Miagolato il 31 July 2008 - 1:27
Cazzeggio, Zampate, job by Miciastra

Ed eccomi a Riccione. Non c’ero mai stata prima e non mi sono persa nulla davvero.
C’è un casino bestiale, troppa gente, troppi locali, troppi alberghi, troppo tutto. Come si fa a venire in vacanza qui?
Ma io sono qui per lavoro.
Dopo ben quatro ore di viaggio in macchina con il fratello povero di Forest Gump, arriviamo in albergo. Albergo. Parola grossa. La camera è talmente piccola, che per andare in bagno, quasi devo passare sopra il letto. Il bagno è talmente piccolo, che per fare la pipì, devo stamparmi letteralmente sulla doccia.
Ma io sono qui per lavoro. Non devo dimenticarlo.
L’armadio è fatiscente e non riesco a metterci tutte le mie cose dentro, in più i terrazzino si affaccia su un bel garage. Di vista mare non se ne parla nemmeno.
Ma io sono qui per lavoro.
Appena arrivata, la signora del desk mi chiede di scegliere la cena: risotto alla pescatora o qualcos’altro…. [La cena?!?! Ma dove siamo? In un collegio?] e mi comunica che verrà servita entro le venti e quindici. Mi sembra di sognare. Come le venti e quindici? Essì, la cucina chiude. Cazzo… chiude alle venti e quindici? Minchia né, ma dove siamo? Al San Camillo? [noto ospedale romano]. Vabbè, prendo il risotto.
Arrivo in spiaggia e trovo il caos vero!!! In più, fa un caldo allucinante, trentotto gradi con un tasso di umidità degno di Bangkok. C’è molto da fare, tutto da organizzare ed io sono, per così dire, un tantino scoglionata e stanca.
Ma sono qui per lavoro. Devo concentrarmi su questo.
Per fortuna il beach tennis è uno sport decisamente dinamico e divertente, quindi mi metto subito al lavoro. Alle sette di sera ci sarà un cocktail di benvenuto per gli atleti, seguito dai vari “benvenuto” da parte della federazione internazionale, quella europea ed anche da parte di quella locale.
L’inglese è qui cosa abbastanza sconosciuta e mi ritrovo a fare la traduzione simultanea, come quando ero alle prime armi.
Al beach tennis lavoro sempre con Massimo Caputi e, poichè l’inglese non è proprio il suo forte, non so comè ma riesce sempre a farmi fare delle cose per me assurde, impensabili. Io sono fondamentalmente una persona timida ma lui riesce sempre a mettermi davanti ad una telecamera o a gestire delle situazioni su un palcoscenico, con microfono in mano a tradurre in simultanea quello che lui dice. Non so come faccia, ma ci riesce sempre!!! Naturalente ho suscitato la “ola” da parte di tutti gli astanti ed il quel momento mi sarei volentieri sotterrata sotto la sabbia.

Però è divertente [maledetto Massimo].

A fine giornata sono tornata in collegio, ho cenato, se così lo vogliamo chiamare e poi sono andata a bere con gli inglesi. E loro bevono. Ma ho vinto io.

Ora sono nel mio loculo con la TV che penda dal soffitto…

Ma io sono qui per lavoro.

Cazzo.

Miagolato il 28 July 2008 - 14:30
Pensieri, Sprazzi, sensazioni by Miciastra

candeline.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tra le mille e mille candeline immaginarie, chiudo gli occhi e ne spengo tre, attaccandomi alle vecchie credenze dei tre desideri da formulare in questo giorno…
Incrocio le dita e dico al mio cuore: “Vedrai che si avvereranno…”

E gli auguri veri vanno a mia madre che mi ha messa al mondo.

Miagolato il 26 July 2008 - 10:01
Amici, Premi, Zampette by Miciastra

“Brillante weblog è un premio assegnato ai siti ed ai blog che risaltano per la loro brillantezza sia per quanto riguarda i temi, che per il design. Lo scopo è quello di promuovere tutti nella blogosfera mondiale.”

