Miagolato il 29 December 2008 - 21:57

Sono sopravvissuta anche a questo Natale.
Partita il 23 per Orvieto, arrivo nella mia splendida casa umbra, la casa delle mie radici, dei miei antenati, dove ogni angolo racconta qualcosa e poichè sono circa 800 mq, di cose da raccontare ce ne sono a bizzeffe, si portrebbero addirittura organizzare dei giri turistici. C’è il “muro degli antenati” che mi incanta ogni volta che vengo qui. Facce inespressive ed in posa per foto scattate con i primi mezzi a disposizione, donne acconciate con chignon e sedute su portrone importanti con schiere di bambini tutti rigorosamente vestiti a festa e uomini con baffoni e sguardo altero. Loro sono i miei avi, quelli da cui discendo, quelli a cui devo la mia esistenza ma che non ho mai incontrato e, se non ci fosse mia madre che puntualmente mi ricorda i loro nomi ed i vari “incastri” familiari, io avrei dei grossi problemi a spiegare tutto questo a mio figlio. Bello il muro degli avi, bella questa casa che trasuda di vite passate. Il letto della bisnonna Olga, il comò della trisalvola Agnese, la madia dipinta da mia nonna, il lampadario che il trisavolo prese a Murano, che a comprarlo oggi bisognerebbe chiedere tutto il tfr. I pianoforte rigorosamente neri con porta candele tenuti sempre accordati, gli orologi a pendolo sincronizzati per suonare uno dopo l’altro che evocano film dell’orrore e che da piccola mi terrorizzavano. Mia nonna non li fermava mai perchè era segno di sventura; mia madre, pur non vivendoci, ha incaricato una signora che viene giornalmente a caricarli. Tradizioni. Tutto qui profuma di tradizioni. Il focolare sempre acceso, chiaro segno di vita in casa, la porta sempre aperta, pronta a dare il benvenuto a chiunque sia di passaggio. Oggetti strani, attrezzi serviti a chissà cosa, vecchi occhiali che si mettevano sul naso, piatti inglesi portati dal trisnonno, kit per le messe da campo dello zio prete che ha fatto la campagna d’Africa, che per esigenza di vita mise i pantaloni al posto della tonaca e per questo fu redarguito dalla chiesa. Oggi posso dire che lo zio di mia madre ha fatto da capostipite alla mise dei preti di oggi. Armadi che contengono vite passate, tessuti in canapa fatti a mano, tovaglie ricamate da chissà quale zia, prozia, biszia, triszia, quadrisizia, ricordi del fascio littorio, fotografie, oggetti, editti, medaglie, tirapugni, baionette. Tutto questo è passato da qui. Tutto si è fermato anche per un attimo dentro questa casa. E poi i racconti. Quanto mi piacciono. La notte in cui venne comuniato a mio nonno che mia madre l’indomani avrebbe dovuto consegnare al duce un fascio di fiori. Una notte in cui tutte le donne di casa hanno dovuto cucire il vestito da piccola italiana poichè mio nonno, non tanto fascista, non aveva mai voluto farglielo fare. E la gioia di mia madre nell’avere quel vestitino con quella bella M in metallo sul petto che stava a significare il fatidico “me ne frego” del de cuius e che a causa di famigerato vestitino non aveva mai partecipato alle adunate del sabato mattina…

E la gioia negli occhi di mia madre nel raccontarmi la vita passata, con la voglia recondita nel cuore a non far morire i ricordi. Tutti quanti, indistintamente.

Bello.
La memoria storica mi fa bene all’animo, mi fa sentire parte di un “qualcosa” che prima era molto forte tra le persone e che oggi non lo è decisamente più.
Oltre a tutto ciò, ho lavorato come una matta, sempre in cucina, sempre a preparare pranzi e cene per minimo undici persone, tanto che mi hanno soprannominato “Miss Rossella”, labellissima mammy di Via col Vento.
Ma, anche se stanca morta, non mi importa.
E’ stato un bel Natale, tutti insieme ma stavolta con il cuore.
Forse per la malattia di mia madre, non so e non lo voglio proprio sapere. C’eravamo tutti.

So solo che è stato bello e ne vorrei altri cento di natali così.

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Miagolato il 18 December 2008 - 13:34
Amici, Zampette by Miciastra

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 RENDO ABBASTANZA L’IDEA?

comunque

BUON NATALE A TUTTI!!!

Miagolato il 14 December 2008 - 0:28
Emozioni, Pensieri, Poesie by Miciastra

Il pleure dans mon coeur
Comme il pleut sur la ville;
Quelle est cette langueur
Qui pénètre mon coeur ?
Ô bruit doux de la pluie
Par terre et sur les toits !
Pour un coeur qui s’ennuie,
Ô le chant de la pluie !

Il pleure sans raison
Dans ce coeur qui s’écoeure.
Quoi ! nulle trahison ?…
Ce deuil est sans raison.

