Miagolato il 28 May 2010 - 1:44
Dolore, Zampette by Miciastra

Bella la sabbia.

E’ morbida, ti avvolge e fa sembrare che tutto sia morbido.

Mi immedesimo nei miei passi, cerco di mantenere un equilibrio per sentirmi meglio, per non cadere, non voglio inciampare perché mi faccio male se cado ancora una volta. Ho paura di fare un passo dopo l’altro, non voglio perdere l’equilibrio; ho bisogno di capisaldi in questo momento e non ne trovo. Ho bisogno di tranquillità, di sentimi serena, di fare i miei passi su un terreno più stabile.

Ho paura.

Accidenti, ne se ho.

Vorrei che questa sabbia fosse più dura, che mi facesse sentire più stabile sui miei passi.
Per ora, vado avanti, incerta, ma cerco di camminare dritta, guardando avanti, anche se ora non riesco a vedere il mare. Vacillo, perdo l’equilibrio, ma, per ora, cerco di non cadere, cerco di tenermi in equilibrio, ho paura e non voglio perdermi
In questo momento sento che devo cercare di farlo.
Ma vorrei riuscire a vedere il mare.
In fondo, sto camminando sulla spiaggia…

In fondo io amo il mare…

Miagolato il 25 May 2010 - 23:44
Amici, Zampette by Miciastra

Che bella è la notte.
Il buio riesce e mitigare il dolore e il silenzio che aleggia, mi fa sentire meglio. Mi piace stare qui, sul mio terrazzo, al buio nel silenzio assoluto. Sento il rumore del servizio per lo smaltimento dei rifiuti in lontananza e guardo le luci tipiche dei lampioni di Roma.
Bello, mi piace.
I palazzi del ‘30 incorniciano questo magico quadro e l’aria fresca mi crea dei piccoli brividi molto piacevoli.
Che bella la mia città, che bello questo silenzio quasi irreale, accompagnato da luci e sguardi improvvisati…
Ne ho bisogno, necessito di tutto questo…
E’ una bella notte per cercare di dissipare il dolore nel cuore.
Oggi, una mia grande amica compie 50 anni.
E’ un grande giorno.
Dai…

Miagolato il 25 May 2010 - 23:07

Sono giornate burrascose, le mie.
Fagocitata letteralmente dal lavoro che, in maniera incessante ed inclemente, non lascia respiro. Fatico a stare dietro a tutto perchè è troppo, soprattutto dopo un periodo simile. Vorrei non fare nulla, lasciarmi andare al niente più assoluto, all’apatia che segue un momento burrascoso. La quiete dopo la tempesta, Ma, niente. Situazioni vorticose, fatica fisica, pensieri post euforia. Tutto sembra andare contro la mia natura attuale, il mio desiderio di non parlare con nessuno, la mia voglia di non fare un cazzo, perchè di cazzi, fino a qualche giorno fa, ne ho visti tanti e risolti altrettanti.

Silenzio e respiro.

Ecco di cosa avrei bisogno in questo momento.

Mi accorgo che non riesco a respirare, non riesco a dormire, non riesco a quietare l’anima e nemmeno il fisico . Sono tesa, tesissima e, alle volte, mi do fastidio da sola.

Quando cerco di spiegare che sto vivendo un periodo decisamente particolare, mi sto automaticamente sul cazzo.

Ma è così e non posso cambiare le cose. Magari potessi farlo. Magari davvero…

E passo i miei giorni, le mie ore  a sperare in un qualcosa di meglio, di più sereno.

Breathless, come dicono gli inglesi.

E rende proprio l’idea.

Miagolato il 24 May 2010 - 23:04
Pensieri, Pillole by Miciastra

Piove da troppo tempo, oramai. Piove ogni giorno, anche se la mattina c’è un sole stupendo.
Piove in continuazione e non ne posso più.
Ho l’anima in cantina e tutto questo grigiore non mi fa bene.
Mi sento defraudata del calore, del sole, dell’energia necessaria per affrontare la vita che sto vivendo in questo preciso istante.
Ho voglia di sentire i raggi sulla pelle, di chiudere gli occhi e percepire la luce, il tepore di queste giornate di maggio.
Avrei voglia di stendermi sulla sabbia, di chiudere gli occhi e di annullare la mente.
Non facile.
E il tempo non mi aiuta davvero.

Miagolato il 23 May 2010 - 3:20
Dolore, Pensieri, Zampate by Miciastra

Periodo decisamente negativo, qualora necessitasse mai di una qualsiasi classificazione. Negativo forse è una terminologia impropria. Periodo di merda è forse riduttivo; di merdaccia nera calza quasi a pennello. Che dire? Non riesco più a scrivere su questo spazio che per un lungo periodo ho sentito “mio” totalmente e nel quale mi sono identificata profondamente. Colpa di facebook, che ti porta a gestire l’effimero? Colpa del tempo che in maniera inclemente incalza e non ti lascia respirare? Colpa dell’estrema e profonda pigrizia che aleggia nell’essere? Bho.

Sta di fatto che non scrivo più anche se di cose da dire ne avrei.

E ne ho tante. Sangue. Stasera rieccheggia nella mia anima questa parola, che più che una qualsiasi parola è una macchia che ho sulla mano e che i provoca dolore profondo. Sangue. Cazzo, è sangue vero.

Ma che cosa è accaduto? Perchè sono arrivata ad avere del sangue non mio sulla mia mano? Io lo so. E’ un periodo straordinario della mia vita. E per straordinario  intendo qualcosa che non ha nulla a che fare con l’aggettivo comuneente usato. Straordinario può riferirsi a concetti, situazioni, pensieri, emozioni, gesti, azioni totalmente negativi. Ed è infatti così. Periodo di merda davvero. Periodo in cui rivedo tutta la mia vita e, come cita la Vanoni, con bilanci che non hanno quadrato mai e che solo ora mi cadono addosso, come grandine. Affronto un momento di transizione; passaggi per forza dolorosi, colmi di astio, rancori, pene, paure estreme, preconcetti e quant’altro. Più, la paura di affrontare il giorno dopo, che non è da sottovalutare.

Mi accorgo, o meglio, mi si paventa l’impossibilità di comunicazione; un muro duro, erto, difficile da buttare giù. E rimbalzo su questo muro; provo a spiegare i miei sentimenti,  le mie ragioni, quello in cui credo, il mio dolore, il risentimento, il mio essere diffidente, le mie paure ma … niente.

Quello che ottengo è ancora una volta  un contrasto inesistente, inutile, deleterio, confusionale. Mi sento decisamente persa nel nulla più assoluto e dio sa quanto io detesti la neutralità. Ho cercato, a modo mio, di spiegare, di far comprendere il mio più profondo io, di accettare le altrui reazioni, anche se incomprensibili ai miei occhi, mi sono messa “in berlina”, ho parlato chiaro. Credo.

Tutto quello che ho è del sangue non mio sulla mia mano. E non è un bel risultato. Non ne sono fiera e mi fa solo male.

E poi penso che di dolore  in questo momento ne ho già a sufficienza.

Vorrei chiudere gli occhi e svegliarmi in una realtà diversa.

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