Dyo mi ha insignito di cotanto premio ed io la ringrazio veramente anche perchè, a differenza di voi tutti, io non mi sento una blogger assolutamente, gioco poco con la lingua italiana e porto avanti una battaglia personale con il mio animo chiuso per le questioni personali. Rispetto a voi tutti, non mi sento proprio di meritare questo premio. Ma dyo me l’ha dato ed allora lo accetto volentieri. La motivazione cita anche la brillantezza per il design. Ed allora va ringraziato InvernoMuto perchè ha realizzato ciò che io avevo nella testa (e non è poco!)

Grazie ancora dyo.

Al ricevimento del premio, bisogna:

1. Scrivere un post mostrando il premio e citare il nome di chi ti ha premiato mostrando il link del suo blog;
2. Scegliere un minimo di 7 blog che si ritengono brillanti nei loro temi o nel loro design. Esibire il loro nome e il loro link ed avvisarli che hanno ottenuto il Premio “Brillante Weblog”.
3. (facoltativo) Esibire la foto o il profilo di chi ti ha premiato e di chi viene premiato nel tuo blog.

Detto questo, ecco la mia scelta:

  IAN    DIGITO  PRESCIA    SIMONA    INVERNOMUTO   DYO   ROB

La foto ve la risparmio perchè vi voglio bene.

Miagolato il 25 July 2008 - 0:26
Amici, Emozioni, Mood, Ricordi by Miciastra

Giornata strana, quella di ieri.

Giornataccia, oserei dire. Accade che tu sia molto indaffarata con il lavoro, che dovrebbe essere molto più tranquillo in questo periodo ed invece non lo è affatto, con le cose di casa, le lavatrici da fare e la roba da stirare con il caldo che fa, con le persone, tutte isteriche, tutte iper attive malgrado il periodo, con tutto, insomma.

Accade che ti incazzi con l’orda di email che ti arrivano e che, in giornate in cui l’unico posto dove dovresti veramente stare è il mare, ti indispongano al massimo. Accade che realizzi che sei stanca, che sei l’unico essere umano a Roma ad essere ancora bianco come una medusa, segno, questo, che la spiaggia non l’hai vista ancora…

Accade che i colleghi ti infastidiscano, con le loro cazzate, con i litigi inutili, con le falsità, con lo scarica barile continuo e costante e pensi che, se non avessi bisogno di lavorare, ti alzeresti dalla sedia, prenderesti la borsa ed elegantemente te ne andresti via, in silenzio, senza girarti più…

Accade di leggere per caso una email scomoda, in cui una persona che reputavi quasi amica,  cerca di rovinarti la vita …

Accade che il tuo capo si comporti come un bambino piccolo e faccia i capricci e che tu lo guardi senza capire fino in fondo cosa voglia veramente, e pensi, allo stesso tempo, a quanto sia inutile tutto questo.

Accade che tu debba partire per un altro lavoro e che nessuno ti spieghi cosa dovrai fare e ti senti di andare allo sbaraglio e non ti piace perchè sei abituata ad altro. Accade che ti arrivino degli sms da parte di una persona che hai deciso che non dovrà far parte della tua vita, perchè appena l’hai conosciuta ti ha detto che “niente e nessuno mi stupisce, mi stimola più” e da questa frase tu hai capito che a trent’anni tutto questo è molto triste ed anche di essere decisamente diversa da lei e che il sole e la luna ancora riescono a trasmetterti qualcosa.

Accade che ti manca tuo fratello, che non lo senti e non lo vedi da due mesi e che non puoi far altro che rispettare il suo silenzio perchè sei cosciente che sta passando un periodo di merda con la compagna che non gli fa vedere il bambino, che, alla fine, sarebbe anche tuo nipote.

Accade che l’ amica di sempre che ospiti a casa da ben due lunghissimi anni, diventi soffocante, ammorbante, ingombrante e che tutto quello che dice e che fa, diventi un macigno per i tuoi nervi, anche se le vuoi un bene immenso.

Accade che tu debba necessariamente fare un viaggio  in giornata e che l’intraprenderlo ti getti nel panico perchè riversi tutta la tua ansia in qualcosa di astratto ed accade che nella borsa tu senta il bisogno di mettere il pasaden, cosicchè, in caso di panico sull’autostrada, tu possa ricorrere ad un riparo e al tempo stesso, questo gesto, ti butti nella tristezza più pura perchè è il segno tangibile che non sei più come un tempo, che qualcosa dentro di te è decisamente cambiata in peggio e di come le paure, ora, abbiano sempre di più il sopravvento e questo ti ricolleghi subito ad un pezzo di vita passata da tanto tempo, che credevi di aver superato ed invece non è così.

