reciproco e sulla collaborazione, investendo ogni persona delle proprie responsabilità e cercando di renderle autonome il più possibile anche perchè, in frangenti che io definisco di “prima linea”, credo fermamente che l’autonomia ed il libero arbitrio siano elementi essenziali per la riuscita del compito assegnato, apportando, al tempo stesso, beneficio a tutti.

Devo essere sincera e mi congratulo con me stessa perchè in questi anni ho costituito uno staff davvero eterogeneo, affidabile, forte, simpatico, composto da esseri umani meravigliosi con un range (godi IM!) che parte dalla hostess bella-coscia lunga, figa fino all’inverosimile, alta 4 metri ma anche intelligente, a persone umili, che vivono una vita semplice, che aspettano questo periodo per vivere qualcosa di diverso e che le farà sentire importanti, fino ad arrivare a persone che parlano tranquillamente 4 lingue, con una carica d’energia che nemmeno l’Enel sa di cosa sto parlando…

Essì, mi ritengo decisamente soddisfatta e voglio bene alle “mie” ragazze ed ai “miei” ragazzi, come io li definisco.

Come dicevo, in questi giorni ho fatto tante telefonate, proprio per verificare la disponibilità di tutte queste belle persone. E, puntualmente come ogni anno, ogni benedetta telefonata è durata una vita!!!

- “Ciao XXX, sono Miciastra, come stai? Come hai passato questo anno? Cosa hai fatto?”

- “Ti sei laureato/a? Che bello!”

 - “Ah, hai fatto un Master in Spagna?! Bravissimo/a!!!”

 - “Sei incinta!?!? Ma è fantastico!!! Maschio o femmina?”

- “Hai scritto un libro di poesie?! Dammi subito il titolo, che lo vado a comprare!”

 - “Hai deciso di fare la cubista!?! Ma sei matta!?!?! …mhhh e perchè no!?! In fondo la vita è una sola e se ti diverti…”

 - “Sei stato/a male!?!?! Accidenti mi dispiace… ma come stai ora? Hai risolto? Posso aiutarti?”

- “Hai deciso di sposarti? E perchè!?!?! Contro chi? (la domanda mi viene sempre troppo spontanea-ahimè)”

- “Hai conosciuto l’amore della tua vita ed ora vai a vivere in Oceania? Fantastico!!!”

- “Hai deciso di interrompere l’università per andare a raccogliere mele in Francia?!?!”

- “Accidenti, ma che ti è successo alla schiena? Ti hanno operato? Ma ora come stai?”

- “Stai con una donna sposata con tre figli!?!?! Ma la ami?!?! …e allora vai avanti”

- “Minchia, l’hai messa incinta… e ora che avete deciso di fare?”

- “Ti ha lasciato, quello stronzo e tu non riesci a vivere!?!?! Ma, tesoro mio, sei bella come il sole… guardati intorno…”

- “Hai avuto un infarto!?!? Ma alla tua età e non fumi e nemmeno bevi! Non puoi più lavorare con me? Accidenti, mi spiace da morire. Posso aiutarti?”

- “Hai trovato un lavoro fisso?!?! Wow!!! che bello!!! Sono felice per te!!!! In bocca al lupo e vieni a trovarmi!”

Essì.

Un anno.

Un anno è lungo per tutti e succedono tante cose. Per fortuna e purtroppo.

Jasmine metà italiana e metà persiana, detta anche tapparella, bella come il sole e che porta le nuove conquiste a giocare a Bingo, Stefano detto Yuri perchè è uguale a Chechi, Erica la fragile, Maila la provocante, Gaspare, l’uomo/magazzino, sempre nell’ombra, Gabriele, il mio dito al culo (mi si perdoni l’espressione) detto  anche lo scassa cazzi, Diana la sorridente, Jennifer la perugina, Claudio il bello, Mario il fiscale, Cesare il vecchio, Esmeralda la dolce, Elisabetta il capitano. Marta la divoratrice, Salvatore il preciso, Laura la “avio-priva (vedi: carenza di uccello)”, Stefano  il figaccione, Antonio il fotografo, Francesco il deluso-dalla-vita, Marta l’euforica, Cristina la schizofrenica, Sara, Giovanna la pazza, Marina la dolce, Paola detta Eva Braun, per l’estrema flessibilità ed elasticità mentale, Anna Tina che ingrassa e dimagrisce in continuazione… quanti nomi… quante persone… quante vite…

E queste vite mi interessano tutte, li amo tutti, mi mancano sempre tutti.

