Miagolato il 14 November 2010 - 0:22
Dolore, Paura by miciastra

ASL, CUP, CAD, TAC, RMN, RMC.
Sigle su sigle.
Sto vivendo di queste sigle che, fino a qualche anno fa, non ne conoscevo l’esistenza.
E quando entri in contatto con loro, significa che ti trovi in un mondo parallelo, fatto di sofferenze, dedali inesplorati in cui non trovi mai l’uscita, anche se la cerchi affannosamente.

Ed eccomi qui, a convivere con con una vita che non vorrei, con giganti cattivi che mi guardano i cagnesco e mi sfidano di continuo.

Eppure queste sigle rappresentano la “salvezza” per certe persone…

ASL – Azienda Sanitaria Locale
CUP – Centro Unico Prenotazioni
CAD – Centro Assistenza Domiciliare
TAC – Tomografia Assiale Computerizzata
RMN – Risonanza Magnetica Nucleare
RMC – Risonanza Magnetica con Contrasto

Sigle importanti, per molti, assolutamente vitale.

Ecco la mia vita da qualche tempo a questa parte. E mi muovo come un bambino in un mondo inesplorato ma con la saggezza di un vecchio che sa tutto quello che lo aspetta, anche se è consapevole che non si sentirà mai pronto a quello che la vita gli presenterà.

Vedo mia madre morire, giorno dopo giorno, con la consapevolezza che arriverà quel momento e che, ne io ne lei, ne saremo mai pronte.

E’ una donna forte lei, l’ha sempre dimostrato in tutta la sua vita ed ora, paradossalmente, lo è ancora di più. La sua consapevolezza della morte mi annienta, mi sento piccola, sono figlia e non voglio smettere di esserlo. Mi sento ancora  dipendente da lei, malgrado i miei 46 anni e non posso immaginare un mondo senza mia madre. So che mi sentirò persa ed avrò paura.

Ma tanta paura.

In questo momento sono io il cardine di questa situazione. Sono donna e devo occuparmi di un’altra donna che sta male. Non ci sono fratelli, compagni, amiche. Ci sono solo io e mi trovo a gestire un disagio fisico, fatto di pannoloni e pianti, di consapevolezza di quello che avverrà, tranquillizzando stupidamente un compagno di vita di oltre 40 anni, un fratello incapace di affrontare la situazione, un nipote 15enne che la ama profondamente e al quale dovrò rendere conto.

Ecco. Mi trovo nel bel mezzo di sigle strambe, dolore, ansie, paure e devo trovare la forza di gestire tutto questo.

Lo faccio, lo farò, ci sono, ci sarò, trovo la forza e dovrò trovarla anche per dopo ma ho dovuto mettere il mio cuore da qualche parte, sto cercando di renderlo immune alla difficoltà oggettiva attuale. L’ho spugnato, sto cercando di proteggerlo dal dolore, creando una sorta di muro tutt’intorno, agendo in maniera totalmente normale, vivendo la vita di tutti i giorni, ma io so che non è così.

Sigle.

Mi ritrovo a sperare nelle sigle. spero nella loro bontà.

Lunedì ci sarà una TAC e poi un RMN e poi chissà…

Eh già, chissà…

che dolore grande al cuore…

Come mi sento piccola ed inutile…

Il senso di inutilità ed impotenza è tremendo.