Accade di sentirmi inutile, sola, di guardarmi intorno ed improvvisamente ed inspiegabilmente di giustificare il gesto che mio padre ha fatto tanto tempo fa, togliendosi non tanto elegantemente di torno.

Accade che il mio amico del cuore mi telefoni e mi dica che è sterile, che non potrà avere bambini e che si sente morire dentro.

Accade di aver la voglia di ricominciare tutto altrove, tra gente che non sa nulla di me, del mio passato così troppo vissuto, che non conosce la mia anima nera che vive dentro di me, che mi accompagna da troppo tempo; quest’anima che non amo, che mi fa sentire sporca, dalla quale vorrei staccarmi ma so che farà parte di me per sempre e solo l’amore potra tenerl a bada.

Accade che io abbia paura di amare, di affrontare il mio percorso.

Ma, poi, arriva una telefonata da lontano. E’ Claudio, il figlio di Gaspare. Gaspare lavora con me da 100 o forse 1000 anni. Lui è il mio uomo al Foro Italico. Lui gestisce il magazzino, lui è uno dei tanti che vive dietro le quinte ma fondamentale per tutti.

Gaspare, dopo Il Master Series di Roma non è stato bene. Ha fatto degli accertamenti ed hanno trovato un cancro al cervello grande come una palla da tennis, tanto per restare in tema.

L’ho chiamato quindici minuti prima che entrasse in sala operatoria e mi ha detto che era fiducioso, che aveva passato momenti peggiori (?) nella vita e mi ha esortato ad essere forte.

Sette ore di operazione. Al risveglio, parte sinistra paralizzata ed altre complicazioni. Il cancro al cervello non genera metastasi ma si riproduce quasi immediatamente. Claudio, il figlio, mi ha preparata al peggio. Ma al peggio non ci si prepara mai. Giorni di attesa, lenta ripresa.

Dua giorni fa, l’ho chiamato e mi ha detto che Gaspare stava meglio ma che non sarebbe arrivato comunque ai prossimi Internazionali di Tennis e che i medici avevano deciso di non ricorrere alla chemio e radio perchè sarebbe stato inutile.

Cronaca di una morte annunciata. Noi esseri umani dobbiamo sempre preparaci ma poi, quando arriva il momento, non lo siamo mai.

Ieri mattina mi chiama Claudio. Ho risposto al telefono dell’ufficio ed era lui. Ho capito subito, immediatamente. Gaspare ha avuto un embolo. Meglio così, mi sono detta. Ma il dolore era tanto. Cazzo. Era così fiducioso, così tranquillo. C’è gente ignobile che campa troppo. Ha ragione dyo, dio è morto o forse non c’è mai stato.

Ho finito le mie cose, quasi in trance, poi sono andata dall’estetista, quasi a voler esorcizzare la notizia.

Lì, mi arriva una telefonata da mia cugina. E’ morto suo padre, Livio Orazio, noto pittore contemporaneo, grande persona. Ha fatto parte della mia infanzia e pre adolescenza. Fissata fin da piccola per le arti, andavo nel suo studio/laboratorio e passavo ore ed ore con lui, il  Maestro. E’ così che l’ho sempre chiamato ed è così, che lo chiamerò per sempre. E mi parlava, mi spiegava le varie tecniche pittoriche e scultoree ed io lavoravo con lui, fiera di essergli accanto. Grazie a lui ho imparato a dipingere e, per anni, a fare di quest’arte un mestiere che mi ha dato da vivere.

Accade che ieri Gaspare e Livio Orazio mi abbiano lasciata e, improvvisamente, ho guardato il cielo e il mio “accade” mi è sembrato  inutile, piccolo, ridicolo, stupido, misero.

Stasera brindo a due grandi uomini che mi hanno insegnato tanto.

Ciao Gaspare.

Ciao Livio Orazio.

Grazie. 

 

Miagolato il 22 July 2008 - 12:30

Sono tornata.