Ma sono felice se, nell’arco dell’anno, alcuni di loro si sistemano, trovano lavoro, si tranquillizzano, fanno delle scelte, realizzano dei sogni. Questo, per me, significa molto e non mi importa se non lavoreranno per me, perchè so che stanno sicuramente meglio.

Un anno.

Un anno è lungo per tutti e succedono tante cose.

Faccio l’ennesima telefonata. Ora è il turno di Elisabetta.

Elisabetta lavora con me da più di 10 anni. E’ una donna semplice, nata nel 1937, una persona che sa bene cosa significhi lavorare duramente e lo ha fatto da sempre, da quando era piccolina e lavorava nei campi. Ogni anno si fa un culo grosso come un paiolo perchè, insieme alla sorella Esmeralda, svolge un ruolo nascosto, umile, che nessuno vorrebbe fare. Lei ed Esmeralda lavano e stirano tutti gli indumenti degli atleti (e sono veramente tanti), vivendo per 20 giorni  sottoterra per 900 euro lorde, in un posto decisamente tremendo, senza finestre, con lavatrici ed asciugatrici che spesso non funzionano nemmeno tanto bene. Elisabetta ed Esmeralda, le mie “sisters”, come le chiamo io da sempre,  amano questo lavoro, chissà perchè, in fondo, forse perchè si sentono parte integrante di un sistema lavorativo importante, forse perchè, per una volta, tutti e dico tutti, hanno bisogno di loro. Lavorano in silenzio, in un posto dove tutti cercano di farsi notare, dove tutti hanno qualcosa da dire, solo per il gusto di farlo, solamente per farsi notare, solamente per “abusare” di un “potere” totalmente temporaneo e stupido.

Loro sono sempre là, dalle 7 del mattino alle 10 di sera, instancabili, sempre allegre, sempre sorridenti, sempre sottoterra, sempre alle prese con gente cretina ed ignorante e loro sempre, SEMPRE, sorridenti.

Due persone speciali, lo devo dire. Due Eroine in un mondo fatto di cazzate e fuochi fatui, con gente assurda che pensa solamente a “emergere”.

Chiamo Esmeralda al numero di casa poichè il cellulare, alla loro età e nella loro concezione, è cosa superflua.
Non mi risponde nessuno.
Abitano nello stesso palazzo.
Ok, chiamo Elisabetta.
“Ciao Elisabetta, sono “Miciastra”… come stai? Sei pronta per maggio?”
“Elisabetta…chi?!”
(Acc…ho sbagliato numero…)

“Sono “Miciastra”, lavoro per gli Internazionali di Tennis…. c’è Elisabetta, per favore?”
“Elisabetta?!?!?!”
“Si, Elisabetta… dovrei parlare con lei…”
“Ma… Elisabetta è morta 2 settimane fa….”

Dolore… solo dolore… solo dolore… solo dolore… solo dolore… solo dolore… solo dolore… solo dolore… solo dolore…

“Ma… come… cosa… quando… perchè?… Ma come è successo….”
(sono rimasta muta… non riuscivo a parlare…)
“Essì, sono Giulia - ci conosciamo - mia sorella è morta 2 settimane fa…”
Volevo spaccare il computer, il telefono, la scrivania, l’ufficio, lo stadio…
“Ti passo mia sorella Esmeralda…”
“Esmi , cazzo… ma come… ma perchè?…”
“Miciastra, non ce l’ha fatta, un brutto male… pensa che 10 giorni fa mi ha detto: ”Mi devo riprendere perchè fra poco ci chiama Miciastra per andare a lavorare al Torneo e noi dobbiamo essere pronte… cerca un fisioterapista, così mi fa riprendere la mobilità alle gambe… Miciastra sta per chiamare e non voglio deluderla”…”

Dovevo scriverlo, dovevo dirlo. Il mio dolore è grande.

Se n’è andata una Donna fantastica.

Una Donna.

Un solo pensiero, oltre al dolore profondo: “Ciao Eli, mia sister, sei stata grande, sei stata importante, CI sei stata ed io non ti dimenticherò mai”.

Dedicato ad Elisabetta.

Una grande donna.