Miagolato il 13 June 2009 - 21:25
Emozioni, Zampette by Miciastra

Ce l’ho fatta!!!

Oggi, per la prima volta, ho fatto touch down a Fregene, o meglio, Fregggene, come diciamo noi romani perchè ci piace esagerare sulla G, quasi a voler sottolineare che quello lì è il nostro piccolo punto di mare, il luogo d’incontro estivo di noi romani, il primo approccio con il sole. Quando riesci ad andare a Fregene, significa che è iniziata l’estate e la testa si rilassa automaticamente.

Questa mattina mi sono svegliata presto e, dopo aver pulito casa, ho realizzato che quello era il primo weekend senza pioggia e che non l’avevo nemmeno notato, tanto la mia testa è impegnata in troppi pensieri. Fatto sta che ho inviato un sms a InvernoMuto - Andiamo al mare? Non ho fatto nemmeno in tempo a scriverlo, che subito mi è arrivata la sua risposta. Era praticamente già pronto.

Arrivati al “Controvento”, posto assai carino al Villaggio dei Pescatori,  ex parte abusiva, nata negli anni ‘60 ed ora condonata con delle casette sul mare meravigliose, abbiamo preso due lettini ed io mi sono letteralmente buttata a mò di lucertola con la mia Lancaster senza filtri solari (tanto ho la corteccia al posto della pelle), lo spruzzino e le sigarette. Mi sono lasciata andare al rumore del mare e al calore del sole…

Verso le 15.20 il mio amico IM, altrimenti conosciuto come colui che convive con ben tre vermi solitari, mi fissa con gli occhi modello gatto di Shrek e mi dice – PAPPA?

E pappa sia. Non so il perchè, ma quando vado a Fregene, sottostò ad un rito che normalmente detesto: andare a pranzo. Se sto al mare, non mi alzo per andare a mangiare, mi basta un panino e della frutta. Ma qui no, qui è così e basta.

I tavolini sono sulla sabbia e c’è sempre un sottofondo di musica lounge. Pasta con le vongole veraci, Falanghina gelata, un piattino di calamari fritti, due grappe e caffè. Il tutto con il mare negli occhi.

Bellissimo.

Dopo la pappa, di nuovo sul lettino dove ci ha colto il famoso stato vegetativo-post-pranzo con conseguente ninna/coma fino alle 19.20.

A quel punto, al Controvento, scatta in automatico la caipirinha. E’ quasi obbligatorio ed uno dei pochi obblighi che adoro profondamente!!!

Insomma, tramonto, musica, alcool… Cosa volere di più? Verso le 20.15 abbiamo deciso di andare via [anche perchè IM è un tantino chiaro di pelle e temo sempre ustioni di terzo grado, malgrado la profumeria che si porta sempre dietro].

Ora sono a casa sua, mi ha gentilmente regalato una doccia e sto continuando a non fare nulla, anzi bevo dell’ottimo vino rosso, scrivo e mi preparo per un nasi goreng che dall’odore, si preannuncia strepitoso.

Una gran bella giornata.

Mi piace scrivere certe cose, mi fanno proprio bene.

Controvento - Fregene

 

Miagolato il 11 June 2009 - 20:57

 

Men at work, ossia lavori in corso.
Ecco, è così che sto vivendo questo periodo.
Si, rende l’idea alla perfezione. Ovunque io volti la testa, ho qualcosa da fare, da dire, da sbrigare, con tempi  inspiegabilmente stretti e ovviamente sempre e comunque con il livello di difficoltà  al massimo.

Alle volte mi chiedo se sia veramente io quella donna che riesce, ogni santo giorno, a fare tutte quelle capriole e confesso che me ne stupisco ogni volta ed ogni giorno di più.
Spesso penso anche di essere bionica, modello wonder woman, di venire da un altro mondo e quando parlo con venticinquenni che il pomeriggio, dopo l’ufficio, vanno a fare un riposino perchè sono stanchi, bhè, non so più se la strana sono io o loro.

Mi chiedo  – la vita è così come la vivo io oppure sto sbagliando tutto? Una gran bella domanda. Una di quelle che non ti rallegrano di certo la mente.
Certo è che non me la sto godendo molto, non ho il tempo di farlo, sono entrata in un loop e non riesco ad uscirne.
Mi rendo proprio conto di non riuscire a fare cose normalissime che altre persone fanno, chessò, andare in palestra, fare una passeggiata solo per il gusto di farla, starmene sul divano a leggere, una cena fuori con gli amici, visitare un museo, ricominciare a fare gioielli, dipingere, ascoltare un pò di musica, passare una giornata al mare.

 Mica scalare l’Everest o riformulare la teoria della relatività.
Solo cose semplici.

Niente, sono sempre con i lavori in corso, solo che quelli stradali, prima o poi, terminano.
Forse dovrei iniziare a dire di no, a fregarmene, a diventare un pò più stronza, anche se mi si dice che il mio livello non sia poi tanto basso.

Il problema è che io sono buona, forse anche un pò cogliona e prendo a cuore tutto quello che mi circonda.

[Mi si perdoni il francesismo ma, colui he ha disegnato il cartello non avrà mica pensato ad un cumulo di merda?] 

Miagolato il 4 June 2009 - 12:16
Parole by Miciastra

Quante parole si riescono a dire in un minuto?
A volte troppe, altre troppo poche, altre ancora messe alla rinfusa, oppure al posto giusto con l’unico preciso scopo di ferire, il più delle volte per cercare di spiegare e capire, ma per questi ultimi, non sempre accade.
Forse per capire le cose, basterebbe pensare alle parole che si pronunciano per comprenderne il vero significato, alla “parola” in sé e non alla definizione. Se solo pensassimo veramente alle parole che diciamo, avremmo una capacità di capire le cose molto più alta di quella che ci viene concessa dalle definizioni. Quante volte mi è successo di pensare a parole che uso quotidianamente ed improvvisamente non capirne più la definizione di comodo che ne viene data!

Acqua, A – C – Q – U – A
Luce, L – U – C – E
Amore, A – M- O – R – E
Ombra, O – M – B – R- A

In questi giorni le parole che ho più pensato, usato, ascoltato sono: Sonno, Pioggia, Tu, Freddo, Senza, Chiudere, Cosa, Allontanato, Sola, Mare, Dimmi, Più, Sensazione, Caso, Eclatante, Scusa, Cosciente, Leone, Perdere, Fine.
Diventeranno, parte integrante della mia vita, capitoli importanti della mia storia o si limeteranno solo ad essere delle definizioni?

E se le parole non esistessero?
Cosa succederebbe?
Gli eventi accadrebbero ugualmente, il sole sorgerebbe, la pioggia cadrebbe, il mare sarebbe blu, l’amore, l’affetto, l’odio, la paura, la solitudine esisterebbero…
Forse certe volte la cosa giusta da fare sarebbe tacere.
Ecco.
Oggi sarebbe la giornata giusta.

Wordle: Parole