E’ stata una settimana intensa, sotto tutti i punti di vista. Ho lavorato molto, moltissimo con un caldo allucinante e con grosse responsabilità. Ma è stato bello. Il Presidente, il Direttore e tutto lo staff, mi hanno accolta a braccia aperte, fiduciosi nelle mie capacità lavorative e mi hanno dato carta bianca su tutto. Sono stata il fulcro di tutto ciò che c’era, dalla logistica, al pagamento del montepremi, alla transportation, ai buoni pasto di tutti, agli sponsor, ai giocatori, all’organizzazione della parte cerimoniale, alla televisione, fino ad arrivare ai rapporti con le organizzazioni internazionali. Un lavoro a 360 gradi, senza sosta, frenetico e complicato.

Ma non sono stanca, o meglio, non lo sono eccessivamente. Come mai? Io lo so perchè.

Perchè ho lavorato con il sorriso sulle labbra, tra gente educata, serena, rispettosa dell’altrui professionalità, riconoscendola ogni qualvolta se ne presentava l’occasione. Lavorare in queste condizioni, ti rende forte, sicura, serena.

Sono stati dieci giorni intensi, faticosi ma mi hanno fatto veramente bene al cuore ed hanno sicuramente aumentato la mia autostima.

Ho lasciato Rimini in fretta, con un certo dispiacere perchè so che la mia vita abituale è circondata da tutt’altra situazione.

Questa mattina mi sono arrivati tre sms che mi hanno aperto il cuore:

Dal Presidente – “Ciao Miciastra, spero che il ritorno sia stato ok. Ci manchi già moltissimo. Grazie ancora, sei una persona speciale. Ti abbracciano tutti. A presto.

Dal Direttore – Ciao Miciastra, se fuggita e non ho avuto la chance di ringraziarti a dovere. Sei troppo brava per essere vera. Grazie di cuore.

Dalla mia assistente – “…mi ha fatto molto piacere conoscerti… spero veramente che avrai voglia di diventare un “pezzo di challenger”… Grazie di tutto.

Bhè, solo queste parole ripagano di tutta la fatica fatta e sono io a dover dire grazie a loro perchè mi hanno aiutato a ricredere un pò in me stessa.

Miagolato il 11 July 2008 - 6:14

Ecco.

Parto fra poco per un lavoro a Rimini. Non mi va molto, non sono in un periodo buono ma vado perchè mi farà bene e perchè non disprezzo il denaro. Contrariamente alla normalità, ieri ho impiegato ore per fare la valigia e questo è il segnale che proprio non mi va.

Ma parto.

Ieri: esco dall’ufficio, troppo tardi per qualsiasi cosa che abbia a che fare con l’orario di chiusura dei negozi ma decido di sfidare il tempo. Chiamo la mia eterna, di sempre, atavica, inossidabile e purtroppo non sostituibile amica Monica che mi dice che gli auricolari della Shure si trovano a Largo di Fontanella Borghese. Orbene, il luogo è in zona ZTL, cioè non ci si può entrare “manco se ti fai cane ed abbai”, oltretutto, il traffico a quell’ora è come un quadro di Picasso nel suo ultimo periodo. Vabbè, sono le 19 e 4 e decido di sfidare il tempo. Non so come, riesco ad arrivare nei pressi del “ghetto chic”, come lo chiamo io, ovvero il centro storico di questa bella città, dove nessuno entra e nessuno esce… ma c’è, non so come, sempre troppa gente… mah…

Arrivo a Fontanella Borghese e… non trovo una beata fava. Ore 7 e 35. Puttanalamiserialadra, già sono incazzata nera di mio in ’sto periodo di merda secca, in più so che sto perdendo il mio tempo. C’è un negozio della Bang&Olufsen. Entro, già sapendo che mi manderanno a cagare (a Roma diciamo cacare). Ed infatti.

Ci rinuncio, anche perchè realizzo tristemente di non essere super pippo.

Oggi: entro in ufficio con un ritardo estremo ed ho mille e mille cose da fare ma, decido di sfruttare il web e di documentarmi a dovere, anche perchè la mia amica mi rifila sempre delle cazzate pazzesche. Scopro che la Shure ha dato mandato alla Apple di vendere sti cazzo di auricolari. Telefono alla ICON più vicina a me e…MIRACOLO… hanno il prodotto che cerco!!!

