Miagolato il 16 October 2009 - 23:58
Bho, Sprazzi by Miciastra

Non le trovo.
Dove sono?
Mi servono.
Non riesco a stare in equilibrio.
Vacillo.
Ho paura di cadere.
Mi sento come un funambolo.
Non voglio guardare giù.
Ho paura di vedere il vuoto ed il terrore di scoprire che non è intorno a me, ma dentro di me.

Miagolato il 25 September 2009 - 21:25
Amici, Emozioni, Pensieri by Miciastra

Certi posti sono come la cioccolata: ogni volta che ci torni, hanno sempre lo stesso buon gusto.
Ed eccomi di nuovo qui, a casa di IM, nella sua bicocca per una serata tranquilla, fuori dal tempo e dai numeri.

Il mio amico mi coccola sempre ogni volta che varco questa soglia, quindi sono qui con un buon bicchiere di vino rosso e una strepitosa selezione musicale mentre lui apparecchia in terrazzo e cucina cicoria ripassata, patatine fritte ed uno splendido filetto.

 Lo osservo mentre si muove nella minusola ma attrezzatissima cucina che la sottoscritta ha ideato e realizzato. Gira e rigira la cicoria nella padella e si muove velocissimo, come sempre.

 ”Me lo daresti un altro goccino di vino?” – non faccio nemmeno in tempo a chiederlo, che già ha la bottiglia in mano. Voglio proprio bene a InvernoMuto, anche se spesso mi fa incazzare proprio…

 Continuo a scrivere e lui si agita tra la ucina ed il terrazzo. La sua è un’eterna battaglia con ciò che lo circonda, anche con le cose inanimate!!!

 “I’m starting with the man in the mirror, I’m asking him to change his ways and no message could have been aany clearer if you wanna make the world a better place…” rieccheggia in quest’aria ormai non più afosa come qualche tempo fa.

Daphne mi guarda e non capisce perchè io non l’abbia presa ancora in braccio da quando sono arrivata. Dopo lo faccio, ora osservo, annuso e cerco di godere di quello che sto vivendo. In fondo mi basta poco.

Le patatine sono quasi pronte, il che significa che a breve il mio amico cuocerà la carne e poichè ci piace al sangue, saranno sufficienti pochi minuti.

Ho voglia di rilassarmi e penso che ci riuscirò.

“Andiamo a tavola?” Eccomi, amico mio.

[mi viene un pò da piangere ma non lo farò].

Grazie IM.

 ORE 23.15

“Monday, took her for a drink on Tuesday and were making love by Wednesday and on Thursday & Friday & Saturday we chilled on Sunday. I met this girl on Monday took her for a drink on Tuesday we were making love by Wednesday and on Thursday & Friday & Saturday we chille… Since I met this special lady ooh yeah I can’t get her of my mind. She’s one of a kind and I ain’t about to deny it it’s a special kind thing with you…”

Craig David mi piace proprio.

Ottima cena.

Ottimo tutto.

Bell’aria nell’aria che ‘è.

Socchiudo gli occhi [anche se mi riesce difficile farlo veramente] e mi lascio andare alla musica…

 

Miagolato il 23 September 2009 - 15:03
Parole, Pensieri by Miciastra

Eccomi di nuovo nella mia bella Roma. E’ un lungo periodo di viaggi per me, mi sento un pò zingara.

Ma forse nulla arriva a caso.

Genova è una città incantevole, pulita, curata, che odora di mare in ogni suo punto e questo odore rende tutti diversi, più felici, oppure rende felice solo me, non so bene.
Ha dei colori tenui, quasi sbiaditi, forse un pò pastello che ben si amalgamano tra le montagne che scendono sul mare.


Bella davvero.

Ho passato giorni faticosi, impiegando le mie forze al massimo per un evento mondiale molto importante e mi ritengo soddisfatta di ciò che ho fatto. Sono brava nel mio lavoro e chi mi conosce sa che non sto affatto esagerando.

Ma ora sono qui ed avrei voglia di restarci per un pò ma so già che non sarà così perchè sono prossima ad un altro evento mondiale a Reggio Calabria e dovrò andare giù spesso per organizzare tutto al meglio.

Ma forse nulla arriva a caso.

Forse è meglio che il mio cervello ed il mio corpo non si fermino per il momento, per non lasciare spazio a dolori latenti che, come falchi, altro non aspettano che saltarmi addosso.

