Miagolato il 24 September 2008 - 1:43
Dolore by Miciastra

In questi ultimi giorni ho ricevuto tanti messaggi che mi chiedevano un aggiornamento sulla situazione attuale.

Ringrazio tutti coloro che, in un modo o nell’altro, mi hanno fatto arrivare il loro pensiero ed affetto e, credetemi è stato importante. Un particolare grazie a te, Nicoletta che, pur non conoscendoti affatto, mi hai fatto sentire la tua presenza molto più di altre persone a me, diciamo, vicine.

Inutile dire che ho passato una settimana tremenda, in cui ho dovuto misurarmi con le mie forze e le mie paure.

Mercoledi scorso, mia madre è stata operata. Ben sette ore di camera operatoria. Per poter operare, hanno effetuato una laparotomia, il che significa che, prima di aprire tutto, hanno verificato se era operabile o meno. Già, perchè, malgrado tutte le ecografie, esami clinici, tac total body, risonaze magnetiche, CPRE, ecoendocoscopie & co., la sicurezza di poter eseguire l’intervento non c’era.

Operabile, cazzo che smaltita.

Rimosso l’adenocarcinoma al pancreas ma hanno trovato dei linfonodi positivi. Traduzione: si, il cancro lo abbiamo levato ma forse ci saranno delle metastasi. Quindi seguirà chemioterapia e radioterapia. E poi si vedrà.

Si vedrà, accidenti a tutto.

Il decorso post ospedaliero è lento e terribile: sondino naso gastrico, flebo ovunque, ben sei sacche per il drenaggio…

Mi fa male. Lo so, dovrei sentirmi sollevata perchè l’operazione è riuscita ma vedere mia madre, la mia amazzone, così ridotta, mi fa male al cuore.

E’ fragile, la mia mamma. Piange, pensa al passato, l’idea di avere un catetere, di farsi lavare dalle infermiere, di non poter camminare, la umilia. Ed io mi sento male per lei.

Sto condividendo le notti con mio fratello perchè non ce la faccio a stare lì ventiquattro ore su ventiquattro, ed al di fuori di questo, c’è la vita che continua, inesorabile, senza pietà.

Sto male, sto stringendo i denti, sto cercando di andare avanti ma non è facile. Per niente.

Capto, rubo, memorizzo i momenti con lei, come se fossero gli ultimi istanti di un presente che sarà subito passato ed ho paura.

Non sono pronta a perderla, io sono ancora figlia di mia madre, io sono figlia ancora, non posso pensare di non esserlo più.

Che dolore, che paura, non so a cosa, a chi aggrapparmi, mi sento persa in un vuoto strano, mi sento sola, piccola e fragile. E non è da me.

Voglio ringraziare Nicoletta, Ian, Digito, Ste, No blogger, Simona, Rob, Cayenna, Metis e tutte le persone che mi hanno dimostrato un affetto ed un interessamento insperato.

Grazie di cuore.

Un grazie particolare al mio unico e vero amico InvernoMuto, Andrea, per quello che sta facendo per me, restando in silenzio ed assecondandomi in tutto.

Grazie Andrea, ti voglio bene.

Miagolato il 14 September 2008 - 11:13
Dolore, Emozioni, Mood, Ricordi by Miciastra

Mamy

Forse per farmi coraggio, non so. O forse per riempirmi il cuore.

Questa mattina  guardo le fotografie che ho nel mio computer.

Le guardo e le riguardo e penso a tante cose passate. E’ incredibile come la paura di perdere qualcuno ci faccia ricordare cose apparentemente dimenticate o messe da parte in qualche meandro dell’anima, qualora esistesse.

In questo periodo la mia mente vaga autonomamente tra i ricordi e rivivo momenti intensi, frasi dette, situazioni incredibili. Alle volte vorrei fermarla ma non ci riesco; lei vuole ricordare tutto e non si ferma mai, nemmeno la notte.

E la notte non è più fatta per dormire, per riposare, per ricaricare la mente ed il fisico. No, non dormo più.

Mi soffermo su questa foto che ho sempre amato particolarmente perchè è lei, il suo sorriso è ancora quello, lo sguardo, malgrado gli anni, non è cambiato  affatto e perchè sono anche io e, sommessamente vorrei essere io a dover vivere tutto questo al posto suo.

Miagolato il 12 September 2008 - 11:45
Mhmm, Mood, Sprazzi, Troubles by Miciastra

Mi sveglio troppo presto come, d’altronde, mi capita da un pò di tempo a questa parte.

Guardo fuori. Il giorno sta arrivando ma già capisco che il tempo non sarà dei migliori. C’è aria di pioggia e completa mancanza di vento.