Alle 16 e 30 devo essere dalla mia estetista per un restauro tecnico unghiale generale. Esco alle 16 e 10, passo da lì, riesco a fare l’acquisto e volo dal mio angelo estetico. Ovviamente mi ci vogliono ore per ritornare allo stato umano, quindi esco al volo da lì perchè voglio comprare roba cartacea per impacchettare il tutto, devo cibare il mio micio/cavallo, fare una doccia, altrimenti la asl mi segnala come appestata, visti i 40 gradi che ci sono qui… due chiacchiere con la mia convivente (sempre Monica) e poi chiamo IM.

Sono appena le 20 e 40 e lui mi passa a prendere. Ha passato una giornata di merda ed io lo so. Forse solo io, visto che è criptico con il resto del mondo ed anche il resto del mondo un pò se ne frega di lui. Ma io no.

Nascondo il regalo in una sacca che usualmente uso per andare in piscina da lui e, visto che non gli sfugge mai un particolare (alle volte penso non sia umano), faccio di tutto per far finta di niente. Ho deciso di festeggiare il suo compleanno questa sera, visto che l’8 maggio io sono sempre sotto pressione.

“Passiamo da Mondi, voglio comprare delle tartine perchè mi va così”. Gioco sul mio carattere un pò eccentrico per confondergli le idee. E ci riesco!!!

Tartine (e chi non è di Roma non può comprendere quanto siano buone) ed un semifreddo ai frutti di bosco. Sussurro alla commessa di mettere tre candeline azzurre e vado a pagare.

Arriviamo a casa di IM, lui si fa una doccia, io vago per i blog…

Cena con le fantastiche tartine, filmetto regolarmente scaricato, prosecco ghiacciato…

Dopo cena arrivo con la tortina e le candeline, intonando anche un “tanti auguria te…”

Porto il pacchetto e… magia… IM si commuove e comincia a dire cose sconnesse!!!

Il biglietto diceva: “8 luglio ma è come se fosse l’8 maggio 2008… un piccolo pensiero per (BIP BIP BIP BIP) e non si può mica dire proprio tutto, eh?!?

Buon compleanno, amico mio.

Ti voglio bene.

Miagolato il 8 July 2008 - 11:38
Cazzeggio, Fiabe by Miciastra

Oggi Giovanni mi ha chiesto di essere la sua ragazza, ma siccome non so molto bene cosa voglia dire, ho pensato di scoprirlo da me, spiando mia sorella con il suo ragazzo.
Quando lui è arrivato sono andati sul divano, si sono seduti e hanno parlato per un pò… Poi lui ha spento quasi tutte le luci e ha cominciato ad abbracciarla e baciarla…
Allora lei ha cominciato ad ammalarsi, perchè la sua faccia stava diventando molto strana…
Il suo ragazzo deve aver pensato la stessa cosa, perchè le ha messo una mano sotto la maglietta per sentirle il cuore, ma sembrava avesse problemi a trovarlo…
Io ho pensato che anche lui si stesse ammalando perché c’è stato un momento nel quale sono rimasti senza fiato…
Lui doveva aver freddo alla mano destra, perchè l’ha messa sotto la gonna di mia sorella. Allora lei è peggiorata ed ha cominciato a trascinarsi per tutto il divano… Credevo avesse la febbre perché  diceva che aveva caldo e che non ce la faceva più… Allora ho scoperto la causa della malattia: era un enorme verme che il ragazzo di mia sorella aveva dentro i pantaloni. Lui l’ha preso con la mano perchè non scappasse. Quando mia sorella l’ha visto, si è spaventata moltissimo. I suoi occhi si sono ingranditi e ha detto che era il più grande che avesse mai visto.
Si è arrabbiata ed ha provato ad uccidere il verme staccandogli la testa a morsi. Poi di punto in bianco lei ha fatto un rumore strano ed ha lasciato andare il verme, immagino che l’abbia morsa. Allora l’ha preso con tutte e 2 le mani x non farlo muovere, intanto il suo ragazzo prendeva un tubicino di gomma da una scatolina e lo metteva sopra la testa del maledetto verme, perchè non mordesse mia sorella.
Lei si è sdraiata ed ha aperto le gambe per poter fare una mossa di wrestling al verme. Il suo ragazzo l’ha aiutata a schiacciare il verme ed è iniziata una grande lotta.
Lei ha cominciato a saltare e ad urlare come una matta e per  poco non hanno rotto il divano.
Immagino che volessero ucciderlo…
Dopo un pò hanno smesso di muoversi e hanno sospirato perchè erano molto stanchi x la gran lotta. Il ragazzo si è alzato. Erano sicuri di aver ucciso il verme… Io sapevo che era morto, perché dondolava immobile. Mia sorella e il suo ragazzo erano stanchi per la dura lotta, allora per riposarsi hanno cominciato a coccolarsi….ma il verme non era morto.
Era vivo!!! Ed è saltato fuori di nuovo!! X fortuna che mia sorella lo ha visto e l’ha attaccato, aiutata dal suo ragazzo. Questa volta mi sorella ha provato ad ucciderlo sedendosigli sopra. Dopo una manciata di minuti l’hanno ucciso. Questa volta era morto x davvero, perchè il ragazzo ha buttato la pelle nel WC.