C’est bien la pire peine
De ne savoir pourquoi
Sans amour et sans haine
Mon coeur a tant de peine !

Paul Verlaine

Qui la traduzione

Miagolato il 11 December 2008 - 2:00
Zampette by Miciastra

E’ già da un pò che mi sono iscritta su FACEBOOK. L’ho fatto soprattutto per mio figlio che mi ha dato della “cariatide”, di quella non al passo con i tempi, eccetera, eccetera, tanto che mi si sono anche accentuate le rughe…

Bhè, mi son detta - facciamo quest’iscrizione su “’sto coso”, così sono al passo con i tempi, tanto che me ne frega? Non ci andrò mai, non mi piacciono queste cazzate… ”

Tant’è. Faccio l’iscrizione e lì finisce.

Dopo alcuni giorni, cominciano ad arrivarmi  nell’email  richieste d’amicizia di gente che conoscevo da tempo… Ma come? – mi sono detta – perchè mi chiedono amicizia se siamo già amici? Ma cos’è? Che significa? Clicco sul link che faccialibro mi indica e comincio a capire la situazione (lo so, sono un pochino tarda, come si dice da noi in Umbria, ma che devo farci?)

E da lì, inizia un tartassamento continuo e costante, fatto di “causes” demenziali,, di “Kisses”, suggerimenti di amicizie – ma quelle non me le posso scegliere io? – , “adotta un cucciolo” – io ho già una belva in casa – , “qual’è il tuo peg?” – ehhhh?!?!? – , “quanto conosci Roma?” – ma che cazzo te ne frega? Io ci sono nata… – , richieste per inviti ad eventi – ma il mio cell te l’ho dato anni fa, perchè non mi chiami e me lo dici direttamente con la tua bella voce? – , “inviti per gli amici in vendita” – in vendità?!? Ma come… l’amicizia, quel sentimento che si costruisce con gli anni, il sudore, la fatica… Ma come in V E N D I T A … ma è in vendita veramente???? Ed io che credevo in certi valori… che stolta… - , e poi “take the quiz” – no, guarda io sono negata per ’ste cose, non ne indovino una nemmeno a “Chi vuol esser milionario”, tanto che mi sono convinta che rimarrò per sempre povera nella vita – , e poi gli inviti agli “hugs” – bhè a me gli abbracci piacciono F I S I C I, che cazzo me ne frega di abbracciarti virtualmente? Io sono una verace, passionale, sanguigna, così mi sento proprio castrata… -, “Sei fan di Fraccazzo da Velletri? Un amico lo è. Diventa fan” – minchia, questa mi piace, divento fan – “ora sei fan” – fantastico… e poi che succede?!?! – , ultima ma non ultima, la fatidica frase ” Che fai in questo momento?” -  Oddio, che faccio? Leggo faccialibro, mi incastro con tutte queste richieste, perdo il mio tempo dietro a tutte le cazzate che si scrivono, perchè ovviamente tutti scrivono cazzate, visto che tutti leggono tutto, nessuno si mette in gioco, messuno dice che sta di merda, che non ha voglia di andare avanti, che la vita non ha senso, che ti sta sul cazzo il vicino perchè non ti rispetta, che non ha i soldi per arrivare a fine mese, che ha un malato terminale in casa e non sa come affrontare la vita accanto a lui, che è un frustrato sul lavoro, che vorrebbe mandare a quel paese il mondo che non sa chi è lui, che lo ignora del tutto…

No,  tutto il contrario. Ho visto scritte assurde, stupidaggini vere e proprie e mi sono ritrovata a scriverle anche io.

“Oggi mi gira, oggi sono sudato (?) – Buongiorno belle! (Io bella?!?!? a quest’ora assomiglio più ad uno zombi che ad un essere umano)- non è una buona giornata (sapessi la mia) - porto il cane a far pipì (ora mi sento meglio) - chissà se uscirò stasera?( bhè, è un bel dilemma, peggio della fame nel mondo, fai bene a preoccupartene) - non vorrei dormire ma ho sonno ( e dormi, no?) - mi sono alzato alle 9.45 (una grande notizia) - non mi parlate, sono stanca (cazzo scrivi a fare?) - forse vado in Colombia  a Natale ( c’ho piacere per te)… ma non ho mai trovato messaggi tipo ” Ho visto cose che voi umani non potreste immaginare… navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire…”, chissa come mai.

 Io parlo, critico ma devo ammettere che ultimamente sono stata letteralmete fagocitata da “’sta cosa”, come la chiamo, tanto da non leggere più i miei blog quotidiani, non esprimermi più come dico io e tutto ciò mi fa incazzare.

L’unica cosa positiva di tutto questo è che ho ritrovato le mie “amichette del cuore”, quelle due amiche con le quali ho passato un’infanzia ed adolescenza meravigliose.

Solo per questo ringrazio faccialibro.

Per il resto, bhè…lasciamo perdere.

Mi disintossicherò, lo giuro.

E ritroverò i miei spazi.