Miagolato il 13 September 2009 - 2:33
Emozioni, Zampette, viaggi by Miciastra

Sono qui per lavoro e ci resterò per 11 giorni. Bella città. Ci sono già stata sempre per lavoro nel 1998 ed ho dei ricordi molto belli. Serata a Portofino, posto utraterreno, magico, etereo… semplicemente fantastico.Sarò qui fino al 20 settembre per un grande evento internazionale che ho l’onore di organizzare… bellissima emozione…

Portofino

Miagolato il 13 June 2009 - 21:25
Emozioni, Zampette by Miciastra

Ce l’ho fatta!!!

Oggi, per la prima volta, ho fatto touch down a Fregene, o meglio, Fregggene, come diciamo noi romani perchè ci piace esagerare sulla G, quasi a voler sottolineare che quello lì è il nostro piccolo punto di mare, il luogo d’incontro estivo di noi romani, il primo approccio con il sole. Quando riesci ad andare a Fregene, significa che è iniziata l’estate e la testa si rilassa automaticamente.

Questa mattina mi sono svegliata presto e, dopo aver pulito casa, ho realizzato che quello era il primo weekend senza pioggia e che non l’avevo nemmeno notato, tanto la mia testa è impegnata in troppi pensieri. Fatto sta che ho inviato un sms a InvernoMuto - Andiamo al mare? Non ho fatto nemmeno in tempo a scriverlo, che subito mi è arrivata la sua risposta. Era praticamente già pronto.

Arrivati al “Controvento”, posto assai carino al Villaggio dei Pescatori,  ex parte abusiva, nata negli anni ‘60 ed ora condonata con delle casette sul mare meravigliose, abbiamo preso due lettini ed io mi sono letteralmente buttata a mò di lucertola con la mia Lancaster senza filtri solari (tanto ho la corteccia al posto della pelle), lo spruzzino e le sigarette. Mi sono lasciata andare al rumore del mare e al calore del sole…

Verso le 15.20 il mio amico IM, altrimenti conosciuto come colui che convive con ben tre vermi solitari, mi fissa con gli occhi modello gatto di Shrek e mi dice – PAPPA?

E pappa sia. Non so il perchè, ma quando vado a Fregene, sottostò ad un rito che normalmente detesto: andare a pranzo. Se sto al mare, non mi alzo per andare a mangiare, mi basta un panino e della frutta. Ma qui no, qui è così e basta.

I tavolini sono sulla sabbia e c’è sempre un sottofondo di musica lounge. Pasta con le vongole veraci, Falanghina gelata, un piattino di calamari fritti, due grappe e caffè. Il tutto con il mare negli occhi.

Bellissimo.

Dopo la pappa, di nuovo sul lettino dove ci ha colto il famoso stato vegetativo-post-pranzo con conseguente ninna/coma fino alle 19.20.

A quel punto, al Controvento, scatta in automatico la caipirinha. E’ quasi obbligatorio ed uno dei pochi obblighi che adoro profondamente!!!

Insomma, tramonto, musica, alcool… Cosa volere di più? Verso le 20.15 abbiamo deciso di andare via [anche perchè IM è un tantino chiaro di pelle e temo sempre ustioni di terzo grado, malgrado la profumeria che si porta sempre dietro].

Ora sono a casa sua, mi ha gentilmente regalato una doccia e sto continuando a non fare nulla, anzi bevo dell’ottimo vino rosso, scrivo e mi preparo per un nasi goreng che dall’odore, si preannuncia strepitoso.

Una gran bella giornata.

Mi piace scrivere certe cose, mi fanno proprio bene.

Controvento - Fregene

 

Miagolato il 11 June 2009 - 20:57

 

Men at work, ossia lavori in corso.
Ecco, è così che sto vivendo questo periodo.
Si, rende l’idea alla perfezione. Ovunque io volti la testa, ho qualcosa da fare, da dire, da sbrigare, con tempi  inspiegabilmente stretti e ovviamente sempre e comunque con il livello di difficoltà  al massimo.

Alle volte mi chiedo se sia veramente io quella donna che riesce, ogni santo giorno, a fare tutte quelle capriole e confesso che me ne stupisco ogni volta ed ogni giorno di più.
Spesso penso anche di essere bionica, modello wonder woman, di venire da un altro mondo e quando parlo con venticinquenni che il pomeriggio, dopo l’ufficio, vanno a fare un riposino perchè sono stanchi, bhè, non so più se la strana sono io o loro.

Mi chiedo  – la vita è così come la vivo io oppure sto sbagliando tutto? Una gran bella domanda. Una di quelle che non ti rallegrano di certo la mente.
Certo è che non me la sto godendo molto, non ho il tempo di farlo, sono entrata in un loop e non riesco ad uscirne.
Mi rendo proprio conto di non riuscire a fare cose normalissime che altre persone fanno, chessò, andare in palestra, fare una passeggiata solo per il gusto di farla, starmene sul divano a leggere, una cena fuori con gli amici, visitare un museo, ricominciare a fare gioielli, dipingere, ascoltare un pò di musica, passare una giornata al mare.