Quest’estate ho preso la decisione di non usufruire più di collaborazione domestica, sia per motivi economici ma anche perchè non mi va  di regalare soldi e di ritrovarmi con la casa non pulita per quello che spendo.
Quindi spolvero il salone, lavo la cucina, metto in ordine le cose stirate ieri sera ed esco di casa alle 7.50.
Oggi è venerdì e vicino a casa mia c’è un mercato molto carino, dove trovo un pò di tutto a prezzi accessibili.
Mi sono sempre piaciuti i mercatini, mi rilassano, mi piace contrattare, parlare con la gente, trovare cose strane. L’ho sempre paragonato al paese dei balocchi dei bambini.
Dovrei andare in ufficio presto perchè ho molte cose da fare per la Coppa Davis a Montecatini Terme la prossima settimana, anche se non andrò più.
Oltretutto, questa mattina sono stata deliziata dall’arrivo anticipato del ciclo, quindi ho la pressione sotto i tacchi.
E non solo quella.
E’ tanto tempo che non vado al mercatino e decido di farci un salto perchè ho un bisogno estremo di respirare, di distrarmi, di pensare a cose futili, di comprarmi una cazzata, di sentirmi come un bambino nel paese dei balocchi, di annullare i pensieri, di perdermi nel nulla.
E così faccio.
Arrivo e posteggio subito, vista l’ora. I banchi non sono ancora del tutto allestiti ed i gestori parlano a voce alta; qualcuno ha in mano un bicchierone di plastica con il cappuccino, altri scaricano la merce dai camion, altri ancora leggono il giornale. Il cielo è plumbeo e non presagisce nulla di buono.

Cammino, guardo, provo a rovistare sul banco di Luca, compro un golfino viola. C’è una giacchina nera per la mezza stagione che mi piace abbastanza. Cerco la media, la provo ma ho il giropetto troppo grande e passo alla taglia successiva. Mi stringe un pò sul seno. Accidenti, provo la XL ma e decisamente immensa e non mi si vedono più le mani. Ok, prendo la L e me ne vado via inveendo contro le mie tette troppo grandi.

Continuo a camminare e mi fermo al banco della porcellana bianca. Non so se mi attira tutto quel bianco o la porcellana, ma resto lì, ferma, a guardare.

Proseguo il mio cammino ed improvvisamente mi sento qualcosa al petto, mi gira la testa, mi chiedo cosa ci sto a fare lì, la gente intorno mi dà fastidio, il rumore del traffico mi penetra nelle orecchie. Devo andare via, non me ne frega un cazzo di stare qui, ma perchè ci sono venuta? E dove vado? Cosa faccio? Che senso ha tutto questo?

Squilla il cellulare. E’ IM che mi dice che la batteria della sua macchina è completamente a terra. Menomale che mi ha chiamata. Mi ha distolto da una imminente crisi di panico. Decido di passare dal meccanico, prendere i cavetti e di andare da lui ma poi riesce a risolvere con il portiere.

Vado in ufficio, così tengo la testa impegnata e penso di meno.

Lunedì mia madre verrà ricoverata per l’intervento chirurgico ed io devo accumulare più forza possibile.

Mi sento già sfinita e sono solo all’inizio di questa brutta avventura.

Miagolato il 8 September 2008 - 19:30

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Dicono che c’è un tempo per seminare
e uno che hai voglia ad aspettare
un tempo sognato che viene di notte
e un altro di giorno teso
come un lino a sventolare.

C’è un tempo negato e uno segreto
un tempo distante che è roba degli altri
un momento che era meglio partire
e quella volta che noi due era meglio parlarci.

C’è un tempo perfetto per fare silenzio
guardare il passaggio del sole d’estate
e saper raccontare ai nostri bambini quando
è l’ora muta delle fate.

C’è un giorno che ci siamo perduti
come smarrire un anello in un prato
e c’era tutto un programma futuro
che non abbiamo avverato.

È tempo che sfugge, niente paura
che prima o poi ci riprende
perché c’è tempo, c’è tempo c’è tempo, c’è tempo
per questo mare infinito di gente.

Dio, è proprio tanto che piove
e da un anno non torno
da mezz’ora sono qui arruffato
dentro una sala d’aspetto
di un tram che non viene
non essere gelosa di me
della mia vita
non essere gelosa di me
non essere mai gelosa di me.

C’è un tempo d’aspetto come dicevo
qualcosa di buono che verrà
un attimo fotografato, dipinto, segnato
e quello dopo perduto via
senza nemmeno voler sapere come sarebbe stata
la sua fotografia.

C’è un tempo bellissimo tutto sudato
una stagione ribelle
l’istante in cui scocca l’unica freccia
che arriva alla volta celeste
e trafigge le stelle
è un giorno che tutta la gente
si tende la mano
è il medesimo istante per tutti
che sarà benedetto, io credo
da molto lontano
è il tempo che è finalmente
o quando ci si capisce
un tempo in cui mi vedrai
accanto a te nuovamente
mano alla mano
che buffi saremo
se non ci avranno nemmeno
avvisato.

Dicono che c’è un tempo per seminare
e uno più lungo per aspettare
io dico che c’era un tempo sognato
che bisognava sognare.