Questa storia del fidanzato è veramente molto pericolosa… dirò a Giovanni di NO!

Miagolato il 5 July 2008 - 9:13
Sprazzi by Miciastra

Oggi vado qui. Oddio, non è fantastico, ma almeno mi abbronzo, dormo, faccio il bagno e mi levo da questo caldo torrido che c’è qui a Roma. E poi lì trovo anche gli spaghetti con le telline ed il vino bianco ghiacciato…

Buona giornata a tutti…

ore 21.00 – sono appena tornata. Giornata molto bella, sole e vento. Ho incontrato alcuni amici, chiacchiere varie. Pranzo sulla spiaggia con insalatona (non c’erano le telline..), vino bianco e poi anche grappa. Dopodichè, ipod, spalmata a quattro di bastoni, pseudo ninna… Prima di andare, una bella caipirinha con il tramonto davanti e musica lounge… Una bella giornata veramente…
Ora doccia e una bella cena in compagnia…
Mi sento bene…

Miagolato il 4 July 2008 - 9:25
Cazzeggio by Miciastra

GEOGRAFIA: La Francia confina a nord con il Mare del Nord ed il Belgio, ad ovest con l’Oceano Atlantico, a Sud con il Mar Mediterraneo e la Spagna, a est con la Svizzera, la Germania, il Lussemburgo e con i CAMPIONI DEL MONDO. Per pochi chilometri non ospita nel suo territorio la più alta cima d’Europa, il Monte Bianco, che si trova in Italia.

STORIA: Può vantare uno dei più grandi condottieri della storia, Napoleone… che era italiano. Per il resto è famosa per aver bombardato un paio di atolli.

PRODUZIONE E IMPIEGHI: La Francia è famosa per:
1) ospitare la Bellucci che è italiana;
2) avere Carla Bruni come first lady… che è italiana;
3) è inoltre rinomata per i formaggi, secondi solo a quelli italiani, il vino, la cui produzione è seconda solo a quella italiana e la moda, la quale cede il passo solo a quella italiana.

SPORT: Nel basket vanta un 3° posto all’ultimo Europeo a distanza di 52 anni dall’ultimo podio. Sono molto fieri della loro Nazionale di Calcio dove militano o hanno militato tra gli altri: a) Zidane… che è algerino b) Thuram… che è di Guadalupe c) Trezeguet… che è argentino d) Boumsong… che è camerunese e) Vieira… che è senegalese f) Makelele… che è congolese g) Malouda… che è guyanese. La maggior parte dei quali ha imparato a giocare in italia.

ARTE E CULTURA: A parte qualche poeta drogato e qualche schizzatore di tele sfocate è famosa per ospitare la Gioconda che è italiana.

MUSICA: Sembra strano che non ci sia traccia di musica francese al di fuori del suolo francese, dove per altro impazzano i seppur discutibili Ramazzotti, Pausini e Tiziano Ferro…che sono italiani.

CIBO: Mangiano rane ma ultimamente stanno andando ancora un pò più in là, ingoiando dei bei rospi…e comunque L’OMELETTE è solo una cazzo di frittata!!!

[io amo particolarmente i francesi, ma questa mi ha fatto proprio sorridere!]