 Mica scalare l’Everest o riformulare la teoria della relatività.
Solo cose semplici.

Niente, sono sempre con i lavori in corso, solo che quelli stradali, prima o poi, terminano.
Forse dovrei iniziare a dire di no, a fregarmene, a diventare un pò più stronza, anche se mi si dice che il mio livello non sia poi tanto basso.

Il problema è che io sono buona, forse anche un pò cogliona e prendo a cuore tutto quello che mi circonda.

[Mi si perdoni il francesismo ma, colui he ha disegnato il cartello non avrà mica pensato ad un cumulo di merda?] 

Miagolato il 4 June 2009 - 12:16
Parole by Miciastra

Quante parole si riescono a dire in un minuto?
A volte troppe, altre troppo poche, altre ancora messe alla rinfusa, oppure al posto giusto con l’unico preciso scopo di ferire, il più delle volte per cercare di spiegare e capire, ma per questi ultimi, non sempre accade.
Forse per capire le cose, basterebbe pensare alle parole che si pronunciano per comprenderne il vero significato, alla “parola” in sé e non alla definizione. Se solo pensassimo veramente alle parole che diciamo, avremmo una capacità di capire le cose molto più alta di quella che ci viene concessa dalle definizioni. Quante volte mi è successo di pensare a parole che uso quotidianamente ed improvvisamente non capirne più la definizione di comodo che ne viene data!

Acqua, A – C – Q – U – A
Luce, L – U – C – E
Amore, A – M- O – R – E
Ombra, O – M – B – R- A

In questi giorni le parole che ho più pensato, usato, ascoltato sono: Sonno, Pioggia, Tu, Freddo, Senza, Chiudere, Cosa, Allontanato, Sola, Mare, Dimmi, Più, Sensazione, Caso, Eclatante, Scusa, Cosciente, Leone, Perdere, Fine.
Diventeranno, parte integrante della mia vita, capitoli importanti della mia storia o si limeteranno solo ad essere delle definizioni?

E se le parole non esistessero?
Cosa succederebbe?
Gli eventi accadrebbero ugualmente, il sole sorgerebbe, la pioggia cadrebbe, il mare sarebbe blu, l’amore, l’affetto, l’odio, la paura, la solitudine esisterebbero…
Forse certe volte la cosa giusta da fare sarebbe tacere.
Ecco.
Oggi sarebbe la giornata giusta.

Wordle: Parole

Miagolato il 29 May 2009 - 19:58
Emozioni, Pillole by Miciastra

Davanti a me il cielo, le case, i balconi colmi di fiori.
Belli i fiori. Quanto sono colorati… Vedo il ricosperma, le peonie, gli oleandri, i gerani rosso fuoco.
Alberi maestosi, pini secolari, una magnolia che regala il meglio di sé.
Il sole sta tramontando e la luce riflessa sugli alberi è stupefacente.
Phil Collins in sottofondo con “In the air tonight”.
Ha ragione lui e le sue parole si sposano con quello che vedo in questo momento.
Arrivano gli odori di cucina da altre case, odori intensi, di altri tempi, che sanno di buono, che mi fanno pensare a mia nonna.
Vedo una gatta che gioca, delle candele accese, una tavola ben apparecchiata.
Vedo l’intento di chiudere la giornata nel miglior modo possibile, vedo la voglia di far rilassare la mia anima, vedo lo sforzo per farmi sorridere, anche solo un pò.
Gli occhi sono lo specchio dell’anima.
L’anima ringrazia.

Miagolato il 15 May 2009 - 22:15
Pensieri by Miciastra

Ci sono sempre nuvole nel cielo. Non è mai completamente sgombro, profondamente celeste, infinitamente infinito. Mi piace questo termine.

C’è sempre qualche nuvola che spunta all’improvviso, quasi per dispetto, quasi a voler significare che non bisogna abituarsi alla compattezza di quell’azzurro, a quel senso di quiete che si percepisce guardando in alto, fissando il nulla, come viene comunemente chiamato.
Ci sono le nuvole, sempre.
Impossibile non vederle.
Impossibile non notarle.
Di solito sono belle.
Quante volte si fantastica sulla loro forma? Guarda… ora sembra un cavallo, ora un viso, ora una tigre…
La compattezza ed il colore attraggono sempre, questo è vero. Quante volte ho sperato che fossero fatte di panna e quanto è bello quando sei in aereo passarci proprio dentro…
Ci penso sempre ogni volta e quando le attraverso mi sento quasi invincibile, forse un pò superman…
Strana sensazione.
Bella, però.
Ma quando i miei piedi calpestano la terra, quando guardo il cielo ed avrei bisogno di vederlo compatto, sgombro, pulito, quando necessito di uniformità con l’unico scopo di acquietare la mia anima sempre in tumulto, allora no, c’è sempre una nuvola a turbare la mia voglia di pace, la mia ricerca di tranquillità, il mio bisogno di infinito per non sentirmi limitata, dove ricerare la mia solitudine, i miei pensieri più reconditi, dove ritrovare la forza di andare avanti.
E’ un periodo particolare per me, molto difficile e francamente non so come affrontarlo, dove trovare la forza per dare a mia volta forza.
Guardo il cielo e lo prego di spazzare via tutte le nuvole.
Ho bisogno di vedere solo la compattezza, senza particolari aggiunti. Ho bisogno di rinforzare l’anima forse solo semplicemtente guardando il blu.

Mi ascolterà?

Miagolato il 21 March 2009 - 21:32

E’ tanto tempo che non scrivo qui su questa mia pagina veramente privata, lontana da tutti e da tutto, il mio piccolo rifugio elettronico.

Ed è anche tanto tempo che non ci vengo, chissà perchè. Quando ho aperto questo blog, ero sicura che ne avrei usufruito alla grande, che sarebbe stata la mia valvola di sfogo, il mio angolo personale, in un certo senso una parte di me. E lo è, questo è certo, ma non so perchè è da un pò che non ci torno. Eppure mi manca. Ci sono giorni che non penso ad altro, che avrei voglia di sedermi e di dire quello che ho dentro. Ma non lo faccio. In questo ultimo periodo mi sono fatta prendere da troppe cose, o meglio, troppe cose mi hanno fagocitata letteralmente. Il lavoro, che in questo periodo è massacrante e chi mi conosce personalmente sa che non sto esagerando, mio figlio, che è fantastico ma che mi fa andare sempre di fretta, mia madre, altalenante ogni giorno che passa, mio fratello, intrigato in vicissitudini familiari estremamente complicate, una mia parente, costretta ad affrontare, a soli ventotto anni, un aborto terapeutico a causa di un cancro maligno al seno. Io vengo dopo tutto questo e so perfettamente che non è poi tanto giusto. Sto reggendo situazioni difficili, ménage complicati, alla costante ricerca di equilibrare sempre tutto. Ho mal di schiena. Ho un dolore acuto alla base del collo che mi atterrisce, mi si bloccano le braccia, non riesco a dormire bene e faccio anche sogni tremendi in cui degli extraterrestri mi devono iniettare un liquido letale e devo andare a morire in Giappone…

Sono una persona con una parola sola ed ho sempre aiutato chi mi ha chiesto una mano. Ultimamente, un amico del nord è venuto a Roma a causa di una serie di problemi personali. Mi ha chiesto una mano ed io, per la prima volta nella mia vita, non ho fatto praticamente nulla. Mi è dispiaciuto molto e mentre stavo in Sardegna per lavoro, non ho fatto altro che pensare a questo. Questa non sono io. La miciastra che io conosco è sempre stata diversa, non mi piace la miciastra di oggi.

Giraffa e Ibi mi chiedono come sto. Non lo so proprio. Veramente. Cerco di guardare avanti, mi faccio forza, sono un leone e da leone vorrei comportarmi. Ma, alle volte, mi accorgo che mi mancano le unghie, che non riesco a cacciare, non ce la faccio a stare sdraiata al sole, che non individuo la preda e soprattutto che non sono il re della foresta in questo momento specifico e vi assicuro che non c’è peggio per un leone di sentirsi una pecora!

Ma dentro di me c’è ancora la miciastra di un tempo, nascosta non so dove, ma c’è. Io lo so. Avrei voglia di andare un giorno al mare e di mangiare al sole, guardando le onde che vanno e vengono, avrei voglia di respirare a pieni polmoni l’aria colma di salsedine o di iodio, come dice sempre mia madre, avrei voglia di sentire la mia voce ed ascoltare le cose che dico ed avrei voglia di dire cose carine, che mi potessero, in qualche maniera, far ridere.

La miciastra che è sempre stata in me, ultimamente mi ha dimenticata in qualche angolo sperduto delle strade di Roma e mi sento un pò persa, un pò strana, un pò male.

Spesso mi dico – dai, stai calma, passerà -ma le mie stesse parole non mi tranquillizzano affatto.

Ma io sono miciastra e spero che MICIASTRA tornerà ad essere se stessa, prima o poi. Meglio prima che poi, perchè non so per quanto ancora riusciurò a reggere questa situazione.

Dedico queste parole a Miciastra, con la speranza che tutto ciò possa servirle per un prossimo